Lo scudetto, i vinelli belli e la pajata griffata

Aperto da fish_mark, 13 Dic 2011, 11:06

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Domizio

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Citazione di: italicbold il 14 Dic 2011, 12:38
Credo fummo eliminati dalla danimarca....

Sì, dalla qualificazione intendevo. Però ho controllato e mi ricordavo bene:
http://www.italia1910.com/partita.asp?idpartita=405

Effettivamente corrisponde alla data di Arezzo-Lazio.

Altro particolare divertente che ogni tanto racconto: lo stadio di Arezzo è accanto ad un parco pubblico che di domenica pomeriggio in primavera era naturalmente affollato di gente del luogo. Beh, alla fine della partita moltissimi erano assiepati accanto alla rete di recinzione ad ammirare la folla di forestieri che se ne usciva mestamente. Sembrava che fossero allo zoo..


Barabba Terzo

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Citazione di: Ulissechina il 14 Dic 2011, 12:46
Andammo ad Arezzo in treno, eravamo in sei, c'era anche mio figlio con un suo amico di scuola, ricordo che entrammo in un ristorante ad Arezzo per pranzare, il propietario non voleva farci entrare, temeva che si facesse casino,  riuscimmo a convincerlo che eravamo gente tranquilla, ;) mangiammo una bistecca e di corsa allo stadio nella curva dove c'erano quelli degli eagles. :since


p.s per Fish: la pajata non doveva essere strisciata (che centra griffata??), ovvero non doveva avere allinterno colori che non fossero quelli del latte della mamma del vitellino, altrimenti come disse Alberto Sordi nel Marchese del Grillo te magnavi la merda.

credo griffata in senso di "firmata", in quanto questa signora Dente credo sia una famosa ristoratrice.

GuyMontag

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Quel giorno curva nord, dalle 9:30 del mattino nei dintorni dello stadio, ma non ho ricordi ahimé di pajate...

Però ad Arezzo c'ero, io e papà portammo pure mia madre (mai vista una partita in vita sua) e la mia futura moglie, che si presentò con i ferri da maglia ed un maglioncino punto croce in realizzazione... (e glieli fecero entrare). C'eravamo TUTTI.

Così come eravamo TUTTI a Pisa pochi anni dopo. Chi si ricorda del vialone di entrata allo stadio di Pisa, stretto e lungo da sentircisi male, invaso da un miliardo di laziali ore prima della partita?

turco

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Lazionetter
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Curva sud.
Allo stadio si andava presto, noi ragazzini strappavamo i pezzetti di carta del giornale da tirare in aria all'ingresso delle squadre. I grandi distribuivano cibi e bevande e giocavano a carte.
I controlli fuori allo stadio non erano così stretti come oggi.
Generalmente prima della partita giocavano sul prato dell'olimpico squadre di allievi o pulcini.
Se non sbaglio l'arbitro era Concetto Lo Bello e diede due rigori alla juve e uno a noi.
Ricordo che Pulici parò un rigore ma l'arbitro lo fece ripetere tra il veleno degli spettatori.
E sempre se non ricordo male parò pure quello ripetuto.

Di quegli anni mi è rimasto in mente un vecchietto di nome Leonida, secco, calvo e con una corona di alloro in testa che suonava la tromba durante la partita passeggiando sui posti in piedi della curva sud.
E il mitico Tassinaro.

Sempre Forza Lazio e  :asrm

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Domizio

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Leonida, come no..

Fai bene a ricordare la curva sud. La curva nord, come la intendiamo adesso, non esisteva. L'epicentro del tifo - tamburi e tifo organizzato per esempio - era sempre in curva sud.

La "colonizzazione" della nord - di solito spopolata, che si riempiva solo in occasione delle partite più imporanti - riguardava soltanto i derby, e solo a partire dalla metà degli anni '70.

Ero piccolo, ma ricordo perfettamente un derby, credo dell'anno prima dello scudetto, in cui si stava in curva sud laziali e romanisti, "mischiati". Cosa impensabile solo pochi anni dopo.

La regola di aprire i cancelli alle dieci poi - durata per tutti gli anni '70 -  sul piano dell'ordine pubblico era davvero una follia. Tre o quattro ore prima della partita si era già tutti dentro, tifoserie avverse comprese, e infatti se ne vedevano davvero di tutti i colori (in particolare in occasione dei Lazio-Napoli e nei derby). Fino alla tragedia di Paparelli.

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