coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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vaz

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https://www.tpi.it/cronaca/coronavirus-indebolito-zangrillo-ha-ragione-mascherine-dannose-intervista-clementi-20200605614964/

"Il Coronavirus si è indebolito, Zangrillo ha ragione": intervista al prof. Clementi

Professor Clementi, lei e Zangrillo vi siete ritrovati nella bufera.
(Imperturbabile). Perché nella bufera?
Per lo studio che lei ha fatto, e su cui Zangrillo ha fondato la sua affermazione-shock: "Il virus è clinicamente scomparso".
Sì, capisco. Perché Alberto Zangrillo dice che il virus è "clinicamente finito", e usa come parallela leva il mio studio. Qualcuno pensa di metterlo in discussione? Non credo proprio.
E lei si sente sicuro?
Sulla ricerca siamo inattaccabili.
Partiamo quindi da quel lavoro. È vero che dimostra un abbattimento della forza del Coronavirus?
Ripeto, è difficilmente contestabile. Ci sono i dati, i numeri, è tutto scritto, tutto dimostrato. Chi vuole metterlo in discussione deve sobbarcarsi l'onere di trovare un errore nel mio lavoro. E non lo troverà.

Leggi Zangrillo, e dietro trovi Clementi. Ovvero Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università San Raffaele di Milano, virologo jesino, approdato a Milano dopo tanti anni all'estero. Clementi è molto amico di Galli, ma spesso ha idee opposte (sul Covid). Tra i virologi è – per scelta – uno dei meno  mediatici, nei toni è pacato, quasi britannico, ma anche lui alla fine di questa intervista non rinuncia alla zampata: "Bisognerà rivedere le norme sulla mascherina. All'aperto, in questa stagione, è controproducente".

Professor Clementi, ricostruiamo il pezzo che manca, il retroscena della "campagna di Zangrillo". Come è nato il suo studio comparativo?
In primo luogo ritengo che Alberto Zangrillo abbia basato le sue convinzioni sulla valutazione clinica che aveva fatto e che mi ha successivamente trasferito insieme ad altri clinici del San Raffaele. Quindi tutto è partito da un'evidenza clinica di cui avevo parlato anche con lei.
Ricordiamola.
Da iniziò maggio nei nostri reparti non arrivavano più malati con sintomi gravi.
E poi?
I clinici mi chiedevano anche: "Clementi, quali sono i correlati virologici?".
Ovvero?
Che cosa è cambiato nel Coronavirus da febbraio a marzo?

E lei cosa ha fatto?
In primo luogo ho ipotizzato che ci fosse stata una mutazione del Coronavirus. Sono frequenti. Poi ho pensato di rivolgermi altrove. Anche confrontandomi con colleghi stranieri. Di cercare una chiave per dimostrare con dei dati frutto della ricerca questo cambiamento che registravamo in modo empirico.
E cosa è accaduto?
Ho detto una cosa che non so se sia stata colta. Di tutto il bailamme di virologi pseudovirologi e paravirologi che si stanno esercitando in questo periodo in dotte analisi, il professor Palù di Padova – bravo quanto me – sosteneva l'importanza di studiare la virulenza.

E come si misura il tasso di aggressività di un virus?
Bella domanda. Questo è un aspetto abbastanza complesso del Covid19, e di ogni virus, che in sé accomuna caratteristiche diversissime. Provo a tradurlo così: quanto danno fa e quanto il virus si deve replicare per poter fare questo danno? Questo era ed è il tema.
Bisognava trovare un modo – dunque – per misurare qualità e quantità del virus?
Esattamente. Mi ha aiutato un precedente. Trent'anni fa io avevo fatto questo stesso tipo di studi sull'Aids. Ricordo un congresso in cui un collega americano mi chiedeva: "Ma a noi cosa importa quanto virus c'è,  se sappiamo che c'è".
Non capiva il punto.
Esatto. Proprio come non lo capiscono molti colleghi oggi, quando si impuntano sul tema: "Ma non è mutato".
Perché dicono: se non è mutata la sequenza non è cambiato.
Invece è assolutamente decisivo, perché questi due parametri ci dicono quanto può essere pericoloso – o meno pericoloso – a parità di diffusione il Covid 19.

E quindi come ha scelto di procedere?
Ho fatto esattamente la stessa cosa che avevo fatto con l'Hiv.
Cioè?
Ho preso cento pazienti della prima fase di epidemia e li ho paragonati a cento pazienti della seconda fase.
Li ha "presi" in modo virtuale, ovviamente: "In vitro".
Certo. Li ho estratti dai campioni della nostra biobanca del San Raffaele.
Chi esattamente?
Cento contagiati della prima metà marzo e cento della seconda di maggio: casi di cui fra l'altro sapevo tutto, perché conoscevo la loro storia clinica. Dopo aver costituito questi due insiemi di campioni omogenei li ho confrontanti.

E cosa è emerso?
Beh, una differenza stratosferica.
Su quale unità di misura professore?
Sull'unica che potevo adottare, ovvero il computo relativo alla quantità del virus in ogni singolo tampone.
E di che ordine di grandezza parliamo?
Vuole le proporzioni? Se un tampone del primo gruppo si rileva un indice di 70mila, nel secondo si aggirava intorno a 700!
Molti dicono: sì, d'accordo, ma questo è l'effetto del lockdown.
Attenzione. Io sono molto convinto dell'utilità del lockdown, non solo non lo metto in discussione, ma ritengo che sia stata decisivo nel contenimento della pandemia.
Tuttavia?
Tuttavia questi casi erano riferiti a tamponi raccolti almeno dieci giorni dopo, rispetto a quelli in cui il paziente aveva contratto l'infezione. Questo significa che il virus si era replicato e amplificato nel soggetto infettato a prescindere dalla quantità iniziale che aveva prodotto l'infezione.

Vuol dire che quella densità per lei è l'indice della forza del virus?
Senza dubbio. Solo i negazionismi più acerrimi oggi minimizzano l'impatto della stagionalità.
Quindi per lei, come aveva previsto, questo studio conferma anche l'effetto di abbattimento prodotto dall'estate?
Ipotizziamolo come uno dei  motivi che producono l'indebolimento del Covid.
E poi cos'altro c'è?
Il terzo motivo che immagino, ma forse è il più importante, è questo: a me sembra che questo virus si stia adattando all'ospite. Il virus per sopravvivere non deve uccidere il suo ospite.

Ma perché la sequenza non cambia?
Il cambiamento per ora è nell'intensità, ma non è ancora avvenuto sul piano genetico. Il virus tuttavia diminuisce la carica virale per adattarsi all'ospite.
Ma quindi il suo studio è una rivoluzione copernicana!
Non esageriamo. Questo studiettino, nel suo piccolo, è solo un primo passo.
Perché usa il diminutivo?
Ci sono ancora pochi pazienti. Ha fatto un botto notevole – se mi consente il termine prosaico – a livello intenzionale.

Non mi ha ancora detto esplicitamente se condivide la frase-shock  di Zangrillo.
Sì, giusto dire che il virus è clinicamente finito. Lo diciamo noi che abbiamo visto morire. Perché adesso questi malati gravi non ci sono più, ed è un fatto.
E cosa serve allora per confermare lo studio?
Dovrebbe accadere che questo fenomeno si ripetesse negli altri Stati europei e anche anche negli Stati Uniti.
Dove ci sono almeno tre settimane di ritardo.
Esatto: ma dal dialogo con i colleghi risulta che in Florida, dove hanno fatto un lockdown soft, si stanno osservando le stesse cose. In Spagna idem. In Francia anche.

Si dovrebbe ripetere il test Clementi in questi paesi.
Proprio così. Dobbiamo mettere insieme cinque studi da mille pazienti ciascuno e allora avremmo una prova inattaccabile che il principio viene verificato. Questo è quanto sto programmando.
Ottimo. Passiamo alle conseguenze che lei ipotizza.
In fondo è semplice. Più dimostri che il virus si attenua più dimostri che ci puoi convivere.
Lei ha in mente un precedente?
Sì, ad esempio il caso dell'epidemia del 2009, con il H1N1 in Messico.
Riassumiamo per i profani.
Esplode in maniera rapida e devastante. Fu dichiarato subito pandemia dall'Oms. Aveva alti tassi di mortalità...
E oggi?
Oggi ce lo ritroviamo buono-buono insieme agli altri virus influenzali. Ma non uccide più.

Lei lo ha definito un "virus Frankenstein". In che senso?
È un virus che pare prodotto da un collage: un pezzo umano, un pezzo suino.
Tutto è avvenuto in tempi rapidissimi.
Esatto. Lo vorrei ricordare a chi dice: "Ci vorranno sessant'anni prima di poter convivere con il Covid".
Lei usa l'impersonale, ma si riferisce al suo grande amico, il professor Galli.
Sì, ma non solo a lui. Perché quello si è adattato in tre mesi.
E poi dove è finito?
Bella domanda. Sembra che si sia è dissolto.

Quindi non è scontata nemmeno la celebratissima "seconda ondata".
Mettiamola così. Secondo me nessuno può dire che torna. O che non torna. E potrebbe anche non tornare.
Altro esempio?
La Sars. Esplose, fino  a giugno infettò e poi anche questa infezione scomparve.
Dove è finito il virus della Sars?
(Ride di gusto). Ah ah ah Bella domanda. Quando me la fanno i miei studenti io indico loro il mio laboratorio con il livello P3.
Perché si può trovare lì?
Esatto. In frigorifero, però.
Perché lei ai suoi studenti dice anche che i virus non sono palline da ping pong.
Proprio così: un virus lo devi capire. Se pensi che per prevedere le sue mosse basti un algoritmo non riesci a spiegare nulla di quello che abbiamo appena ricordato.

Quando potremo togliere – se è così – le misure di distanziamento sociale?
Questo è un tema cruciale. Noi abbiamo numeri "normali" in tutta Italia. Tutto il resto – invece – deriva dall'epidemia lombarda, che come è noto ha una storia a sé.
Ad esempio?
Un numero di contagiati enorme, questo ormai non lo contesta più nessuno, con una grande distribuzione  "regionalizzata".
Cioè?
Dal punto di vista della diffusione: ci sono differenze enormi, anche tra una provincia e l'altra.
Cremona, Bergamo, Brescia...
Esatto. Tuttavia anche il professor Remuzzi, da Bergamo, ci dice: "La nostra terapia intensiva è vuota".
Anche lì la virulenza si è abbattuta.
Senza dubbio.


Quindi si possono accorciare le distanze?
Se continua così sarà possibile a breve, ma ancora è presto. Devo raccomandare ancora delle misure di distanziamento sociale. A parte quelle insensate.
Cioè?
Io davvero non capisco il senso della mascherina in ambiente esterno. Perché devo portare la mascherina se rispetto le distanze interpersonali all'aperto?
Perché molti esperti dicono che impedisce la trasmissione aerosol.
Ma questo è un assurdo per chiunque abbia dimestichezza con la materia.

Lo spieghi.
L'altro giorno ero sul marciapiede di fronte al mio palazzo: ho visto un signore che correva in pantaloncini , quasi cianotico con una mascherina filtrante.
E che cosa ha fatto?
Ho dovuto qualificarmi come medico specialista e chiedergli di togliersela.
Perché?
È folle uccidersi con la propria anidride carbonica.
Quindi lei non la ritiene necessaria, ad esempio per il suo vicino di quartiere che correva?
All'aperto, lontano dagli altri, non ne vedo il motivo.
Sicuro?
Non esiste motivo, perché il rischio di trasmissione aerea, in questa stagione,  è davvero limitato alla estrema vicinanza o agli spazi chiusi.


vaz

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nota a margine, il professor Palù bravo quanto lui ha articolo ritrattato per misconduct.

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Citazione di: Tarallo il 07 Giu 2020, 03:12
Su pubmed una ricerca rapida con "Clementi M covid" o "Clementi M Sars" non mostra nulla di recente. Sarebbe interessante leggere il lavoro, io  non lo trovo.
ho trovato questo:
"Il risultato della ricerca coordinata da Massimo Clementi sarà pubblicato a breve sulla rivista Clinical Chemistry and Laboratory Medicine."
https://formiche.net/2020/06/coronavirus-clementi-san-raffaele/
Vedremo.

12.maggio.74

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Citazione di: trax_2400 il 07 Giu 2020, 00:21

Cosa vuol dire che il cambiamento non è avvenuto sul piano genetico? Che il virus è uguale a prima però infetta di meno? Mi pare strano ...
Ma allora non può essere semplicemente che adesso si rispetta il distanziamento sociale e si usano le mascherine per cui chi entra in contatto con il virus magari ha una esposizione protetta per cui assume una carica iniziale inferiore? Chiedo eh ...
Nell'intervista completa, dice: "Tuttavia questi casi erano riferiti a tamponi raccolti almeno dieci giorni dopo, rispetto a quelli in cui il paziente aveva contratto l'infezione. Questo significa che il virus si era replicato e amplificato nel soggetto infettato a prescindere dalla quantità iniziale che aveva prodotto l'infezione."

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Ma perché la sequenza non cambia?
Il cambiamento per ora è nell'intensità, ma non è ancora avvenuto sul piano genetico. Il virus tuttavia diminuisce la carica virale per adattarsi all'ospite.


Il cambiamento nell'intensità ha anticipato quello genetico. Affascinante. Vorrei capire come se lo spiega, Clementi. Io non ci dormirei la notte.

Davy_Jones

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Citazione di: vaz il 07 Giu 2020, 08:53
ogni articolo scientifico contiene errori.

onestamente non so quanto sia vero (poi ci sono errori ed errori). per me e' piu' un problema di sistema che altro. per vari motivi, la ricerca biomedica (certamente quella parte che conosco meglio) a volte usa mezzi (matematici, computazionali, devices, macchine, big data de qua, machine learning de la', ecc) che non capisce appieno. li' nascono i casini. surgisphere fa (faceva?) questa cosa in grande per un sacco di lab importanti. fortunatamente alcuni (per me i migliori) si stanno formando in casa dei ricercatori biomedici che hanno il bg giusto, ma ci vuole tempo e comunque non e' facile decidere di fare una cosa del genere, specie se nel frattempo quelli che si appoggiano a surgisphere o simili finiscono su lancet. se ho capito bene di cosa ti occupi sono sicuro che capisci cosa intendo.

vaz

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Ma ha 3.5 di IF. Ma di che parliamo?

vaz

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Citazione di: Davy_Jones il 07 Giu 2020, 09:31
onestamente non so quanto sia vero (poi ci sono errori ed errori). per me e' piu' un problema di sistema che altro. per vari motivi, la ricerca biomedica (certamente quella parte che conosco meglio) a volte usa mezzi (matematici, computazionali, devices, macchine, big data de qua, machine learning de la', ecc) che non capisce appieno. li' nascono i casini. surgisphere fa (faceva?) questa cosa in grande per un sacco di lab importanti. fortunatamente alcuni (per me i migliori) si stanno formando in casa dei ricercatori biomedici che hanno il bg giusto, ma ci vuole tempo e comunque non e' facile decidere di fare una cosa del genere, specie se nel frattempo quelli che si appoggiano a surgisphere o simili finiscono su lancet. se ho capito bene di cosa ti occupi sono sicuro che capisci cosa intendo.

aspetta, io sono convinto che il sistema di peer reviewing debba essere rivoluzionato alle radici. Mi riferivo alle dichiarazioni di Clementi "il mio lavoro non ha errori".
sul pr, io ormai vado solo su pubpeer. quando scrivo un paper e metto delle fonti vedo se non sono state ritrattate. il sistema è rigged, specialmente in alto.

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Tarallo

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Sulla ricerca siamo inattaccabili.
Partiamo quindi da quel lavoro. È vero che dimostra un abbattimento della forza del Coronavirus?
Ripeto, è difficilmente contestabile. Ci sono i dati, i numeri, è tutto scritto, tutto dimostrato. Chi vuole metterlo in discussione deve sobbarcarsi l'onere di trovare un errore nel mio lavoro. E non lo troverà.


Scusate ma io sto lavoro non lo trovo. Non è ancora pubblicato e se non ho capito male quando lo sarà sarà su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, un giornale assolutamente irrilevante che suggerisce una qualità del lavoro forse non stellare.

Che passaggio me so perso? I dati inattaccabili non solo non se trovano, ma starebbero su sto giornale?

carib

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Citazione di: RG-Lazio il 06 Giu 2020, 17:18
Attenzione peró ad immaginare una scienza avulsa dal contesto sociale-economico e politico. IL grande grosso problema é la divisione bipolare tra complottisti e realisti che sta letteralmente mangiando la possibilitá "critica"... questo é davvero un problema per la democrazia intesa non come istituzione ma come prassi sociale e civica.
Gli scienziati (anche se qui bisogna fare un distinguo, perché non tutte le scienze sono rappresentate mediaticamente e non tutti gli scienziati si sono palesati in questo teatro) sono entrati nel dibattito politico, non si sono limitati a presentare risultati da discutere (come da prassi scientifica) ma hanno cercato in qualche modo di "imporre" la loro visione e la loro veritá. Lo hanno fatto solo in parte per il "bene comune"...c´é anche una parte cosciente che la notorietá porta spesso credibilitá e maggiore possibilitá di ricevere finanziamenti per le proprie ricerche. Si tratta di una dinamica socio-economica non criminale per se (fa parte del gioco)...semplicemente evitiamo di attribuire un´alone di innocenza, che non esiste.
Alcuni scienziati sono entrati nella politica, l´hanno influenzata nel bene e nel male e dunque ci sono dentro fino al collo. Non ho problemi con questo...ho problemi con il non assumersi la responsabilitá di parole, interviste, etc. nascondendosi dietro al "ho fatto solo una previsione scientifica...il governo ha fatto il resto".
Altrimenti dobbiamo assolvere anche gli scienziati nazisti perché non sono stati loro a legiferare la riduzione a larva di alcuni esseri umani. Estremizzo e non voglio porre le cose sullo stesso piano etico. Faccio un´analogia in merito al rapposto tra responsabilitá scientifica e quella politica.
Hai ragione e sono d'accordo. Rileggendomi ho tagliato un po' troppo con l'accetta questo passaggio e ho estremizzato la percentuale

Ci sono certamente divulgatori scientifici che generano confusione (IMHO la capua su tutti e poi burioni perché trasforma tutto in un derby da giocare con o contro di lui), ma il 99,9% delle contraddizioni sta nel linguaggio della politica

Sobolev

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Citazione di: Tarallo il 07 Giu 2020, 09:23
Il cambiamento nell'intensità ha anticipato quello genetico. Affascinante. Vorrei capire come se lo spiega, Clementi. Io non ci dormirei la notte.

Ah ma quindi non è stata solo la mia incompetenza a farmi interrogare subito su questo tipo di affermazioni. Cosa significherebbe esattamente – al di là del fatto che sia vero o no – che un organismo è mutato ma non geneticamente? Quali mutazioni del comportamento possono essere definite "non genetiche" a meno di ammettere che il virus subisca mutazioni "culturali"?

trax_2400

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Premetto che io come persona non ho alcuna attinenza col mondo scientifico e mi occupo di altre cose, però avrei alcune domande sull'intervista di Clementi e mi piacerebbe che qualcuno più ferrato mi fornisse una spiegazione.

1. Lui dice ""Tuttavia questi casi erano riferiti a tamponi raccolti almeno dieci giorni dopo, rispetto a quelli in cui il paziente aveva contratto l'infezione. Questo significa che il virus si era replicato e amplificato nel soggetto infettato a prescindere dalla quantità iniziale che aveva prodotto l'infezione."

Io vorrei sapere:
- come si fa a determinare che i tamponi erano stati raccolti almeno 10 giorni dopo rispetto all'infezione? Si tratta di secondi tamponi? O sono persone infettate volutamente?
- perchè il virus si era replicato a prescindere dalla quantità iniziale? Ma se la quantità iniziale è minore non può essere che l'organismo infettato ha più tempo per produrre anticorpi e quindi combattere in maniera più efficiente il virus da cui ne deriverebbe una quantità minore anche dopo 10 giorni?

2. Lui dice: "Il cambiamento per ora è nell'intensità, ma non è ancora avvenuto sul piano genetico. Il virus tuttavia diminuisce la carica virale per adattarsi all'ospite."

Mi sembra che stia trattando il virus come un'entità pensante. Come se il virus ragionasse e dicesse: "se mi replico troppo rapidamente questo more, poi che me magno?". Oppure come se i virus parlassero tra di loro. Più logicamente potrebbe avvenire un processo di selezione naturale, ma questo implicherebbe (credo) anche una mutazione, sarebbe in qualche maniera rilevabile nel DNA.

Poi può semplicemente essere che il cambiamento sia effettivamente avvenuto ma che non siamo con le tecnologie attuali in grado di rilevarlo.
Potrebbe semplicemente dipendere dall'ambiente, la famosa stagionalità, combinato con le misure di distanziamento sociale.

Ripeto che io non ce capisco niente, se volete illuminarmi ...

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Citazione di: Tarallo il 07 Giu 2020, 09:23
Ma perché la sequenza non cambia?
Il cambiamento per ora è nell'intensità, ma non è ancora avvenuto sul piano genetico. Il virus tuttavia diminuisce la carica virale per adattarsi all'ospite.


Il cambiamento nell'intensità ha anticipato quello genetico. Affascinante. Vorrei capire come se lo spiega, Clementi. Io non ci dormirei la notte.

Penso che non se lo spieghi. Se veramente il comportamento del virus è questo, chi lo spiegasse avrebbe il Nobel garantito.
La mia ipotesi da due soldi è che forse sto virus si autoeccita. Più ha suoi simili intorno più si replica, quasi che la vicinanza con altri virus come lui lo stimolasse in qualche modo. Meno ha altri virus attorno, più va piano. Possibile? Boh. Perchè? Boh.

MisterFaro

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Citazione di: Sobolev il 07 Giu 2020, 10:29
Ah ma quindi non è stata solo la mia incompetenza a farmi interrogare subito su questo tipo di affermazioni. Cosa significherebbe esattamente – al di là del fatto che sia vero o no – che un organismo è mutato ma non geneticamente? Quali mutazioni del comportamento possono essere definite "non genetiche" a meno di ammettere che il virus subisca mutazioni "culturali"?

Ci avranno parlato, avrà visto i danni che ha fatto e si è pentito

Baldrick

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Citazione di: LaFonte il 07 Giu 2020, 14:55
Penso che non se lo spieghi. Se veramente il comportamento del virus è questo, chi lo spiegasse avrebbe il Nobel garantito.
La mia ipotesi da due soldi è che forse sto virus si autoeccita. Più ha suoi simili intorno più si replica, quasi che la vicinanza con altri virus come lui lo stimolasse in qualche modo. Meno ha altri virus attorno, più va piano. Possibile? Boh. Perchè? Boh.
Secondo me è andato in burnout e si è preso un periodo di pausa. Ora è in terapia, chissà che non torni cambiato.

Baldrick

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(ciao a tutti, mi chiamo Baldrick e l'unico cluster attivo di Roma si trova davanti a casa mia)

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Citazione di: Baldrick il 07 Giu 2020, 17:53
(ciao a tutti, mi chiamo Baldrick e l'unico cluster attivo di Roma si trova davanti a casa mia)
Parli della congregazione dei salesiani al nuovo salario? Ma poi lo hai fatto il seriologico?

RG-Lazio

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Citazione di: Tarallo il 07 Giu 2020, 09:23
Ma perché la sequenza non cambia?
Il cambiamento per ora è nell'intensità, ma non è ancora avvenuto sul piano genetico. Il virus tuttavia diminuisce la carica virale per adattarsi all'ospite.


Il cambiamento nell'intensità ha anticipato quello genetico. Affascinante. Vorrei capire come se lo spiega, Clementi. Io non ci dormirei la notte.

Voglio sperare che sia un errore di "grammatica" o un riportato male...non ha il minimo senso logico. Sulla plausibilitá scientifica non mi pronuncio...é vero che ci sono fenomeni contraddittori ( o meglio contraddittori secondo la nostra logica, che é limitata/ in espansione) ma qua siamo a livello di "ferro ligneo"

In ogni caso il virolo Streek in Germania non é lontano da queste posizioni. Suggerisce di avere piú coraggio in estate per costruire una consistente ma limitata immunitá di gregge. Mah
In ogni caso...anche in Germania, non viene intubato quasi piú nessuno. Nel famoso caso della chiesa battista a Francoforte, su 300 infetti...9 in ospedale...1 in intensiva ma non intubato.

Tra l´altro in Germania tutti i recenti focolai sono collegati a feste-cerimonie religiose...praticamente senza religioni si starebbe in prossimitá dello 0.
Insomma a chi suggeriva di affidarsi "ai piani alti" consiglierei di scegliere religione non troppo di tendenza, chessó culti Dionisiaci. Te lo prendi, ma almeno ti diverti 

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