Coming out del Prelato polacco: si dichiara gay

Aperto da Giako77, 03 Ott 2015, 18:29

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Giako77

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Qui il link dell'articolo dove si possono sentire le sue parole: http://www.repubblica.it/vaticano/2015/10/03/news/prelato_polacco_si_dichiara_gay_lombardi_dovra_lasciare_incarichi-124223138/?ref=HRER3-1

Consiglio di ascoltarle...




Prelato polacco si dichiara gay. Il Vaticano: "Dovrà lasciare incarichi". Lui: "Omofobia paranoica"

Alla vigilia del Sinodo, monsignor Krzysztof Charamsa sfida "l'attuale dottrina" dicendo di avere un compagno e chiedendo "una famiglia anche per l'amore omosessuale". Padre Lombardi: "Gesto non responsabile, indebita pressione mediatica"

CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco fatica ancora a scuotersi di dosso l'accusa rimbalzata dall'America di aver sposato con un abbraccio l'integralismo cattolico anti-lgbt, che un sacerdote polacco con alti incarichi in Vaticano dichiara di essere gay, di avere un compagno. Che anche l'omosessualità è amore e merita una famiglia. Ed ecco una trama in grado di far apparire gli intrighi di Dan Brown dilettantesche fantasie, avvolgere nelle sue spire, con perfetto tempismo, l'attesa del Sinodo sulla famiglia a due giorni dall'inizio dei lavori in Vaticano. Non c'è antimateria che tenga. E' su questo terreno che la Chiesa si gioca la sua credibilità nella partita col futuro.

Il prelato Krzysztof Olaf Charamsa, 43 anni, segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale vaticana e ufficiale della Congregazione per la dottrina della fede, dovrà "lasciare ogni incarico" presso la Santa Sede, annuncia padre Federico Lombardi, per le dichiarazioni rese all'edizione polacca del Newsweek e al Corriere della sera. Sulle cui pagine Charamsa ha rivendicato che "l'amore omosessuale è un amore familiare, che ha bisogno di una famiglia", che "una coppia di lesbiche o di omosessuali deve poter dire alla Chiesa: noi ci amiamo secondo la nostra natura e questo bene del nostro amore lo offriamo agli altri". "Gli altri aspetti della sua situazione - precisa il portavoce vaticano - sono di competenza del suo Ordinario diocesano". Ovvero, del vescovo di Pelplin, essendo Charamsa sacerdote della diocesi polacca, ordinato il 28 giugno del 1997.
All'intervento di padre Lombardi, il sacerdote polacco replica incontrando la stampa in un ristorante di Roma, avendo accanto Eduard, il suo compagno di origini catalane. "Chiedo perdono per tutti gli anni in cui ho sofferto in silenzio davanti alla paranoia, all'omofobia, all'odio e al rifiuto degli omosessuali che ho vissuto in seno alla Congregazione per la dottrina della fede. Che è il cuore dell'omofobia nella Chiesa. Non possiamo più odiare le minoranze sessuali, perché così odiamo una parte dell'umanità".
Sulla prossima rimozione dai suoi incarichi in Vaticano, Charamsa si rimette alla "volontà di Dio" e taglia corto: "Cercherò lavoro". E annuncia, "pronto per la stampa, in italiano e in polacco, un libro in cui metto la mia esperienza a nudo". Intanto, già attivo sui social network, da Twitter a Linkedin, Charamsa dallo scorso agosto ha inaugurato un suo blog, dove si presenta al pubblico della rete con una foto in t-shirt gialla e con un saluto in diverse lingue. Il sacerdote ringrazia il "fantastico papa Francesco, ci ha fatto riscoprire la bellezza del dialogo, non dialogavamo. Ora il Sinodo sulla famiglia sia davvero di tutte le famiglie e nessuna sia esclusa". E chiede al Pontefice di modificare il catechismo, aggiungendo che informerà personalmente il Pontefice: "Devo ancora consegnargli la lettera".

Alla domanda se ci siano "tantissimi" gay in Vaticano, Krysztof Charamsa dapprime annuisce, poi spiega: "In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale". E dedica "il mio coming out" proprio a quei "tantissimi sacerdoti omosessuali che non hanno la forza di uscire dall'armadio. Ma vorrei che fossero felici perché sono ottimi sacerdoti. Liberi dall'omofobia interiore, sono ottimi ministri di Dio per gli uomini di questo mondo". La dedica abbraccia anche "la mia famiglia, mia madre, mio fratello, mia sorella, che amo semplicemente con il cuore di un gay che gli vorrebbe avvicinare il cielo. Vorrei che mi accettassero, lo fanno già. Vorrei che non soffrissero per l'omofobia del nostro ambiente polacco. Vorrei che non dovessero pagare l'orribile prezzo che per una mentalità collettiva probabilmente dovranno affrontare".
Nelle interviste che hanno fatto irrompere il caso, Charamsa ha spiegato che le sue posizioni non appartengono "all'attuale dottrina, ma sono presenti nella ricerca teologica". Di qui, un coming out che mira a "scuotere un po' la coscienza di questa mia Chiesa" proprio nel momento in cui tutta l'attenzione è rivolta al Sinodo sulla famiglia i cui lavori partiranno lunedì. Dichiarazioni fermamente condannate da padre Lombardi. "Nonostante il rispetto che meritano le vicende e le situazioni personali e le riflessioni su di esse, la scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia della apertura del Sinodo - sottolinea il capo della Sala Stampa vaticana - appare molto grave e non responsabile, poiché mira a sottoporre l'assemblea sinodale a un'indebita pressione mediatica".

Una reazione dura, che Charamsa aveva previsto. "So che dovrò rinunciare al mio ministero - dice nell'intervista -. La Chiesa mi vedrà come uno che non ha saputo compiere il proprio dovere (riferimento alla castità, ndr), uno che si è perso e per di più non con una donna ma con un uomo. Ma io - tiene a far sapere Charamsa - non faccio questo per vivere con il mio compagno, lo faccio per me, per la mia comunità, per la Chiesa. E' una decisione molto più profonda, che nasce dalle mie riflessioni su ciò che guida la Chiesa".

Sbracchiosauro

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Domanda da chi normalmente di queste cose non si cura proprio: ma se vuoi fare il prete cattolico, che tu sia eterosessuale od omosessuale, non dovresti rinunciare ad avere un(a) compagno/a? Per dire, se io fossi un bel bonzo buddista che deve stare sempre rasato e pelato, cosa cambierebbe se io fossi biondo o moro?

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FedericaB

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Citazione di: Rainman il 03 Ott 2015, 19:06
Domanda da chi normalmente di queste cose non si cura proprio: ma se vuoi fare il prete, che tu sia eterosessuale od omosessuale, non dovresti rinunciare ad avere un(a) compagno/a?

Premesso che il personaggio in sé mi sta pure simpatico nella sua sincerità, mi sembra che il problema sia proprio questo: la questione non è se sei omo o etero, è che ti sei impegnato al celibato, per tua libera scelta.

Tarallo

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FedericaB

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(cmq da quello che so l'omofobia della Curia è molto sui generis. Mi ricordo che, quando parlando con un laico che nella Curia ci lavora, gli chiesi se era vero che la Curia fosse dominata da una lobby gay, lui mi rispose: ma quale lobby, sono TUTTI gay! True story.)

Monsieur Opale

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Giako77

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Doveva essere un topic serio...vabbè.

Allora chi è che fa la caccia ai gay? Da sempre la Chiesa, che so tutti gay a quanto pare...insomma i gay odiano i gay.




Altri?
I fascisti... da sempre...

Gio

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Ma dove starebbe la discriminazione ? É gay ed ha fatto il prete tranquilamente senza che nessuno gli dicesse niente.
Se avesse detto che sta con una donna avrebbe subito le stesse conseguenze (solo che non sarebbe fregato una Mazza a nessuno e non ci avrebbero aperto i telegiornali). Fare il prete non é un obbligo né un diritto. Quindi sia felice col suo compagno, si faccia la sua vita tranquillamente e non rompa gli zebedei alla chiesa ed ai cattolici. Auguri.

MisterFaro

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Citazione di: FedericaB il 03 Ott 2015, 19:16
(cmq da quello che so l'omofobia della Curia è molto sui generis. Mi ricordo che, quando parlando con un laico che nella Curia ci lavora, gli chiesi se era vero che la Curia fosse dominata da una lobby gay, lui mi rispose: ma quale lobby, sono TUTTI gay! True story.)

Questa è una cosa molto grave.
E' attendibile questo tuo conoscente?

MisterFaro

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Citazione di: Gio il 03 Ott 2015, 20:06
Ma dove starebbe la discriminazione ? É gay ed ha fatto il prete tranquilamente senza che nessuno gli dicesse niente.
Se avesse detto che sta con una donna avrebbe subito le stesse conseguenze (solo che non sarebbe fregato una Mazza a nessuno e non ci avrebbero aperto i telegiornali). Fare il prete non é un obbligo né un diritto. Quindi sia felice col suo compagno, si faccia la sua vita tranquillamente e non rompa gli zebedei alla chiesa ed ai cattolici. Auguri.

Io non vedo discriminazione ma ipocrisia da parte della Chiesa Cattolica.

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reds1984

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La chiesa cattolica non è una normale azienda. Ci sono delle regole, io non le condivido, ma ognuno del suo culto fa quello che vuole

PS Vaz è un genio assoluto


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FedericaB

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Citazione di: MisterFaro il 03 Ott 2015, 21:24
Questa è una cosa molto grave.
E' attendibile questo tuo conoscente?

Sì sì, ci metto la mano sul fuoco. E comunque ho avuto modo di constatarlo anche personalmente che nelle alte sfere della Chiesa c'è molta omosessualità.
Bisogna distinguere. In generale, a ogni livello della Chiesa, ci sono diversi sacerdoti omosessuali.
Cosa che in linea di principio non crea nessunissimo problema perché un prete omosessuale è la stessa cosa di un prete eterosessuale: in teoria nessuno dei due - per sua scelta - dovrebbe "praticare".
Dal momento che si tratta di esseri umani, alcuni "praticano", in alcuni casi in coppie stabili. Questo riguarda sia omo che etero, ma tendenzialmente secondo me più omo. Io credo che per alcune decine di anni in aree in cui l'omosessualità non era accettabile, molti ragazzi cattolici omosessuali che sapevano che non si sarebbero mai potuti fare una famiglia eterosessuale, "socialmente accettabile", hanno scelto la carriera ecclesiastica. Io ne conosco personalmente alcuni del Sud Italia (Sicilia), di qualche anno più grandi di me (io ne ho 30) e alcuni di loro sono anche OTTIMI preti, nel senso che ci credono molto e si danno veramente da fare per i loro parrocchiani. Credo che nella Polonia degli anni '90 in cui ha vissuto il prelato del coming out la situazione fosse simile.
Contro questo tipo di scelte non ho nulla, perché ritengo che siano espressione di un enorme disagio esistenziale. Credo comunque che sia un fenomeno che sta scomparendo, perché forse oggi queste persone avrebbero più scelta.
Questo è un paio di maniche.
Un altro paio di maniche, che io trovo molto squallido, è i preti omo che usano legami di tipo omosessuale per fare carriera all'interno della Chiesa. Lì il problema è che c'è molta discrezionalità nell'attribuzione degli incarichi di governo. E' tutta cooptazione, non esiste un concorso per fare il teologo (o il canonista) di questa o quella Congregazione. Quindi c'è larghissimo spazio alle preferenze personali, e quindi ai protetti eccetera. C'è chi ci mette il nipote, chi l'amico del cugino, chi l'allievo meritevole e chi l'amante.
Questo vale per tanti contesti dove il reclutamento è fatto sulla base della cooptazione (mi sembra palesissimo anche nell'altro contesto che conosco direttamente, cioè l'Università). Solo che a differenza che, per esempio, nelle Università, dove pure ci sono dinamiche di questo tipo, nella Chiesa a) sono tutti uomini b) protettori e protetti sono ampiamente più ricattabili perché se la cosa finisce sui giornali è finita per tutti, perché bisogna mantenere la faccia.
Da queste cose la Chiesa dovrebbe guardarsi: non dalle possibili inclinazioni di questo o quel prete (credo che ci siano sempre state e, ripeto, non fa alcuna differenza che siano rivolte a un uomo e una donna. Tendenzialmente non esistono persone asessuate, quindi il problema riguarda OGNI SINGOLO PRETE), ma dello sfruttamento di queste tendenze, con tante sfumature, per la spartizione di posti di potere.

Spero che si sia capito quello che ho scritto, perché la Chiesa è una struttura veramente complicata!

anderz

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Lo sanno pure i sassi che nella curia ci sono più gay che al pride. Eddaje.

Parken

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scusate la banale domanda, ma in curia che fanno? che e'?

Monsieur Opale

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un buon prete dovrebbe essere fedele, caritatevole, devoto e altruista...e basta.

castità?

Si non caste, tamen caute  :lol: :lol: :lol: :lol:

FedericaB

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Citazione di: Parken il 04 Ott 2015, 12:11
scusate la banale domanda, ma in curia che fanno? che e'?

E' quello che giornalisticamente si chiama "il Vaticano", cioè il governo della Chiesa universale. Le Congregazioni sono i ministeri, la Rota Romana è la Cassazione, la Segnatura Apostolica è il Consiglio di Stato (ma anche il ministero della Giustizia), la Segreteria di Stato è il ministero degli Esteri, ecc.

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Parken

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Citazione di: FedericaB il 04 Ott 2015, 12:14
E' quello che giornalisticamente si chiama "il Vaticano", cioè il governo della Chiesa universale. Le Congregazioni sono i ministeri, la Rota Romana è la Cassazione, la Segnatura Apostolica è il Consiglio di Stato (ma anche il ministero della Giustizia), la Segreteria di Stato è il ministero degli Esteri, ecc.

grazie!  ;)

Tarallo

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Citazione di: Parken il 04 Ott 2015, 12:11
scusate la banale domanda, ma in curia che fanno?
A vicenda ci si in curia.

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