Visto stasera in anteprima, sono uscito con le lacrime.
Occhio destro per la poetica, le immagini, i luoghi, l'incomunicabilità.
Occhio sinistro per le risate scaturite dall'impassibile e impossibile vendicatore.
Spectandus!
mi incuriosisce molto, come posso vado a vederlo :beer:
Ci andrò lunedì, grazie della segnalazione!
Volevo vederlo l'altro giorno, poi per forza di cose non l'ho potuto vedere e mi sono buttato su 'tomboy' (lento ma molto piacevole).
Appena posso lo vedo.
Anche io non vedo l'ora di vederlo.
Avevo ascoltato/letto qualche parere dei critici che non gli decantavano molte lodi. Le parole di DopoNesta mi fanno molto piacere...
Visto sabato. L'ho iniziato ad apprezzare non durante la proiezione, ma nei giorni successivi, quando continuavo a ripetermi alcune scene dentro alla mia testa :)
Visto ieri. Come sempre grandi Penn e Mc Dormanded ,ottimo Sorrentino . La regia , gli attori e la colonna sonora salvano il film da una sceneggiatura latitante e sconclusionata, di quelle che più volte ti fanno guardare l orologio sperando che la fine arrivi presto.
Dicono che i film vanno fatti riposare per essere valutati, spero che come maremma , tra qualche giorno sarò in grado di dare un giudizio . Per ora penso che sia una brodaglia decisamente presuntuosa e mal riuscita.
Appena uscito, sono d'accordo con chi scrive che il film va fatto mantecare ... Per ora direi che é un bel film, con momenti in cui mi sono emozionato, altri che mi sembravano slegati ...
Mi dicono che in questo film il regista sia molto vicino ai lavori di jarmusch
A me è piaciuto tanto, lo consiglio in lingua originale, rende ancora di più la grandezza di Sean Penn.
Secondo me, sui dialoghi, "Il Divo" Paolo si è tarantinizzato, gioca sui diversi registri e accenti, che indicano le diverse personalità nelle varie parti del mondo in cui il protagonista si muove. Tipici di Tarantino, inoltre, i personaggi "nonsense": l'Indiano muto, il pattinatore che casca
A me è piaciuto tanto, lo vedrei e rivedrei
Il dialogo tra Sean Penn e Byrne è meraviglioso.
Non so se possa piacere a tutti quelli che lo vedono.
Io l'ho trovato meraviglioso, è riuscito a toccare delle corde dentro di me che mi hanno emozionato come poche volte mi è capitato.
E poi c'è una delle scene più forti che io abbia mai visto (per il contrasto di sentimenti provocati da uno stesso soggetto).
Sean Penn monumentale.
il film l'ho visto ma non so ancora bene come considerarlo...
nel frattempo sono andato a Dublino qualche giorno, e certo quella zona dell'Aviva Stadium l'ho girata con un'altra consapevolezza, dopo averla vista "inquadrata" lì (anche pensare i film partendo dai luoghi, non è male, qualche volta)
Secondo me è un film sgangherato che regge.
A sezionarlo scopri che alcune parti sono insufficienti, altre se la cavano.
La storia è demenziale, un po' trash (fallita emulazione di un modello alto), un po' kitsch (pacchianeria senza consapevolezza): una ex rockstar goth alla ricerca dell'aguzzino nazista del padre.
Insomma, è una storia come l'immaginario estetico di quelli che ScRiVoNo CoSì.
La sceneggiatura è traballante: dialoghi che si arenano, che implodono in banalità, che vorrebbero ma non ne hanno la forza.
E' recitato bene, per carità, anche troppo (nel senso che la recitazione è fin troppo funzionale alla demenzialità, purtroppo non voluta, della storia).
E' girato benissimo, e la tecnica di Sorrentino non è in discussione.
Anche la fotografia fa la sua porca figura (e anche qui nulla di nuovo).
Colonna sonora da Champions League, d'altra parte Byrne + Oldham è cocktail garantito dagli ingredienti.
Ho avuto la sensazione di un Sorrentino che si è lasciato andare all'America, rinnegando certi entusiasmi strada facendo, o in fase di montaggio, o ancora in fase di promozione. Sembrava di stare a casa dello zio, reduce da un viaggio negli States, tutto infoiato dalle ore di girato, che ti sottopone!, del Gran Canyon, delle highway solitarie e arancioni, del monte Rushmore, delle cascate del Niagara, del ponte di Brooklyn. La tipica America for dummies. Però poi lo zio non è uno stupido, e sa che questo suo entusiasmo non depone troppo a suo favore, e allora comincia a guardare l'orologio, invitando tutti al tavolo per la cena, sennò si raffredda, e in fondo, certo, il viaggio è stato bello, anche se.
Insomma, partito con Paris, Texas in testa, si è perso lungo la strada, quasi approdando a Vacanze in America, per poi redimersi e virare verso True Stories, senza raggiungerle.
Ma chi, lo zio o Sorrentino?
E che ne so io. Fate voi.
Film di transizione, e non c'è nulla di male. La sufficienza se la becca comunque, perché Sorrentino va tutelato, Sean Penn è il Rooney degli attori e poi, alla fine, un personaggio gigantesco lo si trova nel film (sebbene sia quasi una meteora, indizio). Ma gigantesco gigantesco. Roba schizzata e anfetaminica come il meglio degli ultimi 25 anni di cinema. Vi lascio il compito di scoprire quale.
Se potete, andatelo a vedere, ché una sufficienza sgangherata di Sorrentino vale intere filmografie.
Citazione di: Silverado il 07 Nov 2011, 22:26
Insomma, partito con Paris, Texas in testa, si è perso lungo la strada, quasi approdando a Vacanze in America, per poi redimersi e virare verso True Stories, senza raggiungerle.
Ottimo, ho avuto la stessa sensazione (e la stessa citazione in testa), ma aspettavo conferme (molto più) alte.
E poi a un personaggio del genere è delittuoso non far pronunciare (almeno) una frase indelebile.
Dialoghi scritti poco e male, m'ha lasciato la sgradevole sensazione di occasione persa.
Citazione di: Silverado il 07 Nov 2011, 22:26
un personaggio gigantesco lo si trova nel film (sebbene sia quasi una meteora, indizio). Ma gigantesco gigantesco. Roba schizzata e anfetaminica come il meglio degli ultimi 25 anni di cinema. Vi lascio il compito di scoprire quale.
l'americano?
tra il geniale e lo sghangherato.
dove lo sgangherato diventa geniale e dove rimane sgangherato?
non saò rispondere, su due piedi.
rimango dell'idea che un film come, this must be the place, debba esser rivisto per capirlo.
diversamente, una sola, per goderserlo. ma sono illazioni queste...
io so solo che il Film rende benissimo ciò che è l'America, quella vera, non NY.
con questo andamento deframmentato, nei dialoghi, nei luoghi, nell'ironia, nel dramma, nella trama, nei paesaggi, e nei passaggi.
è così l'america. almeno. è così che i miei occhi la videro quando con la macchina l'attraversarono.
probabilemnte sorrentino avrà provato sensazioni simili, se, come sembra, abbia reso così bene le immagini che mi portavo dentro.
altra cosa. così random...
un Italiano che fa un film del genere, è qualcosa. al di là della perfettibiltà del risulotato cinemaotrafico.
in tre parole. mi è piaciuto.
appena visto. che mi dite del finale?
Per Silverado:
Nick mano fredda, Il padrino 2, Alien, 1997: fuga da New York, Christine, la macchina infernale, Paris, Texas, Il miglio verde, e mille altri...
Citazione di: silvia84 il 01 Dic 2011, 02:00
appena visto. che mi dite del finale?
dico che è passato un secolo da quando sean penn menava madonna ma alla vista delle grinze ho goduto più che con tarantino che sparacchia su hitler alla lubitsch.
però ho pensato che priebke fa la spesa al supermercato senza che nessuno gli metta i mortaretti nelle tasche del giaccone. e mi sono sentito colpevole.
Stè, se volevi dipanare un dubbio mi sa che non ci sei riuscito.
Citazione di: DopoNesta il 04 Dic 2011, 04:13
Stè, se volevi dipanare un dubbio mi sa che non ci sei riuscito.
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ahahah
:)
i sì, i no, e dove li trovi così perfetti, assoluti, irrinunciabili?
preferisco i suggerimenti laterali.
dico che un sean penn vecchia maniera l'avrebbe menato, anche senza pistola.
qui lo fa umiliare, immagine forte.
più forte, per me, del tanto celebrato hitler mitragliato in [...] senza gloria.
c'è chi dice però che il vecchio nazista di sorrentino non sia poi così sgradevole, acido, cattivo.
e che quindi il personaggio non si caricato a palla.
però per me in questo senso conta molto la scena della moglie, e i racconti della nipote.
la moglie carica il personaggio del marito. e quella casa dove anche un investigatore fbi impazzirebbe
perchè non c'è nulla di reduce.
Mi avevano detto che la storia nazi si perdeva strada facendo e invece non è così.
a me è piaciuto, con tutte le riserve di silver.
ps
forse dal punto di vista di storia nazi è sottovalutato, è uscito dopo la grande sbornia di qualche anno fa, ma questa storia in mano a sorrentino non poteva essere presa sul serio, dopo il divo Giulio in salsa glam.
ma io sono uno dei marziani a cui continua a non piacere [...] senza gloria. ho capito cosa voleva tarantino ma appunto, non mi piace e a rivederlo, continuo a pensarla così: non fa giustizia. per chi volesse del vero antinazismo, meglio tutta la saga del soldato ryan, ovvero band of brothers.
invece: l'ho visto pochi giorni fa ,ma non ricordo già il monologo di stanton.
raccontava della sua vita. ma giuro che non lo ricordo.
Appena visto.
Mi ricorda una fantastica azione di Messi che vidi al Nou Camp.
Prendeva la palla a centrocampo, e partiva.
Prima si liberava con una veronica di un centrocampista asfissiante, quindi con un paso doble fintato mandava gambe all'aria il mediano che accorreva, poi con una accelerata anche il terzino sinistro era messo fuori servizio, quindi un tunnel allo stopper che provava a fare fallo senza riuscirci quindi uno splendido pallonetto a superare il portiere.
Un'azione d'antologia, un'azione da mandare su you tube.
Ma il pallone finiva fuori.
Qualche perla (su tutte la recitazione di Sean Penn e la colonna sonora) in un mare di mediocrità e di "già visto".
Brutto film
a me a parte un pò di buchi nella sceneggiatura è piaciuto molto.