andiamo a vincere e basta. uniti, compatti, senza remore. non andiamo al nou camp, ma arriviamo alla partita che già sognavamo dall'anno scorso, come rivincita sulla ns principale rivale. Sulla grande udinese del capocannoniere di natale abbiamo tre punti.
significa che da qualche parte li abbiamo presi 'sti punti, 3 + tutto il resto: con le grandi. mentre con le piccole causa gli infortuni abbiamo steccato. abbiamo vinto due volte con la roma, abbiamo preso 4 punti al milan, abbiamo battuto il napoli. tutti incontri difficilissimi, con vigilie piene di ansia e dubbi.
e che 4 punti al milan e sei alla roma ti fanno mettere paura di andare in casa del pavido guidolin? che tra l'altro quando venne all'olimpico non ebbe il coraggio di vincere.
sì, certo: non c'è fiato, non ci sono uomini, c'è anche un pizzico di sfortuna. ma se vuoi forzi le cose, le partite e i risultati. primo non prenderle. secondo non farsi assediare. tanto l'inter vince, la roma pure, non avrai altre scuse.
se hai memoria del tuo campionato, dei successi, dei tonfi, delle gare giuste e dei blakc out, tu a udine ci vai per vincere. non è la pantomima di novara, a mezzogiorno, mezzo surreale, mezzo infradito, in un campo dove non hai mai giocato. sarà a udine dove da anni le dai e le prendi, è sera, calcio vero, persino un po' di freddo.
alla Lazio piace duro, non mollo. con i giocatori rimasti, ancora di più.
chi c'è c'è: deve solo giocare la partita che sotto sotto aspettiamo da un anno.
ah non vedo l'ora.
cmq stanotte tornando a casa mi sono ricordato di chi diceva via cissè, via sculli, e pure rozzi non vale la serie a, i primavera sono delle pippe, etc.
la coerenza degli stron.zi ci appartiene.
Giorgio! dacci una mano. sul campo.