Citazione di: aventiniano il 04 Dic 2013, 10:36
Mi sono astenuto da commenti dopo Lazio - Napoli (dice: e ar popolo?)
Oggi mi sento di farne uno atecnico e un po' romantico, da tifoso della Lazio inguaribilmente innamorato di questa squadra quale sono: a me, lunedì sera la squadra ha fatto tenerezza. Sì, tenerezza.
Sembrava effettviamente proprio un "vorrei ma non ci riesco": s'è rivisto dopo mesi qualche sprazzo di passaggi stretti in velocità, qualche apertura sulla fascia, si vedeva che avevano voglia di ben figurare (penso all'incursione, sia pure un po' fortunosa, dell'imemmdiato 1 a 1), ma quella difesa alta era un crepacuore ad ogni contropiede napoletano - e quando è entrato al posto di Gonzo il buon Sergione (persona degnissima ma giocatore, appunto, da squadra a +5 sulla zona retrocesione) ho capito che non c'era più niente da fare.
Del resto, se Hernie non gira, come puoi sperare nell'ultimo passaggio vincente o nel tiro azzeccato da fuori? Te devi accontentà di quelli di Candreva, Konkò e Radu, che c'hanno pure provato e mi hanno fatto venire... tanta tenerezza appunto.
Quanto a Balde Diao Keità, anche a me ricorda Bruno Giordano: ma Bruno-gò era trasteverino, di ambiente semimalavitoso, e lo potevi rischiare a 19 anni - davvero uno che poteva dire "co 'sta maglia addosso nun ciò paura de gnente", mentre Keità avrei tanta, tanta paura a bruciarlo con la responsabilità del titolare inamovibile (in altro ruolo vi ricordate, tifosi quarantenni, Dell'Anno?). Anche lui mi ha fatto quindi un po' di tenerezza, ed emozionato con quel goal fantastico (ma al 3 a 3, confesso, non ho creduto manco un momento).
Voi mi direte: ma che tenerezza, so' professionisti-mercenari strapagati, noi stamo a strigne la cinghia da cinque anni e questi mo' scendono spaesati in campo in balia di un allenatore volenteroso ma al quale la situazione (se non è già sfuggita) rischia di sfuggire di mano...
E c'avete ragione, c'avete - ma che ve devo dì? A me la Lazio emoziona, ogni volta che questi ragazzi scendono in campo non penso tanto a loro, quanto alla squadra di Roma di cui mi sono innamorato da regazzino.
E così, mentre voi discutete (vi leggo tutti, alcuni netter cono veramente strepitosi nelle loro analisi, poi mettendo insieme tutti si ha veramente una immagine completa: ve dovrebbe legge Petko e la Dirigenza!), io faccio un proposito: domenica 15 scendo a Roma e vengo a vedere Lazio - Livorno. Con sciarpa e bandiera. Perché, come a mia moglie, ho giurato fedeltà nella buona e nella cattiva sorte: e ora stamo alle cattive.
Chi me emula?
Ciao belli!
Questi so' i laziali veri.
Il clima intorno alla squadra è pessimo, basta andare allo stadio
per vedere scene indegne... siamo alla follia collettiva.
Non è il tempo delle "critiche costruttive", non è il tempo dei
"te l'avevo detto", non è il tempo degli insulti, non è il tempo
dell'autoreferenziale mania di protagonismo maniaco-depressiva
che distingue attualmente il tifoso laziale.
Non è il tempo dei "si mo' è corpa der tifoso se annamo in B", o "co'
sto personaggio io nun ce vengo allo stadio"...
non è il tempochi non lo capisce non lo capirà mai, spero solo che siano in numero
limitato rispetto a quelli che scelgono l'unica via possibile per un tifoso:
il sostegno incondizionato, l'amore per la squadra.
L'energia va canalizzata in positivo perché se c'è una minima possibilità
che con un applauso in più e con un fischio in meno, si possa spingere
un Lulic a tirare di prima invece che a spostarsela sul piede buono,
un candreva a passarla al centro invece di tirarla in tribuna, un Ciani
a rinviare un pallone prima di farselo togliere, un Perea a riprovarci dopo
un tiro sbagliato...
QUESTA OCCASIONE VA COLTAfatelo, venite allo stadio prima che sia troppo tardi.