Tutta la Lazio che siamo

Aperto da arkham, 27 Mar 2014, 13:31

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Palo

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Citazione di: orchetto il 27 Mar 2014, 23:13
arkham il senso è chiaro (e lo so che prima rispondevi a V. come del resto ora) solo che io contestualizzo e ti dico che oramai il 12 maggio è l'evento di chi contesta non andando allo stadio e dicendo agli altri di non farlo.
E no! I miei figli mi hanno regalato il biglietto, e ne hanno preso uno anche per mio padre ottantottenne, per la festa del Papà. Ed il senso era quello: ringraziarmi e ringraziare il loro nonno e suo padre, mio nonno e loro bisnonno, per essere stati Laziali (maiuscolo, cacchietto) ed per aver trasmesso la Lazio ai propri figli, nipoti e pronipoti.

Spero tanto che claudio lotito non sia a Roma quel giorno. Se ci sarà spero che stia a casa. Perché quella serata me la voglio godere e con lui allo stadio il clima non sarebbe godibile, non per colpa mia.

arkham

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Citazione di: V. il 27 Mar 2014, 23:23
il problema è che non si ritrova mille arkham sul pianerottolo con questi argomenti espressi così concentrati, ma ben altri personaggi e a quelli lui ha chiuso porte e portoni perchè erano parassiti, ora se li ritrova come acerrimi nemici.
Noi purtroppo non siamo stati in questi ultimi anni così tanti da scavalcare la potenza di fuoco di questa gente.
le cazzate le ha fatte, enormi, ma canigiani si aspettava di più da noi questa estate e lo ha confessato, la presidenza non avrebbe cambiato una virgola di questa annata come formazioni, ma non avremmo giocato nel deserto se fossimo stati di più, di più arkahm per esempio a contestare, avremmo avuto un diritto in più a contestare. perchè si sa come la pensa lotito: voi non venite, voi non contate. e da lì non schioda.
purtroppo Lotito si sta zitto su troppe cose, sta in silenzio quando dovrebbe parlare, e così lascia il teatro a tutti.
se domani mattina Lotito mollasse, mi piacerebbe vedere un po' di pulizia dell'ambiente Lazio, perché di feccia ce n'è molta, ed è la feccia che non voleva vincere il 26 maggio.

ma perchè metti tutti nel calderone? i parassiti e gli acerrimi nemici, con me, non c'entrano nulla.
Se Lotito non lo capisce, sbaglia. E se sbaglia, paga.
In questa situazione in cui chi lo ha difeso praticamente per nove anni adesso alza le mani o salta la barricata, ci si è messo lui. A me non m'hanno convinto mica le radio, visto che sento solo LSR. Non m'ha convinto la corte dei miracoli che s'è trovata i portoni del palazzo chiuso. Non m'ha convinto Plastino, né Scarcelli, né chissà chi altro c'è a blaterare di lazialità in giro per l'etere. Io non faccio sconti alla curva, a me fanno schifo per Vannoni, figurati per le braccia tese, i cori e compagnia bella. Io non me la inculo proprio, 'sto resiìduato di curva nord che porta avanti una guerra santa e si attacca a tutto pur di vincerla o per lo meno di non farla finire.
io me la prendo con Lotito perché dopo dieci anni giudico la sua gestione insufficiente per una piazza come la nostra. Tre anni senza attaccante di riserva in serie A non si era mai visto. Hernanes lo ha venduto lui, mica la curva. Gli allenatori più scrausi in circolazione li ha portati lui, mica la curva. Il diesse se l''è fatto in casa, l'ufficio stampa lo ha pescato da airport cafè. Questo è uno che davvero pensava che la Lazio la potesse allenare Maifredi. Ne ha azzeccate tante, tantissime, mi pare che in questi anni, persino su questi topic, da parte mia e di molti come me, gliene sia stato dato atto. Ma se dopo dieci anni mi chiedi ancora di fare il partigiano, mi devi dare qualcosa in più di commenti sprezzanti e mezzi giocatori. Io vorrei dire a Lotito che sta sbagliando direzione, che ha perso di lucidità o non ha capito cosa i laziali come me vorrebbero. Io non voglio cacciare Lotito, non è quella la mia vittoria. Voglio una Lazio più bella, voglio aria fresca, e sti cazzi del presidente. Se sarà Lotito, gli dirò Viva Lotito. Ma certo dopo 9 stagioni non si aspetti che lo faccia ancora perché sta pagando lo stipendio di Pancaro. E non s'azzardi a mettermi fra quelli che lo contestano perché strumentalizzati o strumentalizzanti: io avevo la mia testa quando lo difendevo a spada tratta, ce l'ho ancora adesso che suono un campanello d'allarme prima di alzare le mani e arrendermi.

La parte che ti quoto in neretto potrei averla scritta io.

Ranxerox

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E' un bellissimo "manifesto" ed allo stesso tempo una fotografia nitidissima.
Della Lazio, dei Laziali, della Lazialita'. Ma anche del passato, del presente e forse del futuro.
Un messaggio nella bottiglia lanciato in questo nostro mare agitatissimo che porta in se un grido di dolore, un SOS ed una speranza.
Misurato e lieve nello stile ma che fa vibrare alcune corde in profondità.
Uno dei post più belli.
Grazie per averlo scritto
Sei un grande
E Forza Lazio
Sempre

:band1:


Parken

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Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 13:31
Attenzione: trattasi di topic lungo e palloso!  :=))

Quando abbiamo scelto la Lazio non sapevamo nemmeno quanti e quali fossero i trofei nella nostra bacheca, i campioni che avevano vestito la nostra maglia, i miti e le leggende che anche noi avremmo contribuito ad alimentare con il nostro racconto, quello della squadra con l'aquila come simbolo e i colori del cielo come bandiera.
 
Quando abbiamo scelto la Lazio lo abbiamo fatto per simpatia verso i colori, forse verso un giocatore più carismatico di altri, più probabilmente per amore verso qualcun altro che amava quella stessa squadra.

Quando abbiamo scelto la Lazio ci siamo riconosciuti in una comunità: non abbiamo scommesso sulla squadra più forte, nemmeno lo abbiamo fatto per sole ragioni di appartenenza territoriale, offrendo la città un'alternativa più o meno dello stesso livello, talvolta anche con maggiore appeal.

Eppure abbiamo scelto la Lazio.

Abbiamo scelto di appartenere a questa Società sportiva, (come disse un laziale vero qui dentro, "non siamo la Lazio, le apparteniamo"), ne abbiamo fatto un ideale e ci siamo fatti al tempo stesso fruitori e portatori di una mentalità, di una storia, di una tradizione, che non possiamo che sentire come unica e insostituibile.

La Lazio che siamo è anche e soprattutto la Lazio che siamo stati, la somma di tutte le Lazio che ci hanno accompagnato, dal vivo o nei racconti, nelle cronache di vecchi giornali o nelle leggende che abbiamo deciso di accettare acriticamente, miti fondanti della nostra appartenenza.
Un'appartenenza fatta di simboli, di riti, di uomini, canti, parole e storie che si sommano da 114 anni. Centoquattordici, un numero difficile pure da scrivere.

Il 12 maggio festeggeremo uno dei punti più alti, più belli, più appassionanti e più caratterizzanti della nostra storia ultrasecolare. E lo faremo circondando un campo di calcio di amore e colori. In una parola, di lazialità. Quel giorno dovrà essere la celebrazione del nostro modo di essere tifosi. La celebrazione che ognuno di noi farà del giorno in cui ha scelto la Lazio.   
Il mio augurio è che nessuno osi sporcare una celebrazione così solenne, festosa, necessaria, meritata. Nessuno dia a quella giornata colori che non siano quelli della lazialità più pura, della lazialità storica.

Ma non si vive solo di passato.
Noi siamo anche la Lazio che perde a Genoa, che sbaglia il mercato, che vive delle frustrazioni quotidiane di una stagione sballata e sogna una gestione diversa di quella che è il nostro presente.
Perché il nostro presente, oggi, si chiama ancora S.S. Lazio 1900. La Lazio di oggi è quella che ricorderemo domani, quando Ledesma si sovrapporrà a Wilson e ai tantissimi altri che, con alterne fortune, hanno vestito quei colori.
Eppure per la partita del 12 maggio ci saranno il doppio, il triplo dei tifosi presenti mediamente per quelle della Lazio in campionato. Perché?
Perché la Lazio presente ha voluto tirare una linea, tracciare un solco insormontabile fra lei e tutto quello che prima di lei è stato. Di Canio, Mimmo Caso, Papadopulo, poi il nulla: come se la storia fosse iniziata il 19 luglio 2004 e non il 9 gennaio 1900.
Ovviamente nessuna squadra può vivere di tradizione e di ricordo: alla fine quello che conta è il campo, l'erba di oggi, la palla in rete: il Toro scalda il cuore dei tifosi granata con Immobile, mica solo con il ricordo di Mazzola o quello di Graziani e Pulici. Il gioco è così, si va avanti, il cast si rinnova ma il film è sempre lo stesso, non finisce mai.

Solo che il film qualche volta fa schifo.

Se la regia non eccelle e non riesci ad appassionarti alla trama, che proprio spunti non ne dà, provi almeno a seguirlo per affetto verso gli attori di cui sei da sempre fan. Ma se non ci sono più, nel cast? Se anzi hai la sensazione netta di essere finito in un altro film rispetto a quello che stavi guardando?

Quello che Lotito non ha capito, è che quando abbiamo scelto la Lazio, abbiamo scelto una storia, ci siamo riconosciuti in essa, abbiamo deciso di amarla, esattamente come avremmo fatto per un film meraviglioso che abbiamo già visto ma che rivediamo sempre volentieri, senza la curiosità della prima volta ma con un amore magari accresciuto: in fondo non amerò nessuno come ho amato Monelli e Ruben Sosa, Signori e Nesta, quando mi scoprivo laziale, quando sceglievo la Lazio; eppure ho amato tutti quelli che sono venuti dopo, che hanno indossato quei colori. Nessuno escluso.

Adesso si dice che i laziali non vadano più allo stadio e io mi ritrovo a chiedermi perché dovrebbero andarci. Lo so è una provocazione, perché la maglia è quella, si amano solo i colori. La storia è sempre quella.
Ma se la storia è sempre quella, tu quella storia la devi rispettare, la devi onorare, la devi addirittura tramandare.

Quando è morto Giorgio Chinaglia il sito dello Swansea onorò un pezzo della sua memoria dedicandogli l'intera home page lustrata a lutto. La S.S. Lazio si limitò a un comunicato di due-righe-due in cui si dava seccamente la notizia, fra la pubblicità di un cappellino e le info sulla vendita dei biglietti per la partita successiva.
Forse non è un caso se, vittorie a parte e 26 maggio su tutte, lo stadio più laziale che ho visto negli ultimi dieci anni l'ho visto in Lazio-Napoli, quando finalmente si ricordò come meritava uno dei personaggi più importanti e più amati della nostra storia.

Una storia che Lotito ha scelto di non cavalcare, se non controvoglia, con trovate apprezzabili dell'ufficio marketing (cui bisogna comunque dare merito), ma senza il calore di una sentita, vera e rivendicata appartenenza. Che Lovati non sia morto con l'aquila sul petto io la considero ancora oggi una ferita più grave della cessione di Hernanes.

Ma se decidi in un atto autolesionistico di non utilizzare quella storia, di scriverne una completamente nuova, devi essere capace di scriverne una più bella. Non puoi abbandonare la lazialità che abbiamo coltivato per offrire uno spettacolo che non sia esaltante, inebriante, che non faccia girare la testa a forza di mettere in fila i sogni, depennando quelli che mano a mano si realizzano.

Cragnotti fece così. Nemmeno lui riportò Di Canio, anzi cedette Sosa, Gregucci e Pin, e poi Winter, Vieri, Nesta, Veron e Nedved, ma ogni volta scrivendo, disegnando, inventando e facendoci immaginare una Lazio che incantava (finché c'è riuscito).

Lotito, cui ho sempre riconosciuto grandissimi meriti, tutto questo non sa farlo, non vuole farlo o semplicemente non può farlo, non fa alcuna differenza.
Però non ha mai voluto riconoscere quei centoquattro anni che lo hanno preceduto, e che proprio lui ha salvato in quei disperati giorni di luglio.
Anche il tifoso laziale più equilibrato questa scelta non l'ha mai capita, l'ha accettata e ha giudicato il Presidente per quello che sapeva fare, faticando sempre un po', a dire il vero, a riconoscerne la continuità con quelli che lo avevano preceduto in campo, in società, persino sugli spalti. Però da molti Lotito è stato apprezzato, magari in silenzio, perché i risultati del suo lavoro si sono visti. Credo che meriterebbe un posto fra quelli che alla Lazio hanno saputo dare tanto, se contemporaneamente non avesse quasi scientemente contribuito ad aumentare il distacco con quelli cui alla fine avrebbe dovuto rivolgersi, i tifosi.

Non la Curva, ma i tifosi.

Quando Lotito ha scelto di comprare la Lazio, ha scelto di impersonarla da solo, nel bene e nel male, di essere l'unica Lazio che abbiamo, cancellando le tracce di quella passata e denigrandoci quando ci siamo azzardati ad immaginarne una futura, più bella e splendente, mentre parlavamo de pallone.

Lotito ha scelto di cancellare tutta la Lazio che siamo stati, ha coraggiosamente rinunciato a gestire il passato, richiamandolo solo per ricordarci i momenti in cui stavamo peggio e costringendoci a vivere in un eterno presente.
In questo eterno presente però, non tutto quadra: ci fa vedere all'infinito lo stesso film, solo che stavolta non lo abbiamo scelto noi, e degli attori che amiamo non ce n'è più nemmeno uno.

Questo non è lo stesso film che stavamo guardando Presidente, ne prenda atto. Ci dia qualcosa per cui dovremmo riconoscerlo, se non vuole che noi si smetta di guardarlo, ma soprattutto di sentirlo nostro.
Non siamo i suoi nemici, non abbiamo altri interessi che non siano una Lazio bella e amata. Non tutti, almeno. Ma noi siamo la Lazio più di quanto potrà mai esserlo lei, perché è nei nostri ricordi e nei nostri racconti che la Lazio vive, non nell'atto notarile che dimostra che lei ne detiene il pacchetto di maggioranza.

La Lazio non le appartiene, perché la Lazio siamo soprattutto noi.
E quando abbiamo scelto di essere laziali abbiamo scelto di appartenere alla Lazio, non a lei.
Non so se avrà ancora una possibilità, se avrà il tempo e la voglia di capire tutto questo, ma io spero davvero che possa farlo, che possa capire tutta la Lazio che siamo.
È per noi che deve scrivere le storie.
Se non vuole (non sa o non puo) farlo, vada altrove, o saremo noi a cancellarla dalla nostra.

un film non famoso raccoglie una citazione molto appropriate: "leggiamo per sentirci meno soli"
Grazie Arkam, mi ha fatto sentire in compagnia!!!!

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happyeagle

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Quando Aldo Donati doveva registrare l'inno andò sotto la curva nord prima di Lazio Juventus, era il 2 ottobre del 77 e la partita fu una memorabile, finì 3 a 0 e come era nella natura della Lazio rimase un lampo nel buio, non è questo però che volevo ricordare, prima della canzone c'è lo stadio, ben visibile anche senza immagini, perché non servono le immagini per descrivere l'atmosfera di una curva che aspetta una partita, bastano i rumori e per chi è presente anche gli odori, i profumi e perché no, a volte anche le puzze.
Lì, in quell'attesa, in quella confusione, per chi è attento ed ha orecchi per ascoltare c'è uno, solitario come può esserlo un Laziale in mezzo ad 80.000 persone, che con la sua purezza d'animo, puro come può essere chi non si è mai fatto travolgere e corrompere da nessun avvenimento, urla, sì, urla forte come può urlare chi deve moltiplicare il fiato per farsi ascoltare, una cosa di una banalità unica, banale ma fondamentale per chi è Tifoso.

C'AVEMO SOLO STA LAZIO!!

Oggi, come allora e negli anni precedenti ed in quelli successivi sempre e solo quella che è scesa in campo, bella brutta, ricca povera o scarcagnata come può solo essere scarcagnata la Lazio, tradita e oltraggiata ma sempre pura, pura come può esserlo solo chi è nato a Piazza della Libertà.

ralphmalph

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Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 23:43
ma perchè metti tutti nel calderone? i parassiti e gli acerrimi nemici, con me, non c'entrano nulla.
Se Lotito non lo capisce, sbaglia. E se sbaglia, paga.
In questa situazione in cui chi lo ha difeso praticamente per nove anni adesso alza le mani o salta la barricata, ci si è messo lui. A me non m'hanno convinto mica le radio, visto che sento solo LSR. Non m'ha convinto la corte dei miracoli che s'è trovata i portoni del palazzo chiuso. Non m'ha convinto Plastino, né Scarcelli, né chissà chi altro c'è a blaterare di lazialità in giro per l'etere. Io non faccio sconti alla curva, a me fanno schifo per Vannoni, figurati per le braccia tese, i cori e compagnia bella. Io non me la inculo proprio, 'sto resiìduato di curva nord che porta avanti una guerra santa e si attacca a tutto pur di vincerla o per lo meno di non farla finire.
io me la prendo con Lotito perché dopo dieci anni giudico la sua gestione insufficiente per una piazza come la nostra. Tre anni senza attaccante di riserva in serie A non si era mai visto. Hernanes lo ha venduto lui, mica la curva. Gli allenatori più scrausi in circolazione li ha portati lui, mica la curva. Il diesse se l''è fatto in casa, l'ufficio stampa lo ha pescato da airport cafè. Questo è uno che davvero pensava che la Lazio la potesse allenare Maifredi. Ne ha azzeccate tante, tantissime, mi pare che in questi anni, persino su questi topic, da parte mia e di molti come me, gliene sia stato dato atto. Ma se dopo dieci anni mi chiedi ancora di fare il partigiano, mi devi dare qualcosa in più di commenti sprezzanti e mezzi giocatori. Io vorrei dire a Lotito che sta sbagliando direzione, che ha perso di lucidità o non ha capito cosa i laziali come me vorrebbero. Io non voglio cacciare Lotito, non è quella la mia vittoria. Voglio una Lazio più bella, voglio aria fresca, e sti cazzi del presidente. Se sarà Lotito, gli dirò Viva Lotito. Ma certo dopo 9 stagioni non si aspetti che lo faccia ancora perché sta pagando lo stipendio di Pancaro. E non s'azzardi a mettermi fra quelli che lo contestano perché strumentalizzati o strumentalizzanti: io avevo la mia testa quando lo difendevo a spada tratta, ce l'ho ancora adesso che suono un campanello d'allarme prima di alzare le mani e arrendermi.

La parte che ti quoto in neretto potrei averla scritta io

Bello, bellissimo pure questo post. Avrei voluto scriverlo io ma tu sei indubbiamente più bravo.
Grazie


Sent from Lulic al 71esimo

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Grazie, Arkham, per ogni parola, ogni virgola, ogni punto, di ogni tuo intervento in questo topic.

Qui, poi, sei riuscito proprio a farmi capire quella mia attuale mancanza di passione per la Lazio che tanto mi manca e che mi fa sentire come se mi avessero staccato un pezzo di anima:

Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 23:07
io se non vedo alimentato un sogno o rinnovata una tradizione, non mi appassiono.


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Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 23:43
ma perchè metti tutti nel calderone? i parassiti e gli acerrimi nemici, con me, non c'entrano nulla.
Se Lotito non lo capisce, sbaglia. E se sbaglia, paga.
In questa situazione in cui chi lo ha difeso praticamente per nove anni adesso alza le mani o salta la barricata, ci si è messo lui. A me non m'hanno convinto mica le radio, visto che sento solo LSR. Non m'ha convinto la corte dei miracoli che s'è trovata i portoni del palazzo chiuso. Non m'ha convinto Plastino, né Scarcelli, né chissà chi altro c'è a blaterare di lazialità in giro per l'etere. Io non faccio sconti alla curva, a me fanno schifo per Vannoni, figurati per le braccia tese, i cori e compagnia bella. Io non me la inculo proprio, 'sto resiìduato di curva nord che porta avanti una guerra santa e si attacca a tutto pur di vincerla o per lo meno di non farla finire.
io me la prendo con Lotito perché dopo dieci anni giudico la sua gestione insufficiente per una piazza come la nostra. Tre anni senza attaccante di riserva in serie A non si era mai visto. Hernanes lo ha venduto lui, mica la curva. Gli allenatori più scrausi in circolazione li ha portati lui, mica la curva. Il diesse se l''è fatto in casa, l'ufficio stampa lo ha pescato da airport cafè. Questo è uno che davvero pensava che la Lazio la potesse allenare Maifredi. Ne ha azzeccate tante, tantissime, mi pare che in questi anni, persino su questi topic, da parte mia e di molti come me, gliene sia stato dato atto. Ma se dopo dieci anni mi chiedi ancora di fare il partigiano, mi devi dare qualcosa in più di commenti sprezzanti e mezzi giocatori. Io vorrei dire a Lotito che sta sbagliando direzione, che ha perso di lucidità o non ha capito cosa i laziali come me vorrebbero. Io non voglio cacciare Lotito, non è quella la mia vittoria. Voglio una Lazio più bella, voglio aria fresca, e sti cazzi del presidente. Se sarà Lotito, gli dirò Viva Lotito. Ma certo dopo 9 stagioni non si aspetti che lo faccia ancora perché sta pagando lo stipendio di Pancaro. E non s'azzardi a mettermi fra quelli che lo contestano perché strumentalizzati o strumentalizzanti: io avevo la mia testa quando lo difendevo a spada tratta, ce l'ho ancora adesso che suono un campanello d'allarme prima di alzare le mani e arrendermi.

La parte che ti quoto in neretto potrei averla scritta io.

e io insisto a dirti, anche se già te l'ho scritto, che i laziali come te manco gli arrivano all'orecchio. vince chi gli dorme sul pianerottolo e non sono quelli come te.
dovresti sentirti solo, solo tra molti che hanno deciso di stufarsi, ma non tra tantissimi che invece sono il resto. Dovresti sentirti solo e ancora più incazzato, invece non lo sei: non lo sei perché in questa insofferenza ti vengono incontro i professionisti della contestazione, quelli che quando tu tenevi botta loro remavano contro a prescindere. Non è che tu gli dai ascolto, ma loro s'acchiappano la tua voce e ne fanno numero e poi te la ripresentano sotto gli occhi, nelle orecchie.

Lo ha scritto Property più volte, è una questione politica scalzare lotito: che sia bassa politica, di pancia e piccolo cabotaggio, non mi interessa. è politica quella che fanno dalle radio, i plastino e i greco, etc.
Loro sono un mondo su cui credo e spero quelli come te non poggerebbero mai i loro piedi. Loro in questi anni - di tolleranza - non ti hanno mai portato allo Stadio a tifare. Loro non sono mai stati i famosi interlocutori utili e necessari per sgrassare il cervello di Lotito.
E ora loro stanno dando a tutti l'illusione che i tifosi -abbonati e paganti- contino di più di loro che con la Lazio e la contestazione ci mangiano.

La tua lettera non gli arriverà mai a Lotito a meno che non diventi un paragrafo del conticino che loro hanno preparato per lui. Hanno truccato il mazzo, Arkham, puoi mandare lettere al direttore, ma gli editorialisti sono loro e solo loro.

E come per le canaglie che si rifugiano nella Patria come ultima speranza di poter trovare un ruolo nella società, hanno già deciso che alla festa della Patria il presidente Lotito che tu reputi ferocemente inadeguato è diventato geneticamente inferiore, che è diverso dal ritenerlo inadatto. (Chissà invece certi capitani che se sò venduti le partite, chissà loro...)

Lotito ti vede se ti abboni, avevi la grande opportunità di inkularlo il 27 maggio, non l'hai fatto. O Canigiani è un bugiardo o bisogna andarsi a rileggere le sue parole di sconforto.
Non è Lotito che si azzarda a metterti in qualche girone infernale, sono loro che ti ci arruolano senza neanche avvisarti. E loro vanno random, giorno per giorno.

La roma avrà i soldi della champions è ovvio, e noi niente el: questo argomento è chiaro da tempo, o c'è qualcuno che lo vuole mettere in dubbio? Loro invece te lo serviranno puntuali quando servirà di rifare cagnara.
C'è chi dice che è meglio non arrivare il EL? stai tranquillo che a maggio dirà in coro con altri che la Lazio non è stata capace neanche di entrare in EL.
Si tira fuori qualsiasi argomento, anche se va in contraddizione, così come Loro tiravano fuori Patarca per dare addosso a Lotito e al settore giovanile "scippato da bruno conti". Ora Patarca non lo chiamano più? come mai? Quanti Patarca che ci siamo sukati in questi anni...

e il brutto è che tutto questo c'era già alla vigilia del 26 maggio. Solo che la strafottenza dei vincitori l'ha fatto dimenticare: tutti i vizi di Lotito erano a galla quel sabato, arrivati a un bivio. Quella partita poteva essere la fossa, al di là della scaramanzia. il 26 maggio abbiamo vinto un lasciapassare per la sopravvivenza proprio per lo scampato pericolo, ora ci stiamo facendo affossare dagli stessi laziali. Se hai in mente la posta in palio di quel grande giorno non puoi lasciare a questi monnezzari che prendano la tua voce e mettano una tacca sul loro muro del pianto.

il 26 maggio non ci ha liberato da nulla, non ci ha detto "ora tolto Lotito si vola". Ci ha invece fatto evitare il vero inferno. Ma questo il laziale più conservatore che guadagna con la Lazio non l'ha voluto capire e complice un'annata mediocre ha ripresentato il conto del 25 maggio. Anche questa è politica. Siamo a Roma non a Caprera.




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andyco

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Citazione di: AquilaLidense il 27 Mar 2014, 16:04
Questa è una lettera piena d'amore, orgoglio e senso di appartenenza.
Una lettera che unisce e non divide

bravissimo

andyco

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Difendere Lotito per non mischiarsi con chi lo contesta strumentalmente e' fare il male della Lazio.

Tarallo

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Io dovrò leggerlo per la terza volta, perché a parte la bellezza del post e l'immenso amore per la Lazio che ne esce (e per me Arkham è un dio) io mica ho capito che vuol dire. Sugli errori di Lotito descritti da lui (che sono quelli che contano  di più anche per me) c'è un consenso bulgaro.
Ma il 12 Maggio sarà soltanto quello che si farà del 12 Maggio. Il potenziale per togliergli quel senso di festa e unità col quale (mi auguro) è nato c'è. Il valore del 12 Maggio deve restare quello, una festa laziale. Se si esula si manda tutto a puttane, e purtroppo, carissimo Arkham, il calderone è inevitabile. Ce lo hanno spiegato i contestatori, ce l'ha spiegato anche la Nord. Si si tutto bello, esistono posizioni diverse nel popolo laziale, ma alla fine o stai dentro o stai fuori. Chi va allo stadio quando ci viene detto di andarci è contato, chi non ci va quando ci viene detto di non andarci pure. In politica, dice giustamente FD, le correnti non contano, le minoranze non contano. Il calderone c'è, e io e te ci stiamo dentro, con Plastino, Scarcelli, Diabolik, ralphmalph e silvia84.


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V. Esci dal corpo di Tarallo... Che hai detto?? :D

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DajeLazioMia

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Comunque ho una voglia di cambiamento e normalità che fa paura.
Che stanchezza. Speriamo passi presto questo momento.

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Citazione di: andyco il 28 Mar 2014, 06:40
V. Esci dal corpo di Tarallo... Che hai detto?? :D
Che ho detto?


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Citazione di: andyco il 28 Mar 2014, 06:40
V. Esci dal corpo di Tarallo... Che hai detto?? :D

Ha detto una cosa lucidissima.
Un V. più lucido di questo non lo avete mai letto.

Citazione di: V. il 28 Mar 2014, 02:06
La tua lettera non gli arriverà mai a Lotito a meno che non diventi un paragrafo del conticino che loro hanno preparato per lui. Hanno truccato il mazzo, Arkham, puoi mandare lettere al direttore, ma gli editorialisti sono loro e solo loro.

La storia della Lazio di questa stagione é in un vicolo senza uscita.

Jeffry

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Bel pezzo arkham, davvero.
Anche se, come dice Splash, ci sono passaggi che non mi convincono ma non al punto da intaccare la sostanza.
Che si ritrovano, comunque, in quanto scritto da V.; tra l'altro trovo entrambe le posizioni complementari.
Il vostro botta e risposta offre grandi spunti di discussione; discussione che vi lascio vista la grande abilità.
Io vi leggo con grande interesse e piacere.
;) :band1:

porgascogne

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arkham spiega talmente bene la sua idea che trovo anche offensivo che possa essere io a ribadirla

detto questo, io vorrei che fosse chiara una cosa: il 26 maggio è stato un armistizio
non si è vinta alcuna guerra interna
si era posata, anzi si stava sotterrando l'ascia di guerra

quando parlo di guerra interna, sia chiaro, parlo di quella che gli hanno fatto (per anni) tutti quelli che, come dice vuppunto, dormono sul pianerottolo di lotito
e, gradirei fosse chiaro anche questo, che NESSUNO qui dentro ha mai nè appoggiato, tantomeno supportato tale guerra, anzi...

però, insomma, ubriachi e felici, si era arrivati a vincere il 26 maggio
tutti quelli che, allo stadio, appoggiavano la contestazione perenne - perché, sia chiaro, la cornice è marcia ma lo è soprattutto fra i comunicatori: la CN ha un'ora e mezza settimanale su una radiolina, so' gli altri ad essere sempre connessi, eh - erano già stati abbastanza blanditi con il terzo tempo

con il 26 maggio te li sei portati tutti a ponte milvio (che me la ricordo solo io, la perenne festa dei gg dopo?)

ecco: quindi era scattato l'armistizio
bisognava SOLO mettersi a pressburgo, parigi o chateau-cambresis a firmare la pace

ma, da una parte - e qui do ragione a vuppunto: lo faccio, almeno su questo, dal 27 maggio - GRAN PARTE del popolo Laziale ha pisciato gli abbonamenti (sia chiaro: la maggiorparte di chi si è abbonato, oggi contesta, eh...chissà gli altri)
dall'altra, sono stati reiterati tutti i comportamenti già applicati nelle precedenti annate nelle quali bastava sganciare un po' di zavorra per provare definitivamente a volare

ed a riunire

azzurra71

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Citazione di: arkham il 27 Mar 2014, 13:31

Quando è morto Giorgio Chinaglia il sito dello Swansea onorò un pezzo della sua memoria dedicandogli l'intera home page lustrata a lutto. La S.S. Lazio si limitò a un comunicato di due-righe-due in cui si dava seccamente la notizia, fra la pubblicità di un cappellino e le info sulla vendita dei biglietti per la partita successiva.
...
Una storia che Lotito ha scelto di non cavalcare, se non controvoglia


questo secondo me è il punto essenziale.

Lotito si è difeso con le unghie e con i denti da una pletora di finti laziali interessati, giustamente.

Avrebbe dovuto essere però molto più strategico (e metterla meno sul personale) nel valorizzare la nostra storia, senza fare calcoli, senza la paura che qualcuno dei suoi "nemici" potesse beneficiarne. Si sarebbe mostrato superiore ai suoi detrattori e degno Presidente della Lazio. Invece si è incagliato e incaponito su questo punto. Che è la sua trappola.

La morte di Chinaglia ne è un esempio lampante. 

Comunque Arkham, bello spunto complimenti
 

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Citazione di: porgascogne il 28 Mar 2014, 10:33
e, gradirei fosse chiaro anche questo, che NESSUNO qui dentro ha mai nè appoggiato, tantomeno supportato tale guerra, anzi...

Ma infatti V. non sta dicendo questo.
E non credo che nessuno lo stia dicendo.
Il problema é che la loro forza di fuoco, in termini di comunicazione, presenza, forza di coercizione é estremamente più potente e importante delle migliaia di tifosi laziali che contestano in maniera coerente e condivisibile. E se ne impadronisce.
Volenti o nolenti.
Tanto da spingere Palo a scrivere giustamente che non vorrebbe la presenza di Lotito perché senno' diventerebbe una bolgia.

Bianchina

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Citazione di: azzurra71 il 28 Mar 2014, 10:42
questo secondo me è il punto essenziale.

Lotito si è difeso con le unghie e con i denti da una pletora di finti laziali interessati, giustamente.

Avrebbe dovuto essere però molto più strategico (e metterla meno sul personale) nel valorizzare la nostra storia, senza fare calcoli, senza la paura che qualcuno dei suoi "nemici" potesse beneficiarne. Si sarebbe mostrato superiore ai suoi detrattori e degno Presidente della Lazio. Invece si è incagliato e incaponito su questo punto. Che è la sua trappola.

La morte di Chinaglia ne è un esempio lampante. 

Comunque Arkham, bello spunto complimenti


Ma si puo' sospettare che non sia nelle sue corde?

Si puo' sospettare che, prima del fatidico 2004, per Lotito la Lazio fosse solo una delle due squadre romane e nemmeno la piu' interessante?

Qualcuno se ne e' accorto subito, qualcun altro ci ha messo piu' tempo, ma cosa e' questo topic se non quel "c'ha tolto la Lazialita'" spernacchiato per anni?

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