Comune di Roma - Reprise

Aperto da laziAle82, 16 Dic 2016, 08:50

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carib

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Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2017, 12:52
no, ribadisco per la terza volta che non mi servono conferme ne da Buzzi ne da altri per sapere quel che già so.
Esiste anche una società civile lì fuori, oltre te e me. Anche gli altri hanno il diritto (costituzionale) di conoscere la realtà dei fatti sulla base di solide e incontrovertibili conferme. Insieme alla 'mia' e alla 'tua', la verità processuale è una delle fonti di informazione che servono per ricostruire la verità.

Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2017, 12:52
ma senza il Buzzi di turno i responsabili li trovi col piffero.
Affermazione facilmente sconfessabile, purtroppo. Ribadisco il consiglio: meno dogmi. Si rischia l'isolamento.


FatDanny

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La verità processuale è una delle fonti che costruisce una verità.
La verità della legge. Una verità importante perché il diritto è il consolidamento di un rapporto altrimenti aleatorio.
Ma spesso viene confuso con la realtà dalla società civile. E questo è un problema vero, sia che le sentenze non ci piacciano sia che ci piacciano.


Non vedo dogmi da parte mia ma se me li mostri ne sono ben contento.
Qualche ancora si, ma senza ancore si va alla deriva come vedo fare a buona parte della "sinistra" che vorrebbe ragionare fuori dai dogmi (e finisce per ragionare senza capisaldi). A sto punto me tengo le ancore.

carib

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Dogma --->
Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2017, 12:52

senza il Buzzi di turno i responsabili li trovi col piffero.


Dogma --->
Citazione di: FatDanny il 22 Mar 2017, 16:36
la verità processuale non corrisponde con la verità dei fatti.


Tra l'altro, sembrano due affermazioni in antitesi tra loro.

Per questo ribadisco (cit.) che può capitare che la verità processuale coincida con quella dei fatti. Cosa che è difficile riconoscere se a monte c'è un pregiudizio ideologico, quasi religioso, nei confronti della verità della legge.

Sono d'accordo quando dici che il problema è il modo in cui la verità viene percepita da parte dell'opinione pubblica. In questo caso io tendo a pensare che la responsabilità sia da imputare nell'ordine: alla scuola che non forma più il senso critico nei futuri cittadini, ai mezzi di informazione,  alla cultura dominante che si alimenta con la scarsa professionalità dei media e la perdita di senso critico dei cittadini. In questo contesto la legge sta facilmente dalla parte del più forte e facilmente ricostruisce una verità parziale dei fatti. Ma è una conseguenza, non la causa.

Tornado

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"In questo caso io tendo a pensare che la responsabilità sia da imputare nell'ordine: alla scuola che non forma più il senso critico nei futuri cittadini, ai mezzi di informazione,  alla cultura dominante che si alimenta con la scarsa professionalità dei media e la perdita di senso critico dei cittadini."

Approvo in pieno...aggiungerei anche le basi educazionali all'interno della stessa famiglia.

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Warp

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E scompare anche la gara ciclistica del 25 aprile. Niente di che ma una bella tradizione per i dilettanti ed i cittadini per festeggiare un giorno importante
Roma sta diventando un cimitero

FatDanny

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Citazione di: carib il 23 Mar 2017, 17:45
Dogma --->
Dogma --->
Tra l'altro, sembrano due affermazioni in antitesi tra loro.

Per questo ribadisco (cit.) che può capitare che la verità processuale coincida con quella dei fatti. Cosa che è difficile riconoscere se a monte c'è un pregiudizio ideologico, quasi religioso, nei confronti della verità della legge.

Sono d'accordo quando dici che il problema è il modo in cui la verità viene percepita da parte dell'opinione pubblica. In questo caso io tendo a pensare che la responsabilità sia da imputare nell'ordine: alla scuola che non forma più il senso critico nei futuri cittadini, ai mezzi di informazione,  alla cultura dominante che si alimenta con la scarsa professionalità dei media e la perdita di senso critico dei cittadini. In questo contesto la legge sta facilmente dalla parte del più forte e facilmente ricostruisce una verità parziale dei fatti. Ma è una conseguenza, non la causa.

presunto dogma n.1, serve il buzzi di turno:
il tipo di reati di cui discutiamo avvengono in buona parte nell'informalità.
proprio per questo è molto difficile da dimostrare la responsabilità soggettiva.
Senza un buzzi, ovvero senza uno direttamente implicato che decide di parlare, difficilmente si arriverà ad un loro riscontro.
E, come vediamo, anche così è molto difficile perché le altri parti in causa hanno gioco davvero facile nel far sparire le poche prove trattandosi, come detto, in larga parte di accordi informali.
Non mi sembra affatto un dogma, è un'opinione circostanziata, se per dogma diamo l'accezione comune
Principio che si accoglie per vero o per giusto, senza esame critico o discussione


presunto dogma n.2, la verità processuale non corrisponde alla verità dei fatti:
la verità processuale (o giuridica) non corrisponde alla verità dei fatti come non corrisponde ad essa la verità politica (compresa la mia ovviamente), quella amministrativa, la verità personale dei singoli coinvolti, ecc.
L'affermazione, che anche qui non mi pare un dogma, non significa che la verità processuale dica il falso. Ma che ogni verità racconta solo una parte di realtà (la verità dei fatti), mediata per giunta da giudizi di valore specifici e come tale va presa.
Quando l'essere umano pretende di avere la realtà in pugno non va mai a finire bene.
Che sia un religioso, un politico, uno pseudo-scenziato (uno vero non dirà mai di avere la realtà in pugno).
Perché proprio lì si arriva ad un dogma.
La verità dei fatti (realtà) è semplicemente inafferrabile, per quanto esistano delle più che soddisfacenti approssimazioni parziali.

Le due affermazioni non si contraddicono proprio perchè buzzi è essenziale all'emersione di UNA verità parziale, la quale non potrà mai corrispondere alla Realtà complessiva.

Inoltre tale approccio permette proprio di non ergersi indebitamente a giudice del Vero e del Falso in base ai propri gusti sulle sentenze (e non solo).
Prendiamo l'esempio della recente sentenza di torino, assoluzione dall'accusa di stupro perché la vittima non ha urlato. Una vergogna inaudita.
Non è che quella sentenza è falsa o non racconta la verità per il semplice motivo che non ci piace la sua impostazione a differenza di altre.
Quella sentenza attraverso una verità estremamente parziale ma pur sempre verità (non ha urlato) ne offusca altre, altrettanto vere e, almeno per me sulla base della mia visione del mondo, ben più rilevanti.

Uscirei dalla pericolosa dialettica Vero-Falso tipica dei dogmi, religiosi politici o pseudo-scientifici, perché totalizzante. Parziale non vuol dire privo di valore.

Su responsabilità e possibili rimedi non posso che essere d'accordo.

nestorburma

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Citazione di: Warp il 24 Mar 2017, 08:58
E scompare anche la gara ciclistica del 25 aprile. Niente di che ma una bella tradizione per i dilettanti ed i cittadini per festeggiare un giorno importante
Roma sta diventando un cimitero

Uno dei primi ricordi sportivi della mia infanzia, con papà che snocciolava nomi misteriosi di antichi ciciclisti.

carib

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Citazione di: FatDanny il 24 Mar 2017, 15:43

Uscirei dalla pericolosa dialettica Vero-Falso tipica dei dogmi, religiosi politici o pseudo-scientifici, perché totalizzante. Parziale non vuol dire privo di valore.

Questa autocritica ti fa honore.
E non posso che essere d'accordo poiché questo è quel che scrivevo un paio di pagine fa

Citazione di: carib il 23 Mar 2017, 12:49
A volte capita che la verità processuale corrisponda a quella dei fatti eh. Non per questo è meno vera.
Siate meno dogmatici...

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Dovrebbero cacciare anche gli 831 assunti in Ama per chiamata diretta dal clan Panzironi.

P.s. Se notate che per Roma i cassonetti sono tutti pieni è colpa del mancato utilizzo al 100% dello scarico di roccacencia di Cerrone. Fanno entrare un camion alla volta,uno ogni 20 minuti. Autisti in fila dalle 4:30 di mattina riescono a scaricare per le 10. Alle 11 staccano e i giri restano a terra. Noi operatori ecologici facciamo il mazzo per raccogliere tutto e oltretutto se la prendono con noi. Questo perché il comune ha deciso di abbassare la tariffa a tonnellata di rifiuti da dare a Cerrone e lui ha rallentato l'utilizzo degli impianti.
Stiamo messi male,comandati peggio

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Citazione di: cippolo il 29 Mar 2017, 17:18
Dovrebbero cacciare anche gli 831 assunti in Ama per chiamata diretta dal clan Panzironi.

P.s. Se notate che per Roma i cassonetti sono tutti pieni è colpa del mancato utilizzo al 100% dello scarico di roccacencia di Cerrone. Fanno entrare un camion alla volta,uno ogni 20 minuti. Autisti in fila dalle 4:30 di mattina riescono a scaricare per le 10. Alle 11 staccano e i giri restano a terra. Noi operatori ecologici facciamo il mazzo per raccogliere tutto e oltretutto se la prendono con noi. Questo perché il comune ha deciso di abbassare la tariffa a tonnellata di rifiuti da dare a Cerrone e lui ha rallentato l'utilizzo degli impianti.
Stiamo messi male,comandati peggio

Purtroppo se ti appoggi ai privati spesso poi ti tengono per le palle...

cippolo

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Il problema è che questo "privato", ilsignor manlio Cerroni sono 50 anni che ci tiene per le palle grazie ai politici,mafia capitale, ecc. ecc.
Ha pilotato lo smaltimento dei rifiuti senza permettere a nessuno di entrare. Ne ha fatte piu lui che Carlo in Francia. È ancora ci facciamo tenere per le palle? Ancora non gli espopriano gli impianti? Perché ci mangiano,ci hanno mangiato e continuano a mangiarci fregandosene di tutti i problemi che stanno creando.

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la legalità dei quaquaraquà

da Il Manifesto

Roma, la Corte dei Conti boccia il procuratore. Vincono i Commons


Gli spazi sociali romani sotto sfratto hanno vinto una battaglia fondamentale, forse decisiva, nella guerra dei Commons: il presidente della Corte dei Conti del Lazio ha detto no. Con le sentenze depositate ieri riguardanti due dei 20 casi attualmente pendenti sui 230 complessivi, quelli delle associazioni «Agorà 80» e «Anche tu insieme», il collegio giudicante per la Regione Lazio ha detto no al procuratore Guido Patti, colui che ha montato un castello accusatorio pesantissimo contro i dirigenti capitolini che hanno gestito in passato il patrimonio non disponibile del Comune di Roma in concessione per usi sociali e culturali.

HA DETTO CHE IL DANNO erariale semplicemente non c'è, non sussiste, sfilando la pietra angolare di tutto il castello, in quanto la tesi del procuratore contabile è che quelle concessioni, in parte scadute, in parte mai del tutto regolarizzate, o che comunque presentano dei vizi formali, avrebbero dovuto pagare un canone di mercato per l'intero periodo di usufrutto.

Hanno vinto i dirigenti e gli avvocati, tra cui i bravissimi Pino Lo Mastro e Stefano Rossi, ma anche diverse avvocatesse giovani e agguerrite, che il 6 aprile scorso avevano sostenuto 8 ore di dibattimento, duettando fino allo sfinimento con un Patti glaciale, inflessibile, che aveva manifestato gli unici segni di emotività rivolgendo battute verso il pubblico delle associazioni presenti in aula: «Vi siete portati la claque». Ricambiato da una risata fragorosa di tutta l'aula quando, excusatio non petita, aveva affermato di non avere intenti persecutori verso le associazioni.

Hanno vinto le associazioni, che possono essere più fiduciose nel fatto che le richieste di risarcimenti milionari a loro rivolte da parte del Comune non abbiano alcuna conseguenza. E anzi, rischiano di mettere in una posizione legale molto scomoda l'amministrazione capitolina. Se infatti le sentenze saranno confermate in appello e se faranno giurisprudenza, come è assai probabile, visto il peso della giudice che l'ha emessa, la presidente Piera Maggi, e visto che i due casi giudicati coprono un po' tutte le fattispecie, il Comune si troverà con centinaia di intimazioni emesse verso le associazioni prive di ogni base legale. Con il rischio di trovarsi presto a parti invertite, inseguito da centinaia di cause civili intentate dalle associazioni contro il Campidoglio per la definizione del giusto canone e per richieste di risarcimenti in ragione di provvedimenti infondati e vessatori, soprattutto da parte di chi, per la minaccia subita, ha già lasciato gli spazi.

SONO GIÀ TRE LE ASSOCIAZIONI che stanno avviando cause civili per la definizione del giusto canone, tra cui la «Mario Mieli», che quasi certamente vinceranno così che il Comune dovrà cominciare a perdere soldi in spese legali. Ma sono ben più ingenti i danni attuali e potenziali che sta già scontando la collettività per le azioni amministrative ispirate dagli insensati criteri della procura contabile, e assecondate altrettanto scriteriatamente dal Comune, dirigenza e giunta messi insieme. Se ne può avere un'idea prendendo il caso del Sant'Egidio, che ha lasciato i locali di Nuova Ostia in cui operava a causa delle diffide al rilascio del Comune con richiesta di risarcimento parametrato sul canone di mercato. In quel caso i danni sono 4 in uno. La perdita di un presidio di legalità e welfare in un quartiere con enormi fragilità sociali; le mancate entrate del canone di concessione, seppur non altissimo; i danni legati al degrado in cui sta rapidamente cadendo lo spazio che naturalmente è già stato occupato da "senza tetto", e infine il rischio di una causa da parte di Sant'Egidio per tutta questa vicenda.

NELLE SENTENZE, si motiva l'annullamento del danno erariale sostenendo, come già spiegato dal manifesto, che l'irregolarità formale della concessione non può essere parametrato sul valore di mercato semplicemente perché si tratta di patrimonio classificato come indisponibile, e cioè vincolato a usi sociali e istituzionali, e perciò non poteva in ogni caso essere messo a reddito, neanche se le associazioni senza titolo fossero state sfrattate dai dirigenti, come avrebbe voluto Patti, non a caso accusato dalla rete di organizzazioni (oltre 50) di «abuso della funzione inquirente», nell'esposto presentato alla Corte dei Conti.

ORA LE ASSOCIAZIONI attendono che il Comune non solo revochi in autotutela tutte le diffide, ma che provveda rapidamente a verificare il valore sociale delle attività svolte negli spazi in concessione. E, contestualmente alla restituzione agli usi collettivi degli spazi inutilizzati o affidati ad associazioni inesistenti, immediatamente regolarizzi, con tante scuse, tutte le associazioni. E senza bando, come è nelle sue prerogative. Checché ne dica Patti.

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Complimenti al pd per non aver partecipato alla manifestazione dell'ANPI...

laziAle82

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Maccome? Non era tutto superfluo, inutile, passato e acquisito?

Alle fosse ardeatine questa cazzata andava per la maggiore.

Il PD era con la brigata ebraica.

anderz

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La brigata ebraica. Vabbè. Manco si sa sta storia della brigata ebraica come è uscita fuori, visto che era semplicemente una piccola formazione militare coloniale britannica peraltro non rappresentativa della comunità ebraica italiana.
Ma in generale sono ridicole le beghe e le liti sul 25 Aprile tra partiti, sindacati, associazioni di vario genere, sempre più desiderosi di visibilità che di festeggiare.

laziAle82

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Le beghe sul 25 aprile sono ridicole tutte, da qualunque parte partano, sono piuttosto fastidiose, anzi...

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MisterFaro

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Citazione di: Rugiule il 25 Apr 2017, 23:30
Le beghe sul 25 aprile sono ridicole tutte, da qualunque parte partano, sono piuttosto fastidiose, anzi...

Non riesco ad avere un approccio così asettico

TomYorke

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Citazione di: Rugiule il 25 Apr 2017, 23:30
Le beghe sul 25 aprile sono ridicole tutte, da qualunque parte partano, sono piuttosto fastidiose, anzi...

Perdonami, ma questo è un approccio molto qualunquista.

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