Joss Stone e la pirateria

Aperto da Daniela, 02 Feb 2011, 18:29

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Daniela

Sostenitore
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Lazionetter
* 26.135
Registrato
che dire...è una grande anche per questo  :)



PhilWoods

*
Lazionetter
* 2.162
Registrato
Adorabile, che altro le vuoi dire? :R&J:

Nello specifico la sua credo sia l'unica prospettiva percorribile oggi nel mondo della musica: prendere atto del file sharing e possibilmente cavalcarlo per raggiungere/allargare la base di ascolto (un pò quelo che fanno i Radiohead, con dischi in anteprima in download ed iniziative di varia interazione con i fans) per poi puntare sui tour ed i concerti dal vivo.

Che poi sono questi ultimi a fare la differenza fra chi sa suonare e ha cose da dire e chi cazzeggia con GarageBand.

No?

Silverado

*
Lazionetter
* 2.271
Registrato
Tra l'altro il rapporto disco-tour ha subito una inversione, economica, che tenderà sempre più a favorire la dimensione live.
Nel senso che se fino a qualche anno fa il tour serviva a promuovere un disco, oggi il disco serve a promuovere un tour.
E' il concerto a portare euri fruscianti nelle tasche degli artisti. I dischi sono diventati dei post-it attaccati sulle bacheche della visibilità: hey, ragazzi, ci sono, questo è il mio nuovo disco e tra poco potrete vedermi e sentirmi suonare nella vostra città!
Insomma, i dischi sono dei reminder.
Non è un caso che il piatto live venga cucinato ormai in tutti i modi: tour elettrici, acustici in solitaria, acustici con band, acustici e/o elettrici con archi e/o orchestre, con dj a supporto, ecc.
E non è un caso che, per giustificare il successivo tour, proliferino dischi di best, di rivisitazioni di pezzi propri, di cover; il tutto in tutte le salse, con archi, ottoni, ghironde.

Daniela

Sostenitore
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Lazionetter
* 26.135
Registrato
Citazione di: Silverado il 03 Feb 2011, 11:35
Tra l'altro il rapporto disco-tour ha subito una inversione, economica, che tenderà sempre più a favorire la dimensione live.
Nel senso che se fino a qualche anno fa il tour serviva a promuovere un disco, oggi il disco serve a promuovere un tour.
E' il concerto a portare euri fruscianti nelle tasche degli artisti. I dischi sono diventati dei post-it attaccati sulle bacheche della visibilità: hey, ragazzi, ci sono, questo è il mio nuovo disco e tra poco potrete vedermi e sentirmi suonare nella vostra città!
Insomma, i dischi sono dei reminder.
Non è un caso che il piatto live venga cucinato ormai in tutti i modi: tour elettrici, acustici in solitaria, acustici con band, acustici e/o elettrici con archi e/o orchestre, con dj a supporto, ecc.
E non è un caso che, per giustificare il successivo tour, proliferino dischi di best, di rivisitazioni di pezzi propri, di cover; il tutto in tutte le salse, con archi, ottoni, ghironde.

quanto hai ragione!  ;)
(peccato che di spazi per la musica live ne abbiamo pochi a  Roma, se non fosse per l'Auditorium....)

daltronde come dico nel commento, solo la brutta musica non si può permettere la pirateria e la bella musica può esserne solo incentivata 
(daltronde c'è della musica in giro che non ascolterei nenache se mi pagassero ....  :S)

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