"Violenti allo stadio
ecco come li scopriamo"
Con il questore nella centrale operativa dell'Olimpico: 30 monitor con le immagini catturate dagli spalti in tempo reale. Al derby 8 denunce e un arresto
di FEDERICA ANGELI
"Violenti allo stadio ecco come li scopriamo"
Otto persone denunciate per lancio di petardi e per aver scavalcato i cancelli dello stadio, un arrestato per possesso di un coltello a serramanico, una borsa con passamontagna due bombe carta e dei guanti trovata vicino allo stadio. Per tutti il Daspo, dai 2 ai 4 anni. Un bilancio di fine partita positivo, come non si vedeva da anni. È un derby diverso quello vissuto attraverso i monitor della sala Gos, la succursale della sala operativa della questura dentro lo stadio Olimpico. Un "match" che scorre su una trentina di piccoli schermi che catturano, minuto per minuto, immagini di tifosi che tentano di scavalcare le cancellate dell'Olimpico, che lanciano fumogeni, che nascondono coltelli. Una partita parallela, quella giocata dalle forze dell'ordine, per impedire che succedano disordini e per garantire che l'incontro Lazio-Roma inizi, e finisca, senza grane per nessuno
Nella sala Gos - Gruppo Operativo di Sicurezza - sopra la tribuna Monte Mario ci sono poliziotti, carabinieri, pompieri e municipale guidati da un unico regista: il questore di Roma, Francesco Tagliente. "Sul piano penale non medio, ma lo spirito dei nostri controlli è mirato a valorizzare tutto ciò che è passione sportiva e spirito della curva", dice sorridendo il capo della questura. Alle 14 e 45 l'immagine di un giovane, felpa nera e verde, che si guarda intorno sospettosamente e infila qualcosa in tasca, in piazza Maresciallo Giardino, viene "catturata" da un agente. Uno zoom immediato e il fermo immagine non lasciano spazio a equivoci: poco dopo il ragazzo viene arrestato dai carabinieri, avvisati via radio dalla Gos, per possesso di un coltello a serramanico.
Passa qualche minuto e un agente dell'operativa avverte il collega di una persona che sta scavalcando, in piazzale Dodi, uno dei cancelli dell'Olimpico. Il giovane per entrare abusivamente allo stadio perderà il dito anulare della mano sinistra: per lui un Daspo di 3 anni, firmato dal questore alle 15 e 02. A sorprendere è la velocità con la quale vengono identificati due tifosi giallorossi immortalati che lanciano un fumogeno mentre passa la fanfara dei bersaglieri. Una sequenza di foto viene stampata undici secondi dopo l'esplosione: i due vengono identificati sedici minuti dopo e denunciati.
La partita prosegue tranquillamente. Dopo il secondo rigore concesso alla Roma, ai piedi della Monte Mario scoppia una piccola rissa. Passano otto secondi dalla segnalazione dell'operativa al funzionario a bordo campo e la zuffa è sedata. Il questore Tagliente sorride, annuisce col capo e si complimento con i suoi uomini. Lo farà anche dopo, nome dopo nome, ringrazierà tutti i funzionari e i reparti che si sono distinti, che hanno lavorato bene così come era stato pianificato. Dopo aver preso appunti, sempre incollato ai suoi uomini del Gos, il capo di San Vitale ha chiaro in mente cosa ha funzionato e cosa può essere migliorato per l'incontro successivo. Fare ordine pubblico è una strategia, una partita a scacchi che deve tener conto di tante variabili.
Dopo il fischio di fine partita tutto liscio. Nessun intoppo nel deflusso dei tifosi, le temute guerriglie e gli scontri non ci sono. La macchina della sicurezza ha funzionato.
(08 novembre 2010)
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Era il 2010, oggi hanno mezzi ancora migliori, se volessero identificherebbero in 24 ore la gran parte di chi fa i cori vietati dal regolamento d'uso dello stadio.