Sordi, Tognazzi, Manfredi, Gassman e Mastroianni

Aperto da Nanni, 30 Ago 2011, 15:45

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Nanni

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Sordi, Tognazzi, Manfredi, Gassman e Mastroianni. I Cinque Grandi del cinema italiano, li chiamavano.

Sordi, il più grande di tutti, il più adorato, anche dai non-romani. Straordinario attore comico, ancora più grande a mio parere come attore tragico, da Una vita difficile e Tutti a casa fino al Borghese piccolo piccolo. Il "Padre putativo" di tutti gli attori nazionali, "romani" e non, anche "i più infimi", venuti dopo.

Mastroianni, il più bello. Attore e uomo di un fascino straordinario e di levatura internazionale, forse l'unico nella storia del cinema italiano (tolto Rodolfo Valentino). Ha lavorato tanto in tutto il mondo con registi i più diversi, da Nikita Mihalkov a Theo Angelopoulos e si dice abbia avuto donne a migliaia (Sophia su tutte, con la quale mi sa che qualcosa ha da esse successo... chè avevano troppa sintonia in scena). Impersonificazione dell'alter-ego di Federico Fellini, Mastroianni era artista di grande registro drammatico ma memorabile anche da comico. Potrei recitare il suo Mimì Soriano a memoria, battuta per battuta ("sinnò t'accide, Mimì... t'accide...schtatte sitta, Filume'... ie t'accide... schtatte sitta...").

Tognazzi, forse il più bravo. Non popolare, però. Aveva qualcosa di sofisticato, di altezzoso, di elevato e di elegante anche quando interpretava gente umile o persino nel grottesco Petomane. Forse per questo piaceva tanto ai francesi. Memorabile come Conte Mascetti.

Manfredi, senza dubbio il più sottovalutato. Ma di bravura straordinaria, particolarmente nella fase "risorgimentale" del periodo di collaborazione con Gigi Magni, da Nell'anno del Signore ai due Nel nome (del Papa Re e del Popolo Sovrano). Ha interpretato decine e decine di film, sopratutto commedie, anche memorabili, penso a Brutti sporchi e cattivi, a Straziami, a Pane e Cioccolata. Ho rivisto l'altra sera Spaghetti House ("bona, ma perchè la pasta non la magnamo cruda? ... perche cotta è mejo!!!) film tutto sommato minore,  che ancora si lascia vedere.

Gassman. Magico, istrione, unico. Un carattere reale che era una via di mezzo fra il Bruno Cortona del Sorpasso, Pe-e-ppe er Pantera e Brancaleone da Norcia. Un gigante del teatro italiano e del cinema internazionale, ha lavorato con Altman, con Mazursky e Levinson (chi può scordare il King Benny di Sleepers). Un gigante che soffriva, perchè in vecchiaia fu devastato dalla depressione. Dicono che fosse della Roma, non lo so, io lo incontrai seduto accanto a me a un Lazio-Lecce di serie B (un triste 0 a 0, quello con Salafia che giocava in porta con noi...) forse stava accompagnando uno dei suoi figli, chissà.

I Cinque Grandi li chiamavano. Tutti nati più o meno negli anni '20. Una volta, quando si vedeva passare una Maserati o una Ferrari in giro per le povere strade italiane, subito si pensava che fosse uno di loro (oggi si pensa che al volante ci possa essere un qualche mafioso...). Hanno spesso lavorato insieme, mai tutti insieme. Ce n'erano anche altri, di quella generazione, forse altrettanto bravi. Ma nessuno così popolare. Walter Chiari, Renato Salvatori, Franco Interlenghi, Paolo Stoppa, tanti altri.

I Cinque Grandi della generazione precedente? Totò, ovviamente. E Peppino De Filippo, Massimo Girotti, Vittorio De Sica e Aldo Fabrizi. E di quella successiva? Mah, forse Benigni, Verdone, Christian De Sica, Massimo Troisi. Probabilmente aggiungerei Diego Abatantuono, che è bravo. E Castellitto. Ah, dimenticavo Giancarlo Giannini.

E oggi? Facile: Favino, Scamarcio, Stefano Accorsi, Alessio Boni, Raul Bova. E Giuseppe Fiorello, Kim Rossi Stuart, Albanese. Ma nessuno ancora, nessuno davvero di quella statura.


Dissi

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gassman era del milan e più interessato al basket (che aveva praticato) che al calcio

porgascogne

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NandoViola

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tra gli attori di oggi aggiungerei fabrizio bentivoglio e toni servillo (anche luigi lo cascio è bravo).
tra i comici, l'unico che ha la stoffa di quei cinque mostri che hai citato (seppur per sentieri diversi), è corrado guzzanti: un genio assoluto.

ah dimenticavo, dimenticavi: gian maria volontè.

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italicbold

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basterebbe uscire dalle frontiere per capire la grandezza di quegli attori e la forza dirompente del nostro cinema.
Di quanto abbiano contato nella nostra storia.
Qui in Francia ci sono ragazzini di 20 anni che mi parlano di Tognazzi, Mastroianni (lo chiamano semplicemente Marcello) perché hanno visto un film in TV e hanno adorato.
Un po meno Sordi, forse veramente troppo italiano.
Io, tra tutti, scelgo Tognazzi, secondo me il più grande.

Tra quelli di oggi ci sono molti buoni attori, nessuno veramente grande. Ho adorato il Kim Rossi Stuart delle chiavi di casa e di Libero, un po meno in affari di cuore, trovo che Accorsi, magrado tutto, migliora con gli anni. Ho visto l'altro giorno La vita facile e ho trovato il film insipido, ma Accorsi non mi é dispiaciuto.
Pero' c'é un nome che nessuno ha fatto e secondo me é l'unico che potrebbe avvicinarsi (raggiungerli no, perché parliamo di miti). E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.

E una postilla mi viene da pensare di getto, tra piccoli e timidi luccichii degli occhi, che comunque Massimo Troisi mi manca da morire.


est1900

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Citazione di: italicbold il 31 Ago 2011, 14:17
E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.

Vero. Credo che La prima cosa bella abbia definitivamente rappresentato la sua consacrazione a grande attore.
Ho avuto modo di conoscerlo (passarci una serata). E' una persona davvero incredibile, non pensavo (anzi, per i motivi a noi noti mi stava pure parecchio surca).
Tra i nuovi abbiamo colpevolmente omesso il più talentuoso, imho: Elio Germano.

Dusk

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porgascogne

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Citazione di: italicbold il 31 Ago 2011, 14:17
basterebbe uscire dalle frontiere per capire la grandezza di quegli attori e la forza dirompente del nostro cinema.
Di quanto abbiano contato nella nostra storia.
Qui in Francia ci sono ragazzini di 20 anni che mi parlano di Tognazzi, Mastroianni (lo chiamano semplicemente Marcello) perché hanno visto un film in TV e hanno adorato.
Un po meno Sordi, forse veramente troppo italiano.
Io, tra tutti, scelgo Tognazzi, secondo me il più grande.

Tra quelli di oggi ci sono molti buoni attori, nessuno veramente grande. Ho adorato il Kim Rossi Stuart delle chiavi di casa e di Libero, un po meno in affari di cuore, trovo che Accorsi, magrado tutto, migliora con gli anni. Ho visto l'altro giorno La vita facile e ho trovato il film insipido, ma Accorsi non mi é dispiaciuto.
Pero' c'é un nome che nessuno ha fatto e secondo me é l'unico che potrebbe avvicinarsi (raggiungerli no, perché parliamo di miti). E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.

E una postilla mi viene da pensare di getto, tra piccoli e timidi luccichii degli occhi, che comunque Massimo Troisi mi manca da morire.

concordo su tognazzi

su marcello, è inutile che ti/vi dica come è considerato in russia

d'accordissimo su kim rossi stuart ("che è la formazione della Lazio? e dimmela..."), un po' meno su accorsi, anche se non mi dispiace

mastandrea lo adoro
però vi siete dimenticati di favino (sennò fede m'ammazza) e, imho, di libero de rienzo (aho', una mia fissa)

su troisi, non ce vojo pensa' che se n'è annato
me fa ancora male

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Dusk

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Il quale, comunque, è come il vino. Più invecchia e più migliora.
Elio Germano bravino, come bravini sono Favino e Rossi Stuart.


Ma... ok. Sarò banale. Servillo. L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore. Per tacere dei più quotati Gomorra e Il Divo. :)

porgascogne

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Citazione di: est1900 il 31 Ago 2011, 14:28Tra i nuovi abbiamo colpevolmente omesso il più talentuoso, imho: Elio Germano.

verissimo

non ricordo un film di germano "sbagliato", fuori fuoco
manco uno

Dusk

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Citazione di: porgascogne il 31 Ago 2011, 14:38
) e, imho, di libero de rienzo (aho', una mia fissa)


Miticissimo il film "Sangue" di cui è regista e in cui fa una parte priva di senso che meriterebbe l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Mi garba anche a me, comunque. :)

porgascogne

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 :)

vero

(e cmq ldr ci ha la voce di tarallo)

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Nanni

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Toni Servillo è considerato fra i "nuovi", anche se pure lui è nato negli anni 50. Si tratta spesso della "generazione" di uscita che spesso non coincide con quella di nascita.

Un po' quello che avviene in politica dove Veltroni era considerato "nuovo" e poi al suo posto arrivò Bersani di tre anni più vecchio...
:)

Tutti degli anni '50, come Benigni, Abatantuono, De Sica, Castellitto, Troisi, Verdone etc.

E come pure Nanni Moretti, che ho omesso dalla prima lista forse perchè da considerare personaggio artistico poliedrico, non solo attore. Anche se come puro attore lo reputo comunque un enorme interprete (penso a La Stanza del Figlio, che è suo, ma anche a Portaborse e, meno, a Caos Calmo, diretti da altri). E personalmente, a questi ci aggiungo Ennio Fantastichini e Silvio Orlando.

Poi c'era pure la generazione-di-mezzo, quella dei nati nei 1930/40 (ma obiettivamente più scarsa, e con pochi italiani, a parte il gigante-G.M. Volonté): Giuliano Gemma, Terence Hill, Stefano Satta-Flores, altri non mi sovvengono.

D'accordo su Valerio Mastrandrea. E un cenno anche per Alessandro Gassman.



italicbold

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E' vero m'ero dimenticato di Elio germano. Un grande.
Secondo me puo' essere il nuvo De Niro. E' giusto, sempre sul pezzo, pieno di sfumature, riesce a trasmettere emozioni con il solo movimento delle sopracciglie.

per quanto riguarda Servillo, io trovo che fa comunque sempre lo stesso ruolo.
Una costante ripetizione de "Le conseguenze dell'amore", che fu un grande film.

PhilWoods

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Torno per un momento sui Cinque Grandi ai quali Nannni ha meritevolmente dedicato il tema, per rivolgervi una domanda.
Adoro quel periodo del cinema, impropriamente etichettato come "commedia all'italiana" tout court, che va grossomodo dalla fine degli anni '50 a tutto il '60. Registi, attori, direttori della fotografia ma soprattutto sceneggiatori impareggiabili.
Qualche cinefilo sa consigliarmi un volume per studiare quest'epoca d'oro? Ci vorrebbe una specie di cuchillo2.0 :DD

Brujita!

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a proposito di Gassman e Mastroianni  :pp  uno dei miei film preferiti di sempre

V.

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nanni ti sei dimenticato il sesto colonnello, monica vitti. l'unica donna del ns cinema a fare da sola botteghino.
dei nomi più recenti nessuno è degno. hanno la consistenza della nebulosa.
preferisco pensare che i più recenti nuovi talenti di sangue italiano siano gli italoamericani 70/80: stallone, travolta, de niro, pacino.
è un paradosso, ma il sangue (e anche i riferimenti) è lo stesso.
penso che ancora più recente uno come James  Gandolfini dei Sopranos valga più di tutti i Germano, Scamarcio, Santamaria, Mastandrea. Gandolfini è nevrotico, animale, rabbioso. Certo è,lontano anni luce dai nostri colonnelli, ma almeno sente l'odore del sangue. quelli di oggi vivacchiano, ma mancano le storie e i [...]s furenti, vuoi per fame nera, vuoi per ambizione di carriera, vuoi per quello che batte tra le cosce.
Ricordo una comparsata di Tognazzi in un film di Pietrangeli. faceva il fallito che cerca di essere utile in un party facendo un pezzo da cabaret folle. quasi ci muore.

per fare un pezzo così amaro, Tognazzi aveva le palle.

ci vorrebbe un soldato ryan, mettere tutti in riga e vedere chi è più forte. scommetto che sarebbe più di uno.
ma le storie di oggi sono molto piccole, poco adulte.





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nino™

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Vi siete scordati Gian Maria Volontè.

E Giancarlo Giannini.

A me Sordi non è mai piaciuto.

V.

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allora magni su un tavolo a tre gambe.

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