Il grandi presidenti della Lazio
il primo grande presidente fu Eugenio Gualdi, che fece la prima grande campagna acquisti tanto da acquistare "Piola, Blason, Busani e Milano" (ma anche Viani e Levratto) portando la Lazio a lottare per lo scudetto e ad arrivare seconda dietro al Bologna (anno 1936-37).

Molti di voi conosceranno questo vecchio e famoso pezzo del Quartetto Cetra dal titolo "Che centrattacco!) dove a un certo punto la strofa fa "oh oh oh che centrattacco, oh oh oh oh tu sei un cerbiatto, sei meglio di Levratto, ogni tiro va nel sacco"Tornando a noi, la squadra citata da Mario si qualificò per la finale di quella che Pennacchia ha definito la Coppa dei Campioni dell'epoca - la Coppa dell'Europa Centrale - giocata nell'ottobre del 1937 con la doppia finale persa con gli ungheresi del Ferencvaros.



Altro grande presidente fu Costantino Tessarolo, veramente un gran tifoso, uomo molto in vista per l'epoca, consigliere di De Gasperi e con incarichi in Italcasse che acquistò molti giocatori (100 milioni per Vivolo e Fontanesi) che ci portarono al terzo posto ma che poi provocò una crisi per la società, una delle tante purtroppo nella nostra storia.
Nella scheda di Laziowiki si legge che "La sua convinzione è che per risollevare la società la squadra debba essere fortissima e questa sua strategia l'applicherà durante tutto il periodo di permanenza al vertice societario. In una spirale di allenatori assunti e sostituiti e con l'arrivo di grandi e quindi costosi giocatori, Tessarolo vede aumentare il deficit in modo impressionante. "
Potremmo parlare di deficit spending ante litteram, un ambizioso, un visionario di quelli che piacciono a noi.
Retroscena di mercatoEra cragnottiana, avvento di zemanlandia. La Lazio cerca un difensore di valore e pensa a Ciro Ferrara che si dice disposto a venire, ma l'affare sfuma. Mario Pennacchia in quei giorni incontra al garage dell'hotel Jolly l'agente del difensore napoletano chiedendogli perché non si fosse concluso l'affare. L'agente gli risponde che Ciro era pronto e che la colpa non era loro.
Qualche giorno dopo riunione in società ai massimi vertici, con Cragnotti, Zoff e Zeman, presente anche Mario Penancchia che a un certo punto non resiste e si rivolge al tecnico boemo chiedendogli perché non aveva scelto Ferrara. La risposta di Zdenek fu che "Chamot è meglio".
Capitolo GASCOIGNEPiù che un capitolo dovrebbe essere un libro, come è stato consigliato da molti dei presenti a Mario Pennacchia.
Il primo "indimenticabile" trofeoLa coppa delle capitali vinta contro il Tottenham con la partita di ritorno a Londra. All'atto della premiazione, Sclosa si avvicina alla tribuna per la consegna del trofeo, quando Gazza lo invita ad alzare la coppa. Il centrocampista allora si decide e davanti ai fotografi alza la coppa ma a quel punto Paul gli tira giù i pantaloncini per suggellare l'indimenticabile momento.
Buio in sala
Cena di gala con Cragnotti, la squadra e altre autorità. Ad un certo punto sparisce Gascoigne che non si sa bene dove sia finito. Qualche minuto dopo si spengono le luci e ormai tutti prendono coscienza che sta accadendo l'irreparabile.
Nel buio della sala infatti compare un uomo vestito di un materiale imprecisabile che lo rende fosforescente, e comincia a ballare per la gioia dei presenti in sala che ormai ridono senza freno. La cosa diverte tutti, Cragnotti compreso, che abbraccia Gazza. La cosa piace a tal punto che molti chiedono il bis, ma il presidente dice basta così.
Il goal del derby Gazza era nervosissimo alla vigilia del suo primo derby con la Roma e lo stesso si vide in campo durante la partita. Il goal però fu davvero liberatorio, il primo in assoluto in Italia, per giunta al derby e sotto la curva nord. Praticamente il massimo della coincidenza, roba che un critico cinematografico potrebbe accusare il regista di prevedibile banalità, ma si fa così nei film. Intanto, Gazza rientra negli spogliatoi in preda alle convulsioni e ai pianti, provato, sfiancato, distrutto da una settimana di pressione culminata nell'indimenticabile colpo di testa.
L'alcol sempre presenteE' notorio che Paul arrivava spesso agli allenamenti in evidente stato di ebbrezza. Un giorno entrò negli spogliatoi, si spogliò e rimase nudo dopo di che entrò in quello stato nella vicina stanza di Zoff per salutarlo. Dino rimase di sale e poi si mise a ridere. I due si abbracciarono, ma Paul dopo un attimo scoppiò a piangere.
Mi marco tuttiIn allenamento, Gazza infila uno, due poi tre compagnia arriva davanti al portiere e marca anche lui, ma al momento di depositare la palla in rete torna indietro e si mette a dribblare di nuovo prima tutti i suoi avversari, poi anche i suoi compagni e quindi Orsi che giocava con la sua squadra. Solo a quel punto mette dentro.
Questo è calcio. Questo è Gazza.
Noi vogliamo Corino in nazional!
Gigi Corino, il roccioso difensore, beniamino dei tifosi biancocelesti di quegli anni e anche addetto agli scherzi di Gazza, una sera esce dalla sua stanza di albergo urlando, spaventatissimo: "m'hanno messo un topo nel letto!". Si viene a scoprire che, in realtà, era un criceto messogli sotto le coperte dal suo tenero amico Paul, nonché compagnoni stanza.
Tempo dopo Corino porta agli allenamenti il suo piccolino. Entra negli spogliatoi con il bambino che viene preso da Gazza che lo porta via a giocare da qualche parte. In realtà, gli fa una foto con il "pistolino" bene in evidenza. Una settimana dopo Gazza arriva agli allenamenti con 20 magliette bianche con la foto del bambino da distribuire a tutti.
Il materiale fotografico è stato ripreso dagli archivi di Laziowiki a cui va il mio ringraziamento e la mia sconfinata ammirazione per il lavoro che fanno.