Lee Scratch Perry chapter #2Aston "family man" Barrett:
"Bob era un ragazzo di campagna, e anche Scratch era un country bwoy, quini si capivano al volo.
Scratch sapeva che in Giamaica quando cresci in campagna hai una stoffa diversa che in citta', ti godi le cose a un livello piu' spirituale e non ti limiti a fare canzoni che funzionino nei locali, apprezzi la musica per quel che è, proprio come hai imparato a apprezzare gli alberi e la natura che ti circonda, per quel che è e non per quel che fa.
Il signor Rodney, sai... Burning Spear... anche lui era un country bwoy con una vibe spirituale.
Scratch sapeva che Bob aveva la vibe e insieme potevano portare la musica a un altro livello.
Pure io e mio fratello, anche se eravamo di Kingston quando non andavamo a scuola preferivamo stare in campagna, al fiume o su in montagna, cosi' Scratch sapeva che anche noi eravamo in contatto con lui.
La musica non ha limiti e questo Scratch lo capiva. Con Bob, e anche prima, cercava sempre di portarla al limite, e sentivi l'ispirazione che scorreva tra di loro.
Io piu' che nella testa la sentivo nella pancia.
Anche allora capivamo di avere qualcosa di speciale, sapevamo di poter ottenere qualcosa che non era riuscito mai a nessuno"In effetti Scratch, in quella fine anni 60'era completamente proiettato sui brani strumentali, e metteva i vocals sui lati B dei 45 giri, perche' sostenzialmente considerava i cantanti dei collioni piantagrane.
Ma con Bob, Peter e Bunny la faccenda era diversa.
Scratch intui' che questi 3 erano diversi dagli altri: erano incazzati, erano lucidi, erano maturi.
I tempi in cui i Wailers facevano canzonette ska o rocksteady inneggianti ai rude boy o all'amore per le ragazze erano finiti, e i ragazzi avevano studiato bene il rasta, e avevano una coscienza sociale molto sviluppata.
Avevano la
vibe, per dirla col bassista ex-Upsetters e ora membro a tutto tondo degli Wailers.
E se essere un genio significa non tanto fare cose belle, ma saper guardare nel futuro, beh allora Scratch lo era del tutto, e grazie a Bob vide il futuro, ovvero il roots reggae.
Furono 3 anni di sodalizio, dal 69 al 72, in cui vennero definiti i canoni del genere.
Scratch sradico' completamente le inflessioni americane di memoria rocksteady, irruvidi' i ritmi, plasmo' le voci dei 3 dando maggior spazio al solista ed esortandolo a cantare in maniera spavalda e diretta e a rimuovere qualsiasi inflessione lamentosa o supplichevole.
Spesso Scratch si caricava i Wailers sul suo macchinone appena arrivato dall'inghilterra grazie ai soldi di Django, e girava per ore attraverso gli slums intorno a Kingston.
I ragazzi osservavano la realta' e nel frattempo scrivevano i testi sul sedile posteriore.
Poi si tornava in studio ( da Randy's ) si accendevano le macchine e si incideva. Bam! Buona la prima!
Molti dei pezzi usciti a quelle leggendarie session furono poi reincisi dagli Wailers con la Island, con arrangiamenti piu' "rock" e produzioni piu' levigate.
Personalmente qui io sono in disaccordo coi puristi del reggae e preferisco le produzioni Island, forse perche' è con quelle che sono cresciuto.
Ma è innegabile la portata epocale di album come Soul Rebel e African Herbsman, a livello certo anche musicale, ma figuriamoci a livello storico.
Era la prima volta che i musicisti parlavano la lingua della gente comune, parlavano della realta' quella vera, non romanzata.
Che poi LSP era si un futurista ma stava al contempo in fissa persa con le radici della giamaicanita', col mento in primo luogo.
Un mento un po' isterico e bizzarro e ovviamente geniale.
I Wailers fanno il botto nei sound system giamaicani e inglesi e spalancano le porte al Roots.
Ma Bob e gli altri guardano avanti, ovvero al successo internazionale, mentre dal canto suo Scratch guarda ancora piu' avanti e a quel punto si è stufato degli Wailers ( e come sempre in Giamaica c'e' anche qualche scazzo con argomento soldi ).
Il nostro è completamente immerso nelle sue sperimentazioni pre-dub.
Produce cantanti come Dave Barker o Junior Byles, ed è l'artefice della seconda giovinezza degli Heptones.
Ma è a suo nome ( e dei suoi Upsetters, che nel frattempo hanno cambiato formazione ) che da il meglio.
Come in questa Cloak and Dagger dove si rivede la nostra vecchia conoscenza Tommy Mc Cook
Scratch è il primo a inserire nei brani suoni "ambientali" come la pioggia o rumori di animali, colpi di pistola e vetri infranti.
Il tutto condito da testi demenzial-surrealisti.
Il nostro comincia ad accumulare nastri su nastri di beats e riddim che poi rimanipola in vari modi.
E' il primo passo della concezione dello studio di registrazione come strumento musicale, che avra' influenza a livello mondiale.
Con pochi mezzi e una creativita' infinita Perry ( e Tubby ) sono pronti per sua maesta' il DUB.
E infatti nel 72 i due si cercano.
Lo scienziato ossessionato dalla purezza del suono e frenetico studioso dell'elettrotecnica bussa alla porta del produttore visionario.
Ma anche quest' ultimo cerca Tubby, perche'sa che quello è il tassello che gli serve, il pezzo mancante.
Ne nascera' un capolavoro da niente, ma ne parleremo tra poche righe.
Giusto il tempo per introdurre l'Arca Nera.
Scratch infatti aveva capito che da Randy's, un po per il tempo, un po per i soldi, e molto per la mancanza di controllo ossessivo e assoluto che è una peculiarita' del suo carattere, non poteva sprigionare al massimo il suo potenziale: aveva bisogno di uno spazio suo.
E cosi' al 5 di Cardiff Crescent apre il Black Ark studio, progettato proprio da King Tubby, con un mixer Soundcraft a 4 piste, il registratore Teac, il delay Echoplex e il Roland space chorus a nastro.
Per 5 anni uscira' da questo posto musica stellare, innovativa, fantastica.
E uno dei primi parti è gia' un capolavoro assoluto, quello che è considerato il primo disco dub e anche il MIGLIOR disco dub di sempre.
Scratch produce, Tubby mixa e uno stuolo di musicisti di primissimo ordine ci suonano, dai fratelli Barrett a Tommy Mc Cook, da Winston Wright a Bobby Ellis, per non parlare della melodica del terzo polo della trimurti dub, ovvero l'appena celebrato da AR Augustus Pablo.
Anche se il disco è accreditato agli Upsetters qui i meriti sono a meta'.
Perche' se è vero che Tubby non è un produttore (non ha mai prodotto brani suoi o di altri) ma un re-mixatore ( il primo della storia!!! ) è anche vero che il materiale pregiato che Scratch gli affida si trasforma nelle mani del Re una cosa OLTRE.
In altre parole ne stravolge il senso ( che era gia' bello stravolto di suo ) attraverso la destrutturazione semantica in chiave tecnologica. Il DUB, appunto.
Per chiudere questo secondo capitolo dunque, prima di addentrarci tra le meraviglie del quinquennio
Black Ark-era addentriamoci prima nella giungla alla lavagna, ovvero
Blackboard Jungle Dub.