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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: fish_mark il 23 Feb 2011, 17:57

Titolo: TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 23 Feb 2011, 17:57
TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark
(tratto da "La Colata")


Prima puntata
Sognando Londra

In Italia, dopo Italia 90, i comuni cercano di sgravarsi dal peso di gestire gli stadi, un onere economico che gli esangui bilanci pubblici faticano a sostenere. Le società di calcio battono cassa e provano a trasformare la gestione da voce improduttiva a business. Intanto gli stai esistenti vanno in malora, mentre se ne progettano di nuovi, tutto all'insegna della necessità di importare il c.d. "modello inglese".
Il "modello inglese" è un complesso di leggi approvate in Gran Bretagna, dalla fine degli anni ottanta per sconfiggere la violenza dentro e fuori gli stadi, legata alle partite di calcio. Leggi di polizia repressive e nuovo sistema di gestione e organizzazione degli stadi, per renderli più confortevoli e accoglienti per le famiglie e sottrarli al controllo criminale degli hoolingans.
Stadi più piccoli e comodi, posti numerati e senza piste di atletica per favorire la visione delle partite. Strutture di proprietà delle società di calcio, con spazi commerciali e ricreativi, servizi bar e ristoranti, integrati nel tessuto cittadini, facilmente raggiungibili, anche in grado di scoraggiare i violenti e far crescere i ricavi elle società sportive.
Questo modello viene citato come un mantra in tutti i dibattiti utile per risolvere la crisi parallela del "modello italiano": Tale tesi è stata sostenuta in due importanti documenti:
indagine dell'antitrust del 2005-06 dove si compie uno studio approfondito su tutti i profili economici del settore calcistico
relazione conclusiva indagine della commissione cultura della Camera dei deputati del 2006-07, dove ci si pronuncia sul superamento della distinzione tra soggetto proprietario e soggetto fruitore degli stadi, con affidamento alle società di calcio della gestione diretta degli stessi stadi.
Con questo si è alimentata la convinzione che bastino gli stadi di proprietà per risolvere magicamente i problemi delle nostre società sportive.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: surg il 23 Feb 2011, 18:06
Vorrei ricordare che l'Arsenal per costruire il nuovo stadio ha attraversato un periodo di crisi finanziaria superata con la vendita di alcuni giocatori, tra i quali mi sembra Henry e Viera
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: momi il 23 Feb 2011, 18:22

e noi vendiamo Makinwa e Meghni  :)
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: alteadler il 23 Feb 2011, 18:34
Non vedo proprio cosa c'entrino le decisioni su Italia '90.....
Gli stadi, notoriamente, sono stati ristrutturati, ma sono rimati di proprietà di Coni, Comuni, istituzioni. Nessuno, ma proprio nessuno fu messo in condizione di acquisire uno stadio.
Ancora, certo che uno stadio non basta a risanare le finanze di un club, ma tu elimina le spese di affitto domenicale, lascia aprire a lato (o dentro) negozi, ristoranti, spazi per esposizioni o raduni (senza pretendere per forza la costruzione di edilizia abitativa) e poi ne riparliamo. Senza contare che proprio in Gran Bretagna, ma anche in Germania, gli stadi sono stati costruiti con contributi sonanti di sponsor di peso (Emirates, Allianz ecc. ecc.).
E infine, se hai uno stadio che ti fornisce un qualche utile non certo marginale, puoi sempre contrapporti - come hanno fatto in Gran Bretagna - alle richieste (eufemisno per non parlare di ordini tassativi) - che ti scodella Sky, pretendendo tutte le dirette, partite a pranzo, a cena, al mercoledì e al sabato pomeriggio.....

Poi se si vuol dire per forza che il modello italiano è il migliore..... fate pure. Il mondo è pieno di pazzi furiosi.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 23 Feb 2011, 18:43
Seconda puntata

Il supposto virtuosismo del c.d. modello inglese
Gran parte delle società inglesi è proprietaria dello stadio, ma non per gentile concessione degli enti pubblici. Le società acquistano le aree, chiedono i permessi per costruire e accendono mutui per finanziare l'operazione se non dispongano di risorse sufficienti (il Taylor Act nel 1990 mise a disposizione 170 milioni di sterline), nè godono di particolari canali preferenziali o di norme urbanistiche speciali per realizzare i progetti.
Vediamo alcune storie.
Liverpool. Presenta nel 2007 il progetto del New Anfiled a Stanley Park, non lontano dal vecchio stadio: 60 mila posti, investimento per 440 milioni di euro. Via libera nel 2008 consegna prevista per il 2010, ma con la crisi economica nel 2009 Christian Purslow, d.g. del club, fa sapere che senza nuovi investitori non ripartiranno.
Everton. Il ministro delle comunità e degli enti locali, John Denham, boccia il progetto di un nuovo stadio da 50 mila posti nel sobborgo di Kirkby. La società riteneva insufficiente il'impianto del Goodison Park di 40 mila posti costruito nel 1892 presenta quindi il progetto a Kirkby. I tifosi si oppongono al grido "Keep Everton in our city" (potevano rispondergli più semplicemente "you go to Kirkby"), la popolazione della cittadina di Kirkby si oppone, il consiglio comunale apre una trattativa con la società, il partito laburista si spacca, interviene il governo che alla fine blocca tutto. Due le motivazioni: 1) il grande centro commerciale che inciderebbe in modo negativo sulla "viabilità e vivibilità della zona" di Kirkby; 2) l'impianto danneggerebbe i piccoli negozi cittadini, derogando la alla politica urbanistica e commerciale seguita per tutti gli altri operatori.
Per l'Everton un colpo pesante, quando soltanto pochi mesi prima aveva visto fallire un piano di riconversione immobiliare del vecchio Goodison Park. L'a.d. della società Rober Elstone si dice "molto deluso".
Arsenal. La più grande operazione immobiliare degli ultimi anni della periferia nord della capitale. Il vecchio Highbury dimesso e trasformato in complesso residenziale di lusso con appartamenti al posto delle tribune e un grande giardino condominiale dove c'era il rettangolo di gioco. Nuovo impianto qualche centinaia di metri più in là, in un'area abbandonata: 60 mila posti, 400 milioni id euro di investimento, lavori a tempo di record (un anno), lucroso contratto con Emirates. Note negative: proteste residenti e commercianti che lamentano disagi e danni economici: la società deve risarcirli e garantirli spazi adeguati per spostare le attività commerciali.

Equazione proprietà dello stadio e solidità finanziaria.
Il Club del Portsmouth è in amministrazione controllata dal 2010. Il club cambia in un anno sei proprietari ma nessuno in grado di ripianare 70 milioni di euro di buco: eppure ha il suo stadio di proprietà.

Crisi del calcio inglese.
Le 18 squadre della Premier hanno più debiti delle altre 714 società europee messe insieme. In Inghilterra si concentra il 56% dei debiti dell'intero calcio continentale.

Le attività collaterali allo stadio sono redditizie?
Abramovic si vorrebbe disfare volentieri degli alberghi costruiti attorno allo Stamford brige, mentre l'Arsenal non ha costruito centri commerciali nel nuovo stadio.
L'attività extracalcistica che funziona meglio è l'affitto delle sale conferenze. L'emirates viene usato per congressi internazionali del governo inglese, mentre quello del bolton è appetito da aziende private.

Incassi da stadio.
Il 42% del fatturato dei club inglesi proviene dallo stadio, mentre soltanto il 12 per cento è la media delle squadre italiane.
In realtà, va tenuto presente un dato su cui riflettere. Per prevenire la criminalità legata la calcio, si è reso inaccessibile lo stadio alle fasce della popolazione economicamente svantaggiate e statisticamente più soggette a fenomeni di violenza, oltre che con una minore propensione ai consumi collaterali (bar, ristoranti, merchandising). Per una partita del Chelsea si spendono non meno di 60 euro, mentre per l'Inter ne bastano tre volte di meno.
Il calcio inglese come modello di esclusione sociale E' questo un modello da seguire.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Micaveron il 23 Feb 2011, 18:54
cazzarola sti inglesi so' proprio dei deficenti se permettono de vedette na partita a tre metri dal campo e mangiatte una pizzetta senza che i soldi se li imberti il giovannella de turno !
stanno in deficit perche' sperperano e strapagano i giocatori non per gli stadi, se poi fosse vero non capisco come mai trovano investitori arcimiliardari mentre qua' c'e' la cordata degli americani morti de fame, ma mi faccia il piacere !
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
scusa fish, ma non si può discutere così.

tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

la verità non esiste, esistono modelli di gestione corretti e modelli di gestione sbagliati. questo a prescindere dal possedere o meno uno stadio.

tu parli di modello inglese come modello escludente. vorresti dirmi che avere un modello di business che riempie gli stadi invece di svuotarli è escludente?

dove sta scritto che il calcio deve essere 'per tutti'?

prodotti e servizi di qualità costano più di quelli scadenti.
se fai servizi scadenti a prezzi elevati fallisci miseramente nei tuoi intenti di business.

e poi l'uguaglianza stadio di proprietà=ricchezza della squadra te la sei inventata te per dimostrare che è fasulla!
anche avere lo stadio può non portarti ad avere i successi sperati. è l'insieme delle cose (stadio, merchandising, marketing, attività collaterali, affitto aree, etc etc) che può portare al benessere del club, non la sola proprietà dello stadio (che comunque in fase di richiesta prestiti verso le banche aiuta, per esempio).

apprezzo la tua verve, il modo battagliero con cui ti opponi, di certo però lo stai facendo, come direbbe La Rochelle, all'italiana: critichi, portando esempi forvianti, e senza presentare una alternativa credibile.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Il Tenente il 23 Feb 2011, 19:04
tanta carne al fuoco.

Per ora mi limito a precisare che in UK tutte le forme di intrattenimento costano sensibilmente più che da noi (cinema, ristoranti, per non parlare delle sigarette, va beh...), quindi i 60 euro per vedere il Chelsea non mi stupiscono e non mi sembrano neanche troppi.
Senza contare che con stadi più piccoli di quel gigante a cui siamo abituati noi e con l'alto numero di abbonati di diverse squadre della Premier, il numero di biglietti disponibili è generalmente piuttosto basso, quindi possono permettersi di tenere i prezzi più alti per la semplice legge della domanda e dell'offerta.

Insomma, IMHO la storia del "modello di esclusione sociale" mi sembra un po' tirata.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: RubinCarter il 23 Feb 2011, 19:21
Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
scusa fish, ma non si può discutere così.

tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

Ma lui non discute mica.
Impone.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: olandese il 23 Feb 2011, 20:01
(http://web.comhem.se/norre/football_map.gif)
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:50
Rispondo al caro Intruppone per dare una serie di chiarimenti.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
scusa fish, ma non si può discutere così.

Infatti non sto discutendo, ma sto riportando, in sintesi, il contenuto di un libro che peraltro cito "La colata". Quindi non sto facendo discussione, semmai la sto innescando con una documentazione che porto all'attenzione del forum. Poi ognuno ne trarrà le sue conclusioni.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
tu porti degli esempi, li condisci con il tuo stile, li commenti secondo la tua ottica (la conclusione che hai dato all'esempio del Portsmouth è emblematica di quello che voglio dire) e pensi di dire LA VERITA'.

la verità non esiste, esistono modelli di gestione corretti e modelli di gestione sbagliati. questo a prescindere dal possedere o meno uno stadio.

Verissimo, anche se va ricordato che non sto riportando verità ma contenuti di un libro che non ho scritto io.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
tu parli di modello inglese come modello escludente. vorresti dirmi che avere un modello di business che riempie gli stadi invece di svuotarli è escludente?

se riempie 80 mila posti difficile affermare che sia escludente. Se riempie 20 mila posti l'affermazione è più agevole.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
dove sta scritto che il calcio deve essere 'per tutti'?

Effettivamente il calcio nasce come sport di elite, che si giocava nelle università inglesi (metà ottocento). Poi mano a mano diventa sempre più popolare. Dapprima, nella seconda metà dell'ottocento si diffonde nelle città operaie, poi con il novecento, e specie con il professionismo (parliamo degli anni 20) di trasforma definitivamente in sport popolare.
A parte questo riferimento storico, io sono convinto che debba rimanere uno sport per tutti, vista la sua "semplicità". Tutti quanti possono giocarci anche perché il meccanismo è semplice e coinvolgente. Sarebbe un peccato (ri)trasformarlo in sport di elite, come il golf o l'automobilismo.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
prodotti e servizi di qualità costano più di quelli scadenti.
se fai servizi scadenti a prezzi elevati fallisci miseramente nei tuoi intenti di business.

Hai ragione e peraltro è quanto stanno attualmente realizzando i padroni del vapore del nostro calcio.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
e poi l'uguaglianza stadio di proprietà=ricchezza della squadra te la sei inventata te per dimostrare che è fasulla!
Anche qui scambi i contenuti del libro che riporto in sintesi con le mie idee (che non sono molto distanti). In realtà, chi ha propalato da 7 anni a questa parte questa equazione non è né l'estensore di questo post, né l'estensore del libro: indovina chi? E' un imprenditore romano del settore dei servizi.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
anche avere lo stadio può non portarti ad avere i successi sperati. è l'insieme delle cose (stadio, merchandising, marketing, attività collaterali, affitto aree, etc etc) che può portare al benessere del club, non la sola proprietà dello stadio (che comunque in fase di richiesta prestiti verso le banche aiuta, per esempio).
Tutto vero, almeno in teoria, ma aspetta le prossime puntate e vedrai quante delle verità incontestabili verranno messe in discussione.

Citazione di: intruppone23 il 23 Feb 2011, 19:02
apprezzo la tua verve, il modo battagliero con cui ti opponi, di certo però lo stai facendo, come direbbe La Rochelle, all'italiana: critichi, portando esempi forvianti, e senza presentare una alternativa credibile.
Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:54
FACCIAMO (leggermente) OT
rubrica a cura di fish mark

LO STADIO LO FACCIAMO NOI!

Uno stadio rifatto dai tifosi. Materialmente. Muratori per un anno nel tempo libero.
Una storia tedesca, che solo in Germania poteva accadere:
perché, la Germania è il paese europeo dove, di questi tempi, i tifosi accettano meno l'idea di non poter andare allo stadio
perché è tedesco il record europeo di presenze medie per partita di campionato,
perché la Germania è il paese europeo dove, di questi tempi, le regole sono più severe.
La storia. Alla fine della stagione 2007-08 l'Unione Berlin, la squadra della vecchia Berlino Est, che nella Berlino Est si contrapponeva alla Dinamo cara al regime comunista, scopre che il suo stadio, la "Alte Foersterei", la vecchia foresteria, sempre più cadente, non ha i requisiti di sicurezza richiesti per poter ospitare le partite della Serie C tedesca, il torneo a cui l'Union ha il diritto sportivo di partecipare.
O provvedete o niente campionato, il diktat della Bundesliga. Il problema è che i soldi per ristrutturare la Foersterei e adeguarla agli standard minimi obbligatori, non ci sono o perlomeno non ci sono tutti.
Ed ecco la trovata geniale dei sostenitori preoccupati. Per un anno, duemila di loro hanno deciso di lavorare gratis nel tempo libero, in modo da far risparmiare la club 2 dei 15 milioni di euro necessari per il progetto di risistemazione e ammodernamento di un impianto da 20 mila posti. Alcuni tifosi, i più facoltosi, hanno preferito contribuire all'opera con un assegno. Altri ancora si sono fatti carico di rifocillare chi lavorava in cantiere.
Il nuovo stadio è stato poi inaugurato mercoledì 8 giugno 2009, con la prima amichevole pre-campionato disputata per l'occasione contro l'Hertha, la migliore squadra di Berlino. Per la cronaca, la partita è finita 5-3 per l'Hertha.
La storia invece non è finita qui, perché va ricordato che, nel frattempo, i giocatori dell'Union, forse anche per stimolare l'impegno e l'entusiasmo dei tifosi-opeai, durante la stagione in cui i lavori si sono sviluppati ei conclusi, hanno conquistato la promozione in serie B.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 23 Feb 2011, 23:25
TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark
terza puntata

(Il fallito) Tentativo italiano di applicazione del modello inglese.
L'Associazione calcio Reggiana 1919, fallita nel 2005 è stata – finora – l'unica società italiana a possedere e gestire l'impianto. La vicenda è oggi avvolta nell'oblio.
Nel 1993 la Reggiana torna in serie A e la dirigenza ha programmi molto ambiziosi. Si vuole costruire un nuovo stadio: viene costituita una società immobiliare satellite della Reggiana per progettare costruire e gestire un nuovo stadio in periferia.

Viene acquistata un'area in zona non urbanizzata e  senza alcun pregio. Il comune si fa carico di portare le reti di servizi e si accolla gli oneri di urbanizzazione per 9 miliardi di lire. La Reggiana paga la costruzione dello stadio: 27 miliardi di lire per 29 mila posti.
Per il finanziamento dell'opera si mettono in vendita abbonamenti pluriennali (1500 tessere sottoscritte), palchi vip (comprati da 25 imprenditori con contratti decennali da 100 milioni di lire ciascuno) e vengono sponsorizzate le tribune (supermercato per una curva, una banca per i distinti).
Il nome dello stadio viene venduto a un azienda lattiero-casearia. Inaugurazione aprile 1995 con Reggiana-Juventus vinta dai bianconeri con doppietta di Roberto Baggio. Impianto moderno, comodo, senza pista di atletica, posti differenziati e box collettivi, facilmente raggiungibile. Modello inglese in salsa emiliana.
Il miracolo però viene rovinato dalla retrocessione della squadra in serie B. A questo punto viene chiesto al comune di aggiungere dietro i distinti un grande centro commerciale con due torri per avere l risorse per tornare a respirare il calcio di serie A.
In qeusto modo il club si carica di debiti e precipita nelle serie inferiori, mentre divampano contrasti politici all'interon del consiglio comunale per la trasformazione dell'area attigua allostadioin una zona commerciale non prevista dal PRG.
Nel 2002 vi è un cambio di guida societaria con un imprenditore che fiuta il business e utilizza la squadra granata come cavallo di Troia per lucrare sul centro commerciale. Il comune aiuta nella variante urbanistica l'imprenditore che vende le aree diventate preziose e incassa non meno di 20 milioni di euro secondo stime provenienti dal comune.
I lavori vedono il sacrificio di una parte delle tribune per realizzare cinema, negozi, pizzerie, palestre e piscine, mentre la squadra emigra a Cremona per i lavori. A lavori ultimati nel 2007 la Reggiana non c'è più dichiarata fallita l'anno prima.
Risultato di tutta l storia è uno Stadio gioiello sportivo della città, unica applicazione italiana modello inglese, che viene lasciato deperire e messo all'asta dal curatore fallimentare. Anche la torre ricevuta dal comune in cambio della variante viene abbandonata mentre al giunta non sa che farsene e messa all'sta non si trovano compratori.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: seagull il 24 Feb 2011, 00:34
Ho evitato di leggere le 'profonde' tesi descritte a tappe....Ma che vogliamo discutere qui, il 'modello inglese' degli stadi, che comunque non ritengo si possa lontanamente paragonare al 'modello italiano' oppure stiamo discutendo il significato culturale e sociale che il calcio ha in Inghilterra rispetto al 'comunque noi semo i mejo perche' italiani'? Shed some light please...a presto, perche' gli 'inglesi' vanno a dormire a quest'ora ;)

PS:
Se ce ne fosse bisogno, potremmo discutere piu' in la' di come i permessi per costruire stadi, palazzi, negozi, alberghi, baracche (poche) o altro vengono presentati ed eventualmente accordati in questo paese, dove sono felice di vivere.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 11:14
la questione è questa: Big Fish ci informa che il Modello Inglese è meno Modello di quanto crediamo.

Credere è il verbo che stà rovinando il mondo.

Siamo circondati da notizie refrain che ci bombardano come fossimo vasi da riempire e che di fatto ci svuotano.

Ci svuotano della capacità di discernere, rimpendoci però dell'illusione di sapere.

Ogni questione che incide sul Reale, sulla nostra vita, risponde ad uno ed un solo Ordine ben Preciso, Giro d'Affari.

Il Modello inglese è la scatola che impacchetta con tanto di fiocco il Nuovo Calcio come Forma d'Affari di Massa.

Fidelizzare è il Dogma, rendere il Tifoso, il Nuovo Tifoso, il Consumatore Perfetto è l'obiettivo.

Cosicchè l'unica Relazione che esisterà tra voi e l'oggetto del vostro affetto sarà un Relazione Mediata dal Consumo, e chi crede che Consumo, la Mercificazione di tutto l'esistente è soltanto un medium, un tramite, si stà sbagliando di grosso.

Le notizie, le parole, il marketing dell'informazione è la Sacra Messa alla quale Tutti dovete partecipare, e ripetere quando il Nuovo Prete ve lo dirà: compra pro nobis.

fatta questa doverosa Premessa di chiaro stampo antiKapitalista possiamo parlare di Modello Inglese e dire questo:

Non esiste nessun Modello Inglese. E' tutta una grande OPerazione di ricerca Fondi per...

per..ditemelo voi pe che cosa.  :beer:

L'unica cosa certa è che i Loro stadi sono belli, che sono per il Calcio. Ma tutto questo è una eredità, non è frutto di nessun modello inglese.

gli Stadi erano migliori anche prima che si decidesse che gli Hooligans andassero eliminati perchè contriproducenti a che il Calcio diventasse Spendibile per i Veri Padroni del Gioco.

Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Aquila Romana il 24 Feb 2011, 11:43
Citazione di: Il Tenente il 23 Feb 2011, 19:04

Senza contare che con stadi più piccoli di quel gigante a cui siamo abituati noi e con l'alto numero di abbonati di diverse squadre della Premier, il numero di biglietti disponibili è generalmente piuttosto basso, quindi possono permettersi di tenere i prezzi più alti per la semplice legge della domanda e dell'offerta.


Quella legge della domanda e dell'offerta che sembra sconosciuta dalle nostre parti, tristissimi seggiolini di Montemario laterale impolverati che non vedono chiappe di un tifoso dalla finale di Coppa Italia di due anni fa.

Ma che vengono accanitamente posti in vendita (ed inesorabilmente invenduti) alla modica cifra di 70 € anche quando giochi in casa con l'ultima in classifica (44 € per i bambini al di sotto dei 150 cm..)

L'antitesi delle leggi di mercato, un mix di disinteresse ed incapacità di trarre profitto dal proprio prodotto
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 11:47
Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:50
Rispondo al caro Intruppone per dare una serie di chiarimenti.

Grazie per il 'caro'

Infatti non sto discutendo, ma sto riportando, in sintesi, il contenuto di un libro che peraltro cito "La colata". Quindi non sto facendo discussione, semmai la sto innescando con una documentazione che porto all'attenzione del forum. Poi ognuno ne trarrà le sue conclusioni.

Allora le critiche che riporto a te, le sposto all'autore del libro (il cui titolo, che fa pensare ad un ballo latino-americano, in realtà già spiega il taglio che si vuole dare). il di fish mark mi ha fatto pensare fossero opera tua.

Verissimo, anche se va ricordato che non sto riportando verità ma contenuti di un libro che non ho scritto io.

vedi sopra

se riempie 80 mila posti difficile affermare che sia escludente. Se riempie 20 mila posti l'affermazione è più agevole.

non tutti gli stadi di proprietà hanno capienze tanto ridotte. non hanno 80 mila posti, però 40/50 mila si.

Effettivamente il calcio nasce come sport di elite, che si giocava nelle università inglesi (metà ottocento). Poi mano a mano diventa sempre più popolare. Dapprima, nella seconda metà dell'ottocento si diffonde nelle città operaie, poi con il novecento, e specie con il professionismo (parliamo degli anni 20) di trasforma definitivamente in sport popolare.
A parte questo riferimento storico, io sono convinto che debba rimanere uno sport per tutti, vista la sua "semplicità". Tutti quanti possono giocarci anche perché il meccanismo è semplice e coinvolgente. Sarebbe un peccato (ri)trasformarlo in sport di elite, come il golf o l'automobilismo.

il calcio non è d'elite, il calcio è uno sport popolare, forse il più popolare in assoluto. quando dicevo che non deve essere 'di tutti', intendevo dire che può esser fatta una scrematura all'origine, e che non necessariamente bisogna garantire l'accesso a 'chiunque'. e non parlo di reddito, ma di approccio al calcio. chi allo stadio non sa stare, può tranquillamente vederselo da casa!

Hai ragione e peraltro è quanto stanno attualmente realizzando i padroni del vapore del nostro calcio.
Anche qui scambi i contenuti del libro che riporto in sintesi con le mie idee (che non sono molto distanti). In realtà, chi ha propalato da 7 anni a questa parte questa equazione non è né l'estensore di questo post, né l'estensore del libro: indovina chi? E' un imprenditore romano del settore dei servizi.

Quella che porta avanti Lotito è una semplificazione ma, dal suo punto di vista, una verità. la Lazio è quotata in borsa, il suo valore di pende da una serie di fattori 'reali', tra cui le immobilizzazioni attive (vedi stadio).
che poi non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo.


Tutto vero, almeno in teoria, ma aspetta le prossime puntate e vedrai quante delle verità incontestabili verranno messe in discussione.

Ogni cosa ha un lato bianco e un lato nero. le verità incontestabili non esistono, esistono casi positivi e casi negativi.

Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.


Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:06
Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 11:14
la questione è questa: Big Fish ci informa che il Modello Inglese è meno Modello di quanto crediamo.

Credere è il verbo che stà rovinando il mondo.

Siamo circondati da notizie refrain che ci bombardano come fossimo vasi da riempire e che di fatto ci svuotano.

Ci svuotano della capacità di discernere, rimpendoci però dell'illusione di sapere.

Ogni questione che incide sul Reale, sulla nostra vita, risponde ad uno ed un solo Ordine ben Preciso, Giro d'Affari.

Il Modello inglese è la scatola che impacchetta con tanto di fiocco il Nuovo Calcio come Forma d'Affari di Massa.

Fidelizzare è il Dogma, rendere il Tifoso, il Nuovo Tifoso, il Consumatore Perfetto è l'obiettivo.

Cosicchè l'unica Relazione che esisterà tra voi e l'oggetto del vostro affetto sarà un Relazione Mediata dal Consumo, e chi crede che Consumo, la Mercificazione di tutto l'esistente è soltanto un medium, un tramite, si stà sbagliando di grosso.

Le notizie, le parole, il marketing dell'informazione è la Sacra Messa alla quale Tutti dovete partecipare, e ripetere quando il Nuovo Prete ve lo dirà: compra pro nobis.

fatta questa doverosa Premessa di chiaro stampo antiKapitalista possiamo parlare di Modello Inglese e dire questo:

Non esiste nessun Modello Inglese. E' tutta una grande OPerazione di ricerca Fondi per...

per..ditemelo voi pe che cosa.  :beer:

L'unica cosa certa è che i Loro stadi sono belli, che sono per il Calcio. Ma tutto questo è una eredità, non è frutto di nessun modello inglese.

gli Stadi erano migliori anche prima che si decidesse che gli Hooligans andassero eliminati perchè contriproducenti a che il Calcio diventasse Spendibile per i Veri Padroni del Gioco.

faccio un sunto. dimmi se sbaglio.
Se la penso diversamente da te, nonostante possa motivare questa scelta, sono ottuso e la comunicazione di sistema mi offusca la mente.
Se la penso come te, sono un pensatore libero e dotato di una forte componente critica.

Le discussioni sullo stadio sono sempre belle. da una parte ci sono gli illuminati, che sono contro lo stadio e magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo); dall'altra parte ci sono le capre che seguono la massa e che acriticamente ripetono il mantra lotitiano.

ma ogni tanto scendere dal piedistallo e provare ad intavolare una discussione?

fish_mark, con cui sono in disaccordo sempre e da sempre, almeno ci prova.

tu kim praticamente mai! sui forum secondo me non dovrebbe funzionare così!
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:19
Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:06
faccio un sunto. dimmi se sbaglio.
Se la penso diversamente da te, nonostante possa motivare questa scelta, sono ottuso e la comunicazione di sistema mi offusca la mente.
Se la penso come te, sono un pensatore libero e dotato di una forte componente critica.

Le discussioni sullo stadio sono sempre belle. da una parte ci sono gli illuminati, che sono contro lo stadio e magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo); dall'altra parte ci sono le capre che seguono la massa e che acriticamente ripetono il mantra lotitiano.

ma ogni tanto scendere dal piedistallo e provare ad intavolare una discussione?

fish_mark, con cui sono in disaccordo sempre e da sempre, almeno ci prova.

tu kim praticamente mai! sui forum secondo me non dovrebbe funzionare così!

esagggerato mammamia...

la sinetsi che fai è sbagliata. sembra più la sintesi di una coda di paglia che altro.

vedila così.

ci sono discorsi che vanno per la Maggiore e che quindi chi li "indossa" può permettersi il lusso di sfoggiare una certa nonchalance..
e ce sono altri invece che sanno di "diverso" e che quindi devono essere un pochetto Calcati per essere accettati.

senza tutta stà prosopopea de chi è meglio e chi peggio che mi sà di assolutamente piccolo borghese.

la questione Stadi è un "momento" fondamentale del dibattito intorno al Calcio Moderno.

Io esprimo le mie idee in merito con molta sincerità. Idee che hanno sullo sfondo un idea di Mondo diverso da quello che mi viene continuamente proposto.

ti sembra così allucinante tutto ciò??
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:32
Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:19
esagggerato mammamia...

la sinetsi che fai è sbagliata. sembra più la sintesi di una coda di paglia che altro.

vedila così.

ci sono discorsi che vanno per la Maggiore e che quindi chi li "indossa" può permettersi il lusso di sfoggiare una certa nonchalance..
e ce sono altri invece che sanno di "diverso" e che quindi devono essere un pochetto Calcati per essere accettati.

senza tutta stà prosopopea de chi è meglio e chi peggio che mi sà di assolutamente piccolo borghese.

la questione Stadi è un "momento" fondamentale del dibattito intorno al Calcio Moderno.

Io esprimo le mie idee in merito con molta sincerità. Idee che hanno sullo sfondo un idea di Mondo diverso da quello che mi viene continuamente proposto.

ti sembra così allucinante tutto ciò??

mi sembra allucinante che tu scriva di prosopopea dopo quel tuo post:
una iniezione letale di maiuscole e frasi ad effetto.

mi sembra allucinante che tu parli di coda di paglia. ti sembra che le risposte che do siano tipiche di uno che ha coda di paglia? fai te.

mi sembra allucinante che se uno ti suggerisce di scendere dal piedistallo, tu risponda con queste affermazioni. quella sul 'piccolo borghese' mi ha fatto sorridere per la presunzione che trasuda.

mi sembra allucinante che su un argomento reale e pratico, come uno stadio di calcio, si risponda portando ad esempio idee di Mondo possibile.

la mia idea di Mondo vede l'Italia simile ai paesi del nord europa come cultura del rispetto e del dovere, e la Lazio squadra più forte del mondo.
sono cose raggiungibili? di certo non nel breve, quindi evito di affermare che siano possibili nel qui e ora.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:37
a parte questo, io ho una mia idea di stadio sullo stadio, e ho delle motivazioni per affermare il mio assenso.
motivazioni giuste o sbagliate, ma formatesi nel tempo per via degli studi che ho fatto e del lavoro che faccio.
motivazioni che da anni riporto su questo forum.

ormai parlare di stadio in questi post è inutile. altri netter hanno mollato e sono rimasti i don quixote per cui i mulini a vento sono l'espressione massima di aderenza alla realtà.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:45
Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:32
mi sembra allucinante che tu scriva di prosopopea dopo quel tuo post:
una iniezione letale di maiuscole e frasi ad effetto.

mi sembra allucinante che tu parli di coda di paglia. ti sembra che le risposte che do siano tipiche di uno che ha coda di paglia? fai te.

mi sembra allucinante che se uno ti suggerisce di scendere dal piedistallo, tu risponda con queste affermazioni. quella sul 'piccolo borghese' mi ha fatto sorridere per la presunzione che trasuda.

mi sembra allucinante che su un argomento reale e pratico, come uno stadio di calcio, si risponda portando ad esempio idee di Mondo possibile.

la mia idea di Mondo vede l'Italia simile ai paesi del nord europa come cultura del rispetto e del dovere, e la Lazio squadra più forte del mondo.
sono cose raggiungibili? di certo non nel breve, quindi evito di affermare che siano possibili nel qui e ora.

mesà che devi legge meglio. e soprattutto abbassare i toni.
piccolo borghese era il giudizio che davo a ciò che tu mi imputavi, lo stare sul piedistallo.
cercavo di spiegarti il perchè non mi interessa più di tanto come approccio.
sulle frasi ad effetto e le maiusole credo che possiamo glissare essendo niente altro che scelte mie, opinabili, ma che credo non rechino danno a nessuno.
poi??
sulla Presunzione che riscontri nei miei post ho provato a spiegare con l'esempio degli abiti...non hai colto. vabbè. prendo atto che pensi che quello che scrivo è presuntuoso.
non è che si può piacere a tutti.

dopo questa precisazione comunicativa che interessa solo noi, e forse manco noi, torniamo a Bomba.

La Relazione che lega le Scelte sul Calcio al Concetto di Mondo è enorme.
Se non la vedi vedi hai problemi di vista.
Cosa ben diversa è dire che quel concetto di mondo, di sua organizzazione intorno al consumo, piace o meno.
a te piace a me no.

Il Nord Europa QUale?????

Cosa è sta cultura del rispetto e del Dovere???

Rispetto a chi Divere verso cosa?
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:50
Citazione di: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 12:45
mesà che devi legge meglio. e soprattutto abbassare i toni.
piccolo borghese era il giudizio che davo a ciò che tu mi imputavi, lo stare sul piedistallo.
cercavo di spiegarti il perchè non mi interessa più di tanto come approccio.
sulle frasi ad effetto e le maiusole credo che possiamo glissare essendo niente altro che scelte mie, opinabili, ma che credo non rechino danno a nessuno.
poi??
sulla Presunzione che riscontri nei miei post ho provato a spiegare con l'esempio degli abiti...non hai colto. vabbè. prendo atto che pensi che quello che scrivo è presuntuoso.
non è che si può piacere a tutti.

dopo questa precisazione comunicativa che interessa solo noi, e forse manco noi, torniamo a Bomba.

La Relazione che lega le Scelte sul Calcio al Concetto di Mondo è enorme.
Se non la vedi vedi hai problemi di vista.
Cosa ben diversa è dire che quel concetto di mondo, di sua organizzazione intorno al consumo, piace o meno.
a te piace a me no.

Il Nord Europa QUale?????

Cosa è sta cultura del rispetto e del Dovere???

Rispetto a chi Divere verso cosa?

?
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Kim Gordon il 24 Feb 2011, 13:02
Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 12:50

?


?   
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 24 Feb 2011, 15:01
Rispondo ad alcune osservazioni del caro intruppone

il calcio non è d'elite, il calcio è uno sport popolare, forse il più popolare in assoluto. quando dicevo che non deve essere 'di tutti', intendevo dire che può esser fatta una scrematura all'origine, e che non necessariamente bisogna garantire l'accesso a 'chiunque'. e non parlo di reddito, ma di approccio al calcio. chi allo stadio non sa stare, può tranquillamente vederselo da casa!

Premesso che il calcio è diventato uno sport popolare, hai ragione sull'approccio al calcio e sulla indesiderabilità di certi comportamenti, ma per questo sono sufficienti gli ordinari strumenti di polizia.
Per risolvere questo problema, invece, si è ricorsi e si ricorre sempre più a provvedimenti eccezionali che non hanno risolto nulla e che anzi hanno appesantito inutilmente il clima dentro e fuori e lo stadio.

Quella che porta avanti Lotito è una semplificazione ma, dal suo punto di vista, una verità. la Lazio è quotata in borsa, il suo valore di pende da una serie di fattori 'reali', tra cui le immobilizzazioni attive (vedi stadio). che poi non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo.

Anzitutto, le c.d. immobilizzazioni attive (vedi stadio) hanno un costo di realizzazione e di mantenimento. Sai chi e come sosterrà queste spese?
Quanto al fatto che non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo anche qui, da un lato, si sa poco (vista la grande trasparenza da parte degli imprenditori e delle istituzioni), dall'altro il fatto che sia necessario altro è del tutto opinabile e quindi contestabile.

magari vorrebbero il Flaminio (senza porsi problemi di sorta a riguardo);

Per quanto concerne il Flaminio, soltanto da queste parti (intendo il G.R.A.) si vede la questione in termini problematici vale a dire irresolubili. In qualunque altra città europea si prenderebbe in considerazione seriamente l'ipotesi. Tra l'altro avrebbe un impatto per le casse pubbliche minimo, in termini di trasporti e viabilità, visto che la zona è urbanisticamente matura; d'altra parte con l'auditorium della musica realizzerebbe, definitivamente, la riqualificazione di una intera area. Scusa se è poco.

ormai parlare di stadio in questi post è inutile. altri netter hanno mollato e sono rimasti i don quixote per cui i mulini a vento sono l'espressione massima di aderenza alla realtà.

Altri netter non ne parlano perché ci sono poche notizie al riguardo e anche per la noia mortale che può suscitare un argomento come questo. Ma è normale, specie in un forum di tifosi.
Meno normale è che non si sia avviata ancora una discussione seria a livello pubblico – parlo di consiglio comunale e di forze politiche e sociali della città di Roma – per affrontare il problema e elaborare risposte condivise. In questo e soprattutto per questo la nostra distanza dal nord europea è superiore a quella geografica. Lì c'è una classe dirigente e una opinione pubbliche che discutono e decidono, qui c'è soltanto comunicazione che non produce informazione, che punta a creare consenso ma non partecipazione.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 15:21
Premesso che il calcio è diventato uno sport popolare, hai ragione sull'approccio al calcio e sulla indesiderabilità di certi comportamenti, ma per questo sono sufficienti gli ordinari strumenti di polizia.
Per risolvere questo problema, invece, si è ricorsi e si ricorre sempre più a provvedimenti eccezionali che non hanno risolto nulla e che anzi hanno appesantito inutilmente il clima dentro e fuori e lo stadio.


questo non vuol dire che tramite altri mezzi, finora mai provati, come l'interessamento diretto delle società, non si riesca ad ottenere migliori risultati. Inghilterra e Germania, almeno su questo, fanno scuola. o neanche su questo?


Anzitutto, le c.d. immobilizzazioni attive (vedi stadio) hanno un costo di realizzazione e di mantenimento. Sai chi e come sosterrà queste spese?
Quanto al fatto che non basti lo stadio te lo dimostrano i progetti a riguardo anche qui, da un lato, si sa poco (vista la grande trasparenza da parte degli imprenditori e delle istituzioni), dall'altro il fatto che sia necessario altro è del tutto opinabile e quindi contestabile.


devi rientrare dei costi di mantenimento e realizzazione attraverso la gestione ordinaria del bene. altrimenti l'investimento non è profittevole.
questa parte, diciamo così, rientra nelle voci di Conto Economico. quello di cui parlo io rientra tra le voci dell Stato Patrimoniale. siamo sue due piani differenti.


Per quanto concerne il Flaminio, soltanto da queste parti (intendo il G.R.A.) si vede la questione in termini problematici vale a dire irresolubili. In qualunque altra città europea si prenderebbe in considerazione seriamente l'ipotesi. Tra l'altro avrebbe un impatto per le casse pubbliche minimo, in termini di trasporti e viabilità, visto che la zona è urbanisticamente matura; d'altra parte con l'auditorium della musica realizzerebbe, definitivamente, la riqualificazione di una intera area. Scusa se è poco.

Confondi interessi pubblici (comune di Roma) con interessi privati (SS Lazio S.p.A.). il tuo punto di vista è ottimale se si pensa nell'ottica del pubblico, assolutamente deficitario se si pensa nell'ottica dell'investimento imprenditoriale.
quale imprenditore spenderebbe (e non investirebbe) soldi per un investimento già sulla carta a perdere di cui l'unico beneficiario sarebbe il comune per via un'opera di miglioria che viene fatta con soldi privati?


Altri netter non ne parlano perché ci sono poche notizie al riguardo e anche per la noia mortale che può suscitare un argomento come questo. Ma è normale, specie in un forum di tifosi.
Meno normale è che non si sia avviata ancora una discussione seria a livello pubblico – parlo di consiglio comunale e di forze politiche e sociali della città di Roma – per affrontare il problema e elaborare risposte condivise. In questo e soprattutto per questo la nostra distanza dal nord europea è superiore a quella geografica. Lì c'è una classe dirigente e una opinione pubbliche che discutono e decidono, qui c'è soltanto comunicazione che non produce informazione, che punta a creare consenso ma non partecipazione.


per questo vorrei che il nostro paese si avvicinasse eticamente e moralmente al nord europa. proprio per quello che hai detto te.
quando parlavo di cultura del rispetto e del dovere (verso la propria comunità di appartenenza) mi è stata data una risposta quanto mai sopra le righe, un po' boriosa e un po' presuntuosa. ma non eri te ad aver risposto così, quindi non penso ti interessi.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:05
Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 20:50
Faccio del mio meglio, con le mie modestissime forze.
e si, ma tu imponi e mica puoi farlo eh?
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: RubinCarter il 24 Feb 2011, 16:09

Lei non sa chi sono io !!

esticazzi !

Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 24 Feb 2011, 16:26
TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark

Quarta puntata
La Signora cerca casa

Primo tentativo serio di una grande società in Italia di uno stadio di proprietà è quello della Juventus.
Stadio delle Alpi costruito nel 1990, 60 mila spettatori e 130 miliardi di lire, ma inadatto. Spettatori lontani dal campo di gioco, copertura con sistema hi-tech spettacolare ma inadeguato per preservare i tifosi dalla pioggia. Gestione dello stadio molto onerosa e società che la ha in concessione (per 30 anni) che per non rimetterci più soldi la rifila al Comune.
A fine anni 90 il club chiede diritto di superficie per sull'area dello stadio per modificarlo e trasformarlo in impianto più piccolo ma accogliente. Progetto che si propone di conservare l'involucro del vecchio stadio e costruirne uno nuovo, senza pista di atletica per 35 mila posti.
La richiesta viene accolta nel 2002 con la concessione della titolarità del diritto id superficie sull'area dello stadio e quelle adiacenti per 99 anni. Trattasi di 340 mila mt quadri di superficie per un canone da versare al Comune di 25 milioni di euro (250 mila annui). La società potrà utilizzare e ristrutturare lo stadio per sviluppare attività connesse all'evento sportivo: trasformazione delle aree in aree destinate in parte ad attività terziaria (rivendite di gadget sportivi sotto le tribune e fino a 25 mila metri quadri di negozi e cinema: un altro centro commerciale).
Arriva calcio poli e con la retrocessione in serie B cambia anche il progetto con la nuova dirigenza. Da 100 milioni di costo a 18 miioni: in pratica un adeguamento del Delle Alpi alle nuove norme sulla sicurezza.
Nel frattempo arriva la candidatura a Euro2012 e allora si riparte con un nuovo progetto. Anche la Juventus si propone stracciando il progetto minimalista e ripresentandone un altro per 120 milioni di euro, subito accolto dal comune. Giù il Delle alpi, sostituito da un impianto di 40 mila posti.

Ma c'è la gelata con l'assegnazione alla Polonia e Ucraina di Euro 2012 e allora si cambia per la terza volta il progetto con ampliamento di 10 mila metri quadri del centro commerciale. A fronte di questo la società aumenta il canone complessivo verso il comune portandolo a 27 milioni di euro per 99 anni.
Il centro commerciale sarà una galleria con 60 negozi, centro fai da te e giro d'affari stimato di 150 milioni di euro annui.
Incassi dell'operazione: dal centro commerciale 20 milioni di euro, 75 milioni di euro per vendita diritti titolazione stadio e 200 pachi vip; 50 milioni di euro a tasso agevolato (Istituto credito sportivo).
Quindi si fa un impianto su terreno comunale con trasformazione di area destinata a servizi pubblici in una zona commerciale, prontamente ceduta a un colosso della grande distribuzione. Nessuna gara pubblica e concessione a trattativa privata. Regime privilegiato che si spiega con la necessità di mantenere la Juventus a Torino. La convenzione peraltro obbliga la società a giocare nel nuovo stadio soltanto per 10 anni, ma non per tutta la durata dell'accordo come inizialmente previsto.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:30
Citazione di: zaradona il 24 Feb 2011, 16:09
Lei non sa chi sono io !!

esticazzi !
Pure Sanremo è passato, ma il festival dell'OT è sempre in auge.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 24 Feb 2011, 16:31
TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish mark

Quinta puntata

I have no dreams, ma mi piace u stadio.
Roma e Lazio scatenate come tutti sanno (si fa per dire), il presidente dle Napoli intenzionato a demolire il San Paolo, l'Inter che fa un pensierino su uno stadio tutto suo entrando nel giro di Expo 2015, il Milan che prima individua un area a Rogoredo per un impianto da 60 mila posti e 150 box privati poi ci ripensa.

Palermo. Il Presidente della locale squadra che non potendo toccare la Favorita, su cui gravano vincoli ambientali, pensa alla ristrutturazione del velodromo Borsellino nel quartiere Zen. 130 milioni per un impianto da 31 mila posti con alberghi ,centro congressi e cinema.

Udinese, rifacimento del Friuli con centri fitness e riabilitativi.

Bologna, costruttori (ex) proprietari della squadra che puntano a un vecchio progetto di 330 ettari in zona Budrio e Medicina, bocciato peraltro nel 2007 dal Comune.

Bari, si pensa a edificare centri commerciali, palestre, ristoranti, su terreni agricoli attorno al San Nicola, l'astronave "atterrata" nel 1990.

Firenze. La proprietà della Fiorentina pensa a una "Cittadella viola" con stadio da 40 mila posti, con centro commerciale, hotel e parco a tema. L'idea è quela di farlo sorgere nell'area Castello, 170 ettari di proprietà di un immobiliarista milanese di origine siciliana. Quest'ultimo, però, aveva già un'intesa con il comune per costruire in quell'area 700 appartamenti, negozi, alberghi, impianti sportivi oltre a palazzi per la regione toscana e la provincia di Firenze: 1,4 mln di metri cubi di cemento per un miliardo di euro; in cambio la città avrebbe 80 ettari destinati a verde. A questo punto si pensa (l'amministrazione comunale) di modificare il piano per piazzare l'impianto tra gli alberi.
Presentazione in pompa magna il 19 settembre 2008, ma lo stadio è soltanto un tassello visto che il progetto della società viola è quello di realizzare anche un quartiere. Il problema a questo punto della faccenda è come modificare il piano per cercare spazio – nel parco verde di 80 ettari – per realizzare il progetto viola, cercando di ottenere il consenso anche dell'immobiliarista milanese di origine siciliana.
Quando viene la proposta di modifica arriva in consiglio comunale questa viene bocciata, mentre un sequestro della magistratura il 18 novembre 2008 blocca l'area.

Genova
Nove progetti di stadio alternativo al Ferraris, tra la varie proposte si pensa anche a un'isola artificiale ai margini della diga foranea al porto per costruire il nuovo stadio.
Si punta anche all'abbattimento del Ferraris per avere lo spazio utile per nuovi quartieri, in cambio del nuovo impianto.
Il nuovo presidente della Sampdoria rimane affascinato dall'idea di dare un nuovo stadio alla città. L'accoglienza è freddino fino al 2009 quando il presidente torna alla carica. La reazione della tifoseria è divisa anche perché il presidente rossoblu non è interessato. E quindi si presenta un progetto di restyling del vecchio impianto firmato da Gregotti (una archistar) che curò il rifacimento dei mondiali 1990. Allora il presidente della Samp punta a Sestri Ponente a ridosso dell'aeroporto, poi addirittura Serravalle nell'alessandrino (collegamento all'outlet). Ma il fallimento della candidatura di Euro2016 fa fallire il progetto definitivamente.

Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: RubinCarter il 24 Feb 2011, 16:38
Citazione di: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:30
Pure Sanremo è passato, ma il festival dell'OT è sempre in auge.
Citazione di: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:05
e si, ma tu imponi e mica puoi farlo eh?

hai ragione.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: MagoMerlino il 24 Feb 2011, 16:42
Citazione di: zaradona il 24 Feb 2011, 16:38
hai ragione.
eccerto....

Citazione di: zaradona il 23 Feb 2011, 19:21
Ma lui non discute mica.
Impone.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: RubinCarter il 24 Feb 2011, 17:08
Ero daccordo con Intruppone che lamentava la troppa personalizzazione di certi articoli.


salutame fener..da che l'hanno sgamato è sparito.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: chinaglia il 24 Feb 2011, 17:31
Citazione di: fish_mark il 23 Feb 2011, 18:43
Seconda puntata

Il supposto virtuosismo del c.d. modello inglese
Gran parte delle società inglesi è proprietaria dello stadio, ma non per gentile concessione degli enti pubblici.

Arsenal. La più grande operazione immobiliare degli ultimi anni della periferia nord della capitale. Il vecchio Highbury dimesso e trasformato in complesso residenziale di lusso con appartamenti al posto delle tribune e un grande giardino condominiale dove c'era il rettangolo di gioco. Nuovo impianto qualche centinaia di metri più in là, in un'area abbandonata: 60 mila posti, 400 milioni id euro di investimento, lavori a tempo di record (un anno), lucroso contratto con Emirates. Note negative: proteste residenti e commercianti che lamentano disagi e danni economici: la società deve risarcirli e garantirli spazi adeguati per spostare le attività commerciali.

Caro Fish, ti contesto sul caso Arsenal. Non ha funzionato così. I Gunners si sono finanziati l'Emirates anche grazie allo sviluppo immobiliare di Highbury, sul terreno del vecchio stadio, che hanno prodotto 30 milioni di utili per ora (180 di ricavi contro 150 di debito contratto per costruire 724 appartamenti, e di cui ne ha venduti 362, il cui ricavo sarà praticamente tutto profitto).

Si aggiuunga che l'Emirates è costato la bellezza di €550 milioni, il che all'inizio insieme al debito per Highbury ha appesantito notevolmente le casse dei Gunners, costretti ad una rata di 25 milioni l'anno di rimborso (e qui i mancati grandi acquisti e qualche cessione eccellente). Solo che tra i profitti già in arrivo dall'immobiliare, gli enormi incassi da stadio (extra 24 milioni in più) e da altre revenues:
- 110 milioni in 8 anni per i naming rights;
- 20 milioni in 20 anni dalla ristorazione.
E con i profitti in arrivo chiuderanno il cerchio, con davanti un futuro splendido anche in ottica fair play finanziario, con cui chi più incassa più spende.

Dei fenomeni. E senza soldi pubblici. A differenza di qui però partivano dalla proprietà di Highbury, da calcolare in circa 350 milioni alla vendita finale. Mica poco, e motivo per cui hanno avuto i finanziamenti privati, essendo una  garnazia.

(http://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/01491/high_1491042c.jpg)



Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 17:51
Citazione di: chinaglia il 24 Feb 2011, 17:31
Caro Fish,

...

Dei fenomeni. E senza soldi pubblici. A differenza di qui però partivano dalla proprietà di Highbury, da calcolare in circa 350 milioni alla vendita finale. Mica poco, e motivo per cui hanno avuto i finanziamenti privati, essendo una  garnazia.



è questo il reale valore di uno stadio di proprietà, soprattutto quando si è una spa e si hanno diversi modi di recepire capitali sul mercato.
cosa che non puoi fare se non hai garanzie da prestare. e la lazio ora non ne ha, un domani con uno stadio suo decisamente si.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 24 Feb 2011, 18:11
Citazione di: intruppone23 il 24 Feb 2011, 17:51
è questo il reale valore di uno stadio di proprietà, soprattutto quando si è una spa e si hanno diversi modi di recepire capitali sul mercato.
cosa che non puoi fare se non hai garanzie da prestare. e la lazio ora non ne ha, un domani con uno stadio suo decisamente si.

Caro Intruppone
se rileggi quanto afferma Chinaglia (il netter), preparato e documentato sul tema, come sempre, noterai che l'Arsenal può imbarcarsi in quell'operazione perché ha una proprietà a sua dispozione il che gli permette di ottenere finanziamenti (privati per giunta). Inoltre, realizza il nuovo impianto a poche centinaia di metri riqualificando un'area dismessa.
In pratica, si realiza la soddisfazione di due interessi, quello privato dell'Arsenal, e quello pubblico, della municipialità che si vede con un investimento privato riqualificare un'intera zona. La quadratura del cerchio: l'investimento perfetto (anche se crea qualche diseconomia, come nel caso dei commercianti dela zona che si lamentano e che per questo vengono indennizzati, a sentire quanto riporta il libro da me citato).

L'operazione che si vorrebbe realizzare da queste parti non realizza niente di tutto questo.
C'è un socio di maggioranza che ha un'idea su un terreno di sua proprietà, attualmente agricolo. Nell'area non vi sono infrastrutture servente l'ipotetico impianto. Si pensa all'urbanizzazione della zona il che richiede necessariamente investimenti pubblici (mentre nel caso del'Arsenal non erano né richiesti, né necessari) per infrastruture e viabilità.
La società a cui dovrebbe andare l'impianto non ha proprietà a sua disposizione, se si eccettua l'impianto di Formello su cui gravano l'ipoteca dell'AdE.
Lo schema è quello romanesco di sempre: privatizzazione dei profitti, socializzazione dei costi.

Con l'ipotesi Flaminio si realizza un investimento privato di costi minimi per il soggetto interessato, a zero spese per il pubblico.
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: RubinCarter il 24 Feb 2011, 18:29
Formello quanto vale ?
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: intruppone23 il 24 Feb 2011, 20:45
Citazione di: fish_mark il 24 Feb 2011, 18:11
Caro Intruppone
se rileggi quanto afferma Chinaglia (il netter), preparato e documentato sul tema, come sempre, noterai che l'Arsenal può imbarcarsi in quell'operazione perché ha una proprietà a sua dispozione il che gli permette di ottenere finanziamenti (privati per giunta). Inoltre, realizza il nuovo impianto a poche centinaia di metri riqualificando un'area dismessa.
In pratica, si realiza la soddisfazione di due interessi, quello privato dell'Arsenal, e quello pubblico, della municipialità che si vede con un investimento privato riqualificare un'intera zona. La quadratura del cerchio: l'investimento perfetto (anche se crea qualche diseconomia, come nel caso dei commercianti dela zona che si lamentano e che per questo vengono indennizzati, a sentire quanto riporta il libro da me citato).

L'operazione che si vorrebbe realizzare da queste parti non realizza niente di tutto questo.
C'è un socio di maggioranza che ha un'idea su un terreno di sua proprietà, attualmente agricolo. Nell'area non vi sono infrastrutture servente l'ipotetico impianto. Si pensa all'urbanizzazione della zona il che richiede necessariamente investimenti pubblici (mentre nel caso del'Arsenal non erano né richiesti, né necessari) per infrastruture e viabilità.
La società a cui dovrebbe andare l'impianto non ha proprietà a sua disposizione, se si eccettua l'impianto di Formello su cui gravano l'ipoteca dell'AdE.
Lo schema è quello romanesco di sempre: privatizzazione dei profitti, socializzazione dei costi.

Con l'ipotesi Flaminio si realizza un investimento privato di costi minimi per il soggetto interessato, a zero spese per il pubblico.

i finanziamenti privati non li ottiene la proprietà, bensì la società a cui fanno capo beni da poter offrire come garanzia.
il terreno su cui hanno costruito lo stadio nuovo di chi era? quanto l'hanno pagato? esistono a roma le condizioni per trovare un'area da buttare giù e ritirare con un time to market ragionevole? oppure bisognerebbe iniziare a litigare tra assessori, municipi, gente di destra, gente di sinistra, laziali, romanisti, interessati e non interessati.
la presenza di nuovi edifici ha avuto un costo per la comunità? oppure gli investitori privati si sono sobbarcati anche questo, di costo?
la riqualificazione di vecchi edifici ha avuto un costo per la comunità?

è ovvio che la società a cui andrebbe l'impianto non ha proprietà, fronte Lazio è la finalità prima dell'operazione: dotarla di un bene!

lo schema romanesco che tu citi è purtroppo vero. però non può essere un freno alle operazioni che non piacciono (stadio nuovo) e uno slancio per quello che piacciono (Flaminio).

L'investimento privato sul Flaminio non sussiste. Il Flaminio non diventerebbe di proprietà, non sarebbe sfruttabile e il comune non ti permetterebbe di buttare giù un po' di cose presenti nei dintorni per fare parcheggi come hanno fatto a Londra.
il comune non spenderebbe soldi per rafforzare la viabilità (hai presente vero di che zona stiamo parlando) perchè impossibile scavare sotto e buttare giù palazzi sopra.

ma soprattutto... il flaminio non sarebbe
- di proprietà
- profittevole

ma per mangiare il panino con la frittata sarebbe lo stadio ideale!
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: fish_mark il 24 Feb 2011, 23:04
TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE

di fish_mark

Sesta ed ultima puntata

La "necessaria" legge per lo stadio
Il business dei nuovi stadi vale circa 3 miliardi di euro, quattro volte gli stanziamenti di Italia 90.
I presidenti si portano avanti per arrivare preparati con un progetto già in mano all'appuntamento della nuova legge sugli stadi in discussione da qualche anno. Non si segue il modello inglese, ma quello sabaudo (leggi Juventus). Si punta con questo legge a Euro 2016.
Presentazione candidatura, nessuna delle 12 città selezionate ha uno stadio adeguato. La possibile assegnazione della manifestazione è l'occasione per avare norme ad hoc in deroga alle procedure ordinarie, secondo la logica già collaudata: grande evento, piccole procedure. Le esigenze delle società di avere uno stadio proprio,giustificano l'assegnazione preferenziale del business ai club e la legge crea la cornice giuridica.
Il testo approvato alla fine del 2009 dal Senato riguarda solo le grandi società perché i piccoli stadi sono esclusi e lo sport dilettantistico dimenticato.
Si introduce la categoria dei "complessi multifunzionali", inedita nella legislazione italiana: gli stadi sono utilizzati per costruire nuovi quartieri, con attività commerciali, ricettive, di vago, insediamenti residenziali o direzionali, edificabili anche in aree non contigue all'impianto sportivo. Per questi complessi sono previste procedure semplificate e agevolazioni economiche.
In primo luogo affidamento diretto alle società delle concessioni edilizie. Senza gara pubblica e senza asta, senza valutazione di offerte migliori sul piano architettonico, ambientale, urbanistico ed economico.
Il Governo stabilisce un piano straordinario per la sicurezza degli impianti, che garantirà automaticamente agl interventi edilizi i requisiti di pubblica utilità indifferibilità e urgenza per accelerare le procedure urbanistiche. Basta il progetto con uno studio di fattibilità per promuovere la variante urbanistica, sei mesi e tutto è concluso.
Per ristrutturare i vecchi stadi basta il deposito di una DIA (Denuncia di inizio attività) e attendere 30 (trenta) giorni e il comune concederà come incentivo "ampliamenti edificatori delle cubature".
Per i soldi ci sono finanziamenti rafforzati del Credito sportivo, con contributi in conto capitale per gli investimenti, esenzione per 10 (dieci) anni dal pagamento di ICI, TARSU e oneri di urbanizzazione, con contributi dagli enti locali.
Nel progetto si pensa di assicurare ai tifosi più facoltosi la presenza di "box o palchi per seguire le manifestazioni sportive da una posizione privilegata", nonché di garantire "la massima adattabilità alle riprese televisive", mentre non si interessa molto al'inserimento dei nuovi complessi edilizi nel contesto urbanistico della città (servizi pubblici per i quartieri, trasporti e traffico, ripercussioni per i residenti e le altre attività economiche).

Intanto, anche senza la necessaria legge ...

A Cagliari, il presidente della locale squadra affida all'architetto Jaime Manca di Villahermosa il progetto di un nuovo sant'Elia "aperto dall'alba al tramonto" (copione! Aperto 24 ore si dice...), un progetto low cost di 35 milioni di euro, con componenti prefabbricati, 25 mila posti e niente pista atletica.
Attorno allo stadio bar e ristoranti. Anche il negozio e il museo del club ma non il centro commerciale; un parco sportivo con anello di un chilometro per il jogging, giardini, pista pattinaggio, beach volley e bowling. A sentire il presidente del Cagliari "bisogna fare gli stadi, non speculazioni edilizie come stanno cercando di fare alcuni miei colleghi".

L'Allianz Arena di Monaco, è il gioiello che ha ospitato la gara inaugurale dei mondiali 2006, con un iter amministrativo che ha portato all'apertura dell'impianto in otto anni, con discussioni approfondite in consiglio comunale, senza necessità di procedure semplificate, dichiarazioni di urgenza e varianti in deroga.
Il Bayern e il TSW 1860 si consorziano per costruire e gestire l'impianto. Il comune valuta cinque aeree diverse e poi sceglie Frottmaning, per la vicinanza di metropolitana a e autostrada. Successivo referendum di cittadini con la proposta approvata con il 65 % dei voti e poi concorso di architettura vinto da uno studio svizzero.
Nello stadio ci sono ristoranti, negozi di gadget delle squadre, nessun centro commerciale, multisala o uffici e condomini. Nessun cambio di destinazione urbanistica oltre a quella per lo stadio che occupa 14 (quattordici) ettari, un decimo rispetto ai "complessi multifunzionali" all'italiana.

Da queste parti invece si mena vanto per quanto fatto in passato. "Quello che abbiamo fatto noi nel 1990 non l'ha fatto nessuno. Altro che Germania! Guardiamo all'Italia, guardiamo a quello che siamo noi, senza guardare alla Germania! A noi nessuno può insegnare niente!".
Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Gio il 24 Feb 2011, 23:56
Credo che il vero affare degli stadi in Italia sia nel costruirli. Con eventuali annessi e connessi.
Il resto (le attività commerciali, i negozi, i cinema) per me sono barzellette.
Anche perchè non credo che tali attività riuscirebbero mai ad essere redditizie quanto serve per ripagare l'investimento o sostenere finanziariamente le società di calcio.

In più, essendo questa l'Italia, c'è forte il sospetto che le società sarebbero le destinatarie dei debiti, mentre il profitto, quello vero,  sarebbe riservato agli  imprenditori/costruttori ed ai presidenti più scaltri.

Io credo che la soluzione più semplice sia quella della riconversione degli impianti esistenti (Olimpico e Flaminio) affidati in gestione diretta alle società.


Titolo: Re:TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
Inserito da: Kim Gordon il 25 Feb 2011, 15:25
Citazione di: Gio il 24 Feb 2011, 23:56

Gio, sospetti che condivido.