Grave attentato all'aeroporto di Istanbul. Almeno due kamikaze e spari tra lo folla. Per ora 10 morti e 40 feriti.
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http://video.corriere.it/spari-ed-esplosioni-aeroporto-istanbul-l-arrivo-soldati-fuga-gente/87ddbca6-3d67-11e6-922f-98d199acd386
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http://m.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/istanbul_attentato_esplosioni_spari_aeroporto-1824673.html
Sempre peggio
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Terrificante.
(http://i67.tinypic.com/2enywl3.jpg)
36 morti
147 feriti
Eccidio mostruoso che mortifica la natura umana. Solidarietà e affetto alle povere vittime e ai loro cari.
Tutto e tutti indicano l'Isis. Durante il Ramadan.
Mah.
Di certo, la Turchia è una polveriera.......
:(
Una cinquantina di morti
100 feriti
Una tragedia
Di matrice non chiara ma facilmente ipotizzabile
Maledetti.....
E questa volta hanno colpito agli arrivi dove i controlli sono più diffivoltosi
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...non si può andare avanti così. Addirittura uno si è fatto esplodere fuori, mentre c'era il fuggi fuggi generale. MALEDETTI...
sono affranto tanto dolore senza motivo
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Pare che siano stati uccisi tutti gli italiani presi in ostaggio in Bangladesh questa notte.
Le vittime italiane di Dacca erano tutte legate al tessile. Mi chiedevo quanto le dinamiche predatorie di delocalizzazione possano essere funzionali all'ideologia e alla propaganda islamista antioccidentale.
Citazione di: anderz il 03 Lug 2016, 13:59
Le vittime italiane di Dacca erano tutte legate al tessile. Mi chiedevo quanto le dinamiche predatorie di delocalizzazione possano essere funzionali all'ideologia e alla propaganda islamista antioccidentale.
(ne io ne te stiamo giustificando alcunché, ma il fatto che di alcune cose qui da noi se ne perde il ricordo è inquietante) Crollo del Rana Plaza di SavarIl 24 aprile 2013 il Rana Plaza, un edificio commerciale di otto piani, crollò a Savar, un sub-distretto nella Grande Area di Dacca, capitale del Bangladesh.
Le operazioni di soccorso e ricerca si sono concluse il 13 maggio con 1.129 vittime. Circa 2.515 feriti furono estratti vivi dal palazzo.
È considerato il più grave incidente mortale avvenuto in una fabbrica tessile nella storia, così come il più letale cedimento strutturale accidentale nella storia umana moderna.
L'edificio conteneva alcune fabbriche di abbigliamento, una banca, appartamenti e numerosi altri negozi.
Nel momento in cui sono state notate delle crepe sull'edificio, i negozi e la banca ai piani inferiori sono stati chiusi,
mentre l'avviso di evitare di utilizzare l'edificio è stato ignorato dai proprietari delle fabbriche tessili. Ai lavoratori fu infatti ordinato di tornare il giorno successivo, giorno in cui l'edificio ha ceduto, collassando durante le ore di punta della mattina.
ho pensato allo stesso evento, Misterfa'
Citazione di: anderz il 03 Lug 2016, 19:47
ho pensato allo stesso evento, Misterfa'
Immaginavo, è atroce.
Inserisco due articoli molto interessanti sulla vicenda Rana Plaza e sulle mani sporche di sangue delle multinazionali occidentali del tessile, anche e soprattutto italiane. Non so quanto questa vicenda - o meglio, tutto quello che c'è dietro questa vicenda - possa essere correlata agli attentati di Dacca, la mia è una speculazione che immagino possa essere anche considerata in maniera molto negativa o addirittura "giustificazionista"; sono consapevole anche che quei pazzi [...] - come già accaduto in precedenza in attacchi simili - facevano parte di famiglie benestanti e godevano di un livello di istruzione molto superiore alla media nazionale, ma questo non toglie che quelle vicende potrebbero aver generato una rabbia antineocolonialista anche negli strati più borghesi della popolazione, un terreno fertilissimo per la retorica jihadista.
Il vero prezzo della moda
Il 24 aprile 2013, in Bangladesh, è crollato il Rana Plaza, un edificio di otto piani che ospitava diversi laboratori tessili a Savar, una città a venti chilometri dalla capitale Dhaka.
Nel crollo sono morte 1.129 persone, e circa 2.515 feriti sono stati estratti vivi dalle macerie. Nel palazzo lavoravano almeno cinquemila persone, soprattutto donne, che producevano capi d'abbigliamento anche per noti marchi occidentali.
Un anno e mezzo dopo gran parte delle vittime non è stata risarcita e i passi avanti negli standard di sicurezza delle fabbriche tessili del Bangladesh – dove si producono soprattutto capi d'abbigliamento per conto di aziende occidentali – sono ancora molto scarsi.
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ROMA - Due anni sono troppo pochi. E le immagini di quel rogo sono ancora vivide. Ad una settimana dal secondo anniversario della tragedia del Rana Plaza, Bangladesh, 24 aprile 2013, mille cento trentotto operai vittime della totale assenza di sicurezza su quel luogo di lavoro, in tutto il mondo sono programmate azioni per chiedere che i sopravvissuti e i familiari delle vittime siano finalmente risarciti. E dall'Italia arriva la notizia che Benetton verserà 1,1 milioni di dollari nel Rana Plaza Donor Trust Fund. Un passo in avanti che però viene ritenuto non sufficiente dalle associazioni, come Clean Clothes e Avaaz, che da mesi tengono alta l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema.
Le critiche di Clean Clothes. La richiesta da parte delle associazioni all'azienda italiana, infatti, era ben altra. Alla Benetton era stato chiesto un versamento di cinque milioni di dollari. "Benetton ha avuto la possibilità di emergere come leader nella cura e nel rispetto dei diritti delle vittime, dimostrando che le sue parole non erano solo operazioni di marketing" dice Ineke Zeldenrust della Clean Clothes Campaign. E la critica di Clean Clothes riguarda anche il metodo attraverso cui si è arrivati a stabilire questa cifra. Nello scorso febbraio, l'azienda italiana aveva chiesto alla società di revisione Price Waterhouse Coopers (PWC), di stabilire l'ammontare del risarcimento. "Parliamoci chiaro, il comportamento di Benetton non è stato per niente trasparente. Il processo ha escluso tutti i sindacati e le organizzazioni che si occupano di diritti dei lavoratori" commenta Deborah Lucchetti della Campagna Abiti Puliti, sezione italiana della Clean Clothes Campaign.
La voce dei superstiti. E numerosi commenti arrivano in queste ore anche dal Bangladesh. Da chi in quel crollo ha perso tutto. "Benetton dovrebbe sapere quanto, a causa sue e degli altri marchi coinvolti, abbiamo sofferto per l'accaduto e adesso esce pubblicamente con 1,1 milioni di dollari. Questo è così irrispettoso per noi e per tutte le vittime Rana Plaza", il commento di Latif Sheikh, che quel giorno di due anni fa ha perso la moglie. Latif insieme alle altre famiglie delle vittime e ai superstiti mantengono la loro richiesta a Benetton di colmare quanto manca a raggiungere la cifra totale necessaria al fondo: altri sette milioni di dollari a fronte dei 23 già raccolti.
Avaaz: "Un prezioso precedente". "Il contributo di Benetton non è certamente sufficiente a risarcire la morte e le sofferenze causate dai loro vestiti. Ma è solo grazie alla richiesta di oltre un milione di persone che l'azienda ha finalmente cambiato posizione e deciso di contribuire", dice Dalia Hashad, direttore delle campagne di Avaaz. "Questo introduce un precedente per le imprese di tutto il mondo: quando dei lavoratori muoiono, non ci si può girare dall'altra parte. I riflettori vanno ora puntati sulle compagnie collegate alla tragedia e che ancora si rifiutano, come Carrefour e Walmart a livello internazionale o Manifattura Corona, Robe di Kappa e Yes Zee in Italia, affinché facciano la loro parte e mettano i fondi mancanti per consentire che tutte le vittime ricevano quello di cui hanno bisogno e che si meritano".
Quindi è colpa nostra, me stavo a preoccupa'.
Citazione di: Thorin il 04 Lug 2016, 15:05
Quindi è colpa nostra, me stavo a preoccupa'.
Da quanto ho capito io, il tessile e l'occidente stavolta non c'entrano niente.
Si tratterebbe squisitamente di strage idioticamente religiosa.
Citazione di: Thorin il 04 Lug 2016, 15:05
Quindi è colpa nostra, me stavo a preoccupa'.
Ho provato a fornire nozioni ed elementi di riflessione, e se posso parlare di Anderz mi sembra che abbia fatto la stessa cosa.
Chiedersi se alcuni "nostri" comportamenti (di alcuni temo non ci rendiamo pienamente conto della gravità) possano essere utilizzati dai fomentatori d'odio per spingere menti deboli a compiere stragi non significa "è colpa nostra".
Guardiamo a casa nostra, esistono fomentatori d'odio verso gli stranieri e verso chi crede in divinità diverse da quella più seguita in Italia? E se esistono (esistono), utilizzano pretesti per generalizzare? E se li usano (li usano), c'è chi abbocca?
Che le conseguenze sono diverse anche perché la realtà è diversa (siamo pur sempre dal lato dei "vincitori") si può ipotizzare?
Secondo te mi fanno meno orrore certe stragi solo perché non vedo la verginità dell'occidente?
Citazione di: Tarallo il 04 Lug 2016, 15:11
Da quanto ho capito io, il tessile e l'occidente stavolta non c'entrano niente.
Si tratterebbe squisitamente di strage idioticamente religiosa.
Lo credo anche io, nell'articolo linkato il nesso con il settore del tessile è per me casuale, il focus voleva essere sullo sfruttamento percepito che genera rabbia verso i neocolonialisti e offre terreno fertilissimo per la retorica jihadista
Citazione di: Tarallo il 04 Lug 2016, 15:11
Da quanto ho capito io, il tessile e l'occidente stavolta non c'entrano niente.
Si tratterebbe squisitamente di strage idioticamente religiosa.
Si, pero' l'obiettivo non è casuale.
E' facile creare simpatie se colpisci imprenditori stranieri che sfruttano la manodopera minorile per pochi soldi.
Citazione di: Thorin il 04 Lug 2016, 15:05
Quindi è colpa nostra, me stavo a preoccupa'.
No, non ho detto questo. Il mio è uno spunto di riflessione che può essere, e l'ho chiarito dal principio, anche totalmente campato in aria. Quello che mi è venuto in mente pensando alla natura della strage, al luogo e alle vittime è che i due eventi non siano del tutto scollegati. Magari non c'è un filo diretto, ma la mia tesi è un po' più sottile: in uno stato tra i più corrotti al mondo, che va avanti con lo sfruttamento intensivo della forza lavoro a bassissimo prezzo per il beneficio dei mercati occidentali, la rabbia degli sfruttati può portare a tutti gli effetti a rafforzare un certo tipo di discorso ideologico-religioso. E non sto parlando solo degli esecutori materiali, ma di tutto ciò che può portare un ragazzo dall'indifferenza all'azione passando per la condivisione di certi ideali (demmerda).
Non sarebbe una novità considerando le origini del fondamentalismo islamico. Da sempre il jihadismo ha fondato la sua stessa esistenza sul rifiuto del dominio occidentale, al quale viene opposta la volontà di un ritorno, del tutto artificiale e antistorico, alla purezza della prima civiltà islamica.
Per fare due esempi noti: Bin Laden si radicalizza in opposizione alle basi USA in Arabia Saudita e alle ingerenze sovietiche in Afghanistan; uno dei primi atti del sedicente Stato Islamico è stato quello di riscrivere i confini siroiracheni definiti dall'accordo franco-britannico Sykes Picot. Ecco, non mi stupirei se anche in Bangladesh, come accaduto già in Mali ed in Burkina Faso, ci fosse questa sottotrama.
Citazione di: anderz il 04 Lug 2016, 18:57
No, non ho detto questo. Il mio è uno spunto di riflessione che può essere, e l'ho chiarito dal principio, anche totalmente campato in aria. Quello che mi è venuto in mente pensando alla natura della strage, al luogo e alle vittime è che i due eventi non siano del tutto scollegati. Magari non c'è un filo diretto, ma la mia tesi è un po' più sottile: in uno stato tra i più corrotti al mondo, che va avanti con lo sfruttamento intensivo della forza lavoro a bassissimo prezzo per il beneficio dei mercati occidentali, la rabbia degli sfruttati può portare a tutti gli effetti a rafforzare un certo tipo di discorso ideologico-religioso. E non sto parlando solo degli esecutori materiali, ma di tutto ciò che può portare un ragazzo dall'indifferenza all'azione passando per la condivisione di certi ideali (demmerda).
Non sarebbe una novità considerando le origini del fondamentalismo islamico. Da sempre il jihadismo ha fondato la sua stessa esistenza sul rifiuto del dominio occidentale, al quale viene opposta la volontà di un ritorno, del tutto artificiale e antistorico, alla purezza della prima civiltà islamica.
Per fare due esempi noti: Bin Laden si radicalizza in opposizione alle basi USA in Arabia Saudita e alle ingerenze sovietiche in Afghanistan; uno dei primi atti del sedicente Stato Islamico è stato quello di riscrivere i confini siroiracheni definiti dall'accordo franco-britannico Sykes Picot. Ecco, non mi stupirei se anche in Bangladesh, come accaduto già in Mali ed in Burkina Faso, ci fosse questa sottotrama.
La tua è una riflessione sacrosanta ed anche legittima, non mi fraintendere.
Ma dopo che superi una certa linea, per me finisce il tempo delle riflessioni, passi dalla parte del torto punto, non mi interessa più perché lo stai facendo quando sgozzi una trentatreenne incinta di 5 mesi o una diciannovenne solo perché non ti sanno recitare il corano.
Io a vedere certe cose faccio molta fatica a restare umano.
Sbaglio e per fortuna non comando io, perché la mia reazione sarebbe sicuramente sbagliata.
Citazione di: Thorin il 04 Lug 2016, 19:51
Io a vedere certe cose faccio molta fatica a restare umano.
Sbaglio e per fortuna non comando io, perché la mia reazione sarebbe sicuramente sbagliata.
sono d'accordo, senza retorica.
Direi che vale anche per tutti quelli che odiano l'Occidente perché vedono solo le sue espressioni peggiori.
Anche quando vedi bambini morire dentro fabbriche fatiscenti o di fame o di bombe pensi la stessa cosa.
Pensi che i responsabili di tutto questo devono pagare il prezzo più alto possibile e senza troppi distinguo.
Il punto è che noi vediamo queste cose da una prospettiva rovesciata. Sentiamo queste notizie molto di rado e al massimo come trafiletto sui giornali. La notizia buca solo se accompagnata da qualche fotografia molto toccante.
Altri le vivono sulla propria pelle. E reagiscono come te.
Capire questa cosa, anche partendo semplicemente dalla propria bestialità istintiva, sarebbe un grosso passo avanti per tutti.
Capire cosa produce questo odio e magari estirparne le radici velenose, sarebbe positivo per tutta l'umanità.
Si ma temo che le categorie e le prospettive "classiche" inizino a significare ben poco.
Certamente nei media occidentali esistono morti di serie A e morti di serie B, esistono orrori che riempiono prime pagine dei giornali e bacheche dei social network, ed orrori che al massimo vengono utilizzati per contrapporli e vengono letti con un certo fastidio dalle opinioni pubbliche.
E se è umano immedesimarsi più facilmente con un medio borghese italiano in un bar di occidentali barbaramente ucciso perché non conosce a memoria il Corano rispetto a migliaia di paria morti perché costretti a lavorare in condizioni disumane, salta agli occhi l'enorme sproporzione tra i venti morti del Holey Artesan Bakery e gli oltre mille del Rana Plaza.
Però permettetemi di dubitare sulle conseguenze che ne dovrebbero derivare.
Agli assassini suicidi, secondo il mio modesto parere, dei morti del Rana Plaza non fregava assolutamente niente. Conoscendo un pò certe culture, al ricco bengalese di famiglia bene dei poveracci morti di fame gliene frega poco e niente, e certamente non va a farsi ammazzare per "vendicare" la morte da parte degli occidentali di gente che considera a dir poco inferiore.
Proprio l'elevata classe sociale, culturale ed economica degli attentatori (che, come stiamo iniziando ad imparare, inizia ad essere una costante degli attentati contro l'occidente) ci impone di rileggere le categorie classiche del povero che si ribella contro il ricco sfruttatore ed affamatore.
Nessuno degli attentatori di Dacca avrebbe mai lavorato al Rana Plaza o venduto una birra a viale Tirreno, come probabilmente nessuno degli attentatori di Parigi sarebbe morto su un barcone, o nessuno degli attentatori dell'11 settembre avrebbe patito la fame nell'africa subsahariana.
Per cui sono d'accordissimo con FatDanny, bisogna assolutamente capire cosa produce quest'odio, e bisogna estirparne le radici velenose.
Solo che, al di la che una maggiore giustizia sociale in tutto il mondo sarebbe molto più che auspicabile in termini assoluti, non sono così convinto sarebbe così utile a combattere la follia jihadista.
Citazione di: Tarallo il 04 Lug 2016, 15:11
Da quanto ho capito io, il tessile e l'occidente stavolta non c'entrano niente.
Si tratterebbe squisitamente di strage idioticamente religiosa.
e mi sorprende che qualcuno possa dire il contrario
al daesh nun je ne frega nulla che i bengalesi siano sottopagati
anzi
paradossalmente
gli importa che quel poco di benessere che i bengalesi hanno, sia spazzato via,
perchè l'Islam radicale è la sola salvezza....
quello delle industrie tessili sffruttatrici è un altro discorso
che va analizzato e criticato a fondo
ma mi fa schifo farlo in questo topic....
La domanda giusta da porsi in questo contesto non è cosa interessi a daesh. È chiaro che daesh ha tutto l'interesse a radicalizzare lo scontro, ha tutto l'interesse a provocare politiche di repressione generalizzata che possano polarizzare gli estremismi, ha tutto l'interesse a far passare quella in atto come una guerra tra crociati ed Islam.
La domanda giusta è come sia possibile che alcuni giovani benestanti, ricchi, colti, potenzialmente in grado di vivere una vita più che soddisfacente secondo i nostri standard decidano di rendersi protagonisti di inenarrabili atrocità essendo oltretutto più che coscienti di andare incontro a morte certa.
Finché non saremo in grado di rispondere a questa domanda, ed io non lo sono, qualsiasi analisi sarà campata in aria...
Citazione di: Daniela il 04 Lug 2016, 22:04
e mi sorprende che qualcuno possa dire il contrario
al daesh nun je ne frega nulla che i bengalesi siano sottopagati
anzi
paradossalmente
gli importa che quel poco di benessere che i bengalesi hanno, sia spazzato via,
perchè l'Islam radicale è la sola salvezza....
quello delle industrie tessili sffruttatrici è un altro discorso
che va analizzato e criticato a fondo
ma mi fa schifo farlo in questo topic....
Appunto, è proprio questo il motivo per cui ho dato questa piega al topic.
La retorica jihadista deve appoggiarsi a qualcosa di concreto per fare proselitismo e gli argomenti variano in base al contesto in cui i gruppi terroristici operano. Il Bangladesh è caratterizzato da un livello piuttosto elevato di violenza politica sin dall'indipendenza del 1971. Tre anni fa è stato messo al bando il partito islamista Jamaat el Islam, i fratelli musulmani del subcontinente indiano, che pure aveva fatto parte per 5 anni di una coalizione governativa nazionalista di colore opposto a quella che comanda oggi. Proprio i partiti islamici alzarono parecchio casino per quello che accadde al Rana Plaza e in altre occasioni simili ma meno note.
Non si tratta ovviamente di rivendicazioni genuine, ma un modo conveniente di sfruttare il malcontento diffuso.
@pentiux
Può essere che sia come dici tu, ma un bengalese ricco "normale" non penserebbe nemmeno a fare una strage e ad immolarsi contro l'esercito schierato. Non dobbiamo pensare alla media, ma a queste luride eccezioni.
Citazione di: pentiux il 04 Lug 2016, 20:24
...
assolutamente d'accordo, agli attentatori delle condizioni di lavoro in bangladesh non interessa un fico secco.
Come Salah non ha voluto riscattare la vita penosa dei quartieri ghetto di bruxelles.
Ma le azioni di Daesh, al di la delle motivazioni personali dei singoli attentatori, non si fermano mai all'atto efferato, non sono semplice barbarie ma comunicazione politica ben strutturata. Che non ha in noi il destinatario principale.
Noi non siamo vittime e destinatari come nel terrorismo europeo novecentesco a cui siamo abituati. Noi siamo vittime e strumento di comunicazione, per quanto ancor più folle ci possa sembrare questa possibilità.
Agli attentatori non interessa un fico secco delle condizioni di lavoro in bangladesh, ma ai destinatari del messaggio di Daesh si. Non colpiscono per cacciare le nostre imprese, ma per mostrare che sono in grado di colpirci. E la commistione di cui parla anderz ha un'efficacia micidiale.
Come ce l'ha quando mostra di poter colpire nel cuore dell'Europa.
Io continuo a pensare che l'obiettivo vero di daesh in occidente siano i Trump, i Salvini, le Le Pen.
Quando un adolescente musulmano americano, italiano o francese, perfettamente integrato e senza alcuna afflato di integralismo, si sente discriminato e accusato di essere responsabile delle peggiori efferatezze, quando si sente dare del b@stardo solo per la sua appartenenza religiosa e culturale, quando viene insultato, accusato, escluso per chi è e non per qualcosa che ha fatto, allora il rischio che ascolti con più attenzione le sirene radicali esiste.
Quando Salah spara a Parigi e a Bruxelles, spera nella repressione brutale e generalizzata a Molenbeek. Non per riscattarne le vite penose, ma per tracciare una linea di demarcazione evidente tra occidente ed Islam.
Diversi gli obiettivi in medio oriente, dove mi sembra essere più una lotta per il potere e per il controllo delle fonti di finanziamento. Addirittura spesso in evidente contrapposizione tra daesh e Al Qaeda, e tra gli stessi sunniti.
Quando daesh spara a Dakha, invece, al contrario tuo ritengo che abbia proprio l'obiettivo di togliere il supporto internazionale al governo attuale. La riduzione delle risorse in un paese tanto povero, data dall'uscita degli investimenti occidentali, porterebbe nella mente jihadista ad una sollevazione popolare e al reintegro al potere degli integralisti islamici resi da poco fuorilegge.
Ma continuo a non riuscirmi a spiegare come un gruppo di persone colte e benestanti, decida di entrare così violentemente in questo meccanismo.
Secondo me c'è qualcosa che non riusciamo proprio a cogliere, leggendo la realtà con gli strumenti culturali a nostra disposizione.
Citazione di: pentiux il 04 Lug 2016, 22:50
La domanda giusta da porsi in questo contesto non è cosa interessi a daesh. È chiaro che daesh ha tutto l'interesse a radicalizzare lo scontro, ha tutto l'interesse a provocare politiche di repressione generalizzata che possano polarizzare gli estremismi, ha tutto l'interesse a far passare quella in atto come una guerra tra crociati ed Islam.
La domanda giusta è come sia possibile che alcuni giovani benestanti, ricchi, colti, potenzialmente in grado di vivere una vita più che soddisfacente secondo i nostri standard decidano di rendersi protagonisti di inenarrabili atrocità essendo oltretutto più che coscienti di andare incontro a morte certa.
Finché non saremo in grado di rispondere a questa domanda, ed io non lo sono, qualsiasi analisi sarà campata in aria...
Però in realtà la borghesia colta ha sempre dato i natali a giovani con azioni radicali a volte sfociate nel "terrorismo" che sia politico o religioso, questo non possiamo dimenticarlo..
Spiegatemi pure con la logica della lotta di classe la bomba nella gelateria a Baghdad. Al wahhabismo militante del mondo reale non gli frega un cazzo. Solo l'astrazione nel delirio religioso permette di fare a pezzi bambini in fila a comprare un gelato.
Quello è un mondo che noi non possiamo comprendere, come giustamente scriveva qualcuno più sopra.
A questo punto, con qualche eccezione, a me sembra semplicemente lotta aperta tra sciiti e sunni o come se dice in italiano*. Secondo me alla base del 90% di tutto questo, e dietro alla nascita di Al Qaeda e ISIS non c'e' altro che il vuoto lasciato in Iraq e lo smantellamento violento, eccessivo e controproducente di Baath, che ha dato il via alla vendetta degli Sciiti - e anche un occhio all'indebolimento temporaneo di Bashar al-Assad che ha dato a tutti voglia di Siria . Per me ci puo' salvare solo l'Iran, e quando gli Ayatollah proponevano un panislamismo sotto di loro a noi ovviamente vennero lo bolle. Invece a me pare che le varie anime islamiche o islamiste, incluse quelle fondamentaliste, possano essere tenute insieme ma soprattutto a bada soltanto da un tiranno assassino.
*Non questo del Bangladesh. Non mi pare abbiano separato, a me questo sembra veramente una follia di rozzi assassini. Mi riferisco in particolare a quello terribile di ieri in iraq con piu' di 100 morti.
Citazione di: laziAle82 il 05 Lug 2016, 08:26
Però in realtà la borghesia colta ha sempre dato i natali a giovani con azioni radicali a volte sfociate nel "terrorismo" che sia politico o religioso, questo non possiamo dimenticarlo..
Ma certo, Ale.
Però tra un Donat Cattin che vuole fare la rivoluzione ed un torturatore a colpi di macete che compie una azione suicida, vedo delle differenze sostanziali.
E non mi convince del tutto neanche la pista strettamente religiosa: i veri integralisti islamici sono quelli che assaltano il negozio di Istanbul perché sotto ramadan si ascolta musica rock e si beve alcool, non questi. Questi fumano durante il ramadan, fanno vite dissolute come Salah frequentando discoteche e bevendo alcool, e via discorrendo.
Non proprio l'atteggiamento da integralista che uccide le persone perché non conoscono il Corano solo per questioni religiose.
Ora se è chiaro che si tratta di persone che in molti casi hanno vissuto delle vite diverse da quelle a cui vorrebbero sottoporre il resto dell'umanità, che hanno come obiettivo la conquista del potere come spiegato precedentemente, ma come le convinci a suicidarsi? Neanche a dire che da poveri sfruttati possono pensare di non voler più vivere una vita di stenti e si fanno saltare in aria sapendo che in quel modo garantiscono un futuro ai propri cari, come avviene in altri casi...
Insomma, non capisco. Leggo molto in questo periodo su questo argomento, cerco analisi convincenti e spiegazioni, ma ne trovo ben poche...
Citazione di: pentiux il 05 Lug 2016, 00:53
Io continuo a pensare che l'obiettivo vero di daesh in occidente siano i Trump, i Salvini, le Le Pen.
Quando un adolescente musulmano americano, italiano o francese, perfettamente integrato e senza alcuna afflato di integralismo, si sente discriminato e accusato di essere responsabile delle peggiori efferatezze, quando si sente dare del b@stardo solo per la sua appartenenza religiosa e culturale, quando viene insultato, accusato, escluso per chi è e non per qualcosa che ha fatto, allora il rischio che ascolti con più attenzione le sirene radicali esiste.
Quando Salah spara a Parigi e a Bruxelles, spera nella repressione brutale e generalizzata a Molenbeek. Non per riscattarne le vite penose, ma per tracciare una linea di demarcazione evidente tra occidente ed Islam.
Diversi gli obiettivi in medio oriente, dove mi sembra essere più una lotta per il potere e per il controllo delle fonti di finanziamento. Addirittura spesso in evidente contrapposizione tra daesh e Al Qaeda, e tra gli stessi sunniti.
Quando daesh spara a Dakha, invece, al contrario tuo ritengo che abbia proprio l'obiettivo di togliere il supporto internazionale al governo attuale. La riduzione delle risorse in un paese tanto povero, data dall'uscita degli investimenti occidentali, porterebbe nella mente jihadista ad una sollevazione popolare e al reintegro al potere degli integralisti islamici resi da poco fuorilegge.
Ma continuo a non riuscirmi a spiegare come un gruppo di persone colte e benestanti, decida di entrare così violentemente in questo meccanismo.
Secondo me c'è qualcosa che non riusciamo proprio a cogliere, leggendo la realtà con gli strumenti culturali a nostra disposizione.
Che i Trump, i salvini o le Le pen siano funzionali non c'è dubbio, ma per quale motivo i destinatari degli attacchi devono necessariamente essere occidentali? Ma perché dobbiamo essere protagonisti a tutti i costi?
Secondo me questo produce un errore di traduzione del messaggio, perché riteniamo che ce l'abbiano con noi quando invece ci usano come semplice strumento per parlare ad altri musulmani.
È che siamo l'unico popolo della terra a non essere abituato ad essere trattato come un oggetto, invece dovremmo iniziare a capire che è possibile anche nei nostri riguardi, non siamo una razza semidivina anche se a volte inconsapevolmente capita di pensarlo (200 anni di cultura coloniale qualche effetto l'ha avuto)
Citazione di: Il nostro Giorgione il 05 Lug 2016, 08:46
Spiegatemi pure con la logica della lotta di classe la bomba nella gelateria a Baghdad. Al wahhabismo militante del mondo reale non gli frega un cazzo. Solo l'astrazione nel delirio religioso permette di fare a pezzi bambini in fila a comprare un gelato.
Quello è un mondo che noi non possiamo comprendere, come giustamente scriveva qualcuno più sopra.
Io invece continuo a credere che chi porta avanti questa tesi, da Parigi a Bruxelles passando per raqqa e Baghdad, non solo abbia torto marcio, provato da mille e mille riscontri che vanno in direzione opposta, ma sia anche pericolosamente funzionale al progetto di daesh.
http://www.internazionale.it/reportage/francesca-borri/2016/07/04/jihadisti-stato-islamico-intervista
Leggere a fondo questo articolo.
Non tanto (o non solo) sulle radici sociali del consenso a daesh, ma soprattutto sulla nostra totale incompetenza nella lettura del fenomeno data da un'arroganza tipica degli invasori.
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Citazione di: Tarallo il 05 Lug 2016, 08:52
A questo punto, con qualche eccezione, a me sembra semplicemente lotta aperta tra sciiti e sunni o come se dice in italiano. Secondo me alla base del 90% di tutto questo, e dietro alla nascita di Al Qaeda e ISIS non c'e' altro che il vuoto lasciato in Iraq e lo smantellamento violento, eccessivo e controproducente di Baath, che ha dato il via alla vendetta degli Sciiti - e anche un occhio all'indebolimento temporaneo di Bashar al-Assad che ha dato a tutti voglia di Siria . Per me ci puo' salvare solo l'Iran, e quando gli Ayatollah proponevano un panislamismo sotto di loro a noi ovviamente vennero lo bolle. Invece a me pare che le varie anime islamiche o islamiste, incluse quelle fondamentaliste, possano essere tenute insieme ma soprattutto a bada soltanto da un tiranno assassino.
Ma sai, Tarà... in parte c'è quel tema.
Ma i sunniti sono circa il 90% degli islamici del mondo. I paesi a maggioranza sciita sono talmente pochi da rendere impossibile su scala mondiale una guida sciita dell'Islam:
(https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/25/Sunni-Shia-Ibadi.png)
E' esattamente il contrario di quello che era stato in Iraq, dove una minoranza Sunnita governava come sappiamo un paese a maggioranza sciita. Ma immaginare su scala più ampia un rovesciamento delle parti mi sembra impossibile.
Anzi, dirò di più: sarebbe una manna per gli integralisti salafiti e wahabiti immaginare un Islam politico sotto il comando degli "eritici" sciiti con il supporto dell'occidente.
Li si avresti la fila de gente che se fa saltare in aria in tutto il mondo.
Citazione di: pentiux il 05 Lug 2016, 08:53
Ma certo, Ale.
Però tra un Donat Cattin che vuole fare la rivoluzione ed un torturatore a colpi di macete che compie una azione suicida, vedo delle differenze sostanziali.
E non mi convince del tutto neanche la pista strettamente religiosa: i veri integralisti islamici sono quelli che assaltano il negozio di Istanbul perché sotto ramadan si ascolta musica rock e si beve alcool, non questi. Questi fumano durante il ramadan, fanno vite dissolute come Salah frequentando discoteche e bevendo alcool, e via discorrendo.
Non proprio l'atteggiamento da integralista che uccide le persone perché non conoscono il Corano solo per questioni religiose.
Ora se è chiaro che si tratta di persone che in molti casi hanno vissuto delle vite diverse da quelle a cui vorrebbero sottoporre il resto dell'umanità, che hanno come obiettivo la conquista del potere come spiegato precedentemente, ma come le convinci a suicidarsi? Neanche a dire che da poveri sfruttati possono pensare di non voler più vivere una vita di stenti e si fanno saltare in aria sapendo che in quel modo garantiscono un futuro ai propri cari, come avviene in altri casi...
Insomma, non capisco. Leggo molto in questo periodo su questo argomento, cerco analisi convincenti e spiegazioni, ma ne trovo ben poche...
Infatti la situazione è intricatissima e non so neanche se noi abbiamo in questo momento gli strumenti necessari per capire; tutto quello che hai detto è sacrosantemebte vero, le differenze esistono e sono flagranti così come lo è il fato che la motivazione religiosa sia il detonatore e non l'ideale.
Il mio era solo un mettere il mio piccolo pezzo di carne al fuoco della discussione per dire che l'appartenenza elitaria o borghese non è mai stata un limite alla partecipazione rivoluzionaria (anzi..)
Citazione di: Tarallo il 05 Lug 2016, 08:52
A questo punto, con qualche eccezione, a me sembra semplicemente lotta aperta tra sciiti e sunni o come se dice in italiano*. Secondo me alla base del 90% di tutto questo, e dietro alla nascita di Al Qaeda e ISIS non c'e' altro che il vuoto lasciato in Iraq e lo smantellamento violento, eccessivo e controproducente di Baath, che ha dato il via alla vendetta degli Sciiti - e anche un occhio all'indebolimento temporaneo di Bashar al-Assad che ha dato a tutti voglia di Siria . Per me ci puo' salvare solo l'Iran, e quando gli Ayatollah proponevano un panislamismo sotto di loro a noi ovviamente vennero lo bolle. Invece a me pare che le varie anime islamiche o islamiste, incluse quelle fondamentaliste, possano essere tenute insieme ma soprattutto a bada soltanto da un tiranno assassino.
*Non questo del Bangladesh. Non mi pare abbiano separato, a me questo sembra veramente una follia di rozzi assassini. Mi riferisco in particolare a quello terribile di ieri in iraq con piu' di 100 morti.
Se leggi una storia dell'Islam, vedrai che si sono sgozzati tra loro per mille anni (così frequentemente limitando i danni ai paesi più o meno vicini).
Gli sciiti sembrano meno pericolosi perché consentono una lettura allegorica del Corano e delle altre fonti della Sunna. Ma la loro teoria dell'Imamato è inquietante.
La soluzione del tiranno assassino non funziona: l'Arabia Saudita è a livelli della Corea, ma il meglio che ha fatto è stato regalarci Bin Laden e Al - Baghdadi.
Insomma, la sfida dei prossimi cento anni non è risolvere il conflitto in Palestina, ma l'emancioaizone dei popoli islamici da stemmerde parassite che li dominano.
Citazione di: pentiux il 05 Lug 2016, 08:53
..
Ora se è chiaro che si tratta di persone che in molti casi hanno vissuto delle vite diverse da quelle a cui vorrebbero sottoporre il resto dell'umanità, che hanno come obiettivo la conquista del potere come spiegato precedentemente, ma come le convinci a suicidarsi?
Bella domanda. IMHO nel caso del suicidio c'è la pulsione d'annullamento: l'"idea" [delirante] di far sparire il mondo quindi sé stessi. A monte c'è l'indottrinamento, l'addestramento etc ma io non penso che incidano più di tanto. Piuttosto l'Islam radicale poltico [Is, al qaeda etc] attrae certi personaggi ormai andati via di capoccia perché fornisce a chi matura questa idea delirante gli strumenti per agirla. Insomma, se metti una tanica di benzina in mano a un suicida e gli confermi che lui è dio - cioè che ha potere di vita e di morte sugli altri esseri umani - difficilmente andrà a fare il pieno alla sua auto rimasta ferma per strada sull'orlo del burrone in cui si voleva gettare.
Citazione di: Il nostro Giorgione il 05 Lug 2016, 08:46
Spiegatemi pure con la logica della lotta di classe la bomba nella gelateria a Baghdad. Al wahhabismo militante del mondo reale non gli frega un cazzo. Solo l'astrazione nel delirio religioso permette di fare a pezzi bambini in fila a comprare un gelato.
Quello è un mondo che noi non possiamo comprendere, come giustamente scriveva qualcuno più sopra.
Non credo che le atrocità commesse dall'IS a Baghdad o, qualche mese fa, a Tartus in Siria abbiano molto attinenze con quello che è accaduto a Dhaka, Orlando o Bruxelles (stragi molto dissimili tra loro).
Tartus è una roccaforte alawita fedele ad Assad e dove sono presenti le forze militari russe, mentre il quartiere colpito a Baghdad è a maggioranza sciita, i nemici giurati dello Stato Islamico "reale", quello che ancora controlla porzioni del territorio di Siria e Iraq.
A Dhaka abbiamo assistito ad un attacco all'occidente, ad Istanbul c'è stato un avvertimento mafioso alla Turchia, a Baghdad un episodio della guerra decennale tra estremisti sunniti e la popolazione sciita.
Giocano su più fronti e applicano strategie diverse a seconda del contesto.
Secondo me anderz ha perfettamente ragione.
Pero' mi chiedo come si possa vincere una guerra che ha scopi e nemici cosi' svariati.
Citazione di: Il nostro Giorgione il 05 Lug 2016, 09:16
Se leggi una storia dell'Islam, vedrai che si sono sgozzati tra loro per mille anni (così frequentemente limitando i danni ai paesi più o meno vicini).
Questo uccidersi tra appartenenti alla stessa confessione non è comune a tutte le religioni?
Citazione di: MisterFaro il 05 Lug 2016, 11:21
Questo uccidersi tra appartenenti alla stessa confessione non è comune a tutte le religioni?
Non solo. Chi sono gli "eretici" dipende da chi comanda. 500 anni fa erano i sunniti, gli eretici.
Forse un buon inizio sarebbe - da parte delle istituzioni "occidentali" - chiarire le idee all'opinione pubblica circa le dinamiche socio-politiche-economiche in gioco.
"Noi" agli occhi di chi vorrebbe uno stato teocratico della umma sunnita stiamo proteggendo uno status quo totalmente in antitesi con l'ipotetica Arcadia islamista.
Il punto è che "loro" sanno per cosa stanno combattendo (un mondo senza vizio, puro, senza incertezze, senza contraddizioni, senza devianze, ordinato e con un potere certo) e hanno una lista praticamente infinita di nemici, dove colpiscono colpiscono "bene".
Noi, invece, non solo non abbiamo idea di chi siano i nostri nemici, ma ne ignoriamo dinamiche e motivazioni e non siamo tutti certamente in grado, per fortuna aggiungo, di applicare la stessa logica manichea che tanto piace alle destre estreme che stanno rafforzandosi un po' ovunque. In ultima analisi "noi" siamo un blocco granitico solo nella loro testa.
Il ritorno ieri delle 9 vittime italiane!
Una scena tristissima...struggente. Vedere quelle macchine allineate con le bare coperte dal tricolore...e i parenti, gli amici..lì stretti nel dolore del saluto. L'ultimo saluto! Quante volte toccherà vedere ancora queste scene? Ancora a cercare le motivazioni e decifrazioni possibili su questi pazzi maledetti affiliati all'isis? A cercare colpe inimmaginabili sul degrado o sull'ipotetica oppressione. Ancora a dire che l'islam non c'entra, quando il fanatismo esasperato porta a decidere vita o morte a secondo della conoscenza del corano.
E intanto le lacrime non finiranno...
Che brutta cosa il fanatismo religioso monoteista, si vive davvero male
(http://i.imgur.com/Rd5cwZ3.jpg)
Citazione di: carib il 06 Lug 2016, 23:54
(http://i.imgur.com/Rd5cwZ3.jpg)
La storia è costellata di esempi di guerra e battaglie combattute durante il Ramadan, lo stesso Maometto combatté durante il mese sacro.
Per saperne di più sul motivo di questa impennata di attacchi proprio durante il mese di Ramadan consiglio questo articolo:
http://www.bbc.com/news/world-middle-east-36703874
Mercoledì 6 Luglio 2016, 19:30
http://www.leggo.it/news/esteri/simona_monti_isis_rieti_dacca_magliano_sabina-1840759.html
ROMA - Torturata, mutilata e poi uccisa. Nessuna pietà da parte dei terroristi dell'Isis nei confronti di Simona Monti, la 33enne di Magliano Sabina incinta da più di cinque mesi. L'autopsia sul corpo della giovane, così come sugli altri otto italiani deceduti nel'attacco terroristico di Dacca, è stata eseguita oggi pomeriggio.
L'equipe di medici incaricata di eseguire le autopsie al Gemelli ha riscontrato sui corpi delle vittime segni di torture, tagli provocati da armi affilate, mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. E' stata una morte lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia.
Le salme rientrate ieri in Italia, dopo l'autopsia, verranno restituite alle famiglie. Simona Monti tornerà a Magliano Sabina domattina, giovedì 7 luglio, intorno alle 10.30. Alle 18 di venerdì i funerali: a Magliano sarà lutto cittadino.
Per favore, non mi venite a parlare di lavoratori sfruttati, perchè queste bestie vigliacche non c'entrano niente coi lavoratori.
Citazione di: Thorin il 07 Lug 2016, 09:11
Per favore, non mi venite a parlare di lavoratori sfruttati, perchè queste bestie vigliacche non c'entrano niente coi lavoratori.
ma hai letto cosa diciamo oppure hai preso a casaccio parole dai post?
Citazione di: FatDanny il 07 Lug 2016, 11:47
ma hai letto cosa diciamo oppure hai preso a casaccio parole dai post?
CitazioneIl mio è uno spunto di riflessione che può essere, e l'ho chiarito dal principio, anche totalmente campato in aria. Quello che mi è venuto in mente pensando alla natura della strage, al luogo e alle vittime è che i due eventi non siano del tutto scollegati. Magari non c'è un filo diretto, ma la mia tesi è un po' più sottile: in uno stato tra i più corrotti al mondo, che va avanti con lo sfruttamento intensivo della forza lavoro a bassissimo prezzo per il beneficio dei mercati occidentali, la rabbia degli sfruttati può portare a tutti gli effetti a rafforzare un certo tipo di discorso ideologico-religioso. E non sto parlando solo degli esecutori materiali, ma di tutto ciò che può portare un ragazzo dall'indifferenza all'azione passando per la condivisione di certi ideali (demmerda).
(Scusa Anderz, ho capito cosa intendi, non prenderlo come un attacco: quello che intendevo nel mio post precedente è che un lavoratore, una persona onesta, per quanto sfruttato non si macchierebbe mai di tali bestialità. Può anche darsi alla lotta armata, ma mai in queste modalità. Torturare una ragazza incinta, non scherziamo, il popolo del Bangladesh non merita un simile accostamento).
Danny magari quello che non ha letto bene il topic sei tu.