Si sciolgono i REM

Aperto da Wire, 21 Set 2011, 23:43

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Silverado

*
Lazionetter
* 2.271
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Grazie di tutto, amisciiii!
E grazie anche per la leggerezza del saluto, affidato al bianco e nero del sorriso irresistibile di Kirsten.



Il primo album comprato fu il (loro) secondo, Reckoning. Complice la moderata rotation su Videomusic di So. Central Rain (I'm Sorry). Era la primavera del 1984 e la Lazio di Chinaglia presidente si sarebbe salvata dalla B. C'era di che accontentarsi.
La preferita dell'epoca.



Si recupera l'esordio, Murmur, dell'anno precedente, e si scopre una fede. In jingle jangle we trust. Facile però, col cuore già frollato da infiniti ascolti dei Byrds.



Non c'è tempo per respirare, un disco l'anno ed ecco nel 1985 la svolta "inglese" di Fables of the Reconstruction. Joe Boyd (Nick Drake) alla produzione e qualche mah di troppo nei miei commenti. Mi mancava l'America, anche sghemba e stralunata, quella dei R.E.M. Col senno del poi gran disco. Non ritrovo sul tubo la perla assoluta di Wendell Gee (studio version), che vale un pomeriggio estivo a rotolarsi nel grano, bere all'ombra, respirare cicale e azzurro. Affidando la regia alla morte.
Gli altri due singoli del disco.





Per molti quello del 1986, Lifes Rich Pageant, è il disco capolavoro dei R.E.M. Non saprei, forse sì. Di sicuro è difficilissimo scegliere tra la loro produzione degli anni '80.
La fede è salda, continuo a credere ai coyotes.



Nel 1987, Document, le prime spallate, a saggiare la resistenza della barriera che separa l'indie (allora chiamato college rock) dal mainstream.
Qui in tutta la sua bellezza acustica.



Questa la mia favorita, dal vivo indimenticabile.



Green, nel 1988, prosegue nell'opera distruttiva di certe barriere. Il botto è alle porte, sebbene ancora non proprio maturo.
La mia cartolina da quel disco.



Il concerto di Perugia (The Go-Betweens in apertura  8) ), giugno 1989, prima volta in Italia, baci, abbracci, macchine cariche delle solite facce, da Roma, Napoli. C'eravamo tutti, per la prima e ultima volta in un palazzetto dello sport, piccolo e sgangherato.

Da allora un'altra storia, gli anni '90, Losing My Religion, gli stadi, ecc.
Non ho mai rinnegato nulla però, l'amore cambia. E ho continuato a fare la fila ai concerti. Faticando un po' a intercettare le solite facce. Anzi, qualcuna non l'ho proprio più vista.
Ne è valsa la pena, amisciiiii!

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