Secondo me ha fatto due film monumentali, Dead Man e Ghost Dog, e cose altalenanti.
Al volo.
Stanger Than Paradise, voto 6: sopravvalutato all'epoca, ha resistito meglio di quanto immaginassi; l'ho rivisto qualche anno fa.
Daunbailò, voto 3: dove ci sono Benigni e la Braschi c'è il male cinematografico; tanto basta, e non è poco, a farmi stare sul cazzo un filmetto che altrimenti sarebbe stato una cosa senza pretese ma carina.
Mistery Train, voto 4: non lo ricordo bene, ricordo un buon episodio (Strummer-Buscemi) e poco altro; un voto in meno per la presenza di Nicoletta Braschi (c'era qualcosa che stonava
a memoria, ho controllato su wiki e ho trovato il male).
Night on Earth, voto 6: neanche questo ricordo bene, c'era Wynona Rider e per la generazione X, post pantera universitaria e neo grunge, lei era una dea; però c'era Benigni e quindi 3 punti in meno, più 2 punti per quegli anni (il presente è sempre il meglio ma se dovessi scegliere rivivrei volentieri il triennio '90-'91-'92, per mille ragioni, ovviamente più personali che storiche), più un punto per Wynona la cleptomane (sì, insomma, 6 - 3 + 2 + 1 e ritorniamo al 6

).
Dead Man, voto 196, il delirio, l'estasi, il tutto, me, la mia vita lungo quel fiume, Neil Young, quello che avanza, quello che riempie, quello che non basta mai, stoned, rallentato, filtrato, visioni, bianco, nero, tutti i colori, la vita e la morte e la fine del tempo, il mare, dio ucciso e deriso, la liberazione.
Ghost Dog, voto 102, affilato come la disciplina, cultura black e Oriente, samurai & superbass, uccidere, essere uccisi.
Coffee and Cigarettes, voto 7: forse troppo frammentato ma ne ho un bel ricordo, anche se l'ho visto solo una volta al cinema.
Broken Flowers, voto 3: c'è il male II, cioè Bill Murray, per cui mi fermo ricordando con disprezzo quanto visto su grande schermo.