Abitando io praticamente di fronte allo stadio Olimpico, ho avuto modo di osservare da vicino il fenomeno di massa del culto di Vasco, numero uno indiscusso della musica italiana a livello di popolaritá .
E culto inteso qui non come sinonimo di nicchia, ma proprio nell'accezione di culto religioso.
Mi ha fatto un certo effetto vedere, durante i due giorni dei concerti, comitive di 50,40,30 e anche ventenni aggirarsi giá dalla mattina intorno allo stadio e vivere l'Evento in forma dilatata e quasi sacrale.
Ció mi ha spinto a fare alcune considerazioni che condivido qui.
Innanzitutto un discorso prettamente musicale: Vasco tra il 1979 e il 1985 è stato l'unica vera innovazione nel panorama della musica italiana ( quindi parlo di mainstream e non di underground ) ibridandola con l'hard rock, certa new wave e talvolta con slavati echi punk ( asilo republic ).
Forte anche l'influenza reggae-rock dei Police, sopratutto nei riff e nel suono della chitarra di Massimo Riva, vero deus ex machina del primo Vasco.
Certo non tutto era oro, ma lo splendore melodico di Una canzone per te, Albachiara, Non l'hai mica capito, Anima fragile etc etc sono innegabili e sono le fondamenta su cui si regge l'impalcatura di cotanta carriera.
Senza canzoni belle puoi incarnare qualsiasi cosa ma non avrai successo, o almeno quel successo.
Ora peró è chiaro che qui non si tratta solo di canzoni.
Se Vasco è stato ed è cosí determinante nella cultura di questo paese, lo è stato per ció che ha rappresentato e ha comunicato, a livello testuale e non.
La fine degli anni 70 e l'inizio degli 80' sono stati un momento cruciale della storia d'Italia.
Una lunghissima stagione di lotte si era conclusa definitivamente con la sconfitta ,e stava iniziando il cosiddetto "riflusso" , il ritorno alla normalitá, all'individualismo, l'edonismo, il privato, la famiglia, il consumo.
In questa fase Vasco incarna una figura ambivalente.
Da una parte lo pseudoanarchico (apolitico) dedito alle droghe come forma di ribellione e rifiuto della società.
Dall'altro l'edonista, sempre dedito alle droghe, ma individualista, un po romantico e un po arrapato da freno inibitorio allentato dalle sbornie di canne alcool e coca.
In un certo senso una sorta di punk, di cui condivide ribellismo e tendenze autodistruttive, ma un punk che non ha peró ben chiaro l'obiettivo primario del rovesciamento totale dei valori e dei codici, sia morali che stilistici.
Vasco, al contrario, è un " punk" integrato, che entra ed esce a suo piacimento dai valori e dai codici della società
senza dover rendere conto a nessuno.
"generazione di sconvolti che non ha piu santi ne eroi"
Eppure alla fine di quel decennio cosi tormentato era chiaro che una delle cause della sconfitta dei movimenti giovanili (che Vasco ha frequentato continuativamente nella turbolenta Bologna) fosse l'eroina, ma anche piú in generale la cultura della droga, piú che mai disponibile a buon prezzo ad ogni angolo di strada.
Vasco grida al mondo che lui rivendica il "fuck you all" e milioni di seguaci vi si identificano.
D'altra parte le lotte non hanno portato a niente, il sistema fa schifo, e quindi richiudiamoci nel nostro mondo provinciale fatto di sconvolture, di sconfitte, di asocialitá tutto sommato controllata e accettata.
L'impero di Vasco risiede nella noia della provincia italiana, nella voglia di sentirsi spericolati ed eccitati e spazzare via l'angustia e il grigiore della routine.
È l'inganno dello spettacolo ( per dirla col solito Debord ), perchè di fatto chi va a letto la mattina presto è solo lui, la star. I suoi fans ci si identificano, ma per loro la sveglia suona alle 7 e si va a lavorare in mezzo alla nebbia.
E peró anche qui l'ambivalenza ricorre.
Vasco è sia lo sfigato di Colpa d'Alfredo sia lo sbruffone di successo di Vado al massimo e Vita spericolata.
Nella nuova foga competitiva degli anni ottanta c'è da sgomitare, e non solo in ufficio o tra gli yuppies, bensi anche tra bulli di strada che si contendono le ragazze a furor di moto e botte di cocco e aura da coatto "dannato".
Dannato duro fuori e peró tenero dentro, che ogni tanto schiude la sua sensibilitá come nella solitudine di Ogni volta.
Un altro fattore chiave del suo successo è il minimalismo: Vasco canta con la bocca ancora impastata ed esprime pochi concetti, poche parole, molto semplici. Quell'essenzialitá tipica del tossicomane che non ha alcun interesse a perdere tempo in discorsi e teorie. Vedi il nonsense di Bollicine coi suoi calembour allitteranti o Toffee, con quei rapidi flash "passami l'asciugamano".
È curioso notare come quel periodo primissimi ottanta sia stato completamente dominato dall'afasia di Vasco e contemporaneamente dalla logorrea colta e fitta di citazioni di Battiato.
L'apice del primo Vasco è comunque sicuramente l'lp Bollicine e quello dal vivo Va bene va bene cosí.
Entrambi cristallizzano la formula ribellismo tossico generico/ canzone romantica/sbarazzina.
Poi, a metá anni 80 arrivano i problemi con la polizia e il carcere, e l'aura negativa proietta Vasco nel mito.
I fan capiscono che è un ribelle per davvero, e si moltiplicano a dismisura.
L'album chiave che inizia la seconda fase è C'è chi dice no, che stavolta fa il botto vero: è ovunque, nelle radio, in tivu, nelle macchine, ai faló sulla spiaggia.
I soliti tre quattro pezzi romantico-melodici da urlo e il resto è di nuovo la ribellione di Odio i lunedi e il Blasco.
Ci sono peró due pezzi importanti: la title track e Brava giulia, che lasciano affiorare una nuova vena, più scura, e piú seria. C'è meno voglia di scherzare e piú quella di indagare nel profondo.
Un profondo che ovviamente rimane a livello piu che superficiale, ma che permette alla massa ( ormai il suo pubblico è una massa ) di sentirsi esistenzialista, in un certo senso.
"liberi liberi siamo noi peró liberi da che cosa?"
Il disco Liberi liberi è bruttino, sopratutto perchè la steve rogers band si è allontanata per tentare fortuna in proprio e chi la rimpiazza non è all'altezza, ma tanto da qui in poi il Brand Vasco diventa una macchina. Qualsiasi cosa produca ottiene un successo enorme, garantito, automatico.
E da qui in poi quel minimalismo tossico di cui si parlava prima diventa banalizzazione totale del tutto.
Il ribelle senza causa é divenuto un mezzo depresso intento a filosofeggiare sull'esistenza e sulle dinamiche relazionali con l'acume di un bambino di 8 anni.
E pure la voglia di scherzare è sempre piú sforzata, piú simulata.
Nel frattempo V viaggia al ritmo di un megatour l'anno, pubblica un paio di dischi dal vivo, e torna 6 anni dopo l'ultimo in studio col nuovo Gli spari sopra.
La title track inscena addirittura una parodia di hardcore punk veloce e incazzato.
Alla fine del testo ti chiedi: ma con chi ce l'ha? e rimane un mistero.
Per vasco un minimo di critica socioeconomica
anche basilare è impensabile, l'importante è quel feeling vago del sentirsi accerchiati, perseguitati e quindi ribelli.
La prima repubblica è crollata, i Nirvana hanno riportato in auge quella cosa ribelle chiamata Rock, e il nostro si fa trovare pronto.
Alla fine è anche logico che dopo dischi di platino, megatour, e miliardi veri ti chiedi giustamente qual'è il senso della vita nell'inno depresso Vivere vivere.
Milioni di fan troveranno consolazione alle angosce quotidiane nelle parole, rassicuranti nella loro psicofarmaceutica desolazione, del Komandante.
Poi dopo, al limite, ti fai una botta e vai in disco a ballare il remix di Ehi tu Delusa, che spopola nei damcefloor e nei baretti estivi.
Ancora tre anni e nell'album nuovo c'è un colpo di coda, ovvero Sally ( che peró di mormora sia interamente farina del sacco di Tullio Ferrio ) pezzo inusualmente denso e profondo per davvero.
Da qui in poi vasco va col pilota automatico per tutti gli anni 00'.
Propone un modello piú adulto rispetto agli esordi, ma è giusto una patina, perchè in sostanza le tematiche e le modalitá sono stanche ripetizioni della formula di un decennio prima.
Ogni tanto il nostro ci ricorda che se gli altri... allora lui no, e in milioni cantano all'unisono "io no io no io no" e sono talmente tanti che viene da chiedersi se magari invece qualcuno che lui si esista.
Forse l'unica cosa che rimane da segnalare sono le cover.
La trashata di creep dei radiohead, ma anche Generale, che risuona inaspettatamente densa nel clichè vaschiano
e sopratutto La compagnia di Battisti, con quel caracollare rock che gli dona un carattere interessante.
Lunedi altra data, la terza, all'olimpico, altra serata di inferno per trovare parcheggio.
Mi stupiró ancora di trovare le tende, i capannelli, le magliette e le bandiere, le bocce di birra e di whisky alle tre del pomeriggio, e l'incertezza nel decidere se in fondo Vasco Rossi è stato solo uno specchio di una realtá immutabile del nostro paese, o lui stesso un fautore di quella ripetitivitá e di quella rinuncia ad una comprensione più profonda, di quell'adagiarsi sull'aporia del sentirsi unici in mezzo a 70:000 persone che come te si sentono uniche e ribelli ognuno a modo proprio e invece sono esse stesse, nei loro corpi, le fondamenta di quel qualcosa del quale si sentono ribelli.
Anche gli spari sopra erano un cover.
Degli
An emotional fish.
Un pupazzo.
Il fatto che gli adolescenti e i giovani di oggi vedano in lui l'incarnazione della ribellione e della sincerità è solamente uno dei tanti segni dell'infimo livello culturale (e in particolare musicale) della società italiana.
Se Vasco Rossi fosse nato in UK al massimo adesso starebbe pulendo i cessi di qualche autogrill.
Citazione di: italicbold il 29 Giu 2014, 13:49
Anche gli spari sopra erano un cover.
Degli An emotional fish.
tra l'altro la versione originale è mille volte piu' bella, coi suoi accenti garage e jingle jangle.
Braido e Solieri invece la intamarriscono non poco.
Certo che tre giorni di seguito a impazzire per il parcheggio fanno girare parecchio le palle...
:=))
Si scherza, eh.... ;)
No, no ma è vero. Domani c'e' il terzo, vojo mori'. :wall:
Proprio vero: può piacere o no ma è innegabile che Vasco ha uno zoccolo duro di pubblico che va dai venti ai sessantenni. Per la fine di luglio ho rimediato un ingaggio per un matrimonio e mi hanno espressamente richiesto brani suoi
Bravo ottima istantanea del pianeta Vasco
1) "Stupendo" e gli "Spari sopra" sono due grandissime canzoni di sinistra, di quelle che un tempo si sarebbe detto di sinistra.
2) come tu fai a dire che Liberi Liberi non è un grande album?
Domenica lunatica
Ormai è tardi
Muoviti!
Vivere senza te
Tango... (della gelosia)
Liberi... liberi
Dillo alla luna
Stasera!
3) ti leggo stizzito però, con grandi pregiudizi sommari, non è da te...
Citazione di: Mohammed Hussein il 29 Giu 2014, 14:03
Un pupazzo.
Il fatto che gli adolescenti e i giovani di oggi vedano in lui l'incarnazione della ribellione e della sincerità è solamente uno dei tanti segni dell'infimo livello culturale (e in particolare musicale) della società italiana.
Se Vasco Rossi fosse nato in UK al massimo adesso starebbe pulendo i cessi di qualche autogrill.
.
Citazione di: V. il 29 Giu 2014, 19:05
1) "Stupendo" e gli "Spari sopra" sono due grandissime canzoni di sinistra, di quelle che un tempo si sarebbe detto di sinistra.
2) come tu fai a dire che Liberi Liberi non è un grande album?
Domenica lunatica
Ormai è tardi
Muoviti!
Vivere senza te
Tango... (della gelosia)
Liberi... liberi
Dillo alla luna
Stasera!
3) ti leggo stizzito però, con grandi pregiudizi sommari, non è da te...
stizzito si, te credo, domani me tocca parcheggiá all'auditorium! :=))
scherzi a parte: io sono uno che ogni tanto i pregiudizi ce li ha, ma non con vasco, ti assicuro.
da ragazzino era ovunque e anche io l'ho respirato a pieni polmoni.
dopo ho continuato comunque a seguirlo, seppure con atteggiamento critico.
dunque: di Liberi liberi ne parliamo dopo, andiamo al core del mio discorso, sul quale mi sembra ci troviamo in grande disaccordo.
chi sono i "voi" e chi sono i "noi"?
forse i noi sono i cittadini onesti che lavorano e si spaccano la schiena e i "voi" sono i politici cattivi
che stanno finendo in manette in piena tangentopoli?
oppure i voi sono le classi abbienti, gli indifferenti alle sorti dei "deboli" , quelli che fanno le ingiustizie, quelli che "fanno credere"?
Ci sono due ordini di problemi: il primo è la vaghezza totale, territorio in cui vasco sguazza come un pesce.
il gioco è semplice: chiunque si puó identificare nel "noi" e prendersela col "voi" , dal macellaio che non te fa lo scontrino al poliziotto pasoliniano, all'emarginato, all'integrato che gli levano le tasse alla fonte quando gli autonomi
le evadono come gli pare.
tanto vasco di soldi non parla mai, di classi sociali men che meno: il tutto è sempre generico, non te sbagli.
il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.
Citazione di: kelly slater il 29 Giu 2014, 04:39
Ottima disamina, as usual.
Per me che avevo 14 anni quando è uscito gli spari sopra( il canto del cigno di Vasco), Vasco ha avuto principalmente un valore artistico, cioè ho avuto modo di apprezzarne testi e musiche, alcuni senza dubbio superlativi,senza essere condizionato dall'aspetto "sacrale" del messaggio "generazionale" di cui è stato latore.
Un grande cantautore italiano, per me questo è Vasco, almeno finché la sua straordinaria capacità di interpretare e raccontare il mondo in cui viveva non ha lasciato il passo a produzioni musicali senza sentimento e mirate ad accattivarsi nuove generazioni di fans.
Del tuo post, però, non condivido l'omissione di cosa succede in città, l'album del primo post-galera, che contiene due vere perle ,cosa c'è e t'immagini...
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 00:16
il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.
lancio un sasso nello stagno.
Pero' questo é valido per il 99% del Rock mondiale.
La settimana scorsa hanno suonato i Rolling Stones a Roma.
Al netto della qualità musicale, non é di quello che si parla.
Dietro tutta la mitologia, se non l'agiografia, é evidente che la
formula chimica, il
codice html é di quattro ricchissimi settantenni britannici che cantano "Satisfaction prima di tornare nelle loro lussuosissime suite.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 00:16
dunque: di Liberi liberi ne parliamo dopo, andiamo al core del mio discorso, sul quale mi sembra ci troviamo in grande disaccordo.
chi sono i "voi" e chi sono i "noi"?
forse i noi sono i cittadini onesti che lavorano e si spaccano la schiena e i "voi" sono i politici cattivi
che stanno finendo in manette in piena tangentopoli?
oppure i voi sono le classi abbienti, gli indifferenti alle sorti dei "deboli" , quelli che fanno le ingiustizie, quelli che "fanno credere"?
Ci sono due ordini di problemi: il primo è la vaghezza totale, territorio in cui vasco sguazza come un pesce.
il gioco è semplice: chiunque si puó identificare nel "noi" e prendersela col "voi" , dal macellaio che non te fa lo scontrino al poliziotto pasoliniano, all'emarginato, all'integrato che gli levano le tasse alla fonte quando gli autonomi
le evadono come gli pare.
tanto vasco di soldi non parla mai, di classi sociali men che meno: il tutto è sempre generico, non te sbagli.
il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.
KS, prima di passare alla tua questione ti applaudo per il bellissimo topic, che mi sono letto tutto d'un fiato e su cui concordo per larghissimi tratti.
In merito a quanto scrivi tu io credo che si possa interpretare "Gli spari sopra" solo alla luce di "Stupendo" e di "Siamo solo noi".
Quella di Vasco è una delle - possibili - vie d'uscita alla sconfitta della Sinistra post anni '70.
Eroina, sballo, una vita "radicale" laddove non sei riuscito a costruire una società "radicale".
Un altro esempio è
Paura e disgusto a Las Vegas del grandissimo H.S. Thompson.
Solo così riesci ad capire chi è il "voi" e chi il "noi".
Voi non siete solo i politici, gli affaristi, gli arrampicatori sociali.
Siete anche quelli "comodi", che da "furbi" sono riusciti a pacificarsi con questa società facendosela piacere (" questo posto it's beautiful"), che hanno perso la dignità pur di riuscire.
Vasco in questi pezzi rivendica la sua strada (meglio lo sfascio che la pacificazione) e attacca quel pezzo della sua generazione che invece è "rientrato".
l'amico al bar di Paoli o il compagno di scuola di ++++++++ che ha trovato il posto in banca.
Ovviamente in questo sfascio non c'è ribellione, ma comunque è un diverso modo di arrivare ad una pacificazione. La costruzione della riserva indiana.
Te posso dì Kelly?
Io a trent'anni de distanza, al di là delle discussioni prettamente musicali, me ce ritrovo.
Figurate agli inizi degli anni '80...
Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 08:10
lancio un sasso nello stagno.
Pero' questo é valido per il 99% del Rock mondiale.
La settimana scorsa hanno suonato i Rolling Stones a Roma.
Al netto della qualità musicale, non é di quello che si parla.
Dietro tutta la mitologia, se non l'agiografia, é evidente che la formula chimica, il codice html é di quattro ricchissimi settantenni britannici che cantano "Satisfaction prima di tornare nelle loro lussuosissime suite.
andremmo ot.
prima o poi peró si dovrá parlare di come è cambiato il concetto di "giovani" e "adulti" nel nuovo secolo.
una cosa ho capito di vasco rossi, è cioè che non devi star troppo a girarci intorno, vasco rossi è quello, pacchetto completo, è quello di sally (forse la più bella canzone italiana, o comunque tra le prime tre) e quello della cover sbiascicata di creep, quello che è sempre in cerca di nuovi, insidiosi e pericolosi nemici, quando oramai possiede i soldi per scatenare una guerra ed armare un esercito tutto suo.
lo giudico, in solitudine, per quello che fa, senza a stare troppo dietro a quello che c'è, dopo che le sue dita si sono staccate dalla chitarra, ritengo sia la scelta migliore, quella che ti sa far riconoscere un grande album (gli spari sopra) da altri trascurabili (negli ultimi dieci anni ci sono stati), tenendomi lontano da ogni idolatrìa, ovviamente. ma diamo a vasco quel che è di vasco.
Citazione di: FatDanny il 30 Giu 2014, 09:47
KS, prima di passare alla tua questione ti applaudo per il bellissimo topic, che mi sono letto tutto d'un fiato e su cui concordo per larghissimi tratti.
In merito a quanto scrivi tu io credo che si possa interpretare "Gli spari sopra" solo alla luce di "Stupendo" e di "Siamo solo noi".
Quella di Vasco è una delle - possibili - vie d'uscita alla sconfitta della Sinistra post anni '70.
Eroina, sballo, una vita "radicale" laddove non sei riuscito a costruire una società "radicale".
Un altro esempio è Paura e disgusto a Las Vegas del grandissimo H.S. Thompson.
Solo così riesci ad capire chi è il "voi" e chi il "noi".
Voi non siete solo i politici, gli affaristi, gli arrampicatori sociali.
Siete anche quelli "comodi", che da "furbi" sono riusciti a pacificarsi con questa società facendosela piacere (" questo posto it's beautiful"), che hanno perso la dignità pur di riuscire.
Vasco in questi pezzi rivendica la sua strada (meglio lo sfascio che la pacificazione) e attacca quel pezzo della sua generazione che invece è "rientrato".
l'amico al bar di Paoli o il compagno di scuola di ++++++++ che ha trovato il posto in banca.
Ovviamente in questo sfascio non c'è ribellione, ma comunque è un diverso modo di arrivare ad una pacificazione. La costruzione della riserva indiana.
Te posso dì Kelly?
Io a trent'anni de distanza, al di là delle discussioni prettamente musicali, me ce ritrovo.
Figurate agli inizi degli anni '80...
a parte che se te ciavevi 20 anni nel 1980 secondo me stavi a fa altre cose :=))
quello che scrivi è molto interessante, e mi permette di aprire un altro fronte, quello del concetto di "indie" :beer:
mi spiego: quello che contesto è la passivitá.
quello che il punk angloamericano ha lasciato in ereditá è il diy, l'autoproduzione, l'autogestione.
come tu sai, mentre in uk, usa e europa questa attitudine si è realizzata giá negli anni 80'
noi in italia ci siamo arrivati col solito decennio di ritardo ( ed è andata bene perchè se pensi al rap che ora da noi è un fenomeno di massa altrove lo era vent'anni fa ).
da noi gli anni 90 sono stati un esplosione di creativitá dal basso.
scusami ma devo ritornare sulla golden age dei centri sociali e le mille iniziative laboratori culturali musicali artistici, le etichette indipendenti, i network, i rave illegali, le prime bbs.
nel 92 ( dico un anno a caso ) andavi a una serata in un cs e ci trovavi tutta roma ( pure il fascio o la guardia mimetizzati ) perchè tutti erano curiosi di quello che stava succedendo.
ho visto gente di tutti i tipi improvvisarsi cantante, musicista, attore, regista, pittore, scultore, organizzatore, scrittore, scenografo, costumista, hacker, cuoco e mille altre cose.
gli spari sopra, bada bene, è del 1993.
e va nella direzione secondo me diametralmente opposta.
invita alla passivitá.
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 11:00
a parte che se te ciavevi 20 anni nel 1980 secondo me stavi a fa altre cose :=))
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.
Rilancio il sasso nello stagno.
Secondo me non é solo un fenomeno del rocker emiliano.
Ma del rock in generale. Vasco Rossi ne é stata la cover italiana.
Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 11:10
Vasco Rossi ne é stata la cover italiana.
In molti casi anche la parodia.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 11:00
gli spari sopra, bada bene, è del 1993.
e va nella direzione secondo me diametralmente opposta.
invita alla passivitá.
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.
attenzione: Vasco parla nel '93 (ricordo perfettamente, perchè stavo alle medie e fu il primo album di Vasco che comprai, in musicassetta), ma non parla la lingua di cui parli tu.
Parla alla sua generazione, non a quella a cui ti riferisci tu.
Altrimenti, appunto, una canzone come "Stupendo" non avrebbe alcun senso (e l'album è lo stesso).
Te l'ho detto pure io, la costruzione della riserva indiana non è più radicale o ribelle del "reintegro".
Lo sfascio è per definizione una delle possibili vie per consegnarsi alla passività al posto de spaccà tutto per il degrado di questo mondo e per l'imbecillità diffusa.
E' la dichiarazione di resa.
C'è chi si arrende con un auto, una casa e una famiglia e chi "scegliendo di non scegliere la vita" (cit.)
Non c'è contraddizione.
In più c'è il discorso che cita IB, su cui sarebbe di soffermarci ulteriormente.
La Rock Star è il frutto dell'esplosione (commerciale) del rock e in parte il suo suicidio.
Ma qui andremmo troppo OT.
Vasco Rossi è stato rapito dagli alieni più o meno nel 1991 (Fronte del palco?) e non ci è mai stato restituito.
Citazione di: StylishKid il 30 Giu 2014, 11:42
Vasco Rossi è stato rapito dagli alieni più o meno nel 1991 (Fronte del palco?) e non ci è mai stato restituito.
si eh? quella che segue è del 1993 però, sfido chiunque a negare di non essercisi sentiti in quello stato, almeno una volta nella vita.
il miracolo vasco sta proprio in quel raccontare minuziosamente uno stato d'animo, anche complesso, con una frase semplice, asciutta, che arriva dritta come una freccia, anche a me che ascolto di tutto e tutt'altro che vasco, eppure mi inchioda a
sorridere dei guai proprio (così) come non hai fatto mai e pensare che domani sarà sempre meglio!.
lui l'ha fatto, altri no, chiunque ci si può riconoscere e quel chiunque non è una corsa dozzinale o al ribasso, e sono esattamente i cazziemazzi che ci portiamo dentro/dietro un pò tutti.
Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un pò come perder tempo
Vivere...e Sorridere!...
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un pò come perder tempo
VIVERE...e Sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!
Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!...COME RIDERE!!!
VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE... o SOPRAVVIVERE...
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!...
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!...
VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE...e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!
Dopo "Come stai / ti distingui dall'uomo comune / ti piace vivere come vuoi" ripetuta ossessivamente ad ogni passaggio pubblicitario di una compagnia telefonica ho deciso che il Vasco artista è morto.
Quello che ci rimane è un ottimo imprenditore.
Contenti voi.
Artisticamente parlando per me Vasco è morto nel 1996, anno di pubblicazione di "Nessun pericolo...per te".
Un gran bell' album, uno dei migliori degli anni '90 a livello italiano. Avrebbe dovuto (e tutto sommato potuto, vista la mole di capolavori scritti) fermarsi lì. Tutto quello che è venuto dopo, tranne rarissime eccezioni, è immondizia allo stato puro. La cover di Creep per me non esiste, un pò come i rigori di Roma - Liverpool per Chicco della Terza C.
Fatta questa breve parentesi, dopo averlo visto 3 volte mi ero ripromesso di non andare più ai suoi concerti, sia per risparmiarmi le cagate che continua a scrivere sia per gli evidenti limiti di età raggiunti. Ma causa botta di culo mercoledi mi sono ritrovato ad assistere al suo concerto e mi ha fatto rimangiare tutto. Un concerto bellissimo, una scaletta (al netto delle recenti cagate, ovvio) azzeccata, una band ed un sound formidabile ed una capacità di aggredire il palco ancora unica. Dei viventi, insieme a Battiato, è il cantautore italiano che amo di più.
Rimane, e ormai rimarrà per sempre, la più grande, forse l' unica, rockstar italiana e nonostante condivida alcune delle analisi fatte in precedenza, credo che intorno a Vasco ci sia ben poca "filosofia" da fare, in quanto il suo pregio più grande non sta in quello che ha detto ma in come l' ha detto. Con semplicità, ma con grandissima forza comunicativa.
Citazione di: StylishKid il 30 Giu 2014, 13:37
"Come stai / ti distingui dall'uomo comune / ti piace vivere come vuoi"
ecco, appunto, la grande presa per culo.
sei TE l'uomo comune, fai na vita ordinaria, ma grazie a Vasco puoi illuderti di essere libero e maledetto
Vasco si è evoluto, è cambiato, è cresciuto ed è invecchiato con il suo pubblico della prima ora, che è quello più o meno della mia generazione. È chiaro che i più giovani lo apprezzano fino a un certo punto della sua carriera. Ma ascoltatevi, se avete qualche annetto, Vivere o niente. Un album molto bello, secondo me, amaro e disilluso, dove si sentono forti i segni della depressione di cui ha sofferto.
E comunque, nel panorama rock italiano, rimane un paio di categorie sopra agli altri.
A mio avviso uno dei punti più alti del cinema italiano degli ultimi anni.
Non é tanto, non é tutto, ma a mio avviso nel film italiano più bello degli ultimi 10/15 anni c'é stato anche Vasco Rossi.
Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 08:10
lancio un sasso nello stagno.
Pero' questo é valido per il 99% del Rock mondiale.
La settimana scorsa hanno suonato i Rolling Stones a Roma.
Al netto della qualità musicale, non é di quello che si parla.
Dietro tutta la mitologia, se non l'agiografia, é evidente che la formula chimica, il codice html é di quattro ricchissimi settantenni britannici che cantano "Satisfaction prima di tornare nelle loro lussuosissime suite.
ma scusa, IB, ma te quando vai a visitare il Colosseo ti aspetti di trovarci dentro gli antichi romani?
ecco, andare a vedere i Rolling 2014 è la stessa identica cosa: Turismo del passato.
e infatti l'abbinamento col circo massimo era perfetto.
apriamolo st'OT, peró parto da lontano.
il boom economico americano degli anni 50' ha prodotto una nuova classe di consumatori: i giovani.
il mito dell'autonomia dei giovani come categoria a parte è una conseguenza diretta del capitalismo, e induce una forzata revisione dei valori tradizionali.
il giovane si ribella nei film, in tv, per strada, e la sua colonna sonora è il rock'n'roll.
la prima fase del r'n'r va dal 54 al 68, ed è la consacrazione del mito giovanile.
Elvis, i Beatles, i Rolling stones.
Dal 68' in poi il rock diventa adulto, le tematiche si fanno piu complesse, la tecnica strumentale
prende il sopravvento, la serietá è la parola chiave, e il progressive l'esempio piú lampante.
Poi nel 77 il colpo di coda del punk riporta tutto a zero, rivendicando la spontaneitá e la ribellione del primo r'n'r.
A livello concettuale ha un impatto incalcolabile, a livello strettamente musicale è un fuoco di paglia.
Le ultime vere grandi innovazioni sul corpo del rock avvengono col post-punk dei primi anni 80', attraverso sovvertimenti stilistici radicali ed ibridazioni estreme.
L'indie rock che va da metá 80 fino a meta 90, seppur ripescando dalle radici ( hard nel caso del grunge, psych-pop in inghilterra ) é l'ultimo periodo vagamente innovativo.
Da fine 90' ad ora é solo, in forme piu o meno varie, una celebrazione del passato, o, per dirlo col fondamentale tono di Simon Reynolds, Retro-Mania.
E questa involuzione passatista del rock si specchia direttamente con la morte del mito giovanile, ovvero dell'autonomia dei giovani.
Gli ultimi 5/6 anni sono stati gli anni delle reunion.
Gruppi scioltisi nei 60, nei70' negli 80, e nei 90' si sono riformati per fare dischi e tour, e a grande richiesta e con grande successo.
Il motivo è molto semplice: se i " giovani" di adesso ricalcano esattamente le stesse cose e le stesse strade del passato perchè non possono tornare in auge gli originali, che peraltro lo fanno molto meglio?
E che se Ian Curtis era ancora vivo ci andava qualcuno a vedere gli Interpol?
Quindi, ritornando ai Rolling, un trentenne di oggi, ma anche un quarantenne ( che gli anni 60' non l'ha vissuti )
se li va a vedere com andrebbe a vedersi la mostra di Andy Warhol al museo.
Le parole di Satisfaction sono svuotate del loro significato e del loro impatto almeno da 40 anni, ma mantengono il loro valore "storico".
Dunque perchè con Vasco la storia è diversa?
É diversa perchè Vasco non ha MAI incarnato una spinta propulsiva.
Come si diceva con FD Vasco è proprio il cantore della sconfitta, del ritiro a vita spericolata, della fine delle illusioni
della "generazione senza santi nè eroi" .
Uno stato d'animo, un clima generale che si ripete senza soluzione di continuitá dagli inizi degli 80' fino ad adesso.
Il "Rock" di un concerto di vasco, coi suoi turnisti fenomeni ex metallari è una cosa di una conservativitá allucinante,
eppure matcha perfettamente con lo spirito finto-ribelle delle liriche.
È un qualcosa d'immutabile, eppure al contrario degli stones, un qualcosa di ancora vivo.
Purtroppo.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 15:40
Da fine 90' ad ora é solo, in forme piu o meno varie, una celebrazione del passato
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 15:40
È un qualcosa d'immutabile, eppure al contrario degli stones, un qualcosa di ancora vivo.
Purtroppo.
Ho utilizzato l'esempio dei Rolling Stones ma forse non era il più adatto.
Pero' a mio avviso Vasco Rossi é la cover italiana di un fenomeno internazionale.
A mio avviso é il Rock tutto ad essere conservatore nell'accezione che descrivi.
sono d'accordo con IB, quantomeno in ciò che il Rock è diventato dalla fine dei '60 in avanti.
The politics of rock 'n' roll, in England or America or anywhere else, is that a whole lot of kids want to be fried out of their skins by the most scalding propulsion they can find, for a night they can pretend is the rest of their lives, and whether the next day they go back to work in shops or boredom on the dole or American TV doldrums in Mom 'n' Daddy's living room nothing can cancel the reality of that night in the revivifying flames when for once if only then in your life you were blasted out of yourself and the monotony which defines most life anywhere at any time, when you supped on lightning and nothing else in the realms of the living or dead mattered at all.
Lester Bangs
Citazione di: V. il 29 Giu 2014, 19:05
2) come tu fai a dire che Liberi Liberi non è un grande album?
Domenica lunatica
Ormai è tardi
Muoviti!
Vivere senza te
Tango... (della gelosia)
Liberi... liberi
Dillo alla luna
Stasera!
V. caro, lo sai, quando si parla di musica si parla di gusti, e nessuno ha torto e nessuno ha ragione.
Personalmente Liberi lo ritengo uno tra i piú brutti di vasco in assoluto, salvato forse solo dalla title-track, che mi fa incazzare per le parole peró è venuta bene, ha una sua atmosfera.
Il resto è un'accozzaglia di riffoni hard che tamarri è dire poco, talvolta incrociati con ritmiche elettroniche tardo new wave come in Vivere senza te, un pasticcio indigeribile.
Dillo alla luna forse è un po meno orripilante delle altre, forse perché è una ballata, ma, sinceramente, la postresti paragonare alla magia e leggerezza di una "ridere di te"?
Qui è tutto cosi banale, pesante, tronfio.
Almeno secondo me eh.
Kelly, quel che dici è giusto ma il rock ha sempre rappresentato una velleità di ribellione "finta", venduta a quelli che la mattina vanno a lavorare. Te la ricordi la scena finale di Quadrophenia, quando si scopre che Sting/Ace nella vita fa il portavalige in un albergo?
Il grande Freak Antoni portava la maglietta con scritto "mamma, sono un ribelle!".
Quel che conta, alla fine, sono le emozioni che si provano, anche per un momento. A me Vasco le ha date, e qualcosina continua a darmi. Vita spericolata, per me, in fondo ha sempre rappresentato una canzone quasi disperata e velleitaria, un "vorrei ma non posso". A sedici anni è bello credere di essere "solo noi"...
Poi si cresce, e si capisce che la storia è diversa. Ma intanto quell'emozione l'hai vissuta, e la ricordi con nostalgia.
Citazione di: Omar65 il 30 Giu 2014, 16:13
A sedici anni è bello credere di essere "solo noi"...
Poi si cresce, e si capisce che la storia è diversa. Ma intanto quell'emozione l'hai vissuta, e la ricordi con nostalgia.
solo per dire che hai citato il pezzo di vasco che meno può essere "compreso" da un sedicenne.
O meglio, che il sedicenne interpreta "a modo suo" quando urla quel "siamo solo noi".
Te lo dico perché mentre a 16 anni per me quello era solo un bel ritornello da urlare senza poi comprenderlo fino in fondo, oggi rileggo il testo e sento mia ogni singola parola. Ogni singola parola.
E oggi di certo non sono (più) un fan di Vasco.
Il Rock è così perché l'hanno reso così.
Come hanno fatto con l'Hip Hop e con buona parte dei generi che in questi anni sono passati dalla nicchia al mainstream (it's the Market, babe).
Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 16:04
Ho utilizzato l'esempio dei Rolling Stones ma forse non era il più adatto.
Pero' a mio avviso Vasco Rossi é la cover italiana di un fenomeno internazionale.
A mio avviso é il Rock tutto ad essere conservatore nell'accezione che descrivi.
Non ci siamo capiti, il rock non è conservatore: il rock è morto, è una reliquia, e da tanto tempo ormai.
Ma Vasco non fa Rock: vasco fa musica italiana, e il rock di sottofondo è uno zombie rianimato.
Peró insisto: Vasco è un fenomeno tutto italiano, regá, perchè l'italia ha avuto una storia
politica e culturale assolutamente peculiare rispetto al resto d'europa nel dopoguerra.
E anche la musica ha avuto una storia una valenza e un'importanza diverse.
Quando a londra giravano con le spillette in faccia e le svastiche sui giubbotti
noi facevamo il processo proletario ai cantautori.
Vasco ha un ruolo preciso nella storia e nella cultura popolare italiana, e non c'è corrispettivo internazionale
a cui lo si possa paragonare.
sono d'accordo anche con l'ultima cosa scritta da KS.
Secondo me perché c'è del vero in ambedue le affermazioni e probabilmente Vasco è un po' un ibrido tra le due cose. E forse anche a questo è dovuto il suo successo.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 16:19
Non ci siamo capiti, il rock non è conservatore: il rock è morto, è una reliquia, e da tanto tempo ormai.
Ma Vasco non fa Rock: vasco fa musica italiana, e il rock di sottofondo è uno zombie rianimato.
Peró insisto: Vasco è un fenomeno tutto italiano, regá, perchè l'italia ha avuto una storia
politica e culturale assolutamente peculiare rispetto al resto d'europa nel dopoguerra.
E anche la musica ha avuto una storia una valenza e un'importanza diverse.
Quando a londra giravano con le spillette in faccia e le svastiche sui giubbotti
noi facevamo il processo proletario ai cantautori.
Vasco ha un ruolo preciso nella storia e nella cultura popolare italiana, e non c'è corrispettivo internazionale
a cui lo si possa paragonare.
Aspetta, parli di Rock e, in quel caso, England e Stati Uniti sono anche una storia a parte.
Il Rock é anglosassone e, comunque la si veda, é evidente che il resto del mondo arriva 20 o 30 anni indietro.
Io ti scrivo da un paese in cui Johnny Hallyday fa ancora 80 mila persone allo Stade de France, per dire.
Citazione di: FatDanny il 30 Giu 2014, 16:19
solo per dire che hai citato il pezzo di vasco che meno può essere "compreso" da un sedicenne.
O meglio, che il sedicenne interpreta "a modo suo" quando urla quel "siamo solo noi".
Te lo dico perché mentre a 16 anni per me quello era solo un bel ritornello da urlare senza poi comprenderlo fino in fondo, oggi rileggo il testo e sento mia ogni singola parola. Ogni singola parola.
E oggi di certo non sono (più) un fan di Vasco.
E ti pare poco creare un pezzo che può essere "interpretato" (in maniera giusta o sbagliata è relativo) da generazioni diverse con diversi gradi di maturità e di esperienza? È proprio quello che caratterizza quello che resta (o quello che almeno resiste un po' di più) dal resto. Cioè, un brano che ti ha dato qualcosa quando avevi 16 anni e continua ancora adesso, dopo che ne trovi significati più profondi.
Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 16:25
Aspetta, parli di Rock e, in quel caso, England e Stati Uniti sono anche una storia a parte.
Il Rock é anglosassone e, comunque la si veda, é evidente che il resto del mondo arriva 20 o 30 anni indietro.
Io ti scrivo da un paese in cui Johnny Hallyday fa ancora 80 mila persone allo Stade de France, per dire.
Si ma scrivi pure da un paese i cui due figli prediletti Daft Punk 80:000 persone le fanno a Los Angeles
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 16:54
Si ma scrivi pure da un paese i cui due figli prediletti Daft Punk 80:000 persone le fanno a Los Angeles
Prediletti ? Io credo che molti manco lo sanno che i DaftPunk sono francesi.
Come gli Air, grande grande successo all'estero ma all'interno delle frontiere la musica "popolare", quella che trascina le masse é altra.
Tralaltro cantano in inglese.
ma alla fine, ndo hai parcheggiato?
sto a torna' adesso, spero che abbia finito
Citazione di: kelly slater il 29 Giu 2014, 14:12
tra l'altro la versione originale è mille volte piu' bella, coi suoi accenti garage e jingle jangle.
Braido e Solieri invece la intamarriscono non poco.
Io direi che la violentano proprio. Secondo me "Celebrate" è uno dei brani più belli degli anni 90.
Come tanti sui colleghi, ad un certo punto della sua carriera si è trasformato in un personaggio e la sua produzione artistica è diventata la colonna sonora del personaggio.
Concordo con IB: è il rock and roll ad essere così.
Da apprezzare il fatto di essersi esposto nel dare un sua opinione molto critica, diversa da quella comune, su Baglioni.
Citazione di: genesis il 01 Lug 2014, 16:02
Come tanti sui suoi colleghi, ad un certo punto della sua carriera si è trasformato in un personaggio e la sua produzione artistica è diventata la colonna sonora del personaggio.
Concordo con IB: è il rock and roll ad essere così.
Da apprezzare il fatto di essersi esposto nel dare un sua opinione molto critica, diversa da quella comune, su Baglioni.
Citazione di: genesis il 01 Lug 2014, 16:02
Da apprezzare il fatto di essersi esposto nel dare un sua opinione molto critica, diversa da quella comune, su Baglioni.
si, diciamo anche che Vasco è un tipo competitivo ( leggi rosicone )
e che, per esempio, non ha mai perdonato a baglioni il fatto di detenere il record di album
piú venduto di sempre in Italia, ovvero La vita è adesso, del 1985.
tra l'altro il boom di quel disco lo indusse a contattare Celso Valli ( uno dei personaggi piú importanti
in assoluto della musica italiana ) con il quale realizzerá alcuni tra i pezzi migliori del secondo periodo
tra cui Sally e Senza parole.
Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 16:13
V. caro, lo sai, quando si parla di musica si parla di gusti, e nessuno ha torto e nessuno ha ragione.
Personalmente Liberi lo ritengo uno tra i piú brutti di vasco in assoluto, salvato forse solo dalla title-track, che mi fa incazzare per le parole peró è venuta bene, ha una sua atmosfera.
Il resto è un'accozzaglia di riffoni hard che tamarri è dire poco, talvolta incrociati con ritmiche elettroniche tardo new wave come in Vivere senza te, un pasticcio indigeribile.
Dillo alla luna forse è un po meno orripilante delle altre, forse perché è una ballata, ma, sinceramente, la postresti paragonare alla magia e leggerezza di una "ridere di te"?
Qui è tutto cosi banale, pesante, tronfio.
Almeno secondo me eh.
per carità, ma se stronchi liberi liberi, stronchi un'ala dell'aeroplano vascorossi.
vabbè ma allora famo prima a sparà a tutti. anche elvis era una copia di buddy holly e tanti saluti... :)
i milioni di dischi di elvis ne fanno un carrozzone o un venduto o un istituzionalizzato?
prima o poi a tutti vengono le rughe e diventano pupazzi. Boh.