Sordi, Tognazzi, Manfredi, Gassman e Mastroianni. I Cinque Grandi del cinema italiano, li chiamavano.
Sordi, il più grande di tutti, il più adorato, anche dai non-romani. Straordinario attore comico, ancora più grande a mio parere come attore tragico, da Una vita difficile e Tutti a casa fino al Borghese piccolo piccolo. Il "Padre putativo" di tutti gli attori nazionali, "romani" e non, anche "i più infimi", venuti dopo.
Mastroianni, il più bello. Attore e uomo di un fascino straordinario e di levatura internazionale, forse l'unico nella storia del cinema italiano (tolto Rodolfo Valentino). Ha lavorato tanto in tutto il mondo con registi i più diversi, da Nikita Mihalkov a Theo Angelopoulos e si dice abbia avuto donne a migliaia (Sophia su tutte, con la quale mi sa che qualcosa ha da esse successo... chè avevano troppa sintonia in scena). Impersonificazione dell'alter-ego di Federico Fellini, Mastroianni era artista di grande registro drammatico ma memorabile anche da comico. Potrei recitare il suo Mimì Soriano a memoria, battuta per battuta ("sinnò t'accide, Mimì... t'accide...schtatte sitta, Filume'... ie t'accide... schtatte sitta...").
Tognazzi, forse il più bravo. Non popolare, però. Aveva qualcosa di sofisticato, di altezzoso, di elevato e di elegante anche quando interpretava gente umile o persino nel grottesco Petomane. Forse per questo piaceva tanto ai francesi. Memorabile come Conte Mascetti.
Manfredi, senza dubbio il più sottovalutato. Ma di bravura straordinaria, particolarmente nella fase "risorgimentale" del periodo di collaborazione con Gigi Magni, da Nell'anno del Signore ai due Nel nome (del Papa Re e del Popolo Sovrano). Ha interpretato decine e decine di film, sopratutto commedie, anche memorabili, penso a Brutti sporchi e cattivi, a Straziami, a Pane e Cioccolata. Ho rivisto l'altra sera Spaghetti House ("bona, ma perchè la pasta non la magnamo cruda? ... perche cotta è mejo!!!) film tutto sommato minore, che ancora si lascia vedere.
Gassman. Magico, istrione, unico. Un carattere reale che era una via di mezzo fra il Bruno Cortona del Sorpasso, Pe-e-ppe er Pantera e Brancaleone da Norcia. Un gigante del teatro italiano e del cinema internazionale, ha lavorato con Altman, con Mazursky e Levinson (chi può scordare il King Benny di Sleepers). Un gigante che soffriva, perchè in vecchiaia fu devastato dalla depressione. Dicono che fosse della Roma, non lo so, io lo incontrai seduto accanto a me a un Lazio-Lecce di serie B (un triste 0 a 0, quello con Salafia che giocava in porta con noi...) forse stava accompagnando uno dei suoi figli, chissà.
I Cinque Grandi li chiamavano. Tutti nati più o meno negli anni '20. Una volta, quando si vedeva passare una Maserati o una Ferrari in giro per le povere strade italiane, subito si pensava che fosse uno di loro (oggi si pensa che al volante ci possa essere un qualche mafioso...). Hanno spesso lavorato insieme, mai tutti insieme. Ce n'erano anche altri, di quella generazione, forse altrettanto bravi. Ma nessuno così popolare. Walter Chiari, Renato Salvatori, Franco Interlenghi, Paolo Stoppa, tanti altri.
I Cinque Grandi della generazione precedente? Totò, ovviamente. E Peppino De Filippo, Massimo Girotti, Vittorio De Sica e Aldo Fabrizi. E di quella successiva? Mah, forse Benigni, Verdone, Christian De Sica, Massimo Troisi. Probabilmente aggiungerei Diego Abatantuono, che è bravo. E Castellitto. Ah, dimenticavo Giancarlo Giannini.
E oggi? Facile: Favino, Scamarcio, Stefano Accorsi, Alessio Boni, Raul Bova. E Giuseppe Fiorello, Kim Rossi Stuart, Albanese. Ma nessuno ancora, nessuno davvero di quella statura.
gassman era del milan e più interessato al basket (che aveva praticato) che al calcio
me fai mori' quando scrivi 'ste cose
tra gli attori di oggi aggiungerei fabrizio bentivoglio e toni servillo (anche luigi lo cascio è bravo).
tra i comici, l'unico che ha la stoffa di quei cinque mostri che hai citato (seppur per sentieri diversi), è corrado guzzanti: un genio assoluto.
ah dimenticavo, dimenticavi: gian maria volontè.
basterebbe uscire dalle frontiere per capire la grandezza di quegli attori e la forza dirompente del nostro cinema.
Di quanto abbiano contato nella nostra storia.
Qui in Francia ci sono ragazzini di 20 anni che mi parlano di Tognazzi, Mastroianni (lo chiamano semplicemente Marcello) perché hanno visto un film in TV e hanno adorato.
Un po meno Sordi, forse veramente troppo italiano.
Io, tra tutti, scelgo Tognazzi, secondo me il più grande.
Tra quelli di oggi ci sono molti buoni attori, nessuno veramente grande. Ho adorato il Kim Rossi Stuart delle chiavi di casa e di Libero, un po meno in affari di cuore, trovo che Accorsi, magrado tutto, migliora con gli anni. Ho visto l'altro giorno La vita facile e ho trovato il film insipido, ma Accorsi non mi é dispiaciuto.
Pero' c'é un nome che nessuno ha fatto e secondo me é l'unico che potrebbe avvicinarsi (raggiungerli no, perché parliamo di miti). E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.
E una postilla mi viene da pensare di getto, tra piccoli e timidi luccichii degli occhi, che comunque Massimo Troisi mi manca da morire.
Citazione di: italicbold il 31 Ago 2011, 14:17
E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.
Vero. Credo che La prima cosa bella abbia definitivamente rappresentato la sua consacrazione a grande attore.
Ho avuto modo di conoscerlo (passarci una serata). E' una persona davvero incredibile, non pensavo (anzi, per i motivi a noi noti mi stava pure parecchio surca).
Tra i nuovi abbiamo colpevolmente omesso il più talentuoso, imho: Elio Germano.
Mastandrea. Please. :)
Citazione di: italicbold il 31 Ago 2011, 14:17
basterebbe uscire dalle frontiere per capire la grandezza di quegli attori e la forza dirompente del nostro cinema.
Di quanto abbiano contato nella nostra storia.
Qui in Francia ci sono ragazzini di 20 anni che mi parlano di Tognazzi, Mastroianni (lo chiamano semplicemente Marcello) perché hanno visto un film in TV e hanno adorato.
Un po meno Sordi, forse veramente troppo italiano.
Io, tra tutti, scelgo Tognazzi, secondo me il più grande.
Tra quelli di oggi ci sono molti buoni attori, nessuno veramente grande. Ho adorato il Kim Rossi Stuart delle chiavi di casa e di Libero, un po meno in affari di cuore, trovo che Accorsi, magrado tutto, migliora con gli anni. Ho visto l'altro giorno La vita facile e ho trovato il film insipido, ma Accorsi non mi é dispiaciuto.
Pero' c'é un nome che nessuno ha fatto e secondo me é l'unico che potrebbe avvicinarsi (raggiungerli no, perché parliamo di miti). E' Valerio Mastrandrea, che secondo me é un grande attore.
E una postilla mi viene da pensare di getto, tra piccoli e timidi luccichii degli occhi, che comunque Massimo Troisi mi manca da morire.
concordo su tognazzi
su
marcello, è inutile che ti/vi dica come è considerato in russia
d'accordissimo su kim rossi stuart ("
che è la formazione della Lazio? e dimmela..."), un po' meno su accorsi, anche se non mi dispiace
mastandrea lo adoro
però vi siete dimenticati di favino (sennò fede m'ammazza) e, imho, di libero de rienzo (aho', una mia fissa)
su troisi, non ce vojo pensa' che se n'è annato
me fa ancora male
Il quale, comunque, è come il vino. Più invecchia e più migliora.
Elio Germano bravino, come bravini sono Favino e Rossi Stuart.
Ma... ok. Sarò banale. Servillo. L'uomo in più e Le conseguenze dell'amore. Per tacere dei più quotati Gomorra e Il Divo. :)
Citazione di: est1900 il 31 Ago 2011, 14:28Tra i nuovi abbiamo colpevolmente omesso il più talentuoso, imho: Elio Germano.
verissimo
non ricordo un film di germano "sbagliato", fuori fuoco
manco uno
Citazione di: porgascogne il 31 Ago 2011, 14:38
) e, imho, di libero de rienzo (aho', una mia fissa)
Miticissimo il film "Sangue" di cui è regista e in cui fa una parte priva di senso che meriterebbe l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Mi garba anche a me, comunque. :)
:)
vero
(e cmq ldr ci ha la voce di tarallo)
Toni Servillo è considerato fra i "nuovi", anche se pure lui è nato negli anni 50. Si tratta spesso della "generazione" di uscita che spesso non coincide con quella di nascita.
Un po' quello che avviene in politica dove Veltroni era considerato "nuovo" e poi al suo posto arrivò Bersani di tre anni più vecchio...
:)
Tutti degli anni '50, come Benigni, Abatantuono, De Sica, Castellitto, Troisi, Verdone etc.
E come pure Nanni Moretti, che ho omesso dalla prima lista forse perchè da considerare personaggio artistico poliedrico, non solo attore. Anche se come puro attore lo reputo comunque un enorme interprete (penso a La Stanza del Figlio, che è suo, ma anche a Portaborse e, meno, a Caos Calmo, diretti da altri). E personalmente, a questi ci aggiungo Ennio Fantastichini e Silvio Orlando.
Poi c'era pure la generazione-di-mezzo, quella dei nati nei 1930/40 (ma obiettivamente più scarsa, e con pochi italiani, a parte il gigante-G.M. Volonté): Giuliano Gemma, Terence Hill, Stefano Satta-Flores, altri non mi sovvengono.
D'accordo su Valerio Mastrandrea. E un cenno anche per Alessandro Gassman.
E' vero m'ero dimenticato di Elio germano. Un grande.
Secondo me puo' essere il nuvo De Niro. E' giusto, sempre sul pezzo, pieno di sfumature, riesce a trasmettere emozioni con il solo movimento delle sopracciglie.
per quanto riguarda Servillo, io trovo che fa comunque sempre lo stesso ruolo.
Una costante ripetizione de "Le conseguenze dell'amore", che fu un grande film.
Torno per un momento sui Cinque Grandi ai quali Nannni ha meritevolmente dedicato il tema, per rivolgervi una domanda.
Adoro quel periodo del cinema, impropriamente etichettato come "commedia all'italiana" tout court, che va grossomodo dalla fine degli anni '50 a tutto il '60. Registi, attori, direttori della fotografia ma soprattutto sceneggiatori impareggiabili.
Qualche cinefilo sa consigliarmi un volume per studiare quest'epoca d'oro? Ci vorrebbe una specie di cuchillo2.0 :DD
a proposito di Gassman e Mastroianni :pp uno dei miei film preferiti di sempre
nanni ti sei dimenticato il sesto colonnello, monica vitti. l'unica donna del ns cinema a fare da sola botteghino.
dei nomi più recenti nessuno è degno. hanno la consistenza della nebulosa.
preferisco pensare che i più recenti nuovi talenti di sangue italiano siano gli italoamericani 70/80: stallone, travolta, de niro, pacino.
è un paradosso, ma il sangue (e anche i riferimenti) è lo stesso.
penso che ancora più recente uno come James Gandolfini dei Sopranos valga più di tutti i Germano, Scamarcio, Santamaria, Mastandrea. Gandolfini è nevrotico, animale, rabbioso. Certo è,lontano anni luce dai nostri colonnelli, ma almeno sente l'odore del sangue. quelli di oggi vivacchiano, ma mancano le storie e i [...]s furenti, vuoi per fame nera, vuoi per ambizione di carriera, vuoi per quello che batte tra le cosce.
Ricordo una comparsata di Tognazzi in un film di Pietrangeli. faceva il fallito che cerca di essere utile in un party facendo un pezzo da cabaret folle. quasi ci muore.
per fare un pezzo così amaro, Tognazzi aveva le palle.
ci vorrebbe un soldato ryan, mettere tutti in riga e vedere chi è più forte. scommetto che sarebbe più di uno.
ma le storie di oggi sono molto piccole, poco adulte.
Vi siete scordati Gian Maria Volontè.
E Giancarlo Giannini.
A me Sordi non è mai piaciuto.
allora magni su un tavolo a tre gambe.
Citazione di: V. il 03 Set 2011, 20:39
nanni ti sei dimenticato il sesto colonnello, monica vitti. l'unica donna del ns cinema a fare da sola botteghino.
dei nomi più recenti nessuno è degno. hanno la consistenza della nebulosa.
preferisco pensare che i più recenti nuovi talenti di sangue italiano siano gli italoamericani 70/80: stallone, travolta, de niro, pacino.
è un paradosso, ma il sangue (e anche i riferimenti) è lo stesso.
penso che ancora più recente uno come James Gandolfini dei Sopranos valga più di tutti i Germano, Scamarcio, Santamaria, Mastandrea. Gandolfini è nevrotico, animale, rabbioso. Certo è,lontano anni luce dai nostri colonnelli, ma almeno sente l'odore del sangue. quelli di oggi vivacchiano, ma mancano le storie e i [...]s furenti, vuoi per fame nera, vuoi per ambizione di carriera, vuoi per quello che batte tra le cosce.
Ricordo una comparsata di Tognazzi in un film di Pietrangeli. faceva il fallito che cerca di essere utile in un party facendo un pezzo da cabaret folle. quasi ci muore.
per fare un pezzo così amaro, Tognazzi aveva le palle.
ci vorrebbe un soldato ryan, mettere tutti in riga e vedere chi è più forte. scommetto che sarebbe più di uno.
ma le storie di oggi sono molto piccole, poco adulte.
L interpretazione di Ugo Tognazzi nel ruolo di Bagini in "Io la conoscevo bene" è un capolavoro. Mi hai rubato il topic dalle dita...Per me Tognazzi è stato un attore gigantesco. Forse tra i più grandi attori di tutti i tempi. Adombrato dal fascino latino di Mastroianni , dall istrione Sordi e dal carisma di Gassman, snobbato dalla critica per aver lavorato in alcuni film considerati di serie B. Peccato, oggi, rivedendo alcuni film come "Marcia su Roma" (memorabile il pezzo con Gassman in cui si ubriacano e si lasciano andare ad esternazioni sentimentali) "il magnifico cornuto" "L'immorale" e "la tragedia di un uomo ridicolo" , non ho dubbi nel ritenere che questo piccoletto con la faccia da muratore cremonese, era un attore mondiale, senza limiti, adatto a qualsiasi ruolo, in qualsiasi genere.
P.S. Gandolfini è fantastico.
Dei contemporanei io adoro Bentivoglio.
Perfettamente a suo agio nel filone-fuga Salvatores, ha saputo poi staccarsi trovandosi un suo spazio preciso
Citazione di: V. il 03 Set 2011, 23:16
allora magni su un tavolo a tre gambe.
L'appoggio su 3 punti è il più stabile in assoluto.
Sordi è l'italiano medio per eccellenza, ruffiano, democristiano, romanista, arrogante con i deboli, zerbino coi potenti, (cit.), Sordi fu Totti, Pippo Baudo, un'icona del perbenismo borghese, avido, menefreghista, individualista, marchetta di un regime subdolo, pecorone, moderato, iddio ce ne scampi.
grazie Poeta, mi hai dato l'occasione per vedermi "il magnifico cornuto" "L'immorale" e "la tragedia di un uomo ridicolo"
Sono assolutamente incantato da questo post, mi sembra sempre di essere banale ma penso che gli attori di ieri siano tutti di un'altra statura, oggi penso che inizi a venir fuori qualche nome degno, ma se penso ai nomi che hai fatto o al varietà di quando ero piccolo mi pare che a quei livelli non ci torneremo più
L'unico nome che non mi trova assolutamente d'accordo:
Raul Bova... Mi sta pure simpatico ma proprio nun è capace :)
Comunque... Che nello leggere ste cose :)
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Citazione di: V. il 04 Set 2011, 18:57
grazie Poeta, mi hai dato l'occasione per vedermi "il magnifico cornuto" "L'immorale" e "la tragedia di un uomo ridicolo"
Mi fa molto piacere
:beer:
Il passato,il bianco e nero, il fatto che molti dei vecchi attori sono morti, il fatto molte delle opere del neorealismo e della commedia anni 60 sono capovalori, sono tutti fattori che potrebbero influire nella nostra valutazione per quanto riguarda il confronto tra i big di ieri e quelli contemporanei. Cercando di essere obiettivo oggi ci sono grandissimi attori in Italia, tra i primi considero Servillo,Favino,Bentivoglio,Fantastichini,Germano,Margherita Buy. Christian De Sica, secondo me, diretto da un grande regista, dimostrerebbe di essere il grandissimo attore che è. Bravissimi anche Santamaria,Mastrandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Alba Rohrwacher.
Adoro Marco Messeri.
Secondo me gli attori italiani contemporanei sono abbastanza incapaci, in media.
Due eccezioni sono il gia' citato Elio Germano e sopratutto Filippo Timi.
I grandi del passato erano veramente di un altro livello, e tra loro concordo su Tognazzi, un genio assoluto, il piu' bravo di tutti.
Citazione di: kelly slater il 05 Set 2011, 03:24
Secondo me gli attori italiani contemporanei sono abbastanza incapaci, in media.
Due eccezioni sono il gia' citato Elio Germano e sopratutto Filippo Timi.
I grandi del passato erano veramente di un altro livello, e tra loro concordo su Tognazzi, un genio assoluto, il piu' bravo di tutti.
Dimenticavo Filippo Timi, bravissimo. Sei forse un pò ingeneroso a definire incapaci molti attori di oggi. La differenza è che nel passato, i "cani" non lavoravano, non esistevano perchè la selezione era seria, non eravamo assillati dai reality e le tante fonti di immondizia che ci sono oggi. Essere attore significava qualcosa. Oggi esiste un nuovo mestiere nel mondo dello spettacolo: il famoso. E molti attorini ed attricette vengono da quel mestiere. Raramente anche dalla tv possono emergere talenti, non male per esempio Luca Argentero.
Ieri, l' attore, oltre ad avere grande talento per essere notato, aveva una formazione classica dava i migliori risultati. I migliori di oggi forse non sono al livello dei migliori di ieri, ma anche oggi ce ne sono di grandi che bucano lo schermo. Dimenticavo anche Castellitto e la bravissima Mezzogiorno.
Citazione di: PabloHoney il 04 Set 2011, 20:34
L'unico nome che non mi trova assolutamente d'accordo:
Raul Bova... Mi sta pure simpatico ma proprio nun è capace :)
Confermo. Un bravo ragazzo, simpatico, umile.. ma sta alla recitazione come Capocchiano al gioco del calcio. Pure Alessandro Gassman è un bel cane.
Mi pare che ci siamo dimenticati di Santamaria nel gruppone degli Accorsi, i Favino, i Kim Rossi Stuart.
Per associazioni di idee ricorderei Zingaretti, fascista fenomenale in mio Fratello è figlio unico, e il sottovalutato Paolo Briguglia, al quale però viene assegnato sempre lo stesso ruolo.
E Sergio Rubini, uno che passa indifferentemente da La Terra a Commediasexy? Un grande.
Una chicca su Favino. A breve sugli schermi. :)
Ah, qui ce ne sono almeno un paio che adoro.
Citazione di: nino™ il 04 Set 2011, 16:41
L'appoggio su 3 punti è il più stabile in assoluto.
Sordi è l'italiano medio per eccellenza, ruffiano, democristiano, romanista, arrogante con i deboli, zerbino coi potenti, (cit.), Sordi fu Totti, Pippo Baudo, un'icona del perbenismo borghese, avido, menefreghista, individualista, marchetta di un regime subdolo, pecorone, moderato, iddio ce ne scampi.
... e m'hai detto niente! Solo per questo, per questa sua capacità di rappresentere in un personaggio un Paese intero (e vale ancora oggi, nonostante i SUV, gli occhiali D&G e le tette finte imperversanti, che prima non c'erano!) da solo Alberto Sordi merita il suo posto fra i grandi. Solo per questo, sopratutto per questo.
Citazione di: Nanni il 05 Set 2011, 12:00
... e m'hai detto niente! Solo per questo, per questa sua capacità di rappresentere in un personaggio un Paese intero (e vale ancora oggi, nonostante i SUV, gli occhiali D&G e le tette finte imperversanti, che prima non c'erano!) da solo Alberto Sordi merita il suo posto fra i grandi. Solo per questo, sopratutto per questo.
Non solo.
Sarebbe sufficiente l'interpretazione di "Detenuto in attesa di giudizio" (tanto per dirne uno meno
convenzionale) per assegnargli di diritto un posto in prima fila nella schiera dei più grandi attori di sempre.
Concordo con chi sosteneva che De Sica è un grande attore.
Ne "Il figlio più piccolo" di Avati mostra dell'indiscutibile talento (in una parte lontana anni luce dalle monnezze delaurentiisiane di Natale).
Certamente tra i figli d'arte è il migliore (Gassman e i due Tognazzi dovrebbero ridare indietro il cognome).
Citazione di: ReflexBlue il 05 Set 2011, 11:21
Mi pare che ci siamo dimenticati di Santamaria [...]
Io, ed é un giudizio personale, lo trovo veramente un vero "cane" come attore.
Monocorde, abbastanza stereotipato, incapace di dare vera profondità a qualsiasi personaggio.
Sempre lo stesso personaggio.
Ideale per un film di Muccino. Appunto.
Gran bel topic. Grazie.
Tra i 'giovani' che potrebbero diventare dei Grandi mi piace metterci Neri Marcorè. Però il suo saper fare un po' di tutto potrebbe essere il limite nel crescere come Attore. A tratti mi ricorda Valter Chiari.
Citando Marcorè (ottimo, vero) e Avati, mi è venuto in mente un altro ottimo attore che proprio con Avati ha saputo dimostrare imho il suo spessore: Antonio Albanese.
Anche se mi rendo conto che siamo davvero parecchio distanti dai cinque mostri citati nel titolo.
poeta, su de sica christian hai ragione. infatti è l'unico tra i citati che ha davvero un sogno nel cassetto, il musical, ma nessuno lo ha mai aiutato veramente a tirarlo fuori. e dire che de sica poteva anche autofinanziarsi. ci voleva un Baz luhrman! ma noi ci fermiamo a pappi corsicato... quel cassetto di de sica conteneva anche l'altra identità dello show man, mai rivelata, da tutti risaputa. c'era benzina in più anche per quella voglia di comunicare.
oggi molti attori agli occhi dei registi nostri portano con sè soltanto se stessi e manco sono sicuri di questo.
magari la notte sono assassini, fanno gli idraulici la domenica o i surfisti, ma nessuno lo sa, nessuno lo porta alla luce. come emergono rimangono lì,senza sorpres, si abituano a fare i compitini. poi ci si mettono i registi, i veri colpevoli. sei un sex simbol? e ti faccio fare il carabiniere. sei un fico che fa sangue alle donne? e io ti faccio fare il gaio tormentato (vedi favino). lo stesso vale per le donne: ne abbiamo viste di tutti i colori, abbiamo amato donne impossibili, abbiamo paragonato rockstar a divinità greche, ma dimmi te per quale motivo dovremmo essere invogliati affascinati sedotti dall'idea di andare al cinema a vedere l'esangue l'alba rorhwacher o come se scrive. i registi e gli sceneggiatori chiedono al pubblico di sforzarsi., troppo. snaturano qualsiasi charme.
preferisco guardare altrove, non sempre nello stesso orizzonte da cui mi aspetto per abitudine che sorga il sole.
ho amato romanzo criminale, la serie, perchè ha sbaragliato filmaccio da box office di placido, cast compreso.
il cast della serie era di sconosciuti che ora tutti conoscono. non giurerei su tutti, ma hanno vinto.
e faccio una scommessa stravagante. Fabri Fibra. prendilo e mettilo dentro un film e vedrai.
il ns problema però è che non siamo da film d'azione, come tipo di cinema.
e quindi ci castriamo in partenza.
ps.
messeri, grandissimo.
La differenza, fra cinema Americano e cinema Europeo (voglio dire Europeo, prima che Italiano. Poi l'Italiano ha i suoi problemi e le sue particolarità, ma il cinema Europeo nel suo insieme secondo me un'identità univoca) è solo una: il coraggio.
Hai detto bene di C. De Sica, che forse sarebbe in grado di farselo da solo il suo musical-sogno-di-una-vita. Ma poi, dove lo troverebbe un Baz Luhrman a dirigerlo? dove, a casa di Roberta Torre? O sarebbe costretto a dirigerselo da solo (magari finendo per rovinare tutto, dato che la regia non è cosa da tutti).
Tutte queste pippe e contropippe, da noi, e in America la Fox (mica bruscolini) trova il modo e il tempo di creare un piccolo piccolo capolavoro, Crazy Heart, con un regista quarantenne all'esordio, un campione indiscusso del box-office un po' imbolsito e un personaggio che è pari pari il Jeff Lebovsky con venticinque chili e venticinque anni di sigarette, alcool e acidi sul groppone.
P.S. Hai ragione, dimenticato il sesto personaggio da includere nel titolo del thread: Monica Vitti. Che appartiene a questa categoria, a quella dei giganti del cinema italiano. Racchiuderla nel semplice elenco (alla maniera di Vieni via con me...) delle "Grandi Attrici Italiane" sarebbe troppo riduttivo.
Citazione di: italicbold il 05 Set 2011, 12:29
Io, ed é un giudizio personale, lo trovo veramente un vero "cane" come attore.
Monocorde, abbastanza stereotipato, incapace di dare vera profondità a qualsiasi personaggio.
Sempre lo stesso personaggio.
Ideale per un film di Muccino. Appunto.
Lo frega l'occhio a mezz'asta, che lo fa sembrare perennemente sotto effetto di stupefacenti, però penso che nel gruppone di quelli citati ci possa rientrare, sicuramente un gradino sotto a Kim Rossi Stuart, ma non inferiore Scamarcio e Accorsi.
Meno male che V. scrive quello che non riesco a scrivere io.
Arenati in visioni esangui, appunto la rohrwacher ne è paradigma, schiantati sotto il peso di tre-variabili-tre: la sussurromania teatrale e problematica, la patina finto problematica e buonista e buona per un film per la tv (già prenotati sabato e domenica), le frociate.
Ogni Sorrentino lo paghiamo cogli interessi (Crialese, Ozpetek...).
Riflettere sulla scrittura, il vero nodo semantico ed estetico della questione.
Credo che si possa lavorare sugli attori, molto meno sulle schiere di registi, sceneggiatori e autori italiani contemporanei.
Si scrive senza orizzonte, in modo piatto e bidimensionale. La profondità manca ed è figlia della fame e del coraggio.
Instant movies, verrebbe da dire, social (network) movies forse. Il mondo è piatto, lo scorri come una pagina facebook, ma non ci entri dentro, col rischio di farti male. Scorri l'elenco delle cose, come fossero post.
Ma quelle cose (post) non diventano mai materia di una storia; ci si ferma un passo prima della sofferenza (scrivere una storia fa soffrire), nel malinteso, avallato dalla paura-pigrizia, che elencare sia raccontare.
Tempo fa ascoltavo per radio un'intervista a uno scrittore giovanissimo. Tutto giulivo, quasi furbetto, annunciava che il suo romanzo d'esordio raccontava una storia di vampiri ambientata in Svezia o giù di lì. Cioè, questo benedetto figliuolo, aveva preso i due principali topic della letteratura pop contemporanea (vampirismo patinato-adolescenziale e giallismo nord-europeo) e li aveva combinati insieme... Addirittura oltre il concetto di instant book.
Quella dichiarazione (di resa alla creatività) mi è sembrata una sintesi perfetta dello stato dell'arte culturale italiano. Cinema compreso.
Probabilmente qualcuno tra gli attori delle nuove generazioni citati avrebbe la forza per strapparsi dal flusso della contemporaneità, posizionandosi là dove il Tempo è scandito dalle Storie e non dalle cronache.
Dietro Sordi, Tognazzi, ecc. c'era chi sapeva raccontare. Loro sono stati straordinari interpreti, è vero, ma avevano alle spalle sceneggiatori che usavano il cinema come uno strumento narrativo.
Oggi il cinema è, mi sembra, uno strumento replicativo, uno specchio che riflette una brutta Italia senza realmente raccontarla.
E quando una forma espressiva si limita a riprodurre la realtà, in scala 1:1, che bisogno c'è di fruirne?
Spero che qualcuno tra i 20 e i 30 anni, possibilmente sociopatico e che usi facebook soltanto per agganciare le sue prossime vittime, ci salvi (parlo di manico e scrittura, ovviamente).
Citazione di: Silverado il 05 Set 2011, 14:24Probabilmente qualcuno tra gli attori delle nuove generazioni citati avrebbe la forza per strapparsi dal flusso della contemporaneità, posizionandosi là dove il Tempo è scandito dalle Storie e non dalle cronache.
Dietro Sordi, Tognazzi, ecc. c'era chi sapeva raccontare. Loro sono stati straordinari interpreti, è vero, ma avevano alle spalle sceneggiatori che usavano il cinema come uno strumento narrativo.
Oggi il cinema è, mi sembra, uno strumento replicativo, uno specchio che riflette una brutta Italia senza realmente raccontarla.
E quando una forma espressiva si limita a riprodurre la realtà, in scala 1:1, che bisogno c'è di fruirne?
Spero che qualcuno tra i 20 e i 30 anni, possibilmente sociopatico e che usi facebook soltanto per agganciare le sue prossime vittime, ci salvi (parlo di manico e scrittura, ovviamente).
l'errore di nanni, semmai nanni possa compierne, è stato quello di decontestualizzare gli attori oggetto del topic dalla cornice sceneggiatoriale-registica di quegli anni
la grandezza, come dice silverado e come ha anticipato v., stava principalmente nella scrittura, nell'occhio del regista, nel coraggio a trattare argomenti magari anche comuni ma elevandoli pur rendendoli accessibili al pubblico non abbassandoli per renderli facili
in pratica, è come se tutto un sistema cinematografico ci credesse dei deficienti che hanno bisogno di sillabare, anzichè parlarci con parole nette
questo è in parte lo scadimento ma non solo
se parliamo di cinema italiano e di cinema italiano di cassetta (perché i mostri sacri dei quali parla nanni mica facevano film di nicchia, eh) bisogna innanzitutto dire che la capacità di scrittura negli anni è andata via via scemando, e non solo per raggiunti limiti d'età degli sceneggiatori o per consunzione delle idee
ma soprattutto perchè la ns società ha perso gli spunti: vivere nella stagnazione delle idee, delle ideologie, dei credo è differente che vivere negli anni '50, '60 e '70, se poi ci aggiungi un livello economico in continua crescita ma con nette, nettissime, tipologie sociali da delineare
infine, la regia
forse fra le opere meno interessanti, ma pur sempre una spanna sopra moltissime cose di oggi, troviamo le auto-regie dei vari manfredi, sordi & co.
una tandenza che, però, arrivava dopo anni ed anni ed anni di carriera da attore
oggi bastano 3 filmetti in croce con la zeppola e ci si mette a fare il regista
io, come già detto altre volte, vedo nella commedia italiana uno dei più grandi movimenti di autocoscienza di un popolo che passa attraverso la cultura popolare.
l'italia uscita dal dopoguerra, e dal fascismo, un'italia meschina, piccoloborghese, pavida, confusa, incapace di rischiare, schiantata dal terrore di un potere assoluto che portò una guerra spietata sul territorio, un'italia impaurita e caciarona che la lente dei pochi assoluti geni del cinema di quei tempi ha saputo mettere in scena, chi con cinico e spietato sarcasmo chi con bonaria e indulgente ironia, ma sempre con lo stesso intento, mostrare all'italiano uno specchio in cui riconoscersi e NON RIPETERSI PIU'.
questo anche grazie agli strepitosi attori di cui parla Nanni, e forse il loro vero difetto fu quello di essere infinitamente
troppo bravi, tanto che l'italiano, poco a poco, finì per identificarsi con quei personaggi, interpretati magistralmente da quei mostri, invece che riconoscersi per conoscersi meglio e capire gli errori.
rischio di generalizzare troppo, parlando di quanto sia successo dal dopoguerra ad oggi, e di come la commedia italiana, almeno negli intenti, abbia voluto trasmettere ai suoi fruitori una maniera per raccontarli impietosamente tra un sorriso e una lacrima, dopo il grande trauma della guerra. e forse la situazione attuale non può davvero essere spiegata a livello culturale con una lettura del genere.
ma quando guardo un film di alberto sordi, quello che secondo nanni moretti noi ci meritiamo, quello che anche alcuni degli intervenuti dicono di odiare perché interprete
dell'italiano medio per eccellenza, ruffiano, democristiano, romanista, arrogante con i deboli, zerbino coi potenti, (cit.), Sordi fu Totti, Pippo Baudo, un'icona del perbenismo borghese, avido, menefreghista, individualista, marchetta di un regime subdolo, pecorone, moderato, iddio ce ne scampi, io vedo una caricatura, anche quando risulta indulgente e benevola, di ciò che eravamo in quegli anni e non un ritratto autoassolutorio, e sono sicuro che gli autori di quel periodo (alcuni dei quali grandissimi, da zavattini, a sonego, da maccari a scola, ad age&scarpelli, per non parlare dei registi da dino risi a monicelli)intendessero esattamente dargli questo senso.
per me, uno dei film più belli dell'epoca è la marcia su roma di dino risi, che coniuga esattamente le velleità artistiche degli autori e del genere di cui si sta parlando: meglio di mille parole, possono parlare questi due spezzoni, tognazzi e gassman interpretano due scalcinati opportunisti che abbracciano l'ideale fascista per poi rendersi conto della vera natura del nuovo potere, tra mille disavventure magistralmente immortalate nelle loro dissonanti contraddizioni, fatti drammatici vissuti dai protagonisti con un misto di pavidità e arroganza e descritti attraverso un rassegnato e spietato sarcasmo:
:hail:
(non c'entra niente col discorso, ma sempre di loro parliamo: risi, tognazzi e gassman in una delle scene più demenziali del cinema italiano, nonsense allo stato puro, un capolavoro inarrivabile:
condivido molte cose che avete scritto.
tra i nuovi c'e' gente che va' troppo di moda ( brava ma sovraesposta ) e ad esempio un kim rossi stuart e' sottovalutato.
bentivoglio tra il gruppo di mezzo e' un grande. giancarlo giannini meritava di piu'.
non ho letto anna magnani, e' questo e' un delitto.
restando in topic, rispondo a chi lo ha aperto in ordine di preferenza.
mastroianni
manfredi-tognazzi ( secondi a pari merito )
staccatissimi gassman e sordi. non mi fanno impazzire. un po' meglio sordi nei ruoli drammatici.
( gian maria volonte' lo inserirei subito dopo i secondi a pari merito )
nino ha ragione, scordarsi Volontè è imperdonabile.
chiudete il topic.
... :=))
mi sfugge quale è lo spirito del topic.
quindi magari vado off.
i 5 grandi, come li hanno definiti, vissero ed espressero la loro bravura nel omento d'eoro del cinamena italiano.
questa congiunzione ha dato vita ad una vera epopea, in cui ovviamente tutti si sono giovati.
oggi il cinema Italiano è in declino, e economico, e di idee. di idee soprattutto.
non è facile concorrore ccon l'action movie americano.
con i suoi budget.
e dell'altra il realismo ha fatto il suo tempo.
basta pesnare che Muccino, ha avuto successo, riuscendo ad interpretare il suo colpo di coda mettendo in scena il realismo postborghese italiano.
tra gli attori italiani più bravi di ora, secondo me, su tutti, ci sono Elio Germano e Kim Rossi Stuart.
una spanna sopra a tutti.
ot dal topic
forse mi lego a gesulio
più risento parlare a vanvera del Sorpasso e dell'apocalisse imminente che conteneva, più ripenso che bruno cortona non era il male, anzi. in un giorno aveva scoperchiato un'italia ferma, statica, fanciullina, l'aveva fatto perchè era annoiato, perchè erà nevrotico.. e mi convinco sempre di più che Jean-Louis Trintignant non aveva capito nulla e infatti sarà lui a chiedergli il sorpasso, non cortona.
fine ot
su Sordi.
Una vita difficile e Tutti a casa. Sordi è stato anche questo. E sono due film imprescindibili.
inoltre, anche Volontè ha fatto delle sonore minchiate.
Citazione di: V. il 07 Set 2011, 23:24
inoltre, anche Volontè ha fatto delle sonore minchiate.
però ha fatto pure, a parte il periodo Western,
Banditi a Milano, Indagine, Vanzetti, La classe operaia, Moro.
merita di stare tra i grandi.
Citazione di: V. il 07 Set 2011, 23:23
ot dal topic
forse mi lego a gesulio
più risento parlare a vanvera del Sorpasso e dell'apocalisse imminente che conteneva, più ripenso che bruno cortona non era il male, anzi. in un giorno aveva scoperchiato un'italia ferma, statica, fanciullina, l'aveva fatto perchè era annoiato, perchè erà nevrotico.. e mi convinco sempre di più che Jean-Louis Trintignant non aveva capito nulla e infatti sarà lui a chiedergli il sorpasso, non cortona.
fine ot
su Sordi.
Una vita difficile e Tutti a casa. Sordi è stato anche questo. E sono due film imprescindibili.
Probabilmente la chiave è tutta qui, e in (poche) altre cose che ci siamo dette.
I cinque (o sei, o sette, o dieci) immensi attori italiani che abbiamo nominato, erano tali perchè inseriti in un cinema italiano che era immenso (per idee, per voglia, per entusiasmo, per fermento creativo che bruciava ogni cosa, da Zavattini, a Pasolini a Tonino Guerra, da Franco Cristaldi a Suso Cecchi a Lattuada, Monicelli e Germi). Ma in un'Italia che era molto ma molto diversa da quella di oggi. Dove la voglia, il fermento e l'entusiasmo sociale per la rinascita e la ricostruzione dopo i disastri del fascismo e della guerra erano tangibili, vivi e reali, fin oltre la metà degli anni '60. E il Bagini e il Bruno Cortona, il Marcello Rubini, o il Moraldo, il Marino Balestrini o il Silvio Magnozzi sono personaggi di fiction, ma sono personaggi vivi, reali, radicati, "esistenti" profondamente in quell'Italia lì. Che era un'Italia emozionante: attori immensi in un cinema immenso, in un'Italia (a modo suo, allora) povera e disperata ma immensa.
Bello quello che ha scritto Nanni (e non puo' essere altrimenti)
E' vero, Peppe er Pantera é vivo, non é fantasia. Almeno per molti di noi.
Il conte Mascetti dorme ancora nel sottoscala, e ogni tanto fa il rigatino.
Immortali diremmo.
Citazione di: Nanni il 31 Ago 2011, 15:23
....
Poi c'era pure la generazione-di-mezzo, quella dei nati nei 1930/40 (ma obiettivamente più scarsa, e con pochi italiani, a parte il gigante-G.M. Volonté): Giuliano Gemma, Terence Hill, Stefano Satta-Flores, altri non mi sovvengono.
...
Dimenticanza vergognosa.
Ne ho scordato un altro dei giganti (può essere antipatico, può essere scostante, odioso, stupido, ma è un gigante assoluto): Paolo Villaggio.
Un gigante assoluto, come attore comico. Anche come attore comico. Dico "anche" perchè Villaggio è fenomeno culturale totale, uno che ha contribuito di fatto a modificare il nostro linguaggio molto più, infinitamente di più di tanti altri autori contemporanei.
Megadirettore galattico, salivazione azzerata, lei è molto umano, cinquantamila farenheit, me lo dii, Grand. Uff. Lup. Mann. sono tutte interlocuzioni diventate di totale uso comune, diventate gergo popolare anche in ambienti come dire culturalmente diversi. E le ha create tutte lui, Paolo Villaggio.
Per tornare ai personaggi vivi, reali, al Conte Mascetti, etc. Non sono reali anche il Bauscia di Massimo Boldi, o gli smielati innamorati di Federico Moccia, il camionista-Castellitto di Italians o il chirurgo plastico straricco e [...] che va a mignotte a Beverly Hills di C. De Sica?
Forse sì. Reali... televisivi forse più che reali.
Ma televisiva è la realtà, oggi in Italia, da Sarah Scazzi a Ruby Rubacuori, da Dennis Verdini :bleah: a Sallusti :elec: , da Totty&Hillary a Meredith Kercher e la Santanché.
Madonna che loop...
:pain:
Citazione di: NandoViola il 08 Set 2011, 10:08
però ha fatto pure, a parte il periodo Western, Banditi a Milano, Indagine, Vanzetti, La classe operaia, Moro.
merita di stare tra i grandi.
era per dire che è stato un mito troppo mitizzato. e che paradosso a me piace più mira al cuore ramon che non gli urli dei film politici. che poi ramon poteva pure sparare in testa. vallo a capire ramon.
io però sento nostalgia di un altro mega topic nannesco. quello sulle attrici. fu una sorta di punto di non ritorno su lazionet. lo rovescerei, per nichilismo, puntando sulle nuove facce italiane. poi tutti a consolarsi con camille crimson...
Se è per questo Gian Maria Volontè ha fatto anche un ruolo comico (in Brancaleone)...per me è la faccia un po nascosta del cinema italiano, di cio che poteva anche essere oltre a ciò che è stato...e di western ha fatto anche qualcosina di meno conosciuto oltre ai film con Leone ma ugualmente degno di nota.
Concordo sulla grandezza di Villaggio; aggiungerei nella lista Franco e Ciccio, figli della gavetta vera e di cui tardivamente ci si è accorti.
Ritornando ad alcuni dei 5, o meglio ad alcuni di loro posto quì un film minore e da ridere che io adoro e in cui ci recitano anche due attrici veramente grandi a mio avviso.
PS
Toglietemi però di mezzo Scamarcio e Accorsi.
PPS
Se passiamo alle attrici come non citare la Magnani?
Topic, stupendo.
Di quelli che mio fanno tirare notte a leggere Lazionet, oltre la passione che ci accomuna.
I cinque grandi, anzi Grandissimi.
Io adoravo, ed adoro ancora, Tognazzi.
Se fosse un contemporaneo, reciterebbe solo lui in Italia.
Quando recitava si percepiva un mondo dietro di lui. Malinconico.
Una menzione speciale anche per Monica Vitti che ha rappresentato il mio ideale di donna, come bellezza e come testa (e la Voce).
Citazione di: klacco il 24 Set 2011, 00:59
Topic, stupendo.
Di quelli che mio fanno tirare notte a leggere Lazionet, oltre la passione che ci accomuna.
I cinque grandi, anzi Grandissimi.
Io adoravo, ed adoro ancora, Tognazzi.
Se fosse un contemporaneo, reciterebbe solo lui in Italia.
Quando recitava si percepiva un mondo dietro di lui. Malinconico.
Una menzione speciale anche per Monica Vitti che ha rappresentato il mio ideale di donna, come bellezza e come testa (e la Voce).
Rivisto l'altra sera "Vogliamo i Colonnelli". Soffre un po' il trascorrere degli anni, ma Mario Monicelli sta sempre trent'anni avanti al suo tempo.
Tognazzi traccia la figura (volutamente calcata) del Senatore fascista in maniera sublime. Coi suoi tic, le sue fobie (meglio un figlio frocio che Laziale... chi è che lo disse, appunto trent'anni dopo?) le sue avventure sentimentali squallide, il suo golpe cialtrone...
Segnalo la scelta magistrale degli attori di contorno: quella pletora miserabile di ufficiali e pseudo-patrioti ridicoli, scelti davvero con grande sapienza dal Maestro, fra cui il leggendario Max Turilli, Giancarlo Fusco, Antonino Faà Di Bruno, Beppo Maffioli (io ho scoperto che spesso mi trovo a dire
"se buttamo inder mare" e la gente mi guarda con sospetto... non sanno che è una battuta di questo gran film, pronunciata dal mitico Colonnello Barbacane, dei Paracadutisti-Sommozzatori :D )
oddio, c'era pure fusco là dentro?!?!?!??