Playlist mattutina, perché è novembre e 'sto solicello mica reggerà tanti giorni.
Kanye, olé.
Questo è uno dei dischi più belli di quest'anno ma andateci cauti; è r&b un po' ispido, anche se apparentemente dolce: è 2010, però è 1974, però è pure 1979 e 1983. Dov'è il futuro? Timeless.
Radici, che disco bello bello. Timeless anche qui (cioè nello spazio, qui ma non ora, timeless, no?).
Black che suona super classica. Altro disco da top 10 annuale. In questa Right On compare Joanna Newsom, eroina indie un po' sfigata ma brava (insomma, icona da 25enne fuori sede con magliette di gruppi super indie, vans ai piedi, occhiali dalla montatura spessa, serate al Circolo degli Artisti).
Joanna intanto si fa un giro con i negri e l'equilibrio del mondo è migliore.
Questa è per tutti quelli che prima o poi si ritroveranno sulla A24 alle 3,51 del mattino.
Stessa ora, stesso luogo ma corsia opposta. Questa è per loro.
Questa suona vecchia di 20 anni. I Superchunk avevano le tasche piene di queste canzoni. Però poi comincia e mica la tolgo, anzi alzo al rialzo e il volume rimbalza.
Se indie deve essere, togliamogli la sfiga o almeno proviamoci. Lei è la mia cotta estivo-autunnale.
Questa qui mica lo so che ci fa in playlist, però me la sento e me gusta pure (cover di 'Till It Shines di quel gommista di Bob Seger).
Dedicata agli eterni
poppanti. Colpo d'alta scuola Belle & Sebastian.