Citazione di: Gulp il 03 Ago 2021, 22:53
L'Atalanta non rischia così tanto.
Quella di oggi non è diversissima da quella che comincia la stagione 18/19 che li porta in CL e a prendersi una coppa in faccia, le fondamenta a partire da Gasperini stanno lì da parecchio.
Da come se ne parla sembra che cambia 5 titolari all'anno, quando invece hanno un gruppo molto stabile e hanno capito anche loro che ritirare fuori il Gosens dal cilindro è tutt'altro che semplice.
Poi tra i riscatti dei prestiti, i giocatori venduti che non utilizzavano come Diallo e Kulusevski e 3 anni di CL a investire investono, ma sul mercato anche loro non azzeccano tutto, anzi.
E' vero, Gulp.
Da quando hanno cominciato a qualificarsi in Champions, hanno potuto mantenere più facilmente i giocatori forti (più per i risultati sportivi, che per l'aumento degli ingaggi).
Tuttavia, almeno un pezzo pregiato della rosa, a stagione, lo cedono; per non parlare del fatto di aver deciso (coraggiosamente) di scaricare prima il Papu Gomez e poi (di fatto) un'altra colonna come Ilicic.
Ma la Bergamasca fa un po' storia a sè; in particolare, per il settore giovanile che
storicamente è tra i migliori (se non il migliore) d'Italia, e non è stato mai trascurato o smantellato nel corso degli ultimi decenni (come spesso è avvenuto, invece, per le grandi squadre italiane tra gli anni '90 e 2000, concentrando gli investimenti su cartellini e ingaggi e interrompendo i ponti con la prima squadra; come la Lazio cragnottiana e poi l'austerity di Lotito).
Tutto questo gli permette di fare un giro di plusvalenze fuori dal comune, perchè sono in grado di vendere anche buoni giocatori giovani a malapena transitati in prima squadra (Kulusevski, Diallo, Orsolini, Ibanez, Barrow, etc, etc). Anche questi, se vogliamo, sono dei rischi: cedo Diallo, sacrifico il Papu e mi tengo Miranchuk; e se quelli buoni fossero i primi due? Muovono davvero tantissimi calciatori. Questo circolo virtuoso alimentato dall'ascesa in classifica - virtuoso finchè non s'inceppa, ma difficile visto le competenze e i costi bassi che hanno - gli garantisce un'ottimo conto economico e finanziario, con cui possono rimediare anche velocemente ad eventuali errori di valutazione (Mojica, De Paoli, Lammers, Kjaer, etc).
Servirebbe avere un settore giovanile prolifico e di qualità come quello. Loro sono stati bravi (e "fortunati": niente sbornia da top club - che guardo la bacheca e non rinnego! - con successiva caduta degli dei) sono stati bravi a coltivare nel tempo il loro vivaio, senza brusche interruzioni. E in una fase particolare dell'industria del pallone, grazie alla coppia Gasp-Sartori, raccolgono i frutti. Bravi. C'è poco da dire.