Stadio Friuli di Udine, minuto settantotto. L'Inter è già sotto di due gol e deve fronteggiare l'inferiorità numerica in seguito all'espulsione del giovane Juan Jesus. Stramaccioni sfrutta la seconda sostituzione del match e richiama Jonathan in panchina. Al suo posto entra Tommaso Rocchi. Sì, non è una novità. Già da qualche giorno l'ex capitano biancoceleste ha lasciato Roma e la Lazio, direzione Milano. In molti avranno sentito una strana sensazione al momento del cambio. Rocchi, quello che per anni ha portato la fascia da capitano sul braccio, esultando con la L sulla mano, ha cambiato casacca. Ha svuotato il suo armadietto ed è volato all'Inter. Non c'era più spazio per lui nella Capitale. Il modulo a una punta e un fenomeno come Klose lì davanti gli hanno precluso la via del campo per molto tempo. Alcuni si sarebbero aspettati un Rocchi in giacca e cravatta, con l'aquila sul petto. Ma lui no, ha ancora voglia di giocare, correre e segnare. Non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. E poi domani chi lo sa. "Il rapporto col popolo laziale rimarrà per sempre..." ha dichiarato il numero 18 nella giornata di ieri, quasi a non voler staccarsi da un ambiente che lo ha adottato nove anni fa e che potrebbe rifarlo in un prossimo futuro. Di questo e di molto altro il bomber veneziano ha parlato ai microfoni di RadioSei 98,100: "E' stata una scelta importante, difficile, però basata sul fatto di voler ancora giocare a pallone. Già a inizio stagione durante il calciomercato estivo c'erano delle trattative in ballo poi sfumate perché non me la sentivo di andare via. Volevo continuare a giocare nella Capitale, poi non c'è stata la possibilità di giocare in Uefa non essendo stato inserito nella lista e anche in campionato ho giocato molto poco. Rispetto le scelte con l'allenatore, anche se un po' tutti gli attaccanti in rosa sono stati penalizzati dal modulo a una punta. Sapevo che a fine stagione sarebbe scaduto il mio contratto, per questo ho deciso di andare all'Inter, una delle squadre più importanti del panorama calcistico. In futuro spero di tornare nelle vesti da dirigente, magari nel settore giovanile. La volontà c'è sia da parte mia che da parte della società, sicuramente ne riparleremo una volta appesi gli scarpini al chiodo". Non solo gol, ma anche il calore del popolo laziale. Cosa che nessuna trattativa di mercato potrà mai interrompere: "Il mio rapporto con la Lazio e i suoi tifosi è un qualcosa che va oltre al lato sportivo, questa è la cosa che mi gratifica di più. Dal primo momento in cui sono arrivato c'è stato subito un legame forte che ha toccato anche il lato umano. Porterò per sempre una parte di lazialità dentro di me, ho visto gli striscioni della Curva Nord sabato sera e mi sono molto emozionato. Ho vissuto a pieno questi nove anni in biancoceleste, ripensare al trascorso nella Capitale mi rattrista un po', è stato difficile lasciare tutto l'affetto e l'amore che si sono creati durante la mia permanenza. Ho vissuto a 360 gradi questa esperienza, sia i momenti facili che quelli più complicati. Ho sempre voluto condividere tutto con la gente, il mio rapporto con loro rimarrà per sempre lo stesso. Tutt'oggi vivo a Roma, sarò sempre legato ai tifosi della Lazio che mi hanno dato e insegnato tanto". 105 gol nella capitale, 105 esultanze allo stadio, 105 balzi dalla sedia. Rocchi ricorda il più bello e il più importante: "Il più bello è stato quello di Cagliari, mentre il più importante forse è stato quello di Pechino che ha permesso di vincere la Supercoppa". L'emozione più grande rimane, però, il derby del 6 gennaio: "A Roma ne ho vissute veramente tante, ma quello che non dimenticherò mai è quel derby storico, la mia prima stracittadina. Non si vinceva da parecchi anni, quindi segnare in quell'occasione rimarrà qualcosa di indelebile. Qualche aneddoto? Sapete tutti dei film che ci faceva vedere Di Canio, come 'Braveheart' e ' Ogni Maledetta Domenica'. Paolo ci trasmetteva una grande carica, anche durante gli allenamenti settimanale la tensione era altissima perché non volevamo assolutamente sbagliare. La notte prima volevo cercare di dormire, mentre lui invece saltava sul letto invitandomi a non perdere la concentrazione...". Un altro attaccante sul piede di partenza è senz'altro Mauro Zarate. L'ex capitano biancoceleste prova ad analizzare il momento dell'argentino: "Con lui non ho mai avuto problemi, è un bravo ragazzo, non ha mai avuto dissidi con il resto della squadra. Credo pensasse di avere maggiore spazio a disposizione in questa stagione e di poter riscattare gli ultimi anni negativi. Questa cosa e il non avere la forza per riuscire a cambiare la situazione lo ha di certo penalizzato. La squadra non è molto adatta alle sue caratteristiche, il modulo non è quello ideale per lui ed anche per questo non è riuscito ad esprimersi al meglio. Penso che la miglior cosa per Mauro sia cambiare aria per cercare di ritrovare nuovi stimoli e le giuste motivazioni. Se ho qualche sassolino nella scarpa da togliermi? In tutte le squadre ci sono dei momenti positivi e negativi. E' normale che ci siano anche degli scontri all'interno dello spogliatoio, ma sono cose che rientrano nella norma". Il processo di ambientamento ancora non è stato completato, il prossimo obiettivo invece è chiarissimo nella testa di Rocchi: "Sto ancora con il navigatore, ieri mattina con la nebbia mi sono mezzo perso per la città...(ride, ndr). Un mio gol nella prossima partita contro la Roma? La partita è il 20 gennaio, già lo so. Speriamo bene..."