Forse Mattarella si è reso conto che un minimo di attenzione lo si poteva dare. A parole, ma a volte le parole sono importanti. La sostanza non cambia, ma per quell'altro l'istruzione vale un bonus babysitter ed una ministra miracolata (e non ce provate a dire che è maschilismo).
Scuole chiuse, almeno fino a settembre. Una "ferita" per il capo dello Stato. Che ne parla in un messaggio per un nuovo programma di Rai Cultura con il ministero dell'Istruzione: "Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità". E aggiunge: "La scuola non è soltanto il luogo dell'apprendimento. È La vostra dimensione sociale fondamentale, nella quale, assieme al sapere e alla conoscenza, cresce e si sviluppa - anche nella relazione con gli altri, con i compagni, con i vostri insegnanti - la personalità di ognuno di voi.
Cioè quel che sarete nella vostra vita futura".
Il presidente della Repubblica si sofferma sul momento doloroso che il Paese sta attraversando: "Siamo di fronte a un evento eccezionale che tocca la vita di più di otto milioni di ragazze e ragazzi italiani. E di centinaia di milioni di studenti nel mondo. Qualcosa di incredibile, mai avvenuto prima, nella storia dell'istruzione.
Un evento drammatico, che possiamo ben definire epocale".
Prima bisogna garantire la sicurezza: "Le scuole di tutto il Paese sono state chiuse e lo rimarranno fino a quando il pericolo non sarà stato eliminato; e non sarà possibile riaprirle in sicurezza", conclude. "Probabilmente, non avreste mai immaginato che poter uscire per andare a scuola costituisse un esercizio di libertà. Della vostra libertà. Ma è possibile anche che da questa esperienza, così dura e sofferta, si tragga un'occasione di crescita".
Qui si vede invece un paese del primo mondo.
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