Io solitamente odio a morte i commenti qualunquisti esterofili. Quelli secondo i quali tutto funziona meglio in tutti i Paesi del mondo, compresi luoghi improbabili e con problemi più gravi dei nostri.
Ma l'abominio della Finale di Coppa Italia spostata all'ultimo secondo il mercoledì è una porcata che mi auguro che nessun Laziale dimentichi mai o ridimensioni mai nella vita.
Eravamo troppo presi, al momento, per ragionare lucidamente sulla cosa.
Ora, a bocce ferme, tutto appare evidente.
Il misto di incompetenza, provincialismo, malafede, servilismo verso i più forti che le istituzioni calcistiche hanno dimostrato non ha eguali al mondo. Non riesco a immaginare una cosa del genere se non in una dittatura di 30/40 anni fa.
Ci hanno concesso il contentino del
derby di lunedì facendocelo pagare aizzando una campagna stampa vergognosa, sfrontata, prepotente.
Guardando il calendario degli altri Paesi europei si nota come da nessun'altra parte si sarebbe posto il problema che si è posto in Italia. Le Coppe Nazionali sono state giocate tutte dopo la fine dei rispettivi Campionati.
Ciò che è accaduto da noi è vergognoso. Vergognoso.
Fosse accaduto ai dirimpettai scemi avremmo avuto il Parlamento paralizzato, avrebbero avanzato all'Uefa la richiesta di spostare la Champions League. Avremmo avuto corsivi, riflessioni da parte di "imparziali" addetti ai lavori, opinionisti in TV, tutti a sottolineare gli interessi della maggica da tutelare poiché "non inferiori a quelli della Juve".
Noi no. Noi pensiamo al pareggio di Bergamo, o a se nonostante un furto da regime come quello di Massa dovessimo fare catenaccio o meno con l'Inter, se i cambi contro il Chievo fossero stati azzeccati, eccetera.
Io tutta questa storia non me la dimenticherò mai.