La musica al femminile è affascinante, è diversa, è bellissima.
Tempo fa c'era un thread fantastico qui dentro, dove ci emozionammo tutti, parlando di Carly Simon, Grace Slick, Joni Mitchell e Julie Driscoll, ma anche di Lokua Kanza e di Eva Cassidy, dove il parere di qualche pazzoide Lazionetter (non mi ricordo più se Warp o Tarallo...) mi spinse a comprare dischi di Rachel Fuller, di Bonnie Ratt e persino di Bic Runga della lontana Nuova Zelanda... (e devo dire: feci bene! la musica al femminile è davvero senza confini).
Quella trasmissione estiva che danno su Raiuno alle 8 e mezza, simpatica, un po' pallosa (e autoreferente), che prima si chiamava Da Da Da, ora Techetechetè, ogni tanto ci riporta in casa all'improvviso filmati straordinari di fine anni '70, anni '80, e abbiamo l'occasione di rivedere come d'incanto quella che era la musica Italiana al femminile.
E, sinceramente, vedere e risentire dopo tanto tempo Mia Martini, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Loredana Berté, Anna Oxa, Patty Pravo etc. una certa emozione te la dà.
Sono convinto che almeno un paio di loro, fossero nate in America, col loro talento, la loro grinta e le loro capacità vocali e interpretative, sarebbero state considerate al livello delle grandissime. Non dico come Celine Dion o Whitney Huston, ma insomma. Avessero cantato "Winter on a seaside" invece che "Il mare d'inverno", oppure "Stream trains" invece che "I treni a vapore", probabilmente sarebbero state star internazionali...