Cinema francese (mille e non più mille)

Aperto da cuchillo, 14 Ago 2013, 13:52

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 01:00
Raccogliendo impressioni, suggerimenti e informazioni qua e là...

...Catherine Frot è poco famosa in Francia?

Volevo dire in Italia... Sorry...

Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 01:00
Sono molto d'accordo col discorso che fa Italic, anche se affiora, sempre e incessantemente, in lui il conferire alla "nouvelle vague" questo ruolo pervasivo e castrante (degli altri cineasti) in quei "terribili" (dal suo punto di vista... :p) anni '60...

Non tanto castrante, quanto di ombra. Soprattutto in termini di critica.
E' ne é un esempio, anche, questo topic in cui prima di arrivare ai film polizieschi di Verneuil e Melville ci siamo dovuti sorbire ;))) quanto avete amato Goddard, Truffaut e compagnia bella....
Ecco il senso che io do alla parola castrante.
E' evidente che Melville se ne é sbattuto dei vari Godard, contando i soldi nelle casse dei cinema dove proiettavano i suoi film...
Pero' é anche vero che se si parla di cinema francese la presenza della Nouvelle Vague é ingombrante. Oltremodo ingombrante.
Cosa che non é avvenuta in Italia tra il neorealismo, più serio, più accademico se vogliamo, e la commedia all'Italiana dei Monicelli, degli Scola, dei Comencini. La filiazione era più diretta.
Peppe er Pantera é un nipotino di Umberto D.
Non dimentichiamo, anche, il grande lavoro di formazione di quel gioiello  che é stato il centro sperimentale di cinematografia.

Tralaltro, va detto a sfondo sociologico ma neanche tanto, che gran parte dei cineasti della nouvelle vague erano critici o giornalisti. Quindi professionalmente sensibili alla ricerca del "significato", del valore "intrinseco" dell'opera.
Camus diceva, ironicamente, a proposito di Sartre, che "Chi scrive in maniera complessa e tortuosa ha la fortuna di avere dei commentatori, chi invece scrive in maniera chiara ha soltanto dei lettori, e questo sembra essere una cosa negativa...".
Ecco, a mio avviso, questo é riferibile anche ai registi della Nouvelle vague francese.
In Italia, invece, la formazione professionale di gran parte dei registi che hanno fatto il nostro cinema era più varia, in qualche modo meno settaria. Fellini e Scola venivano, ad esempio, dai giornali satirici, come molti altri sceneggiatori.
Il regista italiano che rivendicava, con maggiore forza, la sua eredità intellettuale (intellettualista) é stato proprio Pasolini.
Per questo, condivido, il volerlo associare ai registi della nouvelle vague.
E questa probabilmente, se permettete una disgressione personale, é la ragione per cui trovo indigesti gran parte dei suoi film.
Posso amare delle inquadrature, delle idee, ma raramente l'opera intera.


porgascogne

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imho: IB ha ragione sull'approccio tenuto qui in italia sulla nouvelle vague francese (che cmq ha tirato fuori fior di film e fior di cineasti)
ma ci vedo un vuoto intellettuale, post-pasoliniano, gigantesco, soprattutto nella c.d. sx italiana radical chic

quella che, morto (pardon: ammazzato da fascisti vicini alla mala romana e coperti dai servizi) pasolini, s'è ricordata delle sue parole su godard ed ha iniziato a venerarlo (e con lui anche gli altri registi francesi), in mancanza di simili innovatori nel cinema italiano

quello che tale intelighentsija non capì (e non lo capì accecata dall'idea che il cinema italiano dei grandi registi, quello che permetteva a molti registi di fare commedie amare sull'italia che cambiava, fosse troppo cinico, ancorato ad un dopoguerra che andava superato, ad un paese che non sognava già più, fosse solo merda), fu che troppo intellettualismo avrebbe ammazzato non solo il cinema, ma proprio l'intellettualità relegandola, come è stato in italia, ad un ruolo esclusivo di critica mai costruttiva, mai stimolante e sempre co' la puzza sotta ar naso

moretti c'ha fatto 'na carriera così

Nanni

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 01:00
...

Io penso che la "nouvelle vague" abbia creato dal nulla registi come Glauber Rocha in Brasile, come Jerzy Skolimowski, Ivan Passer e Milos Forman in Cecoslovacchia, Raoul Ruiz in Cile e così via...Ah, arrivo a dire, e chi vuole si tappi le orecchie...Pier Paolo Pasolini in Italia...

...


Mi hai levato le parole di bocca (Pasolini-regista, dico).
Però, c'è da dire che Accattone o Mamma Roma lui li aveva già immaginati e scritti dentro Ragazzi di vita e Una vita violenta. Novelle vague o meno, quei film "esistevano" già.

Riguardo al poliziottesco, da noi non è nemmeno serie-B, è considerato ormai quasi un genere da fiction televisiva (quanti guai ha fatto la TV commerciale, in Italia...), delle centinaia di Distretti, Commissario Manara, Squadra, Casi di coscienza e Don Mattei vari che ci hanno ammorbato da decenni. Levati i pochi che hai citato, Germi, Rosi, Lizzani, oggi... il genere si è ridotto a quella porcheria di ACAB (  :evil: :(( )

Il poliziottesco Francese ha tutto un'altro lignaggio, non c'è che dire.

Mettiamoci pure, però, che anche lì partivano da una base letteraria (leggi: Simenon), quantomeno straordinaria. Per loro immaginare storie reali, vive, affascinanti, sulle gesta di un poliziotto... veniva facile, nutriti come si erano per decenni ai romanzi del Commissario Maigret (che erano letteratura popolare ma tutto erano, tranne che solo romanzi polizieschi).

cuchillo

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Ora mi è più chiara la tua posizione.
Pensavo ne facessi più un discorso di influenza stilistica, sia su chi già c'era (ed era pure noto e amato dal pubblico) sia su chi è arrivato dopo.
Ora mi è chiaro, invece.

Circa Pasolini, basti vedere "Teorema". Se non è un film organico alla nouvelle vague francese quello, non so quale lo sia nella cinematografia mondiale.

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Citazione di: porgascogne il 22 Ago 2013, 10:10
moretti c'ha fatto 'na carriera così

Con catarsi finale dell'Habemus Papam.
Molto più autobiografico di quanto non si possa pensare.

cuchillo

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Citazione di: porgascogne il 22 Ago 2013, 10:10
imho: IB ha ragione sull'approccio tenuto qui in italia sulla nouvelle vague francese (che cmq ha tirato fuori fior di film e fior di cineasti)

Ma fior di cineasti venuti fuori dalla nouvelle vague francese in Francia o in Italia?
In Italia a me viene in mente solo Tretti, Faenza, Samperi...Tutto sommato dei "minori", per quanto mi possano piacere un terzo dei film girati da Samperi...
Qualora ti riferissi a cineasti italiani, quali altri intendevi? O forse ti riferivi in generale, quindi Francia e resto del mondo?

A proposito, su ho messo Skolimowski tra i Cecoslovacchi (lui è polacco), mentre pensavo a Jiri Menzel, nouvellevaghista fino al midollo...Un lapsus, chiedo scusa.
Che poi, tra l'altro, Skolimowski era nouvellevaghista anche lui, tanto da scegliere Léaud come attore per il suo film d'esordio con un po' di soldi ("Il vergine", carino...).

cuchillo

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Ah, ho dimenticato Bertolucci (dimenticanza da poco, insomma... ;))

porgascogne

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 10:44
Ma fior di cineasti venuti fuori dalla nouvelle vague francese in Francia o in Italia?

francia

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 10:46
Ah, ho dimenticato Bertolucci (dimenticanza da poco, insomma... ;))


assistente di Pasolini.
Appunto.

Anche se , poi, secondo me se n'é allontanato.

cuchillo

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Beh, però "Prima della rivoluzione" e "Partner" sono più nouvelle vague di Godard, però!
Certo, già "La strategia del ragno" (bellissimo e sottovalutato) è un'altra storia. Ma siamo già nel 1970.
La nouvelle vague era strafinita pure in Francia.
Negli anni '60, non possiamo dire che Bertolucci non fosse un cugino piccolo di Godard.

kelly slater

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Io non ho capito, Italic, perché odi cosi tanto la NV.
Come fai a non rimanere a bocca aperta davanti a film come Vivre sa vie o Due o tre cose che so di lei!
Io non mi considero un intellettuale , piuttosto un ignorante, però li ho adorati.

cuchillo

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(comunque siamo proprio degli inguaribili pippaiuoli...)  :beer:

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Citazione di: kelly slater il 22 Ago 2013, 10:57
Io non ho capito, Italic, perché odi cosi tanto la NV.

Io non la odio, la trovo noiosa, pompata.
Da arrossamento dello scroto.
Buona per i festival e le salette d'essai.
Ma il cinema, secondo me, é altra cosa.

Nanni

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Io trovo un altro punto di contatto (indiretto) molto importante fra cinema italiano e cinema francese: quello di essere i due maggiori punti di riferimento per le Grandi Case di Produzione hollywoodiane... quando i loro soggettisti e sceneggiatori sono in crisi di ispirazione. E allora acchiappano a piene mani dalla filmografia Europea (sopratutto Italiana e Francese, appunto).
Sono decine i casi, alcuni eclatanti, di film Francesi o Italiani, "trasposti" in America, per la stragrande parte di risultati modesti se non addirittura modestissimi, vedi Travolti rifatto da Madonna col figlio di Giannini :cry: oppure "Trois hommes et un couffin" di Coline Serreau con André Dussollier, rifatto in USA dai piacioni Tom Selleck e Steve Guttenberg.
Oppure "Les Fugitifs" di Francis Veber con Depardieu, diventato "In Fuga per tre" con Nick Nolte, e il delittuoso "Profumo di Donna", con Al Pacino cieco che guida la Ferrari a Manhattan  :roll: partendo da una delle più grandi interpretazioni di Vittorio Gassman.

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Due anni fa uscii, in Francia, un film che era la copia conforme di "Straziami ma di baci saziami"'. Battute comprese.
Me ne accorsi dopo 5 minuti che lo vedevo.

Ensemble nous allons vivre une très très grande histoire d'amour...


cuchillo

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Ci sono anche buoni remake, però. Ma sono la minoranza, ti do ragione.

"La signora in rosso", remake di "Certi piccolissimi peccati..." di Yves Robert è divertente. Non sarà 'sto capolavoro, ma Gene Wilder c'ha messo umilità e fedeltà nel rifarlo. Ho rivisto più volte il remake dell'originale.

"Il salario della paura", remake del capolavoro "Vite vendute" di Henri-Georges Clouzot, è un bel film. Con dei limiti, tipici della filmografia comunque spregiudicata di Friedkin, ma è buon remake.

 

cuchillo

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A distanza di soli due anni dall'originale uscì anche, nientemeno, che il remake di "Notte prima degli esami" di Brizzi.
"Nos 18 ans". Tutto uguale. Del resto sono remake. Meglio così.

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Di film francesi rifatti ce ne sono stati a frotte.
Anche Garde à vue di Claude Miller é stato rifatto (Suspicion con Gene Hackman).



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kelly slater

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Citazione di: cuchillo il 21 Ago 2013, 10:42
"Katmandu" del maestro Cayatte.
Titolo originale "Les chemins de Katmandou".
;)

Ieri sera l'ho visto.
Molto carino, ma non era quello che cercavo io.
Alla fine ho capito: quello che dico io si chiama Primavera carnale, del 1976

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 11:34
A distanza di soli due anni dall'originale uscì anche, nientemeno, che il remake di "Notte prima degli esami" di Brizzi.
"Nos 18 ans". Tutto uguale. Del resto sono remake. Meglio così.

Comunque anche l'originale (sic) é uscito in sala.

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