io prevedo esattamente questo.
Una superlega tra società dai capitali simili, in stile statunitense.
Profitti equamente distribuiti a fronte di bacini d'utenza, capienza stadi, capitali apportati simili.
Contratti tutti di lega, dalle magliette ai diritti tv.
Dietro questo baraccone campionati nazionali ridimensionati, in cui le stelle si formano prima del grande salto nella SuperLeague.
Sicuramente questo comporterà una ridefinizione e una diminuzione dei capitali investiti nei campionati nazionali (per cui i conti in ordine e la capacità di autofinanziamento saranno fondamentali) ma al contempo un ritorno del calcio a questo livello come sport e fucina di talenti.
Perché senza sordi solo il talento, in particolare giovane, può farti vincere.
Misto a qualche vecchia gloria che "scende" dalla SuperLeague.
A me questa prospettiva in realtà non dispiace affatto.
Non la trovo una violazione dello spirito sportivo, se non per chi non vuole fare i conti con la realtà.
Col fatto che lo spirito sportivo è stato violato da un pezzo e quindi scandalizzarsi ora è come chiudere il recinto con il bestiame a km di distanza.
Roba davero da risponne "s'è svejatooooo".
Invece trovo, di fronte ad un chiarimento della realtà attuale (per quanto terribile la si possa ritenere e su questo concordo pure), che la restituzione di questa dimensione sportiva sarebbe un qualcosa positiva, potrebbe diminuire il numero di tifosi di plastica ma aumentare quelli fidelizzati allo stadio.
Con una competizione rinnovata, più equilibrata, che vede vincere squadre diverse e proprio grazie a questo conquista un pubblico che oggi non immaginiamo nemmeno.
Esattamente come l'Indie prende spazio quando il Pop sbraca e diventa compiutamente un'operazione commerciale in musica. Non è che l'Indie sia una rivoluzione, ma è uno spazio conquistabile.
Il calcio ha il pubblico in calo esattamente per questo motivo.
Ed è un trend generale: non diverte più, non prende più uno sport in cui vincono sistematicamente gli stessi uno/due. Sempre e solo gli stessi. Se vedete gli anni '80 in confronto erano il socialismo sportivo, passando tra verona, napoli, purtroppo merde, Samp ad inizi '90.
Lasciamo la plastica a chi se ne fotte dello sport e vuole solo le lucette.
Diamogli le super regie, le sigle ufficiali, i calciatori super star, diamogli il wrestling giocato coi piedi.
E noi riprendiamoci il calcio.