Tra l'altro il rapporto disco-tour ha subito una inversione, economica, che tenderà sempre più a favorire la dimensione live.
Nel senso che se fino a qualche anno fa il tour serviva a promuovere un disco, oggi il disco serve a promuovere un tour.
E' il concerto a portare euri fruscianti nelle tasche degli artisti. I dischi sono diventati dei post-it attaccati sulle bacheche della visibilità: hey, ragazzi, ci sono, questo è il mio nuovo disco e tra poco potrete vedermi e sentirmi suonare nella vostra città!
Insomma, i dischi sono dei reminder.
Non è un caso che il piatto live venga cucinato ormai in tutti i modi: tour elettrici, acustici in solitaria, acustici con band, acustici e/o elettrici con archi e/o orchestre, con dj a supporto, ecc.
E non è un caso che, per giustificare il successivo tour, proliferino dischi di best, di rivisitazioni di pezzi propri, di cover; il tutto in tutte le salse, con archi, ottoni, ghironde.