... e... un altro

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Offline Nanni

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... e... un altro
« il: 05 Dic 2013, 14:30 »
Lavorando in un'agenzia di pubblicità, ogni tanto ci arrivano (sempre di meno in verità...) inviti, biglietti omaggio etc a manifestazioni di moda, teatri, cinema, concerti.
Stamattina una mia collega, a voce alta:
- C'è qualcuno che è interessato a "I ragazzi irresistibili" settimana prossima al Teatro olimpico?
E un'altra:
- Con chi è?
- Boh... aspe'... ah be' con Tullio Solenghi... e... un altro...

Ho avuto un tuffo al cuore. Un senso quasi di disperazione.
"...e... un altro" è Eros Pagni.

Eros Pagni, uno dei più grandi attori italiani, di teatro e di cinema. Uno che a quasi ottant'anni ancora deve continuare a lavorare (ma questo è un altro discorso, sullo spettacolo in generale, che merita un topic a parte, come Franca Valeri, come Gianrico Tedeschi, come tanti altri. E come tanti altri meno famosi che fanno la fame).

Era lui, Eros Pagni, il terribile pseudo-comunista Peppe ospite sulla barca dei ricconi in Travolti da un insolito destino della Wertmuller (quello di "aaaa Rafffaeeee' !!!! "), era lui Duilio de La Cena di Ettore Scola. Era sua la voce di Frollo, il vicario vizioso del Gobbo di Notre Dame della Disney.

Un gigante, del cinema ma sopratutto del teatro italiano. Da Pirandello a Goldoni, (lo vidi la prima volta ne I Rusteghi ai tempi del [ mio  :cry:  ]  Liceo...), da Gogol fino al relativamente recente Morte di un commesso viaggiatore, davvero grandioso.

Bene, per la mia collega è "un altro" rispetto al ben più noto Tullio Solenghi.

Poi ho pensato, eh be' lei è del 1981, che ne può sapere di Eros Pagni? E' nata un anno prima che morisse Gilles Villeneuve e che l'Italia vincesse i Mondiali, è nata tre anni dopo che avevano ammazzato Moro e tre anni prima che morisse Berlinguer. Quando hanno unificato le due Germanie lei aveva otto anni, e quando è cominciato l'Ultimo Ventennio berlusconiano, ne aveva 13.
 
Questi sono, questi devono essere i ricordi miei, Moro, Berlinguer, Tardelli e Villeneuve, e pure Eros Pagni, Raffaella e Mariangela Melato e Lina Wertmuller compresi. Non "possono" essere i suoi. Ognuno, ogni generazione ha i suoi topos, i sui punti cardinali, i suoi personalissimi e forgianti ricordi. Comuni a tanti eppure intimi, ben chiari nella mente di ognuno.


cuchillo

cuchillo

Re:... e... un'altro
« Risposta #1 il: 05 Dic 2013, 14:56 »
Io avevo due anni quando è morto Jacques Brel, ne avevo cinque quando è morto Brassens, qualcuno in più quando ascoltai al TG la notizia che era morto Leo Ferré (che ricollegai immediatamente a una canzone degli Squallor in cui veniva citato..."Questa è la più allegra / delle ballate / che mi ha ispirato / Leo Ferré...). Lo conoscevo per quello, a 11 anni, non per "Jolie Môme", "Avec le temps" o per la più bella versione in assoluto di "La chant des partisans" ma per via degli Squallor. A 11 anni ascoltavo gli Squallor, qualche anno dopo m'innamorai di loro, degli chansonniers.
Eros Pagni lo conosco bene e lo ammiro. E lo stesso sarebbe successo se fossi nato qualche anno dopo.
Lo conobbi con "Profondo rosso", che vidi a 8 anni, forse 9. E poi ho visto gli altri suoi film, quali prima, quali dopo.
Dai miei file ho scoperto che ho visto più film del decennio 1970-1979 rispetto al decennio 1990-1999 o 2000-2009. Eppure non ero ancora cosciente negli anni '70.
E' un discorso di curiosità, di passione, di interesse.
Io credo che sia grave non conoscere Eros Pagni a 32 anni come a 20 anni. E se non è grave, non lo è a nessuna età, neanche a 52 anni.
Il senso del mio discorso è che il vero salto culturale lo faremmo, come comunità sociale, se insegnassimo alle nuove generazioni a slegare la conoscenza degli artisti dalla propria personale anagrafe.
E' un discorso che vale per tutto, non solo per gli attori.
 

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