Addio Marino?

Aperto da Giako77, 08 Ott 2015, 13:34

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FatDanny

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Citazione di: genesis il 30 Ott 2015, 10:01
Lo dicono i sondaggi e lo stare in mezzo alla gente. Ricordiamoci che Marino è stato eletto da una minoranza degli elettori aventi diritto al voto (664.480 su 2.359.119).

Ma questo concetto vale solo con Marino?
Non mi pare. Con Renzi vale ancora meno. Con Monti non ne parliamo proprio.
E allora perché viene usato solo con Marino (soprattutto da parte di chi invece poi usa questo stesso principio al suo rovescio, ossia per istruire una dittatura della maggioranza che maggioranza non è)?

sweeper77

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Citazione di: genesis il 30 Ott 2015, 10:13
Non credo che ci sia il rischio della destra.

Credo che il piano sia quello del partito della nazione: destra e sinistra uniti, tolte le ali estreme (Meloni e SEL), contro i grillini.
Notare che ho usato il corsivo.

no gè
meloni sarà candidata, e se davvero il pd lo sfiducia, sarà corsa a tre "reale" tra pd in frantumi, m5s e meloni.
che diventerà probabilmente a due, meloni e m5s.
Spero in di battista, anche se dal loro statuto sarebbe incandidabile visto che ricopre già un ruolo in parlamento.

genesis

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Citazione di: sweeper77 il 30 Ott 2015, 10:15
no gè
meloni sarà candidata, e se davvero il pd lo sfiducia, sarà corsa a tre "reale" tra pd in frantumi, m5s e meloni.
che diventerà probabilmente a due, meloni e m5s.
Spero in di battista, anche se dal loro statuto sarebbe incandidabile visto che ricopre già un ruolo in parlamento.

Vedremo.
Per me quello che ho descritto è il piano dei renziani, che si potrà realizzare anche tra primo e secondo turno. Non credo poi che il centrodestra candiderà la Meloni, che verrebbe (quasi) sicuramente sconfitta al ballottaggio.

Citazione di: FatDanny il 30 Ott 2015, 10:14
Ma questo concetto vale solo con Marino?
Non mi pare. Con Renzi vale ancora meno. Con Monti non ne parliamo proprio.
E allora perché viene usato solo con Marino (soprattutto da parte di chi invece poi usa questo stesso principio al suo rovescio, ossia per istruire una dittatura della maggioranza che maggioranza non è)?


No, vale per tutti. Ma chi non vota non conta.

FatDanny

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Citazione di: genesis il 30 Ott 2015, 10:27


No, vale per tutti. Ma chi non vota non conta.

ma se non conta la tua affermazione di prima perde di valore...

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Eagles77

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Citazione di: Zanzalf il 29 Ott 2015, 22:24
Rega' Marino non lo sopporta più nessuno. Quelli del "Movemose" sono gli sbandati di SEL che prima chiedevano al PD di sfiduciarlo e ora se lo accattano.

Aridaje che non lo sopporta più nessuno, ma parla pe' te. Te rode che il giochetto degli scontrini non ha funzionato? La correttezza di Marino nel dimettersi, spiegare tutto a chi di dovere e veder completamente smontato ogni tentativo di farlo saltare, e poi una volta dimostrate le cazzate rimettersi in mano a un consiglio comunale a lui avverso, è limpida. E' un processo che si può fare, l'aveva detto subito che ha 20 giorni per ripensarci. L'ha fatto.
E il non sopportarlo è solo il fastidio nel vedere che irrenzie non può fare sempre come je pare (anche se tra poco smantellerà il PD e lo farà completamente a immagine e somiglianza della DC-FI).

Citazione di: Zanzalf il 29 Ott 2015, 22:24
C'è tra i sostenitori anche qualche brava persona che non ha capito che il problema Marino è stato di capacità personale e di impossibilità a lavorarci. Gli isterismi di questi giorni sono un riassunto. Non è un problema politico (vedi Pisapia).

Per fare un esempio: io, politicamente, sarei il candidato perfetto per il PD, ma non sono capace a fare il sindaco. Per gestire 5 miliardi di budget ci vuole un manager coi controcos, e Marino non lo è.

Per fare il sindaco non ci vuole solo un manager ma anche cedere a compromessi ai quali marino non voleva cedere, ciò che invece è avvenuto a milano con pisapia, che infatti sta bello comodo.

Citazione di: Zanzalf il 29 Ott 2015, 22:24
Mettice pure cose tipo: «Signora, provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare insieme»

Oppure: «Vorrà dire che regalo 20000 euro ai romani» (sti pezzenti)

E daje...

Vero, meglio dire "Stai sereno" e poi infilarlo comodamente dietro senza vasellina, altro stile, vuoi mettere?

Zanzalf

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Che la storia degli scontrini fosse una cazzata non è vero. Fai male a fidarti di Marino che non ti dice che per gli scontrini ha ricevuto da qualche giorno un avviso di garanzia.

purple zack

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Orfini: "chi non si dimette non sarà ricandidato"

ma come, Zanzalf, non eravate un partito "democratico" che non puó far fuori i "nobili"?


Zanzalf

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Faccio notare che il PD romano è commissariato e sotto inchiesta interna guidata da una persona fuori dai giochi come Barca.

Cosa vuol dire nel concreto? Io ad esempio non ho potuto ancora fare la tessera, gli organi decisionali sono fermi, il mio circolo è stato accorpato, 40 sono stati chiusi. È in completamento una fase di pulizia drastica.

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Bianchina

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Citazione di: Zanzalf il 30 Ott 2015, 10:40
Che la storia degli scontrini fosse una cazzata non è vero. Fai male a fidarti di Marino che non ti dice che per gli scontrini ha ricevuto da qualche giorno un avviso di garanzia.

ma che squallore...

Rugiule

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Citazione di: carib il 30 Ott 2015, 10:04
In base a quello che si legge sui giornali, si conferma l'estrema fatuità di Marino. Certo, vien da ridere (ma anche un po' da piangere..) pensando agli scontrini e alle bugie scempiotte di questo personaggio da un lato, e a MafiaCapitale dall'altro. Il punto è che in mezzo c'è il Pd romano e il suo grosso burattinaio. Considerando gli scandali di ogni genere che hanno coinvolto decine e decine di esponenti (minori e non) negli ultimi anni sarebbe facile pensare alla natura del più votato partito di Roma come a una natura crìminale. E forse in questo momento è così. Ciò non esclude che vi siano al suo interno persone oneste. Anzi, lo so per certo. Tutti lo sappiamo. Io spero vivamente che ora FINALMENTE sappiano imporsi, all'interno e all'esterno del partito. Perché l'alternativa all'orizzonte è l'anarcofascismo, bene che va clericale.
Ottimo, dubito che che tutti lo sappiano, ma io che lo so e ci credo voglio sperare come te che la parte più pulita sappia finalmente imporsi all'interno e mostrarsi all'esterno per le qualità che ha.

FatDanny

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Citazione di: Eagles77 il 30 Ott 2015, 10:33

Per fare il sindaco non ci vuole solo un manager ma anche cedere a compromessi ai quali marino non voleva cedere, ciò che invece è avvenuto a milano con pisapia, che infatti sta bello comodo.


ma da quando per essere sindaco occorre essere manager?
A questo livello siamo arrivati? Dopo aver privatizzato le aziende pubbliche puntiamo a privatizzare anche le stesse istituzioni pubbliche? Comune SpA?

Un sindaco deve avere capacità politiche più che capacità manageriali.
I funzionari pubblici dovrebbero servire a questo.
Altrimenti passiamo direttamente dal Sindaco all'Amministratore Delegato del Comune.
Tanto a seguire il pensiero unico pian piano arriveremo anche a questo...

laziAle82

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Citazione di: Zanzalf il 30 Ott 2015, 10:47
Faccio notare che il PD romano è commissariato e sotto inchiesta interna guidata da una persona fuori dai giochi come Barca.

Cosa vuol dire nel concreto? Io ad esempio non ho potuto ancora fare la tessera, gli organi decisionali sono fermi, il mio circolo è stato accorpato, 40 sono stati chiusi. È in completamento una fase di pulizia drastica.

Barca fuori dai giochi.. :lol:
Vallo a dire alla sorella..

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Eagles77

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Citazione di: FatDanny il 30 Ott 2015, 10:56
ma da quando per essere sindaco occorre essere manager?
A questo livello siamo arrivati? Dopo aver privatizzato le aziende pubbliche puntiamo a privatizzare anche le stesse istituzioni pubbliche? Comune SpA?

Un sindaco deve avere capacità politiche più che capacità manageriali.
I funzionari pubblici dovrebbero servire a questo.
Altrimenti passiamo direttamente dal Sindaco all'Amministratore Delegato del Comune.
Tanto a seguire il pensiero unico pian piano arriveremo anche a questo...

Come sei arretrato...ti sei scordato l'Azienda Italia? Il Comune è solo una delle tante direzioni aziendali...il sindaco lo devi eleggere dalle liste dei laureati in economia e commercio della Luiss, con master in "Manager di Comuni"

carib

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Forse siamo OT (77) ma anche a me "sindaco manager" fa venire i brividi. Un manager deve produrre profitti per far "ridere" gli azionisti. Manager, per esempio, era renzi che a Firenze affittava Ponte vecchio per festicciole private. Renzi, per dire, è la stessa persona che si è scagliata contro i lavoratori del Colosseo che esercitando un diritto si sono riuniti in assemblea per due ore. Pensateci bene: in entrambi i casi un bene pubblico è stato sottratto al...pubblico. Ma solo in un caso, per fini privati e antisociali.
E manager è stato alemanno, manager incapace ovvio. Ma quanta gentaglia ha fatto ridere chiamandola in Atac e Ama (radendole di fatto al suolo)? E quanti cittadini comuni ha fatto piangere abbandonando la città a sé stessa?

arturo

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Citazione di: FatDanny il 30 Ott 2015, 10:56
ma da quando per essere sindaco occorre essere manager?
A questo livello siamo arrivati? Dopo aver privatizzato le aziende pubbliche puntiamo a privatizzare anche le stesse istituzioni pubbliche? Comune SpA?

Un sindaco deve avere capacità politiche più che capacità manageriali.
I funzionari pubblici dovrebbero servire a questo.
Altrimenti passiamo direttamente dal Sindaco all'Amministratore Delegato del Comune.
Tanto a seguire il pensiero unico pian piano arriveremo anche a questo...

Bravo Fat.

Ma come, caro Zanzalf, hai sempre fatto , giustamente, del  "politico professionista" una tua battaglia, e mo cerchi il sindaco manager?

il sindaco deve essere il " politico" per eccellenza.

laziAle82

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"Oggi, per la prima volta da quando è tornata in edicola, vale la pena di sfogliare l'Unità perché riporta una notizia, anzi un retroscena, sulla crisi di Roma.

L'onorevole Marco Causi, vicesindaco dimissionario e nei giorni scorsi ufficiale di collegamento tra il Campidoglio e il Pd, oggi spiega infatti le tre offerte che erano state fatte a Marino per «chiudere la vicenda senza ulteriori spargimenti di sangue», secondo la definizione che ne dà sempre sull'Unità Federica Fantozzi.

Al sindaco sarebbe stato permesso «un passaggio in aula per un messaggio di fine mandato alla città»; quindi gli avrebbero concesso un incontro con Renzi ma «a dimissioni esecutive»; infine, gli avrebbero consentito di andare insieme ai capataz del Pd romano in tribunale a mostrarsi «a testa alta tutti dalla stessa parte» alla prima udienza del processo per Mafia Capitale.

Ho riletto tre volte il passaggio del pezzo di questo Causi, per essere sicuro di avere capito bene.

Cioè, il Pd avrebbe concesso al sindaco di leggere un messaggio in aula. Ma che è, la Gestapo? Un processo staliniano? Le ultime parole del condannato prima del patibolo?

Poi gli avrebbe concesso anche un incontro con Renzi, purché a dimissioni esecutive, insomma lo sconfitto che viene magnanimamente ricevuto dal vincitore, un po' come al termine delle guerre medievali - non so, forse a Marino sarebbe stato addirittura permesso di entrare a Palazzo Chigi sui suoi piedi anziché sulle ginocchia, e magari senza manette ai polsi e cenere in testa.

Infine, bontà loro, i piddini gli avrebbero addirittura permesso di stare al loro fianco in Tribunale, come se fosse il Pd a legittimare l'antimafiosità di Marino, e non semmai viceversa.

Ora, come ho già detto altrove, Marino ha certamente fatto errori - specie di vanità e di comunicazione - e pure pasticci. Ma questa cosa di fare passare un'umiliazione per una gentile concessione del principe dà la misura di cosa è oggi il Pd renziano. Un misto di arroganza, boria e bullismo. Proporzionale peraltro alla storica contaminazione con i più fangosi poteri di Roma.

E, in questo triste finale, proporzionale anche al tatticismo della peggior specie.

La questione oggi, infatti, non è più se Marino ha fatto errori ma è se la caduta di un governo cittadino debba avvenire nell'aula dei rappresentanti eletti dai cittadini - cioè il consiglio comunale - oppure debba avvenire con uno stratagemma (le 25 dimissioni) che impedisca il confronto pubblico, deciso in una sede non istituzionale e non rappresentativa dei cittadini, su imposizione del commissario di un partito e con i suoi consiglieri che obbediscono all'ukase per la paura di non essere ricandidati. E questo ovviamente varrebbe chiunque fosse il sindaco, e pure se fosse Barbablù.

Il Pd ha deciso di bypassare il confronto e questo sta tentando di fare.

Mi auguro che dopo questo spettacolo, il suo futuro candidato sindaco non vada al ballottaggio nemmeno ne fosse un misto tra Gandhi, Mandela e Sankara."

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/10/30/non-e-politica-e-bullismo/

carib

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A me sta situazione intera mi fa ammazzare dalle risate. Un divertente  interludio prima del ventennio de ferro  meloniano.

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Zanzalf

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Manager non esclude politico. Anzi. Forse fraintendete la parola manager. Gestore, capace a gestire. Non uno che fa casino cogli scontrini e poi PROVA A DARE LA COLPA ALLE SEGRETARIE METTENDOLE NEI GUAI PENALMENTE.

FatDanny

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Pian piano sta uscendo quel che effettivamente rappresenta il Partito Democratico e che ne spiega, almeno in parte, il posizionamento politico.

Quando si dice che ormai è compiutamente organico agli interessi di Confindustria e dei poteri forti questo non può che implicare anche le sue dinamiche interne, le sue roccaforti, le sue figure di punta.

Non è un qualcosa che possiamo limitare semplicemente alle politiche sul lavoro o le privatizzazioni o l'erosione costante di diritti della popolazione.
Anzi, queste politiche sono determinate esattamente da questa modifica progressiva della sua "composizione organica".

Parliamo dei rapporti clientelari a livello bancario e a livello produttivo-industriale (finmeccanica, giganti delle telecomunicazioni, dell'editoria e della manifattura).
Parliamo della subordinazione di qualsiasi velleità democratica alle necessità impellenti degli affaristi (riguardo a Roma è il giubileo ormai prossimo a costituire la necessità stringente dello stato d'eccezione).

Dinanzi a questo l'unica possibile via d'uscita è il superamento.
Non c'è via d'uscita per una Roma democratica che non passi per l'abbattimento di queste logiche e dunque di chi se ne fa garante e rappresentante.
E' una questione di priorità. Finché la priorità è far mangiare gli amici e "gli amici degli amici" le istanze dal basso non possono che essere negate o, nel migliore dei casi, subordinate al banchetto.
Finché i profitti valgono più delle vite, l'agenda politica che ne consegue non può che esserne un sottoprodotto derivato.

Roma (ma non solo Roma purtroppo) ha bisogno di essere liberata. Nel senso più alto del termine.

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