Io credo che ogni Paese comincera' gradualmente a riaprire a seconda della soglia di cinismo e assuefazione della sua popolazione e del suo governo.
Sappiamo come non tutte le morti vengono considerate in maniera uguale: in passato di fronte alle innumerevoli tragedie in parti lontane del mondo, facevamo un ampia scrollata di spalla, ora che le morti sono tra noi, le cose sono ovviamente diverse. Per gli americani, ad esempio, vedere NYC con cosi' tanti morti da non avere posto negli ospedali e' uno shock immenso.
Credo pero' che dopo un po', il nostro cervello si assuefi e ridimensioni e la risposta naturale sara' di 'normalizzare', cosi' come accaduto nelle guerre del passato, dove la gente cercava di barcamenarsi come poteva per tirare avanti.
La continua esposizione mediatica del fenomeno accelerera' il processo di de-sintetizzazione della popolazione e si arrivera' al punto in cui le perdite da quarantena (suicidi, morti violente, violenza domestica, danni alla sussistenza economica, etc...) supereranno il valore dato alle morti da Covid, dunque si minimizzera' e si andra' avanti con fatalismo.