Film recenti e semirecenti

Aperto da Zanzalf, 29 Mar 2010, 18:19

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FatDanny

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Citazione di: italicbold il 19 Dic 2022, 09:23
Sabato pomeriggio.
Avatar.
Che dire ? Boh, non mi lancerei in particolari strali, a livello tecnico non si discute.
Ma 3h20, quindi quasi mezz'ora più del primo capitolo, sono stati parecchio lunghi. Parecchio lunghi.
Belle poltrone comode, cinema molto moderno, credo che un dieci minuti di pennica l'ho fatti.
Il primo film aveva una trama complessa, bisognava spiegare il contesto e sviluppare i personaggi, quindi la durata non era particolarmente pesante.
Questo no. La storia, per uno che ha visto il primo capitolo, è già al suo posto, non c'é bisogno di spiegare nulla, quindi per arrivare a fare un film di 3h20 c'è bisogno di molta minestra cinematografica. Un bel pacchetto di scene lungagnotte e noiose in cui c'è tanto onanismo di effetti speciali. Una battagliona che dura due ore tra l'eroe buono e il cattivo. Due ore cristo santo.
La prima ora e mezza è stato contorno, avrei forse potuto dormire di più.
Er terzo non me ce frega.

visto ieri sera.
A me è piaciuto tantissimo, più del primo che so a memoria in almeno due lingue diverse (si, fin troppo simile Pocahontas, a cui penso si riferisca il plagio citato da mr_steed, seppur non limitato al lungometraggio animato).

Vero che sia abbastanza scontato come trama, come già il primo. Come il 90% delle megaproduzioni hollywoodiane.
Non capisco invece che male ci sarebbe nell'essere retorico. Ogni film (ma io ci metterei un po' tutto, pure la catarsi della tragedia greca) vive di una retorica, laddove semplifica/codifica un messaggio.
Non ricordo tutto sto casino per Alien, Pirati dei Caraibi, Terminator (e anche lì la trama non è che fosse così impossibile da prevedere).
A me pare invece che la questione sia quale retorica piace, quale infastidisce, quale stucca, quale esalta, ossia i propri gusti e il proprio background culturale. E che la retorica anticoloniale - facilmente traducibile nella realtà in termini antioccidentali e antiborghesi - laddove posta su un piano semplificato, spiccio, in parte didascalico, irriti (mi riferisco a SK e ING, più che a quanto detto da IB).

A me invece è proprio ciò che piace: raccontiamo una bella rivoluzione ma senza troppe pippe mentali, per favore. Facciamola bella, semplice, piena di lucine colorate, anche un po' scontata, perché no.
(ritengo che facciano molto più Avatar o Matrix per il senso comune che qualsiasi opera di Marx, anche la più bella, e forse è anche questo ad irritare).
Meglio di sicuro delle turbe mentali esistenzialiste della middle class occidentale che ci propinano tutto l'anno e che a me scartavetrano 3/4 di palle.
Oh povero Pietro, dilaniato dal dramma del suo matrimonio ormai trascinato, un figlio che non lo capisce e si fa sempre più distante, un lavoro frustrante a cui ha dato tutto, la crisi in quel crinale drammatico tra quaranta e cinquanta in cui la vita sembra sfuggire tra le dita.
Non penso sia casuale che ad essere infastiditi siamo molti di meno. Questione di affinità retorica.

Avatar rappresenta niente di più dei sensi di colpa coloniali della stessa middle class? Molto probabile. ma comunque va nettamente meglio. Soprattutto quando rappresenta i colonizzatori trucidati.
Quelle urla, quel sangue, quella disperazione. aaaaah, che gioia. Se durava 4 ore la battaglia mi sarebbe piaciuto ancora di più.
"dieci oscar in anticipo, giochi chiusi, annate a casa, io intanto so' inavvertitamente venuto sul sediolino davanti al mio, scusi signò".
Capisco IB per cui è solo una scena di combattimento tra mille altre, più o meno cruenta, alla lunga noiosa, per me è invece il top della rappresentazione che il genere action possa offrire.

Tornando al film: tecnicamente meraviglioso.
Non mi piace, pecca anche del primo, che di fatto l'eroe risolutore sia comunque il bianco colonizzatore, per quanto redento. Anche nelle storie critiche non rinunciamo alla superiorità sulle razze più "semplici".
Così come lo stereotipo lui razionale / lei irrazionale (ad un certo punto proprio esplicitato). Oltre alla retorica familista.

Insomma, dietro la narrazione principale decoloniale ci sono diversi residui paternalistico-borghesi.
Tuttavia il tutto resta godibile.
Il terzo già sto fomentato, voglio altri terrestri trucidati male.

Tarallo

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Volevo dire che io non l'ho visto ma è su un punto che dissento totalmente con FD: il messaggio anticolonialista passerà a velocità supersonica sopra la testa del 99.98% degli spettatori di quel film, che vanno lì a vedersi i personaggi, gli effetti speciali, le storie d'amore e la battaglia fra bene e male e trasfonderanno lo 0.0% di quello che vedranno verso la vita reale.
Ma proprio j'arimbarza.
Marx, invece, parla chiaro e arriva dove deve arrivare, solo che lo legge lo 0,05% di quelli che vedranno il film.
Alla gente, quello che stai a fa' je lo devi di'. 

Sempre che io abbia capito bene cosa volessi dire. 

FatDanny

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ma certo che è così. DEVE essere così.
Il senso comune si forma indirettamente.
Quella che viene chiamata PADS (Post Avatar Depression Syndrome) dimostra fattivamente che invece non rimbalza proprio niente a velocità supersonica.
https://www.theguardian.com/film/2022/dec/15/post-avatar-depression-syndrome-why-do-fans-feel-blue-after-watching-james-camerons-film

Pensi che un "V per Vendetta", per fare un altro esempio, non abbia avuto alcun influenza nel sentire (anche complottista) delle mobilitazioni tra 2008 e 2011?

Attenzione, io non sto parlando di livello consapevole (per cui serve Marx), ma di senso comune.
Di una percezione indiretta che finisce per incidere su come guardi il mondo, anche se tu vai assolutamente a vederti i personaggi, gli effetti speciali, le storie d'amore, la battaglia, ecc ecc
ed è proprio il fatto che sia inconsapevole, una cosa a cui tu non fai caso, a renderla così potente.

Vale per il consumismo nei film di Vanzina, ma anche per casi come questo.
Molto più efficaci, a mio avviso, del "cinema politico", che è invece la rappresentazione di un livello consapevole.
Non sono affatto d'accordo che alla gente quello che stai a fa je lo devi dire: probabilmente il più grande contributo di Gramsci al pensiero politico contemporaneo è aver spiegato come funziona (e quanto è potente) il cambiare il sentire della gente senza dirglielo.

Tarallo

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Spero che tu abbia ragione, mi leggerò l'articolo del Guardian.

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Tarallo

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Ok. Dopo aver letto l'articolo del Guardian rimango scettico sull'impatto sulle coscienze financo dei "malati" di PADS, purtroppo. E credo cuna prova stia Nela fatto che se questo impatto esistesse, alla produzione del film non sarebbe concessa vita così facile in particolare da una grande potenza coloniale. Così come non passano i video dei palestinesi uccisi ogni giorno o dell'attacco odierno di Israele all'aeroporto di Damasco, del quale credo siano al corrente in quindici.

L'altra cosa è che dopo aver letto la review del Guardian, linkata nel pezzo da te riportato e cioè qui
https://www.theguardian.com/film/2022/dec/13/avatar-the-way-of-water-review-james-cameron?CMP=Share_iOSApp_Other
penso che in sala mi sarei impiccato con la cinta dopo un quarto d'ora. (Il primo mi piacque abbastanza) :)

Ora però esco perché è anche abbastanza ridicolo parlare di un film che non si è visto :) ma volevo esprimere scetticismo sul potenziale impatto sulle coscienze di una qualunque mega produzione hollywoodiana.

FatDanny

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ma il video dei palestinesi è un esempio sbagliato, perché anche quello è un livello consapevole.
Non crea senso comune, ma posizionamento.
Secondo me stiamo parlando di due cose diverse: tu fai riferimento ad una politicizzazione (o una politicità) diretta, immediata. In una parola: giù la testa di Sergio Leone (per restare in un genere prossimo ad Avatar, senza finire in quello prettamente politico).

Io invece sto parlando di un livello che, proprio perché indiretto, non potrebbe mai essere censurato, perché passa sotto i radar.  è stealth, da un punto di vista prettamente politico.
Ti faccio un esempio:
https://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/ambiente/disney-ambientalista/disney-ambientalista/disney-ambientalista.html

Ora, secondo te avrebbero mai censurato Bambi  o Il libro della Giungla perché un giorno avrebbe potuto danneggiare Enron? No.
Secondo te i ragazzini vanno a vedere Pocahontas per tifare indiani contro i cattivi colon? Nemmeno.

Eppure a livello inconscio passa un messaggio e una serie di associazioni che poi restano.
Hai presente in Taxi Teheran dove tutti i cattivi vestono alla occidentale con giacca e cravatta?
ecco, questo è senso comune. Cattivo = giacca e cravatta.
L'associazione cattivo-giacca e cravatta, che non è in alcun modo una denuncia esplicita, ripetuta in enne film, è più efficace di qualsiasi pippone sull'occidente si possa fare in Iran nel produrre senso comune.
O meglio, una volta che l'associazione diventa senso comune, il pippone è molto più facile che attecchisca.
Perché se i cattivi vestono in giacca e cravatta la cosa funzionerà anche alla rovescia: quelli in giacca e cravatta sono cattivi.
Io quando guardo Avatar mi riferisco al cattivo vestito in giacca e cravatta, non al pippone sulla società occidentale (che se pure lo facesse, come dici tu, nessuno sarebbe andato lì in sala per sentirlo, mentre quella associazione visiva è immediata e ineludibile, soprattutto lavora a livello inconscio).

Tarallo

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No ma ci siamo capiti perfettamente, ho ben capito a quale livello fai riferimento tu.
Abbiamo diverse interpretazioni di quanto il messaggio quasi subliminale possa attecchire (hai assolutamente ragione, io parlo del film politico diretto) e io mi auguro dal profondo del cuore che tu abbia ragione. I segni però di questa consapevolezza acquisita attraverso il percorso che passa per Bambi io non li vedo, ma questo non significa che non esistano.

FatDanny

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non ti sembra esserci un riguardo per l'ambiente e gli animali in particolare radicalmente aumentati rispetto agli anni 80 o 90?
A me, che sono cresciuto in quegli anni (e non a caso la mia prima tessera non fu il PRC, ma il WWF), sembra piuttosto evidente.
Poi non è che di per sé ci fai la rivoluzione, ma la tutela ambientale che una volta era roba molto di nicchia adesso è discorso di massa, nonché istituzionale. Questa è una precondizione necessaria a qualsiasi cambiamento radicale, altrimenti non riesci proprio a comunicare con quelli assieme a cui vorresti provare a cambiare.

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Tarallo

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No, non mi sembra. Elezioni in giro per il mondo continuano a premiare gente che dell'ambiente e del cambiamento del clima se ne strafrega il cazzo vittima cosciente della pressione del big business nel migliore dei casi. Il coro unanime di tutti i politici e dei media per tre schizzi sul Senato è estremamente più efficace di un film verde.
Per non parlare del colonialismo, di cui immagino tratti il film. Per me 20 secondi di fake news di Fox o chiunque altro cancellano qualunque sensibilità acquisita in questo modo. Per me pure Banksy è una perdita di tempo, se non controlli i canali ufficiali. Boh vabbè speriamo bene.

Splash

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Ho visto Glass Onion : abbastanza bello fino a che Blanc non svela come si e` svolto l`omicidio, poi un sacco di effetti speciali per dire poco e dirlo male (in pratica l`impero di Miles sparisce grazie al hidrogeno solido...) nei 30min finali che mi hanno annoiato abbastanza.

FatDanny

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Citazione di: Tarallo il 02 Gen 2023, 17:15
No, non mi sembra. Elezioni in giro per il mondo continuano a premiare gente che dell'ambiente e del cambiamento del clima se ne strafrega il cazzo vittima cosciente della pressione del big business nel migliore dei casi. Il coro unanime di tutti i politici e dei media per tre schizzi sul Senato è estremamente più efficace di un film verde.
Per non parlare del colonialismo, di cui immagino tratti il film. Per me 20 secondi di fake news di Fox o chiunque altro cancellano qualunque sensibilità acquisita in questo modo. Per me pure Banksy è una perdita di tempo, se non controlli i canali ufficiali. Boh vabbè speriamo bene.

Le elezioni non hanno premiato manco i partiti pro LGBTQI ma non mi puoi mai dire che trent'anni fa si parlava del tema allo stesso modo.
Il termometro elettorale e di governo non è sempre un buon misuratore, altrimenti nella storia d'Italia dal 46 in avanti vedi solo governi dc e psi e certe leggi non te le spieghi.
Io penso invece che a livello di senso comune (quindi non di politica organizzata) sia sul tema ambientale sia su quello dei diritti si siano fatti diversi passi.
Non sono ancora divenuti progetti politici coscienti, ma secondo me questo è un altro livello del discorso e ci sono anche altre cause. Non ho detto che il senso comune è sufficiente, solo che è necessario

mdfn

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Scusate se mi inserisco.
Per pregiudizio non ho visto nessuno degli Avatar, ma la discussione mi interessa.
Sono d'accordo con FD che il detto attecchisce molto meno del non detto, però il cinema hollywoodiano è per definizione imperialista, anche quando ritrae cause che consideriamo giuste. Penso che stimoli più l'empatia (avercene, comunque) che un vero spirito critico.
Uno dei rischi del cinema commerciale è che, essendo rigido nelle sue forme, risulta autoritario. Ripeto: anche quando racconta storie edificanti (anzi, forse soprattutto).
Secondo me non è tanto la trama ad avere valore, ma lo sguardo che ti viene proposto e che poi tu puoi applicare alla realtà. Il cinema è anche un allenamento per lo sguardo dello spettatore, messo in atto tramite gli strumenti propri del mezzo cinema più che da trame o tematiche trattate.
Mi viene in mente il montaggio. Se veloce, abitua a raccogliere velocemente informazioni senza approfondire, che di per sé non sarebbe un male, è utile essere veloci e pragmatici, ma è anche utile avere uno sguardo più ampio sulla realtà. Quindi anche guardare i famigerati film lenti è istruttivo (scusate, è una mia fissa).
Oppure le inquadrature: ampie, ristrette; fisse, mobili.
Il cinema è corpo e il corpo è politica. Ogni gesto filmico corrisponde in qualche modo nel corpo dello spettatore. E non serve Marx (cioè serve, ma non serve all'interno del cinema).
Non so se sono riuscito a spiegarmi.

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FatDanny

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Ti sei spiegato benissimo e hai del tutto ragione.

Io per primo ho tenuto a sottolineare gli aspetti di avatar che restano nell'alveo conservatore (familismo, il salvatore della civiltà nativa resta un membro di quella occupante, una divisione di genere che segue lo stereotipo classico). Tutto giusto.

Anche quel che dici tu mi fa ribadire che quanto dico sul senso comune sia necessario ma non sufficiente.
Non può mai colmare l'assenza di un livello cosciente. Non può sostituirlo. Tuttavia uno dei problemi che credo si abbiano oggi è che i livelli di coscienza politica sono fortemente scollati dal senso comune. E finché è così il dato si può tradurre solo in marginalità.

Di solito invece quando hai un senso comune che crea empatia, più facilmente (non sicuramente) puoi avere accanto un livello cosciente lento, che riflette in modo più accurato sul tema.

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Ah, e io che pensavo che fosse solo un film sfracagnagonadi.

FatDanny

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Rose is a rose is a rose is a rose

(cit. G. Stein)

italicbold

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Citazione di: StylishKid il 03 Gen 2023, 09:01
Ah, e io che pensavo che fosse solo un film sfracagnagonadi.

Io era quello che volevo dire. Spaventosamente sfragnagonadi.

FatDanny

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"Quando ero giovane credevo in tre cose. Il Marxismo, il potere redentore del cinema e la dinamite. Oggi credo solo nella dinamite"

Buon compleanno Sergio Leone
:muchlove:

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Il cinema è entertainment.
4 ore de watussi blu non se possono regge.
Un sequestro de persona PD.

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naoko

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Citazione di: StylishKid il 03 Gen 2023, 16:57
Il cinema è entertainment.
4 ore de watussi blu non se possono regge.
Un sequestro de persona PD.

3 ore e 12, ad onor del vero!

FatDanny

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Citazione di: StylishKid il 03 Gen 2023, 16:57
Il cinema è entertainment.
4 ore de watussi blu non se possono regge.
Un sequestro de persona PD.

no, il cinema come la televisione, la musica, il teatro è tra entertainment e arte.
C'è chi ne usufruisce solo per il primo (la maggioranza), chi solo per il secondo (un'elite intellettuale), chi mixa o alterna (una minoranza acculturata).

La testimonianza è quanto detto da mdfn, ma anche già dal citato Sokurov.
Come si fa a dire che è entertainment un unico piano sequenza di cento minuti?
A me pesano molto ma molto più 100 minuti di ripresa unica che tre ore di montaggio a ritmi elevati (per altro, legato sempre al discorso di mdfn, avete notato quanto il ritmo del montaggio sta raggiungendo livelli forsennati?)
Stiamo parlando di altro proprio.
Soprattutto di recente la maggioranza è sempre più maggioranza. Come dice mia zia "io vado al cinema per svagarmi, non per pensare!". Il che a me un po' mette tristezza in merito al rapporto tra masse e indottrinamento culturale, ma questa è un'altra storia.

Questi aspetti - compresa la crescente tendenza all'entertainment - sono stati tutti esposti un bel po' di tempo fa in una mirabile opera di Benjamin "l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", tra questi in particolare l'autore parla di ricezione nella distrazione.
Ossia nel momento in cui l'arte di massa tende all'entertainment tende ad una ricezione dell'opera meno attenta e meno riflessiva (come invece auspica mdfn, che ha una visione del cinema ancora come arte). Dunque un'opera che ti costringe a pensare risulta a buona parte del pubblico fastidiosa e noiosa.
(costringere a pensare non per forza a livello politico, un primo piano di 7 minuti in cui si mostrano solo delle espressioni ti costringe a soffermarti su quel che stai vedendo e a dargli un significato, cosa che in una smitragliata di immagini rapidissime non servirà mai).

Sicuramente una maxi produzione hollywoodiana - quale avatar - vuole essere soprattutto entertainment, io dico che sono rimasto incollato tutte e tre le ore e pure i dodici minuti. Me ne sono andato dalla sala a titoli di coda finiti per non rischiare di perdere eventuali trailer del terzo.
Quindi ribadisco, so gusti.
Invece contesto radicalmente che il cinema sia entertainment. Per molte persone - seppur minoranza - è altro.

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