Welcome home, crazy butterfly

Aperto da GuyMontag, 19 Nov 2012, 23:54

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GuyMontag

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Non è facile parlare di Paul Gascoigne. Ad un osservatore poco attento alle cose di casa nostra, potrebbe sembrare curioso il nostro attaccamento a Gazza. Un pugno di partite con la nostra maglia, un paio di sprazzi geniali, forse più che altro birra, mattane, la profonda tristezza del clown. Un sipario che è calato sul giocatore anzitempo, e che ha rischiato più e più volte di calare sull'uomo, altrettanto anzitempo. Ma non troppo, perché lui ha cercato disperatamente e a lungo di accorciarlo, questo tempo.

Gazza mi ha sempre fatto pensare a due grandi, diversissimi ma simili, uomini ingenui, generosi, fors'anco di intelligenza limitata, ma spontanei, sinceri, gradassi, sempre pronti ad affrontare la vita con uno sberleffo, e la vita ha cercato in tutti i modi di farglielo pagare caro, quello sberleffo: Giorgio Chinaglia e Diego Maradona. La vita un gioco, bambini mai cresciuti, tanto grandi sul campo quanto fragili fuori, di una generosità travolgente ma facili prede di compagnie nefaste, occhiuti profittatori, pronti ad idolatrarli quando le cose andavano bene, a scaricarli nel fango quando la sorte li avversò.

La gente non li ha scaricati. La loro gente li ha capiti, li ha amati, li ha perdonati. Tutto si perdona all'eroe, cosa vuoi che sia un investimento sbagliato, un po' o anche tanta coca, un po' o anche tanta birra, di fronte alla carica irresistibile che sapevano dare in campo? Gli eroi cadono, vengono sconfitti, ma restano per sempre nel cuore della gente. Per Napoli Maradona non è stato quello che ha fatto vincere lo scudetto, è stato un sogno divenuto realtà, ha colorato la vita, un breve lampo ma di un fulgore immenso.

Diego è stato di tutti, Giorgione e Gazza sono nostri. Carissimi, incorreggibili, vaglielo a spiegare che si però Giorgione ha fatto un sacco di casini, ma come posso spiegare quel dito alzato verso la sud, come posso spiegare che con quel dito noi siamo diventati grandi, che quel dito, quelle sgroppate, quelle guasconate, hanno creato un fenomeno di identificazione tra calciatore e tifoseria che mai più, né prima ne dopo...

...fino a che non è arrivato Gazza. Il vento stava cambiando, eravamo usciti da un decennio orrendo, e stavamo cercando un posto nelle gerarchie del calcio. Già l'anno prima si era avuto qualche sentore. Dagli Amarildo e dai Dezotti si era passati a Karl-Heinz Riedle. Mi ricordo di esser tornato a casa e aver sventolato il Corriere a mia moglie, dicendole che avevamo comprato uno forte, ma forte davvero, per la prima volta dopo tanto tempo (credo lei mi rispose: esticazzi). Ma Gazza era diverso. Riedle era uno forte, ma Gazza era altro. Gazza accendeva la fantasia. Sentita la notizia, pensai immediatamente al derby. A un altro pronto a correre sotto la Sud, forse non con la rabbia della rivincita, ma con l'ironia di chi non li potrebbe mai prendere sul serio.

Come tutte le storie da Lazio che si rispettino, avvenne quello che non potevamo immaginare. Ma Gazza era Gazza, e lo aspettammo fiduciosi. Senza deflettere, incrollabili nella nostra fede, sicuri che il momento di vederlo sul prato verde con la nostra maglia sarebbe arrivato. Capite? Paul Gascoigne con la nostra maglia, non eravamo la squadra miliardaria del Cragnotti-way, ma lui era con noi... lui, il genio di Pescara, il gol al derby, la corsa folle sotto la Nord, la gioia e l'allegria che contagiavano un popolo, che con lui si identificava e con lui sognava...

E' durato poco. Le statistiche ci consegnano quarantasette partite giocate dal Nostro, con sei gol. Il suo passaggio nel calcio italiano non è stato memorabile, l'uomo sì. Io personalmente ho amato calciatore ed uomo senza discussioni, dal primo momento. Ho seguito la sua carriera anche dopo, e le sue vicissitudini, le sue lotte contro un nemico tanto più grande di lui, hanno sempre lasciato su di me un alone di tristezza. La vita non sopporta chi non la prende sul serio.

Ha sbagliato tanto, Gazza, così come Giorgione e Diego. Ma chissenefrega, venisse qualcuno a farmi il predicozzo sul campione che ha sprecato il suo talento, rovinato dall'alcool e dalle cattive compagnie. Gazza forse non ha pubblicizzato tanta beneficenza come certi pupazzi sull'altra sponda del Tevere, non è stato un esempio, di sicuro. Non ha mai voluto esserlo. Però, laddove i puponi si venerano, nonostante siano stupidi, meschini, antisportivi e rosiconi, noi al nostro buffo sfortunato autolesionista eroe non lo veneriamo, no. Noi gli vogliamo bene. Come ad un fratello.

Le farfalle bruciano tutto in un attimo. Gli altri, finiscono a fare gli spot pubblicitari.

WhiteBluesBrother

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Guyana spettacolare, sottoscrivo pure i granelli di polvere sulla tastiera!

ralphmalph

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Citazione di: GuyMontag il 19 Nov 2012, 23:54
noi al nostro buffo sfortunato autolesionista eroe non lo veneriamo, no. Noi gli vogliamo bene. Come ad un fratello.

Le farfalle bruciano tutto in un attimo. Gli altri, finiscono a fare gli spot pubblicitari.


grazie Guy

carib

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Grazie Guy.

Il mio sogno è sentire Gazza levarsi una zeta e chiedere in eurovisione che cessino il fuoco su quei poveri bambini.

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Mancio_Laziale

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Da un ventunenne che non ha potuto apprezzarlo appieno sul campo a suo tempo, per ovvi motivi, ma che vive nella sua leggenda: standing ovation

BomberMax

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ma quanto sei bravo guy  , grazie 

rocchigol

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grazie...

sto trattenendo i lucciconi perche' sono in ufficio.

FORZA LAZIO!

Jeffry

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In quello che hai scritto ho letto ciò che rappresenta, e che provo, per Gazza.
Grande Guy.

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matador72

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Grazie per quello che hai scritto.

porgascogne

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syd

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non vale farmi commuovere in ufficio!!! grazie Guy

AquilaLidense

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Guy,
intanto grazie, perchè quando leggo i tuoi post mi sento bene come quando la Lazio va in vantaggio.

Io non ti conosco, ma quando penso a te mi viene in mente sempre Clark Kent.
Clark Kent nella vita quotidiana, ma quando prendi la tastiera per scrivere di Lazio sei come il Clark Kent che entra nella cabina telefonica da uomo, da man, per poi uscirne con la sua vera identità: Superman.

Il rammarico, ma poi manco tanto(anzi sticazzi), è che questi pezzi li vorrei vedere sui quotidiani Nazionali così che tutti possano capire che vuol dire "vivere di Lazio".

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Aquila1971

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Leggo spesso, non scrivo mai.
Lo faccio ora: GRAZIE.

cielobiancoblu

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Citazione di: AquilaLidense il 20 Nov 2012, 10:47
Guy,
intanto grazie, perchè quando leggo i tuoi post mi sento bene come quando la Lazio va in vantaggio.

Io non ti conosco, ma quando penso a te mi viene in mente sempre Clark Kent.
Clark Kent nella vita quotidiana, ma quando prendi la tastiera per scrivere di Lazio sei come il Clark Kent che entra nella cabina telefonica da uomo, da man, per poi uscirne con la sua vera identità: Superman.

Il rammarico, ma poi manco tanto(anzi sticazzi), è che questi pezzi li vorrei vedere sui quotidiani Nazionali così che tutti possano capire che vuol dire "vivere di Lazio".

mi associo al 100 %.

Per lenire il rammarico di non veder questi pezzi raccontati da altri facciamo una cosa: scriviamocelo da soli il pezzo di giornale con la presenza giovedì sera all'olimpico. Lo sò, la crisi, le 19, non ce la faccio dal lavoro, il traffico......ma non fareste tutto questo per un figlio in difficoltà al suo spettacolino di consacrazione ?
Ecco, Gazza è un nostro figlio, sfortunato, immaturo, pazzo ma bisognoso dell'affetto della gente a cui ha dato tutto quello che poteva dopo un terribile infortunio e una croce che lo assillava lo assilla e forse lo assillerà maledettamente ancora......
Dai sù uno sforzo..... tutti quanti fino al limite delle possibilità cerchiamo di esserci.........


above us only sky

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Citazione di: GuyMontag il 19 Nov 2012, 23:54
Non è facile parlare di Paul Gascoigne. Ad un osservatore poco attento alle cose di casa nostra, potrebbe sembrare curioso il nostro attaccamento a Gazza. Un pugno di partite con la nostra maglia, un paio di sprazzi geniali, forse più che altro birra, mattane, la profonda tristezza del clown. Un sipario che è calato sul giocatore anzitempo, e che ha rischiato più e più volte di calare sull'uomo, altrettanto anzitempo. Ma non troppo, perché lui ha cercato disperatamente e a lungo di accorciarlo, questo tempo.

Gazza mi ha sempre fatto pensare a due grandi, diversissimi ma simili, uomini ingenui, generosi, fors'anco di intelligenza limitata, ma spontanei, sinceri, gradassi, sempre pronti ad affrontare la vita con uno sberleffo, e la vita ha cercato in tutti i modi di farglielo pagare caro, quello sberleffo: Giorgio Chinaglia e Diego Maradona. La vita un gioco, bambini mai cresciuti, tanto grandi sul campo quanto fragili fuori, di una generosità travolgente ma facili prede di compagnie nefaste, occhiuti profittatori, pronti ad idolatrarli quando le cose andavano bene, a scaricarli nel fango quando la sorte li avversò.

La gente non li ha scaricati. La loro gente li ha capiti, li ha amati, li ha perdonati. Tutto si perdona all'eroe, cosa vuoi che sia un investimento sbagliato, un po' o anche tanta coca, un po' o anche tanta birra, di fronte alla carica irresistibile che sapevano dare in campo? Gli eroi cadono, vengono sconfitti, ma restano per sempre nel cuore della gente. Per Napoli Maradona non è stato quello che ha fatto vincere lo scudetto, è stato un sogno divenuto realtà, ha colorato la vita, un breve lampo ma di un fulgore immenso.

Diego è stato di tutti, Giorgione e Gazza sono nostri. Carissimi, incorreggibili, vaglielo a spiegare che si però Giorgione ha fatto un sacco di casini, ma come posso spiegare quel dito alzato verso la sud, come posso spiegare che con quel dito noi siamo diventati grandi, che quel dito, quelle sgroppate, quelle guasconate, hanno creato un fenomeno di identificazione tra calciatore e tifoseria che mai più, né prima ne dopo...

...fino a che non è arrivato Gazza. Il vento stava cambiando, eravamo usciti da un decennio orrendo, e stavamo cercando un posto nelle gerarchie del calcio. Già l'anno prima si era avuto qualche sentore. Dagli Amarildo e dai Dezotti si era passati a Karl-Heinz Riedle. Mi ricordo di esser tornato a casa e aver sventolato il Corriere a mia moglie, dicendole che avevamo comprato uno forte, ma forte davvero, per la prima volta dopo tanto tempo (credo lei mi rispose: esticazzi). Ma Gazza era diverso. Riedle era uno forte, ma Gazza era altro. Gazza accendeva la fantasia. Sentita la notizia, pensai immediatamente al derby. A un altro pronto a correre sotto la Sud, forse non con la rabbia della rivincita, ma con l'ironia di chi non li potrebbe mai prendere sul serio.

Come tutte le storie da Lazio che si rispettino, avvenne quello che non potevamo immaginare. Ma Gazza era Gazza, e lo aspettammo fiduciosi. Senza deflettere, incrollabili nella nostra fede, sicuri che il momento di vederlo sul prato verde con la nostra maglia sarebbe arrivato. Capite? Paul Gascoigne con la nostra maglia, non eravamo la squadra miliardaria del Cragnotti-way, ma lui era con noi... lui, il genio di Pescara, il gol al derby, la corsa folle sotto la Nord, la gioia e l'allegria che contagiavano un popolo, che con lui si identificava e con lui sognava...

E' durato poco. Le statistiche ci consegnano quarantasette partite giocate dal Nostro, con sei gol. Il suo passaggio nel calcio italiano non è stato memorabile, l'uomo sì. Io personalmente ho amato calciatore ed uomo senza discussioni, dal primo momento. Ho seguito la sua carriera anche dopo, e le sue vicissitudini, le sue lotte contro un nemico tanto più grande di lui, hanno sempre lasciato su di me un alone di tristezza. La vita non sopporta chi non la prende sul serio.

Ha sbagliato tanto, Gazza, così come Giorgione e Diego. Ma chissenefrega, venisse qualcuno a farmi il predicozzo sul campione che ha sprecato il suo talento, rovinato dall'alcool e dalle cattive compagnie. Gazza forse non ha pubblicizzato tanta beneficenza come certi pupazzi sull'altra sponda del Tevere, non è stato un esempio, di sicuro. Non ha mai voluto esserlo. Però, laddove i puponi si venerano, nonostante siano stupidi, meschini, antisportivi e rosiconi, noi al nostro buffo sfortunato autolesionista eroe non lo veneriamo, no. Noi gli vogliamo bene. Come ad un fratello.

Le farfalle bruciano tutto in un attimo. Gli altri, finiscono a fare gli spot pubblicitari.

Un'altra, magnifica e commovente, pagina di Lazio.
Grazie Guy

Alexia68

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Citazione di: GuyMontag il 19 Nov 2012, 23:54
Non è facile parlare di Paul Gascoigne. Ad un osservatore poco attento alle cose di casa nostra, potrebbe sembrare curioso il nostro attaccamento a Gazza. Un pugno di partite con la nostra maglia, un paio di sprazzi geniali, forse più che altro birra, mattane, la profonda tristezza del clown. Un sipario che è calato sul giocatore anzitempo, e che ha rischiato più e più volte di calare sull'uomo, altrettanto anzitempo. Ma non troppo, perché lui ha cercato disperatamente e a lungo di accorciarlo, questo tempo.

Gazza mi ha sempre fatto pensare a due grandi, diversissimi ma simili, uomini ingenui, generosi, fors'anco di intelligenza limitata, ma spontanei, sinceri, gradassi, sempre pronti ad affrontare la vita con uno sberleffo, e la vita ha cercato in tutti i modi di farglielo pagare caro, quello sberleffo: Giorgio Chinaglia e Diego Maradona. La vita un gioco, bambini mai cresciuti, tanto grandi sul campo quanto fragili fuori, di una generosità travolgente ma facili prede di compagnie nefaste, occhiuti profittatori, pronti ad idolatrarli quando le cose andavano bene, a scaricarli nel fango quando la sorte li avversò.

La gente non li ha scaricati. La loro gente li ha capiti, li ha amati, li ha perdonati. Tutto si perdona all'eroe, cosa vuoi che sia un investimento sbagliato, un po' o anche tanta coca, un po' o anche tanta birra, di fronte alla carica irresistibile che sapevano dare in campo? Gli eroi cadono, vengono sconfitti, ma restano per sempre nel cuore della gente. Per Napoli Maradona non è stato quello che ha fatto vincere lo scudetto, è stato un sogno divenuto realtà, ha colorato la vita, un breve lampo ma di un fulgore immenso.

Diego è stato di tutti, Giorgione e Gazza sono nostri. Carissimi, incorreggibili, vaglielo a spiegare che si però Giorgione ha fatto un sacco di casini, ma come posso spiegare quel dito alzato verso la sud, come posso spiegare che con quel dito noi siamo diventati grandi, che quel dito, quelle sgroppate, quelle guasconate, hanno creato un fenomeno di identificazione tra calciatore e tifoseria che mai più, né prima ne dopo...

...fino a che non è arrivato Gazza. Il vento stava cambiando, eravamo usciti da un decennio orrendo, e stavamo cercando un posto nelle gerarchie del calcio. Già l'anno prima si era avuto qualche sentore. Dagli Amarildo e dai Dezotti si era passati a Karl-Heinz Riedle. Mi ricordo di esser tornato a casa e aver sventolato il Corriere a mia moglie, dicendole che avevamo comprato uno forte, ma forte davvero, per la prima volta dopo tanto tempo (credo lei mi rispose: esticazzi). Ma Gazza era diverso. Riedle era uno forte, ma Gazza era altro. Gazza accendeva la fantasia. Sentita la notizia, pensai immediatamente al derby. A un altro pronto a correre sotto la Sud, forse non con la rabbia della rivincita, ma con l'ironia di chi non li potrebbe mai prendere sul serio.

Come tutte le storie da Lazio che si rispettino, avvenne quello che non potevamo immaginare. Ma Gazza era Gazza, e lo aspettammo fiduciosi. Senza deflettere, incrollabili nella nostra fede, sicuri che il momento di vederlo sul prato verde con la nostra maglia sarebbe arrivato. Capite? Paul Gascoigne con la nostra maglia, non eravamo la squadra miliardaria del Cragnotti-way, ma lui era con noi... lui, il genio di Pescara, il gol al derby, la corsa folle sotto la Nord, la gioia e l'allegria che contagiavano un popolo, che con lui si identificava e con lui sognava...

E' durato poco. Le statistiche ci consegnano quarantasette partite giocate dal Nostro, con sei gol. Il suo passaggio nel calcio italiano non è stato memorabile, l'uomo sì. Io personalmente ho amato calciatore ed uomo senza discussioni, dal primo momento. Ho seguito la sua carriera anche dopo, e le sue vicissitudini, le sue lotte contro un nemico tanto più grande di lui, hanno sempre lasciato su di me un alone di tristezza. La vita non sopporta chi non la prende sul serio.

Ha sbagliato tanto, Gazza, così come Giorgione e Diego. Ma chissenefrega, venisse qualcuno a farmi il predicozzo sul campione che ha sprecato il suo talento, rovinato dall'alcool e dalle cattive compagnie. Gazza forse non ha pubblicizzato tanta beneficenza come certi pupazzi sull'altra sponda del Tevere, non è stato un esempio, di sicuro. Non ha mai voluto esserlo. Però, laddove i puponi si venerano, nonostante siano stupidi, meschini, antisportivi e rosiconi, noi al nostro buffo sfortunato autolesionista eroe non lo veneriamo, no. Noi gli vogliamo bene. Come ad un fratello.

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Come non quotare tutto quello che hai scritto? Grandissimo

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bluattack

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Complimenti Guy, a come scrivi .... e a cosa scrivi.

kelly slater

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