Ugo Longo

Aperto da bak, 14 Mar 2014, 10:11

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iDresda

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Citazione di: sslazio9gennaio1900 il 14 Mar 2014, 16:25
Una di quelle persone che ha incarnato la lazialita

verissimo
Insieme al grande Bob Lovati

:band1:

dani2110

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Sam Cromwell

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Citazione di: cuchillo il 14 Mar 2014, 10:36
Il mio Presidente.
Semplicemente, il migliore, come incarnazione ideale dell'essere laziali: stile, eleganza, misura, cultura.
Esatto!
Ciao Presidente, ti vogliamo e ti vorremo bene per sempre!  :ssl

legionale73

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http://www.lalaziosiamonoi.it/in-evidenza/esclusiva-radiosei-ae-baraldi-celebra-longo-aeoeil-pia-grande-presidente-della-lazio-lotito-dovrebbe-avere-pia-memoriaae-42257

ESCLUSIVA Radiosei – Baraldi celebra Longo: "Il più grande presidente della Lazio. Lotito? Dovrebbe avere più memoria"

Cinque anni senza un emblema della lazialità, Ugo Longo. Il trentesimo presidente della storia della Lazio che, dopo il crac Cirio, è subentrato nel 2003 a Sergio Cragnotti al vertice della società capitolina. Nel 2004 si dimette ma l'abbandono della carica non coincide con quella della Lazio: assiste infatti legalmente S.p.A nel periodo dello scandalo di Calciopoli, esploso nel 2006. Per commemorare la scomparsa prematura di Longo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei Luca Baraldi, amministratore delegato prima e direttore generale poi. 

Il presidente Longo è stato l'ultimo a far innamorare i tifosi della Lazio. Un suo ricordo.

"Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di vivere gomito a gomito con lui un anno. Forse l'anno più difficile o comunque uno dei momenti più difficili della storia della Lazio. Pertanto nelle difficoltà credo vengano fuori i valori veri delle persone e quelle che sono le capacità di coagulare intorno a determinate scelte quelle definitive che hanno portato a salvare questa società. E questo spesso viene dimenticato da chi oggi ne è il presidente. In quel momento è stata fatta un'impresa da parte del quadro dirigente, insieme ai calciatori, insieme ai tifosi che erano anche azionisti e grazie a tutti ancora oggi esiste la S.S. Lazio".

Molte volte il presidente Lotito ha criticato il "Piano Baraldi"...

"L'onestà intellettuale delle persone credo che debba partire prima di tutto dalla propria coscienza. Quindi al di là di quello che le persone dicono pubblicamente c'è la storia e i documenti che raccontano quei momenti. Da questi si capisce come e da chi è stata salvata la Lazio poi Lotito sicuramente Lotito ha avuto il merito e il coraggio di prenderla in mano e di iniziare un percorso. Ma dopo che il malato era stato rianimato e salvato da una morte sicura. Per cui, quando io sono arrivato a Roma, insieme a Ugo Longo, ma tutti i poteri gestori ce li avevo io visto che ricoprivo contemporaneamente sia la carica di amministratore delegato che di direttore generale, tutti pensavano che fossi lì per celebrare il funerale della Lazio. Invece, grazie a qualche idea, grazie alla collaborazione di calciatori, tifosi e stampa si è ripartiti. E Lotito è partito da una struttura di fondamenta che sono state gettate da altri prima di lui".

La Lazio di Ugo Longo è arrivato ai 42 mila abbonati. Cosa è cambiato e come si può tornare indietro?

"Io posso parlare della mia esperienza. Io credo che le persone e i tifosi vivano con grande passione il proprio sentimento calcistico, soprattutto quando vedono e percepiscono che all'interno della società c'è un gruppo di persone che vogliono bene alla società e sono disposti a tutto purché la squadra raggiunga certi obiettivi. Noi in quel momento avevamo due obiettivi: il primo era quello di salvare la società e il secondo era quello di arrivare almeno in Champions League perché ci avrebbe garantito quelle riserve finanziarie che ci avrebbero consentito la continuità aziendale. Io ricordo la sera del 24 giugno 2003, quando abbiamo deliberato l'aumento di capitale di 110 milioni di euro, io ho aperto le porte della sede ai tifosi. Roma viveva come se avessimo vinto lo scudetto. C'erano le macchine che suonavano i clacson per la città, era una festa. Se anche Lotito avesse vissuto quei momenti da tifoso come le abbiamo vissute noi, dopo non avrebbe fatto delle considerazioni come quelle che ha fatto. Mentre devo dire che ho sempre percepito una certa invidia nei confronti del nostro lavoro. E quindi non può togliere il merito alle persone che sono venute prima di lui a cominciare da Ugo che è stato uno dei più grandi presidenti, forse il più grande della storia della Lazio".

La cattiveria di Lotito oltre che nei confronti delle ex gestioni è anche rivolta ai tifosi. È lì che deve lavorare per avere la popolarità che avete avuto nella vostra gestione?

 "Probabilmente è anche una questione di carattere. Lui manifesta i suoi sentimenti in un determinato modo. Poi bisognerebbe essere più concreti e attaccati alla realtà. Direi che se lavora con obiettività, riconoscendo i meriti degli altri, che non è un limite è un grande pregio, potrebbe fare bene. Alle volte dei modi per crescere nella vita è riconoscere che anche altri hanno fatto qualcosa di buono e da lì si parte per andare avanti. Criticare senza motivo si arriva alla sterilità delle cose. Ma il rapporto è nato male sin dall'inizio con le contestazioni che arrivano da lontano. Il presidente ha comunque fatto cose importanti, ha avuto coraggio, è un uomo intelligente ma il calcio vive di sentimenti non  solo di leggi legate a determinati a obiettivi personali. Bisogna lavorare a degli obiettivi che sono quelli dei tifosi. La società di calcio è un bene comune".

C'è un momento che ricorda con particolare affetto di Ugo Longo?

"Ce n'è uno in particolare. Proprio in merito alla sera del 24 giugno, quando verso mezzanotte l'aumento di capitale andò in porto, lui mi abbracciò con le lacrime agli occhi e mi disse: "Questa sera il laziale vero, io sono un laziale vero, è come se avesse avuto un altro figlio". Questo è stato un momento emblematico di un uomo che nonostante avesse raggiunto un'età matura, fosse un avvocato penalista navigato, è tornato bambino per la società di calcio che tifava da quando era piccolo".

Clemente Mimun ha proposto Nesta come ambasciatore tra società e tifosi. Le sembra buona come idea?

"Alessandro Nesta rinunciò a dei soldi che doveva avere dalla Lazio per il bene della squadra per la quale ha sempre tifato. Non è facile che un giocatore rinuncia a dei soldi, cosa che hanno fatto tutti i calciatori della Lazio di quell'epoca, ma lui che era andato già al Milan, per il bene della Lazio, rinunciò a dei compensi. Ed è un merito che lui ha. Credo che Mimun abbia avuto un'eccellente idea, potrebbe essere veramente un ambasciatore per cercare di unire la tifoseria e società".

Oltre alla comunicazione, un'altra delle critiche che è stata mossa alla società è quella di non riuscire a fare il salto di qualità. Non si riescono ad aumentare i ricavi per fare un balzo in avanti. Baraldi che proporrebbe oggi?

"Io non so quali siano le strategie di Lotito. Anche io ho notato che spesso il main sponsor mancava dalle divise della squadra. Evidentemente anche qui bisogna cercare di portare la squadra verso l'esterno, verso degli imprenditori. Anche qui è un mondo di relazioni. Quando c'ero io era arrivata Parmacotto che fece un grande investimento sulla Lazio". 

 La gente si chiede da dove venga quel buco gigantesco, perché Cragnotti dice che non è il suo.

"Per fortuna ci sono i documenti. Se lei legge le carte della Consob del 29 gennaio del 2003 quando noi ci siamo insediati come Cda, io, il professor Pessi e Ugo Longo, abbiamo fatto la fotografia di tutta la montagna di debiti che ci siamo ritrovati dopo la gestione Cragnotti. Solo di imposte non versate avevamo più di 60/70 milioni di euro di arretrati. Avevamo delle messe in mora con dei giocatori che si stavano svincolando. Per poterli rivincolare andai io il 13gennaio del 2003 negli spogliatoi, grazie ad un'anticipazione della ex Banca di Roma, Capitalia, con 23 milioni in assegni circolari per pagare due o tre mensilità arretrate dei calciatori. Altrimenti, finita la partita di Coppa Italia con il Bari, se non avessi consegnato quei soldi, noi avremmo perso tutto il patrimonio calciatori



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above us only sky

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Ciao, Ugo.
Mi manchi, ci manchi... manchi agli oltre 40.000 abbonati, a tutta quella gente che ha colorato di celeste l'Olimpico sotto la tua presidenza.
Un piccolo aneddoto: lunedì 3 gennaio 2005, via Crescenzio, sono dentro una cabina telefonica (sì, avete capito bene... niente cellulare), parlo al telefono con mia nipote e passa lui, il grandissimo Ugo, solo con quel suo sorriso rassicurante... come dire, tranquillo ci penseranno i Filippini, Giannichedda, Cesar, Liverani, Rocchi, ma sì pure Di Canio ed un manipolo di eroi... vedrai, scriveranno un'altra meravigliosa pagina di Lazio.

valpa62

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Ti ho voluto bene,riposa in pace Presidente.

Sam Cromwell

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Citazione di: above us only sky il 14 Mar 2014, 22:12
Ciao, Ugo.
Mi manchi, ci manchi... manchi agli oltre 40.000 abbonati, a tutta quella gente che ha colorato di celeste l'Olimpico sotto la tua presidenza.
Un piccolo aneddoto: lunedì 3 gennaio 2005, via Crescenzio, sono dentro una cabina telefonica (sì, avete capito bene... niente cellulare), parlo al telefono con mia nipote e passa lui, il grandissimo Ugo, solo con quel suo sorriso rassicurante... come dire, tranquillo ci penseranno i Filippini, Giannichedda, Cesar, Liverani, Rocchi, ma sì pure Di Canio ed un manipolo di eroi... vedrai, scriveranno un'altra meravigliosa pagina di Lazio.
Che mi hai ricordato, Via Crescenzio...
Una volta lo vidi pure io li di sera mentre usciva con la macchina da un garage privato, affianco una pompa di benzina.
Pensai, il Presidente qui o ci abita o c'avrà l'ufficio.

Che bello che eri Presidente, e mi raccomando, buttaci sempre un occhio da lassù!  :ssl

St£fano

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Ciao, Presidente

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baroncino

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Citazione di: legionale73 il 14 Mar 2014, 22:02
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ESCLUSIVA Radiosei – Baraldi celebra Longo: "Il più grande presidente della Lazio. Lotito? Dovrebbe avere più memoria"

Cinque anni senza un emblema della lazialità, Ugo Longo. Il trentesimo presidente della storia della Lazio che, dopo il crac Cirio, è subentrato nel 2003 a Sergio Cragnotti al vertice della società capitolina. Nel 2004 si dimette ma l'abbandono della carica non coincide con quella della Lazio: assiste infatti legalmente S.p.A nel periodo dello scandalo di Calciopoli, esploso nel 2006. Per commemorare la scomparsa prematura di Longo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei Luca Baraldi, amministratore delegato prima e direttore generale poi.

Il presidente Longo è stato l'ultimo a far innamorare i tifosi della Lazio. Un suo ricordo.

"Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di vivere gomito a gomito con lui un anno. Forse l'anno più difficile o comunque uno dei momenti più difficili della storia della Lazio. Pertanto nelle difficoltà credo vengano fuori i valori veri delle persone e quelle che sono le capacità di coagulare intorno a determinate scelte quelle definitive che hanno portato a salvare questa società. E questo spesso viene dimenticato da chi oggi ne è il presidente. In quel momento è stata fatta un'impresa da parte del quadro dirigente, insieme ai calciatori, insieme ai tifosi che erano anche azionisti e grazie a tutti ancora oggi esiste la S.S. Lazio".

Molte volte il presidente Lotito ha criticato il "Piano Baraldi"...

"L'onestà intellettuale delle persone credo che debba partire prima di tutto dalla propria coscienza. Quindi al di là di quello che le persone dicono pubblicamente c'è la storia e i documenti che raccontano quei momenti. Da questi si capisce come e da chi è stata salvata la Lazio poi Lotito sicuramente Lotito ha avuto il merito e il coraggio di prenderla in mano e di iniziare un percorso. Ma dopo che il malato era stato rianimato e salvato da una morte sicura. Per cui, quando io sono arrivato a Roma, insieme a Ugo Longo, ma tutti i poteri gestori ce li avevo io visto che ricoprivo contemporaneamente sia la carica di amministratore delegato che di direttore generale, tutti pensavano che fossi lì per celebrare il funerale della Lazio. Invece, grazie a qualche idea, grazie alla collaborazione di calciatori, tifosi e stampa si è ripartiti. E Lotito è partito da una struttura di fondamenta che sono state gettate da altri prima di lui".

La Lazio di Ugo Longo è arrivato ai 42 mila abbonati. Cosa è cambiato e come si può tornare indietro?

"Io posso parlare della mia esperienza. Io credo che le persone e i tifosi vivano con grande passione il proprio sentimento calcistico, soprattutto quando vedono e percepiscono che all'interno della società c'è un gruppo di persone che vogliono bene alla società e sono disposti a tutto purché la squadra raggiunga certi obiettivi. Noi in quel momento avevamo due obiettivi: il primo era quello di salvare la società e il secondo era quello di arrivare almeno in Champions League perché ci avrebbe garantito quelle riserve finanziarie che ci avrebbero consentito la continuità aziendale. Io ricordo la sera del 24 giugno 2003, quando abbiamo deliberato l'aumento di capitale di 110 milioni di euro, io ho aperto le porte della sede ai tifosi. Roma viveva come se avessimo vinto lo scudetto. C'erano le macchine che suonavano i clacson per la città, era una festa. Se anche Lotito avesse vissuto quei momenti da tifoso come le abbiamo vissute noi, dopo non avrebbe fatto delle considerazioni come quelle che ha fatto. Mentre devo dire che ho sempre percepito una certa invidia nei confronti del nostro lavoro. E quindi non può togliere il merito alle persone che sono venute prima di lui a cominciare da Ugo che è stato uno dei più grandi presidenti, forse il più grande della storia della Lazio".

La cattiveria di Lotito oltre che nei confronti delle ex gestioni è anche rivolta ai tifosi. È lì che deve lavorare per avere la popolarità che avete avuto nella vostra gestione?

"Probabilmente è anche una questione di carattere. Lui manifesta i suoi sentimenti in un determinato modo. Poi bisognerebbe essere più concreti e attaccati alla realtà. Direi che se lavora con obiettività, riconoscendo i meriti degli altri, che non è un limite è un grande pregio, potrebbe fare bene. Alle volte dei modi per crescere nella vita è riconoscere che anche altri hanno fatto qualcosa di buono e da lì si parte per andare avanti. Criticare senza motivo si arriva alla sterilità delle cose. Ma il rapporto è nato male sin dall'inizio con le contestazioni che arrivano da lontano. Il presidente ha comunque fatto cose importanti, ha avuto coraggio, è un uomo intelligente ma il calcio vive di sentimenti non  solo di leggi legate a determinati a obiettivi personali. Bisogna lavorare a degli obiettivi che sono quelli dei tifosi. La società di calcio è un bene comune".

C'è un momento che ricorda con particolare affetto di Ugo Longo?

"Ce n'è uno in particolare. Proprio in merito alla sera del 24 giugno, quando verso mezzanotte l'aumento di capitale andò in porto, lui mi abbracciò con le lacrime agli occhi e mi disse: "Questa sera il laziale vero, io sono un laziale vero, è come se avesse avuto un altro figlio". Questo è stato un momento emblematico di un uomo che nonostante avesse raggiunto un'età matura, fosse un avvocato penalista navigato, è tornato bambino per la società di calcio che tifava da quando era piccolo".

Clemente Mimun ha proposto Nesta come ambasciatore tra società e tifosi. Le sembra buona come idea?

"Alessandro Nesta rinunciò a dei soldi che doveva avere dalla Lazio per il bene della squadra per la quale ha sempre tifato. Non è facile che un giocatore rinuncia a dei soldi, cosa che hanno fatto tutti i calciatori della Lazio di quell'epoca, ma lui che era andato già al Milan, per il bene della Lazio, rinunciò a dei compensi. Ed è un merito che lui ha. Credo che Mimun abbia avuto un'eccellente idea, potrebbe essere veramente un ambasciatore per cercare di unire la tifoseria e società".

Oltre alla comunicazione, un'altra delle critiche che è stata mossa alla società è quella di non riuscire a fare il salto di qualità. Non si riescono ad aumentare i ricavi per fare un balzo in avanti. Baraldi che proporrebbe oggi?

"Io non so quali siano le strategie di Lotito. Anche io ho notato che spesso il main sponsor mancava dalle divise della squadra. Evidentemente anche qui bisogna cercare di portare la squadra verso l'esterno, verso degli imprenditori. Anche qui è un mondo di relazioni. Quando c'ero io era arrivata Parmacotto che fece un grande investimento sulla Lazio".

La gente si chiede da dove venga quel buco gigantesco, perché Cragnotti dice che non è il suo.

"Per fortuna ci sono i documenti. Se lei legge le carte della Consob del 29 gennaio del 2003 quando noi ci siamo insediati come Cda, io, il professor Pessi e Ugo Longo, abbiamo fatto la fotografia di tutta la montagna di debiti che ci siamo ritrovati dopo la gestione Cragnotti. Solo di imposte non versate avevamo più di 60/70 milioni di euro di arretrati. Avevamo delle messe in mora con dei giocatori che si stavano svincolando. Per poterli rivincolare andai io il 13gennaio del 2003 negli spogliatoi, grazie ad un'anticipazione della ex Banca di Roma, Capitalia, con 23 milioni in assegni circolari per pagare due o tre mensilità arretrate dei calciatori. Altrimenti, finita la partita di Coppa Italia con il Bari, se non avessi consegnato quei soldi, noi avremmo perso tutto il patrimonio calciatori

...sarò l'unico ad andare controcorrente...mi prenderò una montagna di insulti...ma vorrei sapere una cosa...
intanto giusto per ricordare una cosa riporto un comunicato stampa del 24/06/2003

"Comunicati Stampa

Il Consiglio di Amministrazione della S.S. Lazio S.p.A. riunitosi oggi sotto la Presidenza dell'Avv. Ugo Longo ha dato il via libera all'operazione di ricapitalizzazione della Società. In particolare il Consiglio ha deliberato quanto segue:

a) di individuare, alla luce dei parametri acquisiti come deliberati dall'assemblea straordinaria del 24 marzo u.s., quale esatto prezzo di emissione l'importo di Euro 0,05 determinando quindi in Euro 0,03 il sovrapprezzo per ciascuna azione di nuova emissione;
b) di fissare in 2.200.034.592 il numero delle azioni di nuova emissione, godimento regolare, determinando il rapporto di assegnazione ai vecchi azionisti in n. 14 nuove azioni per ogni azione posseduta;
c) di determinare, conseguentemente, il controvalore complessivo delle azioni da emettersi in un ammontare di 110,0 milioni di Euro.

Il Consiglio di Amministrazione ha quindi preso atto, nel corso della sospensione della seduta consiliare, del perfezionamento del contratto di garanzia con MCC S.p.A. – Gruppo Bancario Capitalia – quale coordinatore del consorzio di garanzia chiamato a garantire il buon esito dell'operazione di aumento di capitale.
Il Consiglio ha altresì preso atto che la Società di Revisione Deloitte & Touche ha riemesso la relazione di revisione sul bilancio al 30 giugno 2002 ai sensi dell'art. 96 TUF.

Nel prosieguo della seduta il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Prospetto Informativo che sarà pubblicato secondo la normativa, anche regolamentare, vigente.

Anche in esecuzione di quanto previsto negli accordi quadro perfezionati con i calciatori, il Consiglio ha deliberato di convocarsi per il giorno 1 luglio 2003 per deliberare in merito alla convocazione di una assemblea straordinaria con all'ordine del giorno la proposta dell'aumento di capitale riservato in tutto o in parte ai dipendenti della Società, ivi inclusi i calciatori.

In ultimo si segnala che il Consiglio di Amministrazione ha ratificato il contenuto di un accordo tra la S.S. Lazio S.p.A. ed altre società del Gruppo Cirio avente ad oggetto la definizione dei rapporti debito/credito infragruppo, i cui dettagli sono meglio individuati nel Prospetto Informativo a cui si rimanda, precisandosi che detto accordo è sospensivamente condizionato ad alcuni eventi.

Ufficio Stampa
Roma, martedì, 24 giugno 2003"

..........nessuno e tanto meno l'Avv. Longo ci ha mai spiegato che fine hanno fatto quei soldi e come sono stati utilizzati............qualcuno glie l'aveva mai chiesto? Non mi risulta.....


....e adesso insultatemi pure!!

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Citazione di: Sam Cromwell il 14 Mar 2014, 23:05
Che mi hai ricordato, Via Crescenzio...
Una volta lo vidi pure io li di sera mentre usciva con la macchina da un garage privato, affianco una pompa di benzina.
Pensai, il Presidente qui o ci abita o c'avrà l'ufficio.

Che bello che eri Presidente, e mi raccomando, buttaci sempre un occhio da lassù!  :ssl
Esattamente, lo vidi proprio in prossimità della pompa di benzina... dall'altra parte della strada ci abitava una mia ragazza dei tempi del liceo... basta con gli amarcord, non riesco più a vivere il presente.

robylele

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Citazione di: legionale73 il 14 Mar 2014, 22:02

ESCLUSIVA Radiosei – Baraldi celebra Longo: "Il più grande presidente della Lazio. Lotito? Dovrebbe avere più memoria"


ot
se non ricordo male Baraldi é riuscito a perdere una causa con Lotito. Credo che siamo riusciti a farci ridare indietro parte del malloppo.
eot


Citazione di: baroncino il 14 Mar 2014, 23:26
..........nessuno e tanto meno l'Avv. Longo ci ha mai spiegato che fine hanno fatto quei soldi e come sono stati utilizzati............qualcuno glie l'aveva mai chiesto? Non mi risulta.....

....e adesso insultatemi pure!!

il tuo dubbio é legittimo. Pensa che proprio oggi, nonostante fosse in collegamento su Radio6 Baraldi in persona, al conduttore é venuto in mente di fare questa domanda. Baraldi ha detto che é tutto lì, documentato e subito si é ritornati a parlare male della Lazio attuale, segnatamente nell'invidioso gestore attuale.



scusate l'ot.
Longo ovviamente nulla c'entra con questi personaggi. La sua lazialità e la sua bonarietà fu messa al servizio di noi tifosi e per noi fu un unguento magico.

Yanez_de_Gomera

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Citazione di: legionale73 il 14 Mar 2014, 22:02
http://www.lalaziosiamonoi.it/in-evidenza/esclusiva-radiosei-ae-baraldi-celebra-longo-aeoeil-pia-grande-presidente-della-lazio-lotito-dovrebbe-avere-pia-memoriaae-42257

La Lazio di Ugo Longo è arrivato ai 42 mila abbonati. Cosa è cambiato e come si può tornare indietro?

"Io posso parlare della mia esperienza. Io credo che le persone e i tifosi vivano con grande passione il proprio sentimento calcistico, soprattutto quando vedono e percepiscono che all'interno della società c'è un gruppo di persone che vogliono bene alla società e sono disposti a tutto purché la squadra raggiunga certi obiettivi. Noi in quel momento avevamo due obiettivi: il primo era quello di salvare la società e il secondo era quello di arrivare almeno in Champions League perché ci avrebbe garantito quelle riserve finanziarie che ci avrebbero consentito la continuità aziendale. Io ricordo la sera del 24 giugno 2003, quando abbiamo deliberato l'aumento di capitale di 110 milioni di euro, io ho aperto le porte della sede ai tifosi. Roma viveva come se avessimo vinto lo scudetto. C'erano le macchine che suonavano i clacson per la città, era una festa.


In questo pezzo dell'intervista a Baraldi c'é tantissimo del rapporto che ha legato Ugo Longo ai tifosi laziali e viceversa. Non ho nessun rimpianto per l'angoscia che come tifosi vivevamo in quel periodo. Ma esistono persone il cui valore e il cui spessore umano si capisce meglio dopo che se ne sono andate per sempre. A distanza di tempo, forse ci rendiamo conto meglio della fortuna che abbiamo avuto ad averlo con noi. Grazie di tutto, Presidente.

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NIK-LAZIO

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Grande persona a livello umano e grande laziale.

Ciao Presidente.

N.B.: anch'io ho partecipato al famoso aumento di capitale da 110 milioni di euro: ma voi davvero pensate che a Radiosei c'è qualcuno che avrebbe fatto a tale Baraldi una domanda così imbarazzante? :stop

Certamente no, perché sarebbe andata a favore magari del presidente Lotito, attaccato anche questa volta...(non che non né abbia le colpe, ma il Codice Deontologico dove stà?) :stop

EH la famosa cornice marcia, che gufa e ciclicamente si ripresenta (fanno male i cali di sponsor e pubblicità....)

Forza Lazio

Aquila Romana

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Citazione di: NIK-LAZIO il 15 Mar 2014, 18:27
Grande persona a livello umano e grande laziale.

Ciao Presidente.

N.B.: anch'io ho partecipato al famoso aumento di capitale da 110 milioni di euro: ma voi davvero pensate che a Radiosei c'è qualcuno che avrebbe fatto a tale Baraldi una domanda così imbarazzante? :stop

Certamente no, perché sarebbe andata a favore magari del presidente Lotito, attaccato anche questa volta...(non che non né abbia le colpe, ma il Codice Deontologico dove stà?) :stop

EH la famosa cornice marcia, che gufa e ciclicamente si ripresenta (fanno male i cali di sponsor e pubblicità....)

Forza Lazio

Complimenti, sei riuscito a sporcare pure questo topic commemorativo con i tuoi schizzi di merda


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