Un passo alla volta e ben ponderato, ché l'età è tanta e il tempo è poco - e di liste "i 100 album jazz che non puoi non ascoltare" c'è piena internet.
Partiamo da qui: My Favourite Things di Coltrane.
Sento il brano e mi sciolgo. Ipnotizzato. Elevato.
Sento il resto dell'album e insomma, sì, vabbè.
Jazz modale, mi si dice.
Non mancherete d'aiutarmi.
Se ti è piaciuto My Favourite Things non puoi perderti gli esordi di John Coltrane e la sua collaborazione con Cannonball Adderley.
Stars fell on Alabama è un vero capolavoro (anche grazie ad Adderley che, almeno per una volta, riuscì a suonare meglio di Coltrane)
(http://cps-static.rovicorp.com/3/JPG_400/MI0002/765/MI0002765461.jpg?partner=allrovi.com)
Link al primo brano, poi sul tubo ti senti il resto.
grazie a tutti e due
vi fo sapere
so 'na sega di jazz, però:
Io, ogni tanto, quando penso che sia il momento di guardare le stelle mi sento questo.
Kind Of Blue - Miles Davis
Per me il massimo e' Bill Evans, ma dipende anche dalla classifica degli strumenti preferiti. La serie di concerti a Montreux per esempio me rimette al mondo.
Citazione di: Tarallo il 02 Feb 2016, 09:23
Per me il massimo e' Bill Evans, ma dipende anche dalla classifica degli strumenti preferiti. La serie di concerti a Montreux per esempio me rimette al mondo.
100%. Se lo strumento preferito è il pianoforte, secondo me non si può prescindere da Bill Evans.
Explorations l'opera che io preferisco.
loro due insieme: Birth Of The Cool.
maestria
john coltrane - blue train
charles mingus - blues & roots
the dave brubeck quartet - time out
pat metheny - still life
jaco pastorius - jaco pastorius
chick corea - return to forever
così alla rinfusa
uno meno noto di quelli proposti finora (francese, non americano): Julien Lourau
esempio: The rise
http://www.youtube.com/playlist?list=PLWlMOgBiROurwCcixDfm43twYDD9Z2eiH
(http://cdn.discogs.com/pm58wcb-W9JYWGcKgGGSw-pSjEQ=/fit-in/300x300/filters:strip_icc():format(jpeg):mode_rgb()/discogs-images/R-428154-1112087713.jpg.jpg)
ma e' uno che cambia stile a ogni album (e non un po', completamente). tutti bellissimi, alcuni piu' standard, altri piu' fusion, alcuni facili altri meno. per me e' un grande.
Citazione di: NandoViola il 02 Feb 2016, 22:14
pat metheny - still life
Mi fa piacere che qualcuno metta Pat in questo topic.
Io, per timidezza, non ce lo metterei, perche' da fan di vecchia data (di lui ho quasi tutto) mi sono trovato in discussioni con puristi di jazz che lo perculano.
per me e' un grande, ma certo con gli altri della tua lista non ha granche' a che fare.
facessero pace col cervello e l'ortodossia la mettessero da parte.
non solo Davis, anche musicisti come Metheny, Corea, Pastorius, hanno portato il jazz nel ventunesimo secolo, fuori dagli standard.
Kind of Blue merita di essere evidenziato oltre ogni limite per chi si avvicina al jazz modale.
Molto bello il libro di Ashley Kahn "Kind of Blue - The making of the Miles Davis masterpiece"
io nel mio piccolo da punk fulminato dalla techno e passato al jazz in tarda età :) mi sento di consigliarti
il box con tutti i Miles davis a Montreux e la recentissima ristampa di A Love supreme di Coltrane.
Il resto secondo me va assimilato a piccole dosi. anche perchè "gli esperti di jazz" sono quasi tutti degli insopportabili sapientoni che ognuno avra la sua fissa e disposti a romperti le p.alle una settimana per dimostrarti che il set dei giugno '44 di Parker a Los Angeles era meglio di quello a New York del '46, perchè quel giorno il bassista aveva male ad un braccio e parker ha sbagliato 4 bemolle e due ottave ........fuffa vera.
lascia stà. :beer:
Citazione di: Tarallo il 03 Feb 2016, 11:08
Mi fa piacere che qualcuno metta Pat in questo topic.
Io, per timidezza, non ce lo metterei, perche' da fan di vecchia data (di lui ho quasi tutto) mi sono trovato in discussioni con puristi di jazz che lo perculano.
per me e' un grande, ma certo con gli altri della tua lista non ha granche' a che fare.
E qui sta il Busillis (cit.)
In realtà i confini della parola "Jazz" possono essere vastissimi.
Acid-Free-Fusion-progressive-early-bebop-swing-cool-hard-jazz pop-mainstream-jazz funk-soul jazz.... (Proseguisce all'infinito).
Ho incontrato noiosi puristi per i quali la parola Jazz è associata esclusivamente a New Orleans ed al periodo 1920-1950/60 e tanti saluti a tutti.
Io ritengo il Jazz una etichetta senza confini, una musica libera di spaziare, contaminare e contaminarsi, a sua volta.
E soprattutto di adeguarsi ai tempi.
Il resto sono semplici gusti personali.
Per questo non ho remore ad annoverare nel mazzo Pat Meth, Pastorius, solo per citarne due già nominati.
Per me Joe Zawinul ed i Weather Report di Birdland e Black Market sono in qualche misura Jazz.
Moderno, ma Jazz.
Ottimo Jazz.
ascolta tutti i neri e lascia perdere quelli bianchi.
si qualche eccezione c'è: lasciando da parte lo zingaro con le dita bruciate c'è Bill Evans e qualche altro.
tra i miei preferiti:
Duke Ellington: le incisioni dal 22 al 45.
Qualche buona raccolta di Charlie Parker.
Coltrane :
Coltrane prestige
Blue train
Olè
Impressions
A love supreme
Solar systems
Ascension
Monk/trane con thelonius Monk
Monk: straight no chaser e underground su tutti.
Miles Davis
a kind of blue
the birth of the cool
bitches brew
on the corner
Ornette Coleman
the shape of jazz to come
free jazz
Mingus
tha saints and the sinner lady
ah hum
the clown
Eric Dolphy out for lunch
per dirne solo alcuni...
Egregio signor s.,
I seguenti sono imprescindibili (in ordine sparso):
Charlie Parker
Thelonious Monk
Charles Mingus
John Coltrane
Miles Davis
Ornette Coleman
Un consiglio, Jazz Peanuts, mini-rubrica all'interno dei podcast di Fulvio Savagnone:
Fulvio Savagnone Podcast (http://www.radiorock.to/pages/profilo.php?passprofilo=12)
Poi, cerca la benemerita etichetta ECM, per cui hanno inciso Pat Metheny (vedi Tarallo) e Keith Jarrett (si si vabbè, il Koln concert rimane comunque un disco fondamentale)
Esempi:
Droni e Bordoni - ECM Part1 (http://www.radiorock.to/pages/podcast.php?idpods=5104&archivio=1)
Droni e Bordoni - ECM Part2 (http://www.radiorock.to/pages/podcast.php?idpods=5135&archivio=1)
Per andare su tematiche meno 'classiche' (il jazz classico è in realtà quello degli anni '20, ma tra i '40 e i '70 è ormai classico a sua volta), una cosa che penso tu conosca, ma se non conosci devi conoscere è Headhunters di Herbie Hancock, pietra miliare dell'acid jazz.
Per finire, un album che è jazz ma è sopratutto altro, Indian blues di Donald Harrison, la cui storia (di lui) e gestazione (dell'album) è raccontata nella splendida serie "Treme" ambientata nella New Orleans post-Kathrina.
Citazione di: JoseAntonio il 11 Feb 2016, 10:47
Per andare su tematiche meno 'classiche' (il jazz classico è in realtà quello degli anni '20, ma tra i '40 e i '70 è ormai classico a sua volta), una cosa che penso tu conosca, ma se non conosci devi conoscere è Headhunters di Herbie Hancock, pietra miliare dell'acid jazz.
Semplicemente strepitoso.
La perfetta fusione tra jazz e funk/ r&b.
Harvey Mason crea groove mostruosi.
Qui non c'e' solo la nascita dell'acid jazz ma anche di buona part dell'hip-hop e del trip-hop.
A parte i mostri sacri (Davis, Parker, Mingus, Roach ecc ecc) uno dei miei preferiti è la collaborazione Evans-Baker, poi le ballads di Dexter Gordon (attraverso le quali ho scoperto Freddie Hubbard, grosso trombettista).
Qui un pezzo clamoroso, l'entrata della tromba mi fa venire la pelle d'oca. Roba che nella serata storta, con una bottiglia vicino, finisce male per forza.
Posso dire di apprezzare più il jazz morbido che quello frenetico ed istintivo.
Tutto questo da semi-ignorante, ovviamente.
Capitolo a parte meriterebbero le voci jazz, soprattutto quelle femminili.
(sto studiando, eh)
gira gira i nomi sono quelli, poi dipende dai gusti
io metto Miles al top
ma ascolto anche Getz o Sun Ra o Brubeck o Jarrett
e comunque parto dalla fine anni Cinquanta, non prima
non è da puristi (ed io non lo sono, sono un ascoltatore sereno..)
ma le contaminazioni mi piacciono
eccone una
WOOOOOwow...
allora
dovete aiutarmi.
Ho ascoltato. Ho un po' compreso. Ho circoscritto: sto cercando cose nuove.
Quindi, per esempio, Sun Ra. Mi piace? Sì. E' jazz? Sì. E allora perché "non conta"? Perché è una cosa che, anche se ho scoperto adesso, mi sarebbe piaciuta anche prima.
Jon Garbareck? Uguale. Arve Henriksen? Uguale.
Tutto l'
ECM style: è jazz, mi piace e l'ho appena scoperto, ma non conta: l'avessi ascoltato 5 anni fa, me ne sarei innamorato lo stesso.
E poi: tutto quello che dovresti ascoltare mentre guidi attraverso il Sahara. Mulatu Astatke? Ahmed-Abdul Malik? Non contano.
Vediamo quello che conta; ecco quello che ho trovato, che va nella direzione in cui sto cercando:
1. Dave Brubeck - Take Five
2. Michel Portal - Max mon amour #2 (feat. Paolo Fresu)
due. poco.
Rispondete a questa domanda: perché My Favourite Things (il brano) mi paralizza dove mi trovo, e tutto il resto dell'album mi entra da un orecchio e mi esce dall'altro, così come - faccio per dire - So What?
Avanti: io vi ascolto. Devo sapere.
la domanda che poni vale per tutte le cose: quadri, fotografie, brani di letteratura...e anche per le donne
ps
ti segnalo due gruppi italiani epoca prog: Perigeo e Dedalus, magari ti piaceranno
Anche Stanley Clarke secondo me vale la pena approcciare l'ascolto.
Si parla di jazz fusion e altre influenze.L'album che porta il suo nome e realizzato quaranta anni fa',contiene tracce tipo:lopsy Lu ,vulcan princess,power e altro che ora non ricordo, merita.
Ciao a tutti, soprattutto al signor s.
E' tanto che non scrivo ma su un topic sul jazz non posso mancare.
Bella sig, sempre un piacere leggerti.
Ho abbandonato forse 20 anni il proselitismo jazzistico.
Oggi sono per una più pacata filosofia "se te piace, te piace, se no, pace".
Se ti piace My favorite things (il brano, non tutto il disco, ho capito) puoi provare a sentire il già citato "A love supreme" oppure "Crescent". Non troverai copie di My favorite things, ma forse climi simili.
Se ti piace Take five di Dave Brubeck (brano composto da Paul Desmond), considera che quel brano è piuttosto a sé stante per vari motivi, però potrebbe allora piacerti il jazz della west coast, più morbido e meno aggressivo rispetto a quello di New York (vedasi il bebop di Charlie Parker e Dizzy Gillespie).
Puoi provare quindi Art Pepper, Chet Baker, Gerry Mulligan.
Se ti piace Michel Portal, allora ti potrebbe piacere il jazz europeo. Prova Richard Galliano, oppure qualche italiano, per esempio Enrico Pieranunzi, oppure Franco D'Andrea.
Se ti piace Garbarek, allora potresti provare qualcosa della ECM, come già consigliato, ma il panorama è MOLTO variegato.
Buon proseguimento
Citazione di: gruber il 31 Mar 2016, 18:10
Ciao a tutti, soprattutto al signor s.
E' tanto che non scrivo ma su un topic sul jazz non posso mancare.
Bella sig, sempre un piacere leggerti.
ti aspettavo, sai?
Cioè, no. Però ci speravo tanto, di leggerti qua sopra.
Il proselitismo, se l'evangelista sa di cosa parla e l'evangelizzando sta lì di sua sponte, è il benvenuto.
Chi l'ha detto che Sun Ra non conta?
É un gigante Sun Ra.
E sono d'accordo con gruber su Crescent di Coltrane: é un disco di un'emotivitâ struggente, anche oltre MFT
Citazione di: kelly slater il 31 Mar 2016, 23:42
Chi l'ha detto che Sun Ra non conta?
É un gigante Sun Ra.
(non me so' spiegato, ve'?)
ho detto che non conta in questa mia ricerca musicale che voglio mi porti ad ascoltare qualcosa di nuovo.
Sun Ra, l'avessi scoperto cin
ma perché lo sto a riscrive?
Citazione di: sigurd il 01 Apr 2016, 00:08
(non me so' spiegato, ve'?)
ho detto che non conta in questa mia ricerca musicale che voglio mi porti ad ascoltare qualcosa di nuovo.
Sun Ra, l'avessi scoperto cin
ma perché lo sto a riscrive?
infatti, è una richiesta inesaudibile la tua perchè ha a che fare col TUO gusto con la TUA sensibilità
non significa nulla andare verso "la direzione" di Take Five o My favorite things....
:)
magari uno ci va per una via e uno per un'altra
Nuovo?
Nuovo per te, forse.
Sun Ra? Per alcuni jazzofili, Sun Ra è nuovo tutt'ora, per il semplice fatto che è fuori dagli schemi.
Per te non lo è? Dipende dal tuo percorso. E quello lo conosci solo tu.
Così, per curiosità, prova a sentire EST (Esbjorn Svensson). Non jazz mainstream, molto europeo.
Oppure Albert Ayler. Free, quello vero.
PS: per capirci, è tutt'altro rispetto a quanto consiglierei ad un neofita del jazz...
Citazione di: Tarallo il 02 Feb 2016, 09:23
Per me il massimo e' Bill Evans, ma dipende anche dalla classifica degli strumenti preferiti. La serie di concerti a Montreux per esempio me rimette al mondo.
Un mito! Forse potrebbe piacerti Michel Petrucciani, Anthony Jackson e Steve Gadd c'è sul tubo un live stupendo a Stoccarda del 98'...A me piace anche parecchio Tony Williams, sia con Miles Davis che con Herbie Hancock. Se si va nel latin jazz per il mio gusto non c'è niente di meglio del Michel Camilo Trio con il mostruoso Horacio "El Negro" Hernandez dietro i tamburi (e sempre Anthony Jackson al basso).
Comunque io quando mi avvicino a un genere che conosco meno (come il jazz, di cui motli hanno una cultura enciclopedica ed affascinante) cerco di ascoltare tutti gli opposti possibili per sviluppare un gusto, poi comincio a andare nel dettaglio nei gruppi e negli album che più mi comunicano. Parto cronologicamente sia sull'evoluzione del genere, sia sulla discografia delle singole band. Una volta per fare queste abbuffate dovevi spendere 300000 lire da disfunzioni musicali o simili, poi rivenderne il 90%, metterci i soldi sopra e prenderne altri...Oggi con il benedetto youtube hai la Musica in mano, in un click! :luv:
romani, jazz-rock, 1974
dentro l'onda del Prog
Io comunque non potrei prescidere da John Zorn in qualsivoglia sua manifestazione terrena
me piace
Unreleased Sun Ra Rome Live Album For Record Store Day 2016
http://www.strut-records.com/unreleased-sun-ra-rome-lp-for-record-store-day-2016/ (http://www.strut-records.com/unreleased-sun-ra-rome-lp-for-record-store-day-2016/)
beh a questo punto l'acquisto si rende obbligatorio