La guerra fra avidi e assennati
Apro una piccola riflessione dopo le vicende di mercato legate a Ibraimovic, Donnarumma e Conte, senza contare tutto quello che sta per accadere.
Agenti e manager, guidati da un'avidità senza freno, hanno deciso di affrancarsi del tutto dal mondo reale. Per loro la crisi non esiste e il mercato è una mera competizione al miglior offerente, alla massimizzazione dei profitti a ogni costo, radendo al suolo quel poco, pochissimo sentore di etica che ancora restava nel calcio.
Insomma, il trend di oggi ha un motto: i "migliori" andranno dove si paga di più, dimenticando che alla fine ne trionfa sempre e solo uno, e che per vincere ci vogliono motivazioni ed empatia: un fenomenale cocktail psicofisico che non si può compare come un'aspirina in farmacia.
Credo che la S.S. Lazio si debba schierare strategicamente dalla parte di un calcio sostenibile, anche in una congiuntura come la nostra in cui dobbiamo assolutamente rifondare mezza squadra a causa di raggiunti limiti d'età.
Dobbiamo trattare e appoggiarci quanto più possibile ha procuratori che si prendono cura della serenità dei propri assistiti e non unicamente e soltanto del loro portafoglio.
In altre parole, credo e spero che Lotito e Tare non si facciano mettere il giogo da questi avidi agenti senza scrupoli, condannandosi per anni a una lunga e lenta agonia di bilancio. Dovrebbe semmai aver seguito una gestione "etica" della rosa, acquistando gente motivata e che vede nella Lazio un onore e non un'opportunità. Insomma, De Vrei vs SMS, per fare un esempio clamoroso.
Parlo di SMS perché lui, il suo agente e la Lazio, sono riusciti in modo esemplare a costruire quel suddetto cocktail di "benessere" per cui un giocatore ambitissimo e valutato 100 milioni di euro ha comunque deciso di STARE CON NOI, vincere qui nonostante vedesse chiaramente le limitate risorse della società di attorniarlo di altri campioni come lui. SMS è stato il primo a mandare un messaggio a tutti: "ci vediamo presto e con il pubblico torneremo a volare". Da noi è passato da essere un ragazzino ambizioso a un uomo laziale, ed è questo che l'etica lotitiana deve perpetrare.
Magari poi sarà venduto perché a certe pressioni nessuno resiste, o magari solo semplicemente perché ha avuto l'umiltà di costruirsi QUI il suo futuro.
Questi quindi sono i giocatori che la S.S. Lazio deve formare dentro. E cacciare invece i De Silvestri, i De Vrei, i Keita, gli Hernanes e tutti quelli che hanno pensato di usarci. L'elenco è lungo.
Pertanto, io credo che solo in questo modo, con forti motivazioni e autentico spirito di squadra, potremmo affrontare le nuove sfide e combattere contro opulente corazzate senz'anima. Questo significa orientarsi giocoforza verso giovani promesse spesso da crescere. Tare e Inzaghi hanno dimostrato di saperci fare in questo senso. Sono riusciti a creare insomma quel cocktail che ti ha portato addirittura a vincere tre trofei in cinque anni.
Intanto la concorrenza devastava i suoi bilanci per anni e spesso senza raccogliere nulla.
Mi auguro quindi che si faccia un profondo rinnovamento improntato però alla sostenibilità e alla crescita di giovani promesse poiché al momento lo vedo come l'unico modo per forgiare giocatori laziali e non pupazzi in mano a procuratori senza ritegno.
Quando poi avremo un reale aumento di ricavi dovuto a nuovi sponsor, uno stadio di proprietà, un marketing efficace e magari un settore giovanile in grado di dare qualche contributo alla causa..., allora potremo alzare l'asticella, ma sempre con l'idea che la Lazio è un onore e un punto d'arrivo e non un borsone da svaligiare in attesa di bottini più pingui.
E queste sono cose che devono essere ben comprese e condivise anche e soprattutto dai tifosi.