Ho visto "La solitudine dei numeri primi", il che mi ha scatenato un gran senso di rabbia.
Il libro l'ho letto praticamente in una notte, il film non lo dimenticherò per tutta la vita, se non altro per il prurito alle mani che mi ha scatenato nei confronti di Saverio Costanzo (bellappapa').
E' un film che supera ogni capacità di comprensione logica. "In Land Empire", per dire, al confronto è un cinepanettone.
Di solito, quando mi approccio ad una pellicola tratta da un libro, penso sempre che debbano essere prodotti per uno spettatore "ignorante": fermerestando le concessioni filmiche, necessarie date le differenze tra linguaggio testuale e linguaggio visivo, la fedeltà al testo dovrebbe consentire allo spettatore che non si approcciato al libro di comprenderne, quantomeno, l'essenza. Saverio Costanzo è maestro nel fare esattamente il contrario.
Alla faccia di anni di montaggianalogici e occhidellamadre.
La continuità questa sconosciuta: solo nel primo tempo ci sono una quantità di salti temporali cinematograficamente inspiegabili, che neanche David Linch sotto Roipnol.
I protagonisti, Mattia e Alice, passano dallo stato di adolescenti, a quello di uomo\donna, per poi tornare adolescenti, con una facilità riscontrata solo nelle puntate di Beautiful.
Il padre di Alice è un mistero gaudioso: mentre quello di Mattia è lui per tutta la durata del girato, l'altro, nel momento in cui lei cresce e da bambina diviene adolescente, senza un ragionevole motivo, cambia sembianze: coupe de teatre che avevo riscontrato solo nella telenovela italiana "Sogni d'amore", in cui la fidanzata del protagonista cambia, tra la prima puntata e la seconda. Applausi per la vena trash di Costanzo.
Ciò che è apprezzabile, è la volontà citazionista del regista. Mi alzo per andare a prendere una sigaretta e improvvisamente mi trovo catapultato in Twin Peaks. Mancava solo il nano vestito di rosso.
E' l'incipit che però rasenta la follia, quasi da applausi. La scena della recita dei bambini è chiaramente un omaggio a Dario Argento: un Profondo Rosso postmoderno.
Qualcuno avrebbe dovuto spiegare al maestro, pero', che non è sufficiente che un film sia ambientato a Torino, perchè sia Profondo Rosso, ma che soprattutto, nell'economia del film, non se ne sentiva il bisogno.
Veniamo ai movimenti di macchina.
Sento la necessità di rivalutare una fiction di inizio 2000, andata in onda su rai3: "La squadra".
Ne vidi due puntate dato che avevo sposato il movimento stoico.
Il risultato fu, che al termine di ogni puntata, mi sentivo come un pescatore d'altura: avevo tutti i sintomi del mal di terra.
Devo riconoscere, a posteriori, che la scelta dei movimenti di macchina del regista, al confronto di quelli di Costanzo, lo rendono paragonabile a Kubrik.
"LSDNP", somiglia invece, in maniera sconcertante ad un filmino in super8 delle vacanze al mare della famiglia Brambilla, negli anni 80.
Con la differenza che, i Brambilla, con grande senso del pudore, nel caso in cui, tu fossi stato tra gli invitati alla visione domestica del filmato, non avrebbero preteso gli 8 euro di biglietto.
L'originalità assoluta risiede nel metodo "Maria Antonietta": non male l'idea di far recitare degli attori decapitati.
Peccato che le uniche pellicole in cui non è propriamente necessaria la visione del volto, siano quelle porno.
Una scena che si svolge a tavola supera ogni buon senso ed ogni logica.
Il dialogo avviene mentre l'operatore e' chiaramente sulla nave dei pirati del Luneur, per concludersi con un insensato "carrello ad inseguire".
In quel preciso istante ero lilli' per chiamare lo psichiatra.
O la polizia per l'arresto e la reclusione del regista.
La segretaria d'edizione, pare sia stata arrestata per vagabondaggio e delirio schizoide nei pressi di Bra, mentre era intenta nella ripetizione ossessivocompulsiva della parola "continuità", tutto ciò brandendo dei copioni, utilizzati come arma contundente.
Il direttore di fotografia, bontassua, è un caso da studiare attentamente.
Nella mia seppur breve carriera, mi ero convinto che il massimo raggiungibile, fosse Manuela Arcuri illuminata al punto da non avere tratti facciali, e per questo assimilabile allo Stregatto, ma con le tette, e i controluce nei bagni delle case.
E invece no. In questa indimenticabile pellicola, il DOP, si supera, raggiunge vette inesplorate.
Tonino Delli Colli, facce strada. In almeno 15 scene, gli attori hanno, proiettati con una maestria che neanche un ottuagenario con la cataratta, i pallini di luce sparati sul volto.
Ad un tratto ho cominciato a pensare di essere di fronte ad una puntata de "La Pimpa".
Preferendo Peppa Pig, ne ho atteso, inutilmente, l'inizio.
L'ultimo capitolo, ma non il meno importante, credo sia d'uopo dedicarlo ai green screen.
Un una delle scene iniziali, Alice è intenta a guardare una puntata di Lady Oscar.
Ora, se l'amatriciana devi farla, falla col guanciale.
Se per errore decidessi di metterci la pancetta, fa si che i tuoi ospiti non notino l'eccessiva differenza.
Nel caso del green screen, dato che la scena del cartone animato non e' proiettata sul televisore, ma vi e' apposta in un lavoro di postproduzione, io mi domandoeddico: è sacrilego chiedere che l'immagine non sembri appiccicata al televisore con la colla Uhu ?
Ma del resto un mio amico aiuto regista, mi dice sempre: "Scaramu' tu ti fai troppe domande".
La chiusura di questo elogio di una pellicola è un ringraziamento a Saverio Costanzo: Grazie, davvero, perchè rovinare in tal modo un libro era oggettivamente difficile, ma tu ci sei riuscito egregiamente.
Se lui ha girato un film, da domani io, mi impegnero' strenuamente, perche' mi sia conferito il Nobel per la Letteratura.
Il film non l'ho visto, trovai sopravvalutatissimo il libro, prodotto holdeniano che puntava più a vendere l'autore che la sua opera.
Un' operazione che fu replicata con Acciaio della Avallone.
Ma vado of topic.
Citazione di: arkham il 28 Lug 2013, 08:50
Il film non l'ho visto, trovai sopravvalutatissimo il libro, prodotto holdeniano che puntava più a vendere l'autore che la sua opera.
Un' operazione che fu replicata con Acciaio della Avallone.
Ma vado of topic.
Se non lo hai visto non farlo.
Non farlo per amore del cinema, almeno.
Se lo fai per il gusto del trash, munisciti di chili di pop corn, e goditi la visione. :DD
Citazione di: arkham il 28 Lug 2013, 08:50
Il film non l'ho visto, trovai sopravvalutatissimo il libro, prodotto holdeniano che puntava più a vendere l'autore che la sua opera.
Un' operazione che fu replicata con Acciaio della Avallone.
Ma vado of topic.
Quotissimo. Aggiungo un piccolo ot: un'operazione magistralmente diretta da chi ha scelto il titolo. Un titolo sublime che sembrava averci davvero regalato un libro magnifico. I numeri primi, scientificamente parlando, sono qualcosa di meraviglioso; era emozionante che lo potessero essere anche in letteratura.
E invece.
Peccato.
Fine ot
Per quanto riguarda il film: lo ho visto un po' di tempo fa, per ricordarlo con esattezza ma fu il primo caso in cui mi piacque più il film del libro. Saverio Costanzo, imho, è un bravo "figlio di padre". Ricordo il suo Private come un film di splendida visione..
Inviato da Eugenio usando tapatalk
Citazione di: laziAle82 il 28 Lug 2013, 09:55
Quotissimo. Aggiungo un piccolo ot: un'operazione magistralmente diretta da chi ha scelto il titolo. Un titolo sublime che sembrava averci davvero regalato un libro magnifico. I numeri primi, scientificamente parlando, sono qualcosa di meraviglioso; era emozionante che lo potessero essere anche in letteratura.
E invece.
Peccato.
Fine ot
Per quanto riguarda il film: lo ho visto un po' di tempo fa, per ricordarlo con esattezza ma fu il primo caso in cui mi piacque più il film del libro. Saverio Costanzo, imho, è un bravo "figlio di padre". Ricordo il suo Private come un film di splendida visione..
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Mi sono dimenticato di sottolineare un'altra cosa (ho scritto tutto cio' in metro).
I ritmi.
I ritmi, qualcosa di assolutamente snervante.
Un film russo visto al contrario risulterebbe piu' godibile.
Da stanotte ho deciso che invece delle pecore, contero' i fotogrammi del film di Costanzo.
Citazione di: Rivolazionario il 28 Lug 2013, 10:03
Mi sono dimenticato di sottolineare un'altra cosa (ho scritto tutto cio' in metro).
I ritmi.
I ritmi, qualcosa di assolutamente snervante.
Un film russo visto al contrario risulterebbe piu' godibile.
Da stanotte ho deciso che invece delle pecore, contero' i fotogrammi del film di Costanzo.
Vorrei vedere..
Con Andrei Rublev, se conti i fotogrammi, dirmi dopo trenta secondi.. :P
Inviato da Eugenio usando tapatalk
Citazione di: laziAle82 il 28 Lug 2013, 10:05
Vorrei vedere..
Con Andrei Rublev, se conti i fotogrammi, dirmi dopo trenta secondi.. :P
Inviato da Eugenio usando tapatalk
Eppero' mi consigli l'altro film di Costanzo ?
Io una seconda possibilità gliela voglio dare. :DD
Citazione di: Rivolazionario il 28 Lug 2013, 10:10
Eppero' mi consigli l'altro film di Costanzo ?
Io una seconda possibilità gliela voglio dare. :DD
Assolutamente si, Private, che se non sbaglio è la sua opera prima, è davvero un bel film..
In SDNP sicuramente perde, ma partendo dal quel libro, il risultato era quasi decente..
Inviato da Eugenio usando tapatalk
Non ho visto il film e non ho ancora, volutamente letto il libro, visto che me l'hanno regalato.
Detto questo, complimenti per la recensione!
Bella davvero.
Divertente, irriverente il giusto, gustosa e spassosa e, nello stesso tempo, un'analisi tecnica pregevole.
:)
Citazione di: arkham il 28 Lug 2013, 08:50
Il film non l'ho visto, trovai sopravvalutatissimo il libro, prodotto holdeniano che puntava più a vendere l'autore che la sua opera.
Un' operazione che fu replicata con Acciaio della Avallone.
Ma vado of topic.
il cinema italiano è morto
la letteratura italiana è morta
ripetete con me
il cinema italiano è morto
la letteratura italiana è morta
La letteratura italiana regala ancora perle meravigliose. Bisogna saperle cercare.
Vidi il film oggetto del topic tempo fa. Non ricordo un film più brutto del suddetto, scoraggiante quanto un saggio kiergaardiano.
Non ho letto il libro. Vedrò di rimediare appena possibile.
non mi è piaciuto il libro, e il film m'ha fatto proprio schifo :=))
Innanzitutto complimenti per la recensione!
Non ho letto il libro, ma vidi il film a suo tempo al cinema. Di tempo (e di film visti) ne è passato parecchio, per cui non posso ricordare tutto con esattezza. Ricordo però questi rimandi ad un certo cinema di genere e "colto" (aggettivo non proprio adeguato, ma passatemelo) che resero la visione più interessante di quanto credessi. Cioè, alla fin fine a Costanzo va riconosciuto il fatto di aver osato e/o sperimentato un po' di più rispetto al tipico prodotto cinematografico italiano. Ma, purtroppo, non gli si può riconoscere altro, perché il film è in fin dei conti bruttino. Non lo ricordo però così atroce come da te recensito. Lo riguarderò sicuramente appena ne avrò occasione.
Hanno fatto il seguito e in autunno uscirà:
http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/la-solitudine-dei-numeri-2/434069
http://www.repubblica.it/spettacoli/2013/07/25/news/la_solitudine_dei_numeri_2_hollywood_si_ripete_pronti_50_sequel-63654205/
:p
il libro mi è piaciuto il film avrei bruciato la tv
idem per "caos calmo"
Citazione di: arkham il 30 Lug 2013, 15:42
La letteratura italiana regala ancora perle meravigliose. Bisogna saperle cercare.
quoto.
Io di Costanzo figlio ho visto qualche puntata Intreatment su Sky... bah soporifere. Non mi sono piaciute.
Cmq ho letto divertito la recensione di Rivolazionario.
Citazione di: porgascogne il 28 Lug 2013, 18:11
la letteratura italiana è morta
Baricco,
Cugia,
Mari,
...
...
avoja a gente brava