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Varie / General => Let the good times roll => Discussione aperta da: kelly slater il 16 Dic 2010, 23:38

Titolo: poesie
Inserito da: kelly slater il 16 Dic 2010, 23:38
La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo,arca notturna e sicura
e se non so piu' quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento,risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
cosi' il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.

Paul Eluard
Titolo: Re:poesie
Inserito da: Drake il 17 Dic 2010, 00:44
Vers la fin d'un discours extrêmement important
le grand homme d'Etat trébuchant
sur une belle phrase creuse
tombe dedans
et désemparé la bouche grande ouverte
haletant
montre les dents
et la carie dentaire de ses pacifiques raisonnements
met à vif le nerf de la guerre
la délicate question d'argent.

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grande statista incespicando
davanti al vuoto di una bella frase
ci casca dentro
e smarrito con la bocca spalancata
ansimante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo il  nervo della guerra
la delicata questione di denaro

Jaques Prevert
Titolo: Re:poesie
Inserito da: kelly slater il 20 Dic 2010, 13:46
  E' difficile dire con parole di figlio
  ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

  Tu sei sola al mondo che sa, del mio cuore,
  ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

  Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
  è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

  Sei insostituibile. Per questo è dannata
  alla solitudine la vita che mi hai data.

  E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
  d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

  Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
  sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

  ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
  alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

  Era l'unico modo per sentire la vita,
  l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

  Sopravviviamo: ed è la confusione
  di una vita rinata fuori dalla ragione.

  Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
  Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...

P.P.P
Titolo: Re:poesie
Inserito da: frontwards il 20 Dic 2010, 20:00
Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

Kahlil Gibran