Ska, Rocksteady, Reggae

Aperto da Baldrick, 18 Lug 2012, 11:19

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Aquila Romana

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Finalmente un po' di tempo libero da dedicare alla mia passione musicale (e di conseguenza a questo topic)... dunque, Jackie Mittoo nasce nel 1948 e ci lascia nel 1990, solo 42 anni per segnare in modo indelebile il suo breve passaggio su questo mondo.

Tra i fondatori degli Skatalites, nonché ennesimo esempio di quegli artisti a 360° che caratterizzano lo scenario musicale giamaicano, Mittoo incontra la musica giovanissimo (grazie alla nonna che a soli 4 anni lo mette seduto di fronte ad un pianoforte) e sarà cantautore, musicista, produttore, direttore musicale e chi più ne ha più ne metta.. nel corso della sua carriera si affermerà proprio alle tastiere, tanto da essere soprannominato "The Keyboard King"; come talent scout darà invece il meglio di sé durante il periodo che lo vede direttore musicale per lo Studio One di C.Dodd.

Cominciamo ad andare diretti sulla "ciccia": dicevamo dunque membro fondatore degli Skatalites, ma nella seconda metà degli anni '60 (dopo lo scioglimento del gruppo) si dedica alla carriera solista, sfornando una quantità impressionante di brani, prevalentemente strumentali, come ad esempio questa Drum Song


Jackie Mittoo - Drum Song

A partire dagli anni '70 Mittoo inizia a fare la spola tra Giamaica, Canada ed Inghilterra, dando il meglio di sé producendo un pezzo dietro l'altro, è proprio del 1971 uno dei suoi album più belli, quel "Macka Fat" che contiene questa "Happy People"


Jackie Mittoo - Happy People – Album Macka Fat  1971


Nel 1977 è la volta dell'album "Hot Blood" (sotto il patrocinio di Bunny Lee), da cui estraggo quelli che (personalmente) reputo i due pezzi maggiormente adatti a rendere l'idea di che cosa fosse capace il buon Jackie con una tastiera fra le mani


Jackie Mittoo - Merry Go Round – Album Hot Blood - 1977


Jackie Mittoo – Brain Mark – Album Hot Blood - 1977

Come dicevo il ritmo di produzione è frenetico ed appena un anno dopo, nel 1978, già esce un nuovo album (Showcase) in doppia versione (una per l'isola ed una europea), della versione caraibica reputo imperdibile questa "Night in Ethiopia"


Jackie Mittoo - Night in Ethiopia - Abum Showcase (Studio One) - 1978

In quella europea ci sono due perle come queste


Jackie Mittoo – Earthquake - Album Showcase (Label Planet) - 1978


Jackie Mittoo – Sky King Jack - Album Showcase (Label Planet) -  1978

Siamo già su atmosfere dub (quelle che prediligo.. :) ) e che l'anno successivo Jackie conferma di saper percorrere magistralmente


Jackie Mittoo – Mash Down Babylon - 1979

Cercando di scremare il più possibile la sua vastissima produzione non posso evitare di postare questa Sidewalk Doctor (1982)


e questa "Black Organ", compresa nell'antologia "The Keyboard King at Studio One", uscita a 10 anni di distanza dalla sua scomparsa


Jackie Mittoo- Black Organ - The Keyboard King at Studio One - 2000

:beer:

Aquila Romana

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Un OT di Jackie Mittoo, che con la sua tastiera si sbilancia verso ritmi funky-soul


Jackie Mittoo - Stereo Freeze


Jackie Mittoo - Hang Em Hight 

EOT

Aquila Romana

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Grandi solisti in questo periodo, ma anche grandi gruppi vocali, come ad esempio The Paragons


The Paragons - The First Time I Saw You

The Jamaicans..


The Jamaicans - Sing Freedom

ed oltre ai Maytals (già ampiamente trattati) i Clarendonians (gruppo in cui esordisce un giovanissimo Freddie McGregor)


Freddie McGregor & The Clarendonians - Why did you do it

kelly slater

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Se ancora oggi sui lati b dei singoli di Madonna o dei Depeche Mode esistono delle "dub version" o dei "remix"
lo si deve all'esplosiva creativita' di quest'isoletta caraibica.
Spirito di adattamento, sperimentazione, studio e perche' no, puro e semplice CASO.

IL Dub e il Dj Style nascono nello stesso momento e grazie alla stessa persona, ovvero mr. Osbourne Ruddock, meglio conosciuto come King Tubby



Tubby inizia a lavorare come elettrotecnico riparatore di radio, ma ben presto si appassiona talmente all'elettronica e alla musica da aprire una radio pirata che trasmette ska e r&b.
Ma la polizia da la caccia alle radio pirata e allora lui mette su il suo Sound System ovvero il Tubby's Hometown in Hi-Fi, che in breve tempo diventa uno dei piu' prestigiosi, grazie alla strepitosa qualita' sonora dei suoi impianti, rigorosamente autocostruiti.
E' il primo, tra l'altro, a usare il riverbero e il delay durante le serate, applicandolo sia ai brani che alla voce del DJ, che in giamaica NON è quello che mette i dischi ( che si chiama invece selecter ) ma bensi' quello che li presenta e intrattiene il pubblico durante le serate.
Bisogna ricordare che almeno fino ai primi 70' non esistevano i mixer che potevano miscelare tra loro due giradischi: ce n'era uno solo, e quando finiva un brano il selecter doveva sbrigarsi a mettere sul piatto il disco successivo, e per evitare cali di tensione, quello spazio veniva riempito proprio dal DJ.
Il Dj piu' famoso dell'era ska-rocksteady è stato Count Machucki, un vero e proprio istrione, che, rubando un po' al jive talkin del sud degli stati uniti ( la dialettica giamaica-usa che ricorre ) e un po' inventando parole in liberta' teneva per le redini la folla, un po' cazzeggiando e un po' fungendo da cronaca del ghetto ( usanza ripresa para para dagli afroamericani per l'hip-hop ).
Un sound system era prestigioso per la musica in esclusiva che proponeva, per la qualita' del suono, ma anche per il DJ di casa: dovevi avere un DJ bravo.
Count Machucki non incise mai nulla, ma da lui presero tutto sia King Stitt che Sir Lord Comic, i dj piu' famosi e richiesti della fine degli anni sessanta.
Ma il dj style vero e proprio nasce solo con  U-ROY aka The Originator



Dicevamo: King Tubby ha il suo sound system, ma un lavoro collaterale che gli fa guadagnare parecchi soldini è quello di masterizzatore ufficiale di sir Duke Reid.
Ovvero: il boss della treasure isle gli porta i nastri coi brani e Tubby crea il dubplate, ovvero il master che verra' poi replicato tramite la pressa nelle varie copie di vinile.
Un bel giorno l'assistente di Tubby fa un errore e sul dubplate dimentica di aprire il cursore della traccia con le voci. Tubby ci pensa un po' e suona quei brani lo stesso, la stessa sera.
La gente impazzisce letteralmente, anche perche' il DJ resident dell'Hometown in Hi Fi era proprio mr. U-Roy, il quale avendo la strumentale libera comincia a improvvisare seguendo il ritmo e la struttura del brano, e non piu' solamente inserendo frasi negli spazi liberi tra un cantato e l'altro.

Non passa molto tempo e Reid se ne accorge, ma invece di incazzarsi sfrutta la situazione a proprio favore, facendo incidere a U-Roy i primi singoli e lanciando definitivamente il genere.
Eccolo qua il primo vero inno dj style:



Cosi', per qualche anno il vecchio volpone Duke Reid fara' soldi a palate riciclando le sue hit rocksteady ( in un momento in cui il roots reggae va affermandosi sempre piu' ) in chiave dj style, facendole ri-toastare all'originator :



U-Roy avra' una carriera ricca di soddisfazioni e numerose hit durante i 70', ma qui ci interessa il dj style come filone, e allora è importante menzionare il n.2, ( in senso temporale e di merito ) che è arrivato giusto un attimo dopo U-Roy, ma ha anche ammesso di aver imparato tanto dal maestro.
Stiamo parlando del pupillo di Keith Hudson:  Dennis Alcapone



U-Roy e Dennis Alcapone hanno gettato le basi del Dj-Style, che pero' conoscera' il suo apogeo solo
nel suo fondersi col rastafari e lo spirito roots reggae, nonche' con le ritmiche rockers ( di cui pareleremo piu' avanti ) grazie al suo esponente piu' famoso e piu' dotato, cioe' Big Youth ( anche qui ci sara' tempo e spazio per parlarne ).

Chiudiamo questo, di post, menzionando il terzo originator, ovvero il trait d'union tra queste due fasi ( parliamo di meno di 5 anni di storia ma nella musica giamaicana 6 mesi sono considerati un'era geologica ).
Mr. I-ROY gia' nel nome rivela il rispetto tributato al maestro originatore, ma deve la tecnica interamente a Dennis Alcapone. E pero' il suo stile è da subito anche originale, forse perche' piu' roots.



Curiosita': I-Roy sara' una grande influenza per la dub-poetry britannica e segnatamente per Linton Kwesi Johnson, che lo tributera' esplicitamete in "Room 66".
Altra curiosita': a meta' 70' I-Roy e il suo acerrimo rivale Prince Jazzbo daranno vita a una saga fatta di insulti e denigrazioni reciproche a suon di reggae e dj style, rinnovando la tradizione del "dissing" che nasceva gia' ai tempi di Prince Buster, e anche qui verra' ripresa integralmente nella tradizione Hip-Hop del Bronx.

E allora un'altra hit per il mighty poet I-Roy, che se la merita tutta:









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Aquila Romana

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Citazione di: Aquila Romana il 16 Set 2012, 00:33
ed oltre ai Maytals (già ampiamente trattati) i Clarendonians (gruppo in cui esordisce un giovanissimo Freddie McGregor)

A proposito di Freddie McGregor: ennesimo artista eclettico dell'isola, cantautore, produttore e musicista a pieno titolo, nonchè molto impegnato verso la gente della sua isola (tanto da donare parte dei suoi guadagni ad una fondazione per l'aiuto ai bambini giamaicani meno fortunati).

Nato nel 1956, a 7 anni già canta come backing vocal per il duo ska dei Clarendonians, e già promette grandi cose...


Freddie McGregor - After The Laughte

Il produttore dei Clarendonians è C.Dodd, dunque da qui ad entrare nella scuderia Studio One il passo è breve e McGregor ci rimarrà per buona parte degli anni Settanta. Ma è l'incontro con il Rastafarianesimo che dà una svolta alla sua carriera, la conversione religiosa avrà infatti un impatto fondamentale sulla sua musica, come dimostra questa selezione


Freddie McGregor - Rastaman Camp


Freddie McGregor - Mighty King


Freddie McGregor - Walls Of Jericho

Il successo arriva grazie ad una serie di singoli, come ad esempio questa sua famosa hit (qui in extended version con il contributo di J.Mittoo)


Freddie McGregor - Bobby Babylon

A fine anni '70 sotto la produzione di Niney The Observer arriva il primo album, "Mr. McGregor", che si apre così


Freddie McGregor - We Got Love

Nei primi anni '80 la sua produzione assume ritmi inarrestabili


Rivisita in questo modo un pezzo di J.Holt - Strange Things


Insieme al DJ Luie Lepki incide questo singolo


Mentre nel Regno Unito esce questa Never Get Away

Nel 1982, sotto la produzione di Linval Thompson e supportato dai Roots Radics, sforna lo strepitoso "Big Ship", album straordinario che riscuote enorme successo anche in USA e UK e che propone due pezzi al prezzo di un riddim..


Freddie McGregor - Peaceful Man


Freddie McGregor - Let Me Be The Number One

Arriviamo al 1984


E'l'anno di "Across The Border"

Infine arriviamo al 1989, quando McGregor fonda la sua etichetta, la Big Ship, sotto la quale pubblica prevalentemente nuove versioni dei suoi successi, pur continuando a rimanere attivo come artista e regalandoci pezzi come questo 


Hand In A De Fire

kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 20 Set 2012, 02:19
A proposito di Freddie McGregor

Due post di grandissima classe questi su Jackie e Fredie Mc Gregor.  :hail:

Quest' ultimo poi lo adoro, con quella cosa voce cosi' pulita, potente, calda e decisa.
E ha saputo navigare tra roots e lovers rock sempre con estrema classe, il nostro, cosi' come
l'altra voce "bella" del reggae: Dennis Brown ( un altro che prima o poi...  ;) )

Mi permetto solo di aggiungere una piccola hit dancehall dei primi 90' a cui sono legato da ricordi dolci...

Qui Freddie riprende la storica hit rocksteady dei Gaylads:



e la rivisita in chiave dancehall facendosi aiutare da uno degli assi del ragamuffin: Papa San.



:beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 18 Set 2012, 15:28
IL Dub e il Dj Style nascono nello stesso momento e grazie alla stessa persona, ovvero mr. Osbourne Ruddock, meglio conosciuto come King Tubby

Non penserai mica di far scivolare via così The King....


King Tubby & The Dynamites - Red Moon (Sound System International Dub)


King Tubby & The Dynamites - Dub Star (Sound System International Dub)


King Tubby  - Dubbin' of the Ten Tousand (The Sound Of Channel One: King Tubby Connection)


King Tubby – Bionic Horn (Declaration Of Dub)


King Tubby – Take Five Dub (Declaration Of Dub)


proseguisce....

Aquila Romana

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King Tubby Vol.2..


King Tubby - The Champion Version (Dub Gone Crazy - The Evolution Of Dub At King Tubby's 1975-1979)


King Tubby & Soul Syndicate - Salty Dub (Freedom Sounds In Dub)


King Tubby - Flag Dub (100% Of Dub)


King Tubby - Jah Love Rockers Dub (Dub Gone Crazy - The Evolution Of Dub At King Tubby's 1975-1979)


King Tubby - Music Field Dub (Explosive Dub)

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Aquila Romana

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King Tubby – Vol. 3

quando il dub di King si contamina con il roots mistico di Vivian Jackson (in arte Yabby You)


Yabby You & King Tubby - Love Thy Neighbour (Version by King Tubby)
Album Jesus Dread 1972 - 1977 Volume Two


King Tubby / Vivian Jackson - Chant Down Babylon (King Tubby Meet Vivian Jackson) 


Yabby You & King Tubby - Jah Mercies (Time To Remember)


Oppure incontra le sfumature new age di Jacob Miller


King Tubby & Jacob Miller - 80,000 Dubs (In A Tenement Yard)


King Tubby & Jacob Miller - Ghetto On Fire Dangerous Version (In A Tenement Yard)


Mentre rimane più sul classico quando collabora con Glen Brown


Glen Brown & King Tubby - Dub Universal - Termination Dub (1973-79)


Glen Brown & King Tubby - Collie Man (Big Dub: 15 Dubs From Lost Tapes)

:beer:

Aquila Romana

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Dicevo della collaborazione tra King Tubby e Yabby You ma poco si è detto di quest'ultimo, e quando si parla di Yabby si affonda il cursore nel misticismo della religione Rasta...

Yabby You (nome d'arte di Vivian Jackson) nasce a Kingston nel 1946, a soli 12 anni inizia a lavorare in una fornace, a 17 viene ricoverato in ospedale per artrite e malnutrizione ed appena maggiorenne già vive di espedienti nei ghetti di Kingston (dove si stà appunto diffondendo la religione Rastafariana), ma la sua interpretazione religiosa è alquanto particolare e soggettiva rispetto agli altri rasta (Vivian identifica infatti la figura divina di Jah Rastafari non con l'Imperatore d'Etiopia Haile Selassie ma con Gesù Cristo).

Vivian ha molti amici musicisti, tra cui un certo Aston Barrett ....  :cool2:


Yabby You & Aston Barrett - Distant Drums

Una sera, dopo aver discusso di filosofia religiosa con alcuni rasta, si addormenta ed al suo risveglio ha in mente un ritmo che definisce celestiale ("come un angelo che canta") e che gli ispira la composizione del suo primo brano musicale (Conquering Lion)

Proprio grazie all'aiuto dei suoi amici riesce a pubblicare il suo pezzo per l'etichetta di King Tubby, è il 1972 ed il coro iniziale ("Be-you, yabby-yabby-you") gli regalerà il soprannome, questa una bella versione dub del brano originario


Yabby You - Conquering Lion - Dub

Seguono altri singoli ed infine la pubblicazione del primo album "Conquering Lion", sempre sotto la supervisione di King Tubby


Yabby You - Run Come Rally


Yabby You - Walls of Jerusalem & Jerusalem Dub (King Tubby)

Parallelamente al successo come musicista si afferma anche come produttore di altri artisti, come nel caso di Trinity


Trinity - Gun Fever - Yabby You Meets Trinity At Dub Station

Yabby continua a registrare ed a produrre fino alla metà degli anni '80 (esibendosi anche in pubblico pur sorretto dalle stampelle), questi alcuni suoi successi
 

Yabby You - Death Trap


Yabby You & The Prophets - Deliver Me From My Enemies


Yabby You - Babylon a Fall


Yabby You & Michael Prophet & Scientist - Stop Uppression Now

Nei primi anni '90 comincia a ristampare molti pezzi originali, alcune volte in versione remixata, ma che mantengono sempre inalterato il suo tipico stile 


Yabby You - Rough in Babylon


Yabby You Meets Mad Professor & Black Steel In Ariwa Studios - Winds Of Dub


Yabby You Feat. Tommy Mc Cook - Steppin' High

Yabby è morto nel 2010, all'età di 64 anni (R.I.P.)

Kim Gordon

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bellissimo sto topic , grazie.

kelly slater

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'Nuff Respect to Aquila Romana che tiene su sto topic, nel mentre che io bado a pupo e lavoro: la selection di King Tubby e il post sul mitico Yabby You sono ottimi, veramente.
Prima o poi, avendo tempo vorrei scriverne uno bello lungo e articolato su Lee Scratch Perry, che se togliamo Bob e la sua importanza nella diffusione del reggae a livello globale, è la figura piu'importante in assoluto nella storia di questa musica, e forse l'unico vero Genio con la G maiuscola.

Nel frattempo, per chiudere il discorso sul "Re" innanzitutto vi segnalo il triplo "Father of dub", che ho acquistato recentemente a prezzi stracciati su un sito inglese di cd shipment free, e che è un'ottimo compendio per chi si vuole addentrare nel fantastico stile dell'uomo.

E poi volevo parlare dei migliori lp (non compilazioni) in campo dub.
La critica abbastanza unanimemente indica nei capolavori assoluti del genere questo podio ( ex aequo ):

-Blackboard jungle in dub-  di Scratch in collaborazione con King Tubby
-Super ape- sempre di Lee Perry
- la trilogia "East of the river nile" di Augustus Pablo.

il che mi trova d'accordo, ma io aggiungerei ai 3 pesi massimi un altro disco leggendario:
un'altra collaborazione, che vede i Rockers Uptown sempre di Pablo, quindi melodiche, archi, tastiere e arrangiamenti cesellati, manipolati dallo stile visionario di mixaggio del nostro King.

Dunque, se avete 48 minuti e 26 secondi di tempo libero, il mio consiglio è questo:
-staccate telefoni chat e altre connessioni
-preparatevi una cosetta non marrone ma verde
-è importante che sia verde perche' il marrone chiude mentre il verde apre
-buttatevi su un divano o su un posto ugualmente comodo
-premete il tasto PLAY


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Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 04 Ott 2012, 18:50
Dunque, se avete 48 minuti e 26 secondi di tempo libero, il mio consiglio è questo:

Grande album  :up: (assaporato, in mancanza d'altro..., con un buon calice di Traminer bello fresco ed un paio di malboro  :) )

Ma secondo me Augustus Pablo (vero nome Horace Swaby, classe 1954) merita altro spazio; un artista che non proviene dal ghetto come tanti altri ma dalla classe media giamaicana e frequenta il college, dove comincia a studiare musica.

Ma è la scoperta della fede Rasta che imprime una caratteristica fondamentale al suo stile musicale, una fede profonda che, sulle copertine dei suoi dischi, lo porterà a citare come produttore Jah Rastafari (in quanto ispiratore delle personali emozioni che trasforma in musica).

Tutto inizia casualmente, quando il produttore Chin-Loy nota questo ragazzino suonare la melodica (lo strumento-giocattolo per le lezioni di musica nelle scuole che lo renderà famoso, accompagnandolo per tutta la vita), intuendone immediatamente il talento e battezzandolo con quello che sarà il suo nome d'arte : Augustus Pablo.

Neanche il tempo di incidere il primo singolo di successo (Java) che già esce il primo album 'This is Augustus Pablo' nel 1974, che contiene questa Too Late


Augustus Pablo - Too Late

'Java' sara' utilizzato con successo per varie versioni e diverra' l'esempio classico dell'idea musicale di Pablo, il cosiddetto 'Far East Sound' il suono che viene dall'est, dove questo est e' inteso sia come magico e lontano oriente, ma anche come luogo sacro e ricco di suggestioni che ha visto la nascita della dinastia Reale d' Etiopia.

Augustus Pablo lavora come session man o artista solista per molti produttori, tra cui Gussie Clark, per il quale incide questo pezzo


Augustus Pablo - KG's Half Way Tree

Ma incide anche singoli niente male


Augustus Pablo - Skanking Easy


Augustus Pablo – Black Gunn


Augustus Pablo - Pablo Satta

Seguono altri album a ripetizione, tra cui lo storico "Tubby meets the rockers uptown" (1976 - già regalatoci integralmente da KS) ed il già citato "East of River Nile" (1978), meritevole di un assaggio


Augustus Pablo - Chant to King Selassie I


Augustus Pablo – Natural Way


Augustus Pablo - Addis A Baba

Nel 1979 è la volta di "Original Rockers", che contiene questa, a mio parere, perla


Augustus Pablo - AP Special

E nel 1983 esce "King David's Melody", da cui la title track


Augustus Pablo - King David's Melody

to be continued...




kelly slater

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Lee Scratch Perry chapter 1

Rainford Hugh Perry nasce il 20 marzo 1936 a Kendal, un villaggio rurale nel mezzo delle verdi montagne della Giamaica ( il reggae è nato sulle montagne: io, Bob e gli altri veniamo dalle montagne Kingston non ha inventato niente ).

Lui era li' dall'inizio di tutto.

Eh si perche' ancora ragazzino scende giu' in citta' e si tuffa nel mondo musicale e stradaiolo dei sound system, in particolare quello che poi sarebbe diventato il mitico Downbeat di Coxsone Dodd.
Fa di tutto: monta smonta vende le birre, vende i dischi e spesso, armi in mano, difende il sound dagli attacchi degli scagnozzi di Duke Reid.
Quando Prince Buster si stacca da Coxsone per fondare il suo sound Lee lo segue per un breve periodo, ma quando in brentford road viene aperto lo Studio One il nostro eroe torna da Dodd diventando l'animale da studio di registrazione che tutti sappiamo.
Il suo primissimo singolo, proprio per Dodd, è quello che gli varra' il fortunato nickname Scratch.



Lee fa di tutto giu' allo Studio One: suona canta registra mixa arrangia produce e scopre talenti.
Un lavoro preziosissimo che, seguendo il malcostume isolano, Dodd gli sottopaga e sottovaluta.
Sono gli anni del furore ska, e a suo proprio nome Perry fara' uscire qualche singoletto valido e interessante, ex post, per la sua ruvidita' intrinseca, il suo spirito roots ante litteram.



Ma Lee Perry è uno che si rompe il cazzo facilmente, e lascia presto Coxsone, andando a lavorare per uno dei rivali emergenti, Joe Gibbs.
E per capire che aria tira il primo singolo inciso con Gibbs si chiama "I am the upsetter".
Upsetter in inglese significa quello che rovescia il pronostico, il davide che abbatte golia, il rivoluzionario.



E' l'era rocksteady: il ritmo è rallentato, e le tematiche sono spesso incentrate sui rude boys, ovvero la criminalita' di bande dilagante nell'isola.
Prince Buster aveva pubblicato una serie di singoli aventi come protagonista Judge Dread, una sorta di giudice che puntava il dito sui violenti del ghetto.
La risposta di Perry è di tipo sociologico: i primi derubati siamo noi neri prima con la schiavitu' e poi con lo sfruttamento, quindi occhio a puntare il dito



In quest' ultimo singolo l'atmosfera è particolarmente morbida perche' a produrre c'e' Clancy Eccles ( ricordate? l'eroe del rocksteady ).
Ma a Scratch del soul frega assai poco.
Il nostro è una testa calda e una testa matta, adora il mento, adora l'africanita' non intellettuale
bensi' primordiale delle sue radici giamaicane.

Per questo motivo è proprio lui a indicare la strada nel 1968: riaccelera il ritmo, pompa il giro di basso
e ritmicizza la chitarra come fosse un banjo mento : è il reggae prima del reggae: è People funny boy, il singolo con cui manda gentilmente affanculo in musica Joe Gibbs, reo di non aver pagato e valorizzato il dovuto.
Un vaffanculo che vende 60.000 copie.



Genialita' nella genialita', questo è il primo singolo in cui è inserito un rudimentale "sample" ovvero il frignare di un bimbo  :beer: .

E' arrivato il momento di fondare la sua backing band : The Upsetters.

La prima lineup schiera Gladdy Anderson e Winston Wright alle tastiere, Hugh Malcolm e Lloyd Adams alla batteria e il cruciale Jackie Jackson al basso.
Con questa formazione Perry comincia sperimentare, le strutture dei brani, spesso molto aperte, i "campioni" vari,  testi spesso demenziali o anche testi spesso assenti proprio.
E' l'unico produttore in quei fine 60', completamente libero da qualsiasi schema.
E pero' arriva anche il successo, che non guasta mai, specie se invece che in jamaican pounds arriva in sterline UK.
Nel 69' in Inghilterra questa fa il botto:



e allora allestisci in fretta e furia il tour europeo... ma purtroppo la band decide di non partire.
Senonche' Lee recluta per il tour una band di ragazzetti chiamata Hippy Boys e li trasforma nei nuovi Upsetters.
Alla tastiera c'e' Glen Adams, alla chitarra Alve Reggie Lewis, e alla sezione ritmica due fratelli molto bravi:
al basso Aston e alla batteria Carlton Barrett.





Finalmente ci si rilassa coi soldini: Lee apre al 36 di Charles road l'Upsetter record shop , da dove promuove la sua musica vende il te' affitta una sala prove il tutto aromatizzato sempre da tanta buona ganja.

Poi un bel giorno al negozio si presenta un ragazzetto gnappo ( come Scratch d'altronde ) che vuole rubare gli Upsetters al capo e convincerli a suonare con lui e i suoi due amichetti.

"Ciao sono Bob Marley... "

Aquila Romana

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KS, mentre tu ti sei preso il tosto impegno di raccontare la carriera di quel mostro sacro chiamato Lee Perry, io chiudo il capitolo Augustus Pablo, che avevo lasciato all'album King David's Melody, cioè al 1983.. poi arriva il 1986, che considero anno di grazia, infatti mentre la Hertbeat Records ristampa "Rebel Rock Reggae" del 1974, con brani come questo


Augustus Pablo - Skateland Rock

contestualmente in Europa e Stati Uniti esce l'album "Rising Sun"


Augustus Pablo - Rising Sun


Augustus Pablo - Pipers of Zion


Augustus Pablo - Hop I Land

Tra le produzioni successive spicca "Blowing with the wind" (1990)


Augustus Pablo - Drums to the King


Augustus Pablo - 21 Years After

Le apparizioni di Augustus Pablo sono sempre più rare per problemi di salute (che ricadono su un fisico già di per sè fragile); alcune voci dicevano fosse sofferente di cancro da anni ma avesse rifiutato in armonia con le dottrine Rasta l'amputazione di una gamba per cercare di arrestare lo sviluppo del cancro. Altre voci dicevano fosse diabetico e per le stesse ragioni rifiutasse la somministrazione dell'insulina e cercasse rimedio nella medicina naturale.

Nel 1999 esce il suo ultimo lavoro, l'album "Valley Of Jehosaphat"


Augustus Pablo ~Ethiopian Binghi Drums


Augustus Pablo - Internal Struggle


Augustus Pablo - Omega Africa

AP muore a Kingston nel 1999, se esiste un' altra dimensione non rimane difficile immaginarlo anche lì con la sua inseparabile melodica


East Of The River Nile- Augustus Pablo (with the Soul Syndicate) LIVE

kelly slater

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Lee Scratch Perry chapter #2

Aston "family man" Barrett:

"Bob era un ragazzo di campagna, e anche Scratch era un country bwoy, quini si capivano al volo.
Scratch sapeva che in Giamaica quando cresci in campagna hai una stoffa diversa che in citta', ti godi le cose a un livello piu' spirituale e non ti limiti a fare canzoni che funzionino nei locali, apprezzi la musica per quel che è, proprio come hai imparato a apprezzare gli alberi e la natura che ti circonda, per quel che è e non per quel che fa.
Il signor Rodney, sai... Burning Spear... anche lui era un country bwoy con una vibe spirituale.
Scratch sapeva che Bob aveva la vibe e insieme potevano portare la musica a un altro livello.
Pure io e mio fratello, anche se eravamo di Kingston quando non andavamo a scuola preferivamo stare in campagna, al fiume o su in montagna, cosi' Scratch sapeva che anche noi eravamo in contatto con lui.
La musica non ha limiti e questo Scratch lo capiva. Con Bob, e anche prima, cercava sempre di portarla al limite, e sentivi l'ispirazione che scorreva tra di loro.
Io piu' che nella testa la sentivo nella pancia.
Anche allora capivamo di avere qualcosa di speciale, sapevamo di poter ottenere qualcosa che non era riuscito mai a nessuno"


In effetti Scratch, in quella fine anni 60'era completamente proiettato sui brani strumentali, e metteva i vocals sui lati B dei 45 giri, perche' sostenzialmente considerava i cantanti dei collioni piantagrane.
Ma con Bob, Peter e Bunny la faccenda era diversa.
Scratch intui' che questi 3 erano diversi dagli altri: erano incazzati, erano lucidi, erano maturi.
I tempi in cui i Wailers facevano canzonette ska o rocksteady inneggianti ai rude boy o all'amore per le ragazze erano finiti, e i ragazzi avevano studiato bene il rasta, e avevano una coscienza sociale molto sviluppata.
Avevano la vibe, per dirla col bassista ex-Upsetters e ora membro a tutto tondo degli Wailers.
E se essere un genio significa non tanto fare cose belle, ma saper guardare nel futuro, beh allora Scratch lo era del tutto, e grazie a Bob vide il futuro, ovvero il roots reggae.
Furono 3 anni di sodalizio, dal 69 al 72, in cui vennero definiti i canoni del genere.
Scratch sradico' completamente le inflessioni americane di memoria rocksteady, irruvidi' i ritmi, plasmo' le voci dei 3 dando maggior spazio al solista ed esortandolo a cantare in maniera spavalda e diretta e a rimuovere qualsiasi inflessione lamentosa o supplichevole.
Spesso Scratch si caricava i Wailers sul suo macchinone appena arrivato dall'inghilterra grazie ai soldi di Django, e girava per ore attraverso gli slums intorno a Kingston.
I ragazzi osservavano la realta' e nel frattempo scrivevano i testi sul sedile posteriore.
Poi si tornava in studio ( da Randy's ) si accendevano le macchine e si incideva. Bam! Buona la prima!



Molti dei pezzi usciti a quelle leggendarie session furono poi reincisi dagli Wailers con la Island, con arrangiamenti piu' "rock" e produzioni piu' levigate.
Personalmente qui io sono in disaccordo coi puristi del reggae e preferisco le produzioni Island, forse perche' è con quelle che sono cresciuto.
Ma è innegabile la portata epocale di album come Soul Rebel e African Herbsman, a livello certo anche musicale, ma figuriamoci a livello storico.
Era la prima volta che i musicisti parlavano la lingua della gente comune, parlavano della realta' quella vera, non romanzata.



Che poi LSP era si un futurista ma stava al contempo in fissa persa con le radici della giamaicanita', col mento in primo luogo.
Un mento un po' isterico e bizzarro e ovviamente geniale.



I Wailers fanno il botto nei sound system giamaicani e inglesi e spalancano le porte al Roots.
Ma Bob e gli altri guardano avanti, ovvero al successo internazionale, mentre dal canto suo Scratch guarda ancora piu' avanti e a quel punto si è stufato degli Wailers ( e come sempre in Giamaica c'e' anche qualche scazzo con argomento soldi ).

Il nostro è completamente immerso nelle sue sperimentazioni pre-dub.
Produce cantanti come Dave Barker o Junior Byles, ed è l'artefice della seconda giovinezza degli Heptones.
Ma è a suo nome ( e dei suoi Upsetters, che nel frattempo hanno cambiato formazione ) che da il meglio.
Come in questa Cloak and Dagger dove si rivede la nostra vecchia conoscenza Tommy Mc Cook



Scratch è il primo a inserire nei brani suoni "ambientali" come la pioggia o rumori di animali, colpi di pistola e vetri infranti.
Il tutto condito da testi demenzial-surrealisti.





Il nostro comincia ad accumulare nastri su nastri di beats e riddim che poi rimanipola in vari modi.
E' il primo passo della concezione dello studio di registrazione come strumento musicale, che avra' influenza a livello mondiale.
Con pochi mezzi e una creativita' infinita Perry ( e Tubby ) sono pronti per sua maesta' il DUB.

E infatti nel 72 i due si cercano.
Lo scienziato  ossessionato dalla purezza del suono e frenetico studioso dell'elettrotecnica bussa alla porta del produttore visionario.
Ma anche quest' ultimo cerca Tubby, perche'sa che quello è il tassello che gli serve, il pezzo mancante.
Ne nascera' un capolavoro da niente, ma ne parleremo tra poche righe.

Giusto il tempo per introdurre l'Arca Nera.
Scratch infatti aveva capito che da Randy's, un po per il tempo, un po per i soldi, e molto per la mancanza di controllo ossessivo e assoluto che è una peculiarita' del suo carattere, non poteva sprigionare al massimo il suo potenziale: aveva bisogno di uno spazio suo.
E cosi' al 5 di Cardiff Crescent apre il Black Ark studio, progettato proprio da King Tubby, con un mixer Soundcraft a 4 piste, il registratore Teac, il delay Echoplex e il Roland space chorus a nastro.
Per 5 anni uscira' da questo posto musica stellare, innovativa, fantastica.
E uno dei primi parti è gia' un capolavoro assoluto, quello che è considerato il primo disco dub e anche il MIGLIOR disco dub di sempre.
Scratch produce, Tubby mixa e uno stuolo di musicisti di primissimo ordine ci suonano, dai fratelli Barrett a Tommy Mc Cook, da Winston Wright a Bobby Ellis, per non parlare della melodica del terzo polo della trimurti dub, ovvero l'appena celebrato da AR Augustus Pablo.
Anche se il disco è accreditato agli Upsetters qui i meriti sono a meta'.
Perche' se è vero che Tubby non è un produttore (non ha mai prodotto brani suoi o di altri) ma un re-mixatore ( il primo della storia!!! ) è anche vero che il materiale pregiato che Scratch gli affida si trasforma nelle mani del Re una cosa OLTRE.
In altre parole ne stravolge il senso ( che era gia' bello stravolto di suo ) attraverso la destrutturazione semantica in chiave tecnologica. Il DUB, appunto.

Per chiudere questo secondo capitolo dunque, prima di addentrarci tra le meraviglie del quinquennio
Black Ark-era addentriamoci prima nella giungla alla lavagna, ovvero

Blackboard Jungle Dub.














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Tanto per rappresentare quanto più possibile la personalità genialoide di Lee Perry..

Un filmato del 1982, in cui appaiono anche quei poveri "sventurati" dei figli



Una recente intervista (Settembre 2012) pubblicata dal sito di Misterbigga



Se credi alle realtà parallele, allora credi anche che esiste un universo chiamato Lee Perry. Al momento in quel concentrato di vita e di parole ci vive solo lui, perché è difficile per gli estranei entrarci. Tutti così concentrati sulla razionalità, fuggiamo dalla pazzia vera o presunta che sia, senza mai riflettere sul fatto che proprio in essa si coglie l'essenza dell'umana esistenza. D'altronde senza quella mente abituata a sorvolare gli universi musicali, il mitico produttore non avrebbe mai creato uno dei laboratori musicali più geniali che il mondo abbia mai conosciuto.

Parliamo del Black Ark Studio, parliamo degli Upsetters, parliamo di album storici come quelli registrati con Junior Murvin o con i Congos. Insomma con Perry abbiamo tra le mani una delle parentesi più entusiasmanti e ricche di invenzioni ed intuizioni della musica jamaicana.

Oggi il 75enne artista ha provato davvero di tutto nella vita, il percorso nella musica che lo vede ancora protagonista, lo ha portato verso lidi anche più lontani. Eppure il rispetto e l'ammirazione dei fans è rimasto intatto e tutto a Lee Perry è permesso, anche quell'eccentricità che gli hanno consentito di creare la sua realtà parallela.

Ora il suo nome, in attesa del nuovo album, si lega anche a quello dei The Orb, gruppo inglese che sviluppa musica elettronica e che ha avuto un ruolo centrale nella nascita di un genere come l'ambient house.

Il produttore ha deciso di rendere disponibili a tutti delle piccole dosi di saggezza, che dovrebbero rendere migliore e più consapevole l'esistenza di noi tutti. Leggiamole e proviamo anche noi a varcare i confini della realtà.

Lo Spirito: La cosa principale che mi motiva è il mio spirito. Il mio spirito e la mia anima. Il mio buon cuore e il mio buon Dio. E il paradiso, la terra, il mare e il sole.

L'amore: Amo tutti. Lo stato mentale con il quale faccio musica è amare i bambini, amare la gente, amare chi fa musica. Sono uno "stress conqueror". La musica può conquistare lo stress, la musica può conquistare il distress (termine con il quale si indica una forma ancora più negativa di stress,ndr). La musica può vincere la malattia e la musica può conquistare le "bad mind". La musica può conquistare il male, che fa inevitabilmente parte della vita, anche di quella futura. Vai fuori dal peccato e contrapponiti al male. E' qui dove mi trovo io ora.

Conquistare il diavolo: Amo la musica reggae perché è più bianca e più diffusa del nero. Più nera del nero. Più dura della roccia. Più forte del peccato. Posso tornare nel passato, ma il mio lavoro è quello di conquistare il diavolo, i miei diavoli. Non mi piacciono i serpenti, sono allergico ai serpenti e sono allergico al diavolo e allergico a tutto quello che rappresenta il male. Il male è male, io lo travolgo, sono colui che rompe le porte dell'inferno. Sono contro il peccato e contro il male.

Il reggae: Le chiavi del reggae sono il basso e la batteria. Il basso rappresenta il cervello mentre la batteria rappresenta il battito del cuore. Questa è la musica del cuore e se qualcuno combatte la musica del cuore è un vampiro.

Tutto è possibile: Sono allergico al dolore, sono allergico alla stanchezza. Sono affascinato dalla pioggia. Sono affascinato dal tuono, dalla luce, dalle rocce, della montagna. Sulla vetta della montagna c'è la neve, trasforma il ghiaccio nella neve e trasforma la neve in ghiaccio. Il vento comincia a soffiare e noi cominciamo a respirare. Gli alberi crescono, i bambini crescono, poi comincia a piovere, tuoni, luce e poi d'improvviso la musica. Io vi do la musica. Penso che non ci sia nulla di impossibile, non credo nell'incidente. Tutto è possibile.


Roast Fish And Cornbread

Tutto è possibile.....  :beer:


Lee Sratch Perry - Lee Scratch Perry On The Wire

E daje de bassi...


Lee Perry - Purity Rock


Lee Perry - Pussy Man

Il Reggae incontra l'India... 


Lee Perry - Baby Krishna





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bellissimo!!!
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Lee Scratch Perry - Chapter 3 - The Black Ark

La seconda meta' degli anni 70' è considerata l'eta' dell'oro del reggae.
Giunto a piena maturita', il genere, nei suoi diversi percorsi ( roots, dub, dj style ) esprime il suo massimo picco creativo in Giamaica, e guadagna il massimo di popolarita' nel mondo grazie a Marley.
Le produzioni Upsetter del Black Ark Studio rappresentano il lato piu' creativo, sperimentale, selvaggio del reggae di quegli anni.

Giornata tipo di Lee Scratch Perry: si alza la mattina, fa colazione coi figli e la moglie e scende giu' nel cortile dove si trova lo studio.
Accende le macchine e comincia a rovistare tra le centinaia di bobine dove ha accumulato riddim su riddim: li ricombina insieme tipo patchwork: un pattern di batteria qui un giro di basso la, poi aggiunge le percussioni, suonate da lui personalmente, poi inserisce dei suoni trovati, dei rumori.
Poi cominciano ad arrivare i musicisti, qualche rasta, gente del quartiere, e si comincia  a registrare, mixare, produrre fino a notte.
Lee è iperattivo, bicchiere di rum in una mano, spino di ganja nell'altra, segue i suoi mille fili mentali concentrato esclusivamente sulla musica.
Chiede spesso ai musicisti di eseguire delle parti che apparentemente  non c'entrano niente col pezzo, ma lui ha gia' in testa il disegno completo.
Perche' Scratch non è un semplice tecnico del suono, non è neanche solo un dubmaster come Tubby: Lee è un arrangiatore sublime e visionario, e nelle sue mani le idee che gli arrivano dai cantanti e dai musicisti acquistano un altro senso, vengono stravolte e rimasticate, acquistando cosi' uno spessore multidimensionale che è unico nella pur bella e ricca scena dell'epoca.

Prendiamo i Congos: inizialmente sono un classico duo vocale (tenore e falsetto).
Perry decide di giocare con le voci come fossero dei colori, degli strumenti che non solo vanno a formare un'armonia ma una vera e propria sinfonia cromatica: aggiunge un baritono (Watty Burnett) e assolda uno stuolo infinito di coristi ( da Gregory Isaacs ai Meditations passando per gli Heptones ).
Sotto costruisce riddims densi di percussioni e campanellini, arrangia per sottrazione sugli organi e le chitarre, crea un'atmosfera mistica al contempo leggera e profonda.
Ne esce fuori uno dei massimi capolavori della storia del reggae, sicuramente tra i dieci album "da avere" per chi è appassionato di questa musica: il celeberrimo "Heart of the Congos" del 77'nel quale è contenuta anche questa dedica al mitico studio in questione:



Altra produzione spettacolare: ricordate Leroy Sibbles e i suoi anthemici giri di basso allo Studio One?
Beh insieme ai suoi Heptones, una volta eroi del rocksteady bussa alla porta di Scratch per ritornare a incidere roots reggae per conto della Island.
Ne esce "Party time", altra perla roots di inestimabile valore.
"La " hit degli emarginati di ogni epoca e luogo: "Sufferahs time"



e la versione dj a cura di mr. Juinior Dread:



Altro gruppo importante, altra produzione magistrale: qui Scratch è all'apice del suo misticismo rasta
(e gli avventori del Black Ark lo sanno, perche' quando entrano dentro, all'ingresso sono costretti a passare davanti all'immagine di Haile Selassie) : stiamo parlando dei Meditations, altro trio vocale, altro capolavoro:
sentite Scratch come cesella ritmicamente, puntella coi lick di chitarra e organo bassi nel mix, equalizza i piattini altissimi ( trucco imparato da Tubby ) e infioretta con rumoretti, giri di guiro e marimba sparsi qua e la'.



Errol Walker: nome minore tra i tanti dread singers dell'epoca, ma anche qui Perry valorizza in modo impressionante, immergendo la sua voce ieratica nel reverbero e nella giungla ritmica tipica del Black Ark, tra contrappunti di piano e un'improbabile corno che spunta a fare il verso della mucca



Altro classico "tune" del Black Ark: Vampire di Devon Irons e Dr. Alimantado: qui è psichedelia pura: riverberi e echo impazziti, cori sepolti nel mix, sezione fiati che evoca l'ultraterreno e il solito impasto fangoso di basso cassa rullante e piattini. Poi arriva il dottore a chiudere il quadro...



La carrellata potrebbe essere sicuramente piu' lunga, ma per chiunque fosse interessato seriamente imperdibile è la raccolta "Arkology" della island, con tantissimi classici e le relative versioni dub.

Chiudiamo il discorso parlando della triste fine del Black ark nel 1979.
Scratch è sempre piu' impantanato nei problemi familiari, con la moglie incazzatissima a badare ai 4 figli mentre lui è tutto il giorno allo studio, e poi tutti quei teppisti perdigiorno che approfittano dell'atmosfera tipo comune hippy del Black Ark per spillare soldi e angariare, e forse anche quel successo commerciale definitivo che non è mai arrivato. E i fiumi di rum e le nuovole di ganja.
Scratch era stato visto girare per KIngston con un martello in mano mentre parlava da solo...
Fatto sta che l'Arca prende fuoco.
Non sono mai state trovate prove evidenti, ma il sospetto forte è rimasto che il nostro abbia dato lui fuoco
alla sua creatura, arrivato ormai al punto di rottura.
E' il 79', si chiude un'epoca, Perry cambia aria, vola a Londra dove è atteso come un guru da legioni di punk, post-punk, e sperimentatori vari, primo tra tutti Adrian Sherwood, ma questo si dira' nel chapter 4.

Chiudiamo con uno dei dischi dub piu' belli di sempre, forse l'emblema di tutta la vicenda Black Ark:
la super-scimmia, Super Ape, altro capolavoro visionario scolpito nella pietra, altro discone da avere assolutamente, senza se e senza ma.

La title track, con quel flautino stonato che ti si insinua nella mente e scava labirinti



da-da-dan dan dadadannn!



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