Citazione di: Alex_k il 06 Mar 2012, 14:50
Scusate, ma perché si associa il razzismo alla politica? Che c'azzecca? Se me lo spiegate, ve ne sarei grato.
(Mi riferisco a più di un post su questo stesso 3d. No, non mi va di citarlo, perché non è solo un utente, la questione mi sembra più generale)
Arigrazie
OT
Perché il razzismo si associa alla politica.
Vabbè a cambià le carte in tavola, ma a rovescià il monno no però.
EOT
Detto questo, provo a specificare meglio quanto dicevo prima.
Secondo me il senso dell'appello di Tarallo è giusto: al di là delle appartenenze (che conosciamo, nun famo i tordi) si riesce a tifare Lazio e lasciare fuori tutto il resto?
Quello che mi pare "errato" è il come.
Sembra trasparire una visione del leader che è un po' eccessiva.
Non è così, soprattutto per fenomeni radicati.
Il razzismo è un fenomeno moooolto più radicato di quanto si pensi. Tanto radicato da non essere spesso riconosciuto. Non solo in TUTTE le curve, ma in tutte le strade, i luoghi di lavoro, le scuole.
La leadership può determinare un cambiamento?
Si, ma non basterebbe non fare più gli Uh-Uh (e infatti non basta. Non sono partiti da lì nemmeno stavolta).
Lo potrebbe fare sposando una linea dichiaratamente anti-razzista.
E assumendo quindi questa caratteristica come discriminante.
Ma così facendo, se cioè si ponesse in ESPLICITO contrasto ad esso, a mio avviso perderebbe la sua leadership. Proprio perché il fenomeno è radicato.
Chiedere questa esplicitazione a mio avviso equivale a chiedere di indebolirsi.
Scusate il cinismo, ma è così.
Lo dico io, che certe cose non le tollero a pelle e per questo motivo scelgo l'auto-esilio.
Se il punto è combattere il razzismo, come dicevo prima, la soluzione è fuori dallo Stadio Olimpico.
Se invece il punto è avere uno Stadio che non sia respingente per una parte dei Laziali, la soluzione non può che avvicinarsi molto alle parole di ES.
Capire come focalizzarsi sulla Lazio e solo su essa e lasciare tutto il resto fuori.
E questo non può che essere un percorso lungo, che necessita di una presa di responsabilità collettiva.
Ne siamo all'altezza?
Fraternamente, non so rispondere.