coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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orchetto

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Inoltre a mio avviso la presenza dello spalanzani che ha una grossa esperienza sulle malattie infettive su qualche fattore gestionale influisce. Mettici anche che non abbiamo grosse concentrazioni industriali. Il problema delle grosse concentrazioni industriali non è tanto chi si ammala in fabbrica e che magari si ammala anche lievemente od è anche asintomatico,  ma sono poi gli scambi con le altre persone che queste persone che si ammalano in fabbrica poi hanno e che di scambio in scambio fanno arrivare il virus alle categorie più esposte cioè gli anziani, Appunto gli anziani, mettici una maggiore gestione criminale dei centri di riposo per anziani. Inoltre una maggiore propensione della Lombardia a gestire l'emergenza (sempre per logiche a mio avviso criminali) tutta negli ospedali. Insomma di cause ce ne sono tante. C'era anche chi insinuava speculazioni sui soldi che un ospedale piglia per ogni ricoverato...ciò nonostante molto si può spiegare sulla situazione lombarda però certo i numeri colpiscono....forse è intervenuto qualche altro fattore che ancora non sappiamo.

meanwhile

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"Il Coronavirus è mutato e ha perso forza. Ora i malati sono meno gravi"

L'epidemiologo Ciccozzi mette in guardia: distanziamento sociale e igiene restano fondamentali.           
"Italia colpita da due ceppi: quello tedesco ha funestato il Nord, quello cinese ha attaccato il Centro"


di ALESSANDRO MALPELO    7 maggio 2020

Roma, 7 maggio 2020 - "Questo Coronavirus perde forza. Sono state individuate mutazioni transienti, polimorfismi. Insomma, ha preso una bella bacchettata". Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, scruta l'andamento della malattia come un astrofisico punta i corpi celesti.

Calano i contagi, ma abbiamo tuttora persone che entrano in ospedale con sintomi respiratori da Covid, altri risultano positivi al tampone.
"Perché il virus circola ancora, ma sempre meno, ed è per questo che dobbiamo continuare a stare attenti. Ma è pure vero che l'intruso perde carica virale, replica di meno, si può dire che fa meno figli. Lo si desume dagli accessi in terapia intensiva, dal minor numero di decessi dovuti alle infezioni pregresse. Io studio questi cambiamenti sotto la lente dei modelli matematici".

Che peso hanno avuto le misure adottate?
"Distanziamento e igiene sono fondamentali. La popolazione deve continuare a indossare le mascherine, a prendere precauzioni. Ma ci sono altre variabili in gioco. L'efficacia dovuta alle terapie incide tantissimo. C'è poi un calo di vigore del virus, che gli fa perdere quella potenza legata alla contagiosità, e probabilmente alla letalità".

Eminenti infettivologi fino a pochi giorni fa dicevano che il virus resta sempre quello, casomai è l'epidemia ad affievolirsi.
"Ma adesso ci sono segnali precisi che il Coronavirus perde forza".

Quindi si può dire che la Covid è meno cattiva?
"Questo virus è sempre cattivo, capace di uccidere come prima, però sta continuando a mutare, cambiano le percentuali di polimerasi. Evolve perdendo qualcosa per strada. Capisco che sono meccanismi difficili da comprendere, ci sono cose ancora da approfondire".

Lei ha un filo diretto con Robert Gallo e Davide Zella negli Stati Uniti. Di questo virus Sars-Cov-2 cosa vedete?
"L'evoluzione nel tempo, mutazioni come puntini che appaiono e scompaiono nelle sequenze del genoma, fino a ricavare una sorta di albero filogenetico. E non basta. Le osservazioni devono essere statisticamente significative. Un indicatore è il valore R0 (si legge R con zero, ndr) che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Io spero che continui a scendere fino a 0,05 in pratica che si esaurisca presto l'epidemia".

Ieri si è tenuta l'audizione degli esperti in Commissione Igiene e Sanità del Senato, da dove siete partiti?
"Dal fatto che in Italia abbiamo avuto due eventi epidemici distinti, a due settimane di distanza: uno con ceppi virali che dalla Cina, attraverso l'Europa, sono andati nel centro Italia. E un ceppo tedesco che è andato a infettare la Lombardia e il Nord Italia".

Da Roma in giù è andata meglio.
"Forse il Centro-Sud è stato risparmiato grazie a quella coppia di cinesi ricoverati alla Spallanzani, che è arrivata nella Capitale il 31 gennaio, ben prima di Codogno. Questo ha fatto sì che fossimo più preparati a quello che sarebbe poi avvenuto con il lockdown".


Ora che il Coronavirus perde terreno possiamo rilassarci?
"Niente affatto. Camminando fuori ieri e oggi ho colto dei comportamenti distratti. La gente purtroppo ricomincia ad aggregarsi. Io dico: tranquilli in famiglia. Ma tra amici e fidanzati, piano con le confidenze. In questo momento le terapie funzionano, il virus perde colpi, stiamo vincendo, ma è presto per abbassare la guardia".

https://www.quotidiano.net/cronaca/coronavirus-mutazione-1.5138147

orchetto

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articolo interessante ma mi risulta difficile credere che i due ceppi non si siano incontrati al casello di Orte, anche perchè i primi contagi accertati a Roma venivano dal nord italia, sicuramente al centro sud vi è una concausa di fattori e forse anche la prevalenza del ceppo cinese

Pomata

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Citazione di: orchetto il 07 Mag 2020, 13:16
Io sono d'accordo che non ci sono evidenze scientifiche che il virus viaggi con il particolato degli inquinanti (anche a me sembra infatti un ipotesi un po estrema) però a me sembra plausibile che in posti molto più inquinati dei peggiori posti inquinati di Roma, in condizioni climatiche di aria stagnante, come sono alcune zone della pianura padana, in presenza di un elevata presenza di abitanti per metro quadro, le sindromi respiratorie di qualunque causa, diventano più gravi. Mettici inoltre che la mole di scambi e flussi di persone che ha quella parte di Nord Italia non è neanche lontanamente paragonabile con Roma, per quanto anche Roma ha ovviamente scambi ma tipo, gli scambi che abbiamo con il resto del mondo oggi nel 2020, sono in proporzione minori rispetto a quelli di quando Roma era la sede dell'impero romano

sono d'accordo, la configurazione urbana e demografica della Lombardia e' stato il click decisivo, non a caso, configurazione quasi identica a NYC e New Jersey.

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Davy_Jones

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da qui non si vede ma il picco di densita' di popolazione in italia a e' san marino (sarebbe il vaticano ma facciamo finta). poi considerate che l'area fra milano e torino e' praticamente un tutt'uno (molti vivono da una parte e lavorano dall'altra), idem milano-brescia. immagino che milano-bergamo sia uguale. come e' logico che sia, ci sono piu' casi dove la densita' di persone e' maggiore e dove la densita' di scambi e' maggiore. secondo me e' tutto li'.

meanwhile

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Coronavirus Marche, il piano pandemico del 2007 aveva previsto tutto

Sapevamo già tutto: terapie intensive in sofferenza, necessità di respiratori, numeri di infetti e decessi. Ma ci siamo fatti trovare impreparati

di ROBERTO FIACCARINI    6 maggio 2020

Ancona, 7 maggio 2020 - Eravamo preparati, ma solo sulla carta. Sapevamo esattamente cosa sarebbe potuto succedere. E lo sapevamo dal 26 novembre 2007. Tredici anni fa, giorno in cui la Regione Marche approvò il Piano pandemico sulla base delle indicazioni dell'Oms e dell'istituto superiore di sanità. Un Piano talmente accurato che sembra scritto ieri, a cose fatte. Sapevamo che in caso di pandemia i reparti di terapia intensiva sarebbero andati in sofferenza, e sapevamo pure in quale fase questa sofferenza si sarebbe accentuata.
Eravamo in grado anche, nel 2007, di stimare quanti morti avrebbe potuto causare l'attacco di un virus, senza discostarci troppo dai tragici numeri di oggi. E sapevamo pure quali armi avremmo dovuto utilizzare per vincere la battaglia. Ma tutto ciò che sapevamo con larghissimo anticipo non è servito a farci trovare pronti quando la pandemia è arrivata davvero. Abbiamo atteso il nemico per anni come il sottotenente Giovanni Drogo nel Deserto dei Tartari, poi eravamo a mani nude quando ce lo siamo trovati di fronte. Non solo noi marchigiani, questo è chiaro. Perché di Piani pandemici ce ne sono tanti, nazionali e regionali.
Il nostro, come gli altri, ci mette peraltro da subito in guardia per il futuro: «L'esperienza europea e nazionale delle precedenti pandemie – si legge a pagina 10 del documento – mostra che l'influenza si è diffusa in due ondate che hanno interessato due stagioni invernali, con il maggiore impatto durante la seconda». Questo dovrebbe bastare per farci stare in guardia durante la fase 2. Nel picco dell'attacco pandemico, fissato alla settima settimana, il Piano prevedeva «un numero di ricoveri che superano le 1.300 unità». Nei fatti, il massimo della pressione ospedaliera nelle Marche si è raggiunto alla sesta settimana, se consideriamo che il primo contagio risale al 25 febbraio: ebbene, il primo aprile i ricoverati erano 1.155, poco distanti dagli oltre 1.300 previsti.
«Nella settimana di maggior afflusso – si legge nel documento – circa 300 persone necessiterebbero del ricovero in terapia intensiva e molte di queste ammissioni richiederebbero l'utilizzo di respiratori meccanici». Il massimo dei ricoveri in terapia intensiva è stato raggiunto da noi il 31 marzo con 169 pazienti, cui però vanno aggiunti quelli in terapia sub-intensiva: il picco è stato raggiunto il 2 aprile con 305 persone ricoverate. «Sulla base di queste stime – è scritto nel Piano – si può supporre che il Sistema sanitario regionale e, in particolare, le terapie intensive potrebbero trovarsi in difficoltà durante il picco epidemico per la durata di 2-3 settimane». Esattamente quello che è successo.
E poi le vittime: «Una simile pandemia potrebbe essere responsabile di circa 2.000 morti (numero minimo 1.362, numero massimo 2.998)». A oggi le vittime sono 948, ma sappiamo quanto questo dato sia sottostimato, come hanno dimostrato i confronti sul tasso di mortalità di quest'anno con la media degli anni scorsi. Infine c'è anche la proiezione dei contagi settimanali, e per quanto anche qui sappiamo che i numeri dicano molto meno della realtà, il Piano prevedeva per l'undicesima settimana, cioè adesso, 7.124 positivi. Ebbene, sono 6.421.
Insomma, la corrispondenza tra le previsioni e la realtà è stupefacente. Il documento del 2007 andava oltre la prefigurazione dei possibili scenari e stabiliva anche una serie di misure per ridurre l'impatto della pandemia, tra cui spiccano le precuazioni a beneficio del personale della sanità pubblica. Precauzioni da applicare però nelle fasi prepandemiche e da concretizzare in particolare con l'utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale, ovvero mascherine, guanti e ogni altro tipo di strumento in grado di difendere medici, infermieri e operatori sanitari in genere. E sappiamo che, purtroppo, le cose non sono andate così.
A questo punto la domanda: perché non siamo riusciti a farci trovare pronti? E qui la risposta può avere mille sfaccettature. Secondo i sindacati la colpa è della contrazione della spesa sanitaria, che è sì aumentata nel periodo tra il 2009 e il 2017, ma solo dello 0,6% contro il 14,8% negli anni tra il 2001 e il 2008. «Nelle Marche – spiegano – questo ha significato ridurre del 6% la spesa per il personale tra il 2010 e il 2016, cui sono seguiti il blocco del turn over, l'accorpamento di decine di unità operative e la cancellazione di 13 ospedali, senza un rafforzamento dell'assistenza territoriale». Nelle Marche abbiamo perso circa mille posti letto in meno in 10 anni: dai 5.511 del 2010 ai 4.477 del 2018, un quinto in meno. E in questo calderone c'è il calo dei letti di terapia intensiva, che poi abbiamo dovuto frettolosamente aumentare dopo l'esplosione della pandemia (da 115 fino a 170).

https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/coronavirus-marche-1.5138140

ErNonno

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Interessante la discussione sulle probabili cause che originano le enormi differenze tra Roma e Milano.
Ho controllato i dati di Assareoporti (Ass.ne tra i gestori degli scali italiani) https://assaeroporti.com/statistiche/:
in realtà. se pensiamo al movimento di soli passeggeri, a Roma ne sono transitati nel 2019 oltre 49.400.000 (tra Fiumicino e Ciampino) mentre a Milano (tra Linate e Malpensa) i passeggeri sono stati oltre 35.400.000. Se a Milano vogliamo aggiungere Orio saliamo agli stessi livelli degli areoporti romani e cioè circa 49.400.000  in totale. Quindi nessuna apparente rilevanza per giustificarela differenza di casi, anzi al limite sui 4 areoporti più "cittadini" rileviamo oltre 4.000.000 di passeggeri in più a Roma rispetto a Milano
Al contrario, come facilmente intuibile, il discorso sulle merci: movimentate per 213.000 tons circa negli scali romani e per ben 556.000 in quelli milanesi (con Orio si arriva addirittura a quasi 700.000 tons).

Vuoi vedere che il contagio si propaga più attraverso le merci che attaverso le persone?
Vaz! Tarallo! E' solo una battuta; non mi incenerite! Certo che però sarebbe davvero interessante capire perchè queste curve spaventose qui da noi e a Roma molto molto meno...naturalmente ne sono felice per voi.

Tarallo

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La mia idea e' che a questo punto queste sono tutte teorie spinte dal desiderio comprensibile di spiegare i dati. Siccome e' puro brainstorming, facciamolo pure. Serviranno poi i dati a confermare, sia per le varianti genetiche del virus, quelle della popolazione, il casello di Orte e il livello di smog.

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vaz

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l'idea di due ceppi diversi è abbastanza campata in aria. ci possono essere svariate spiegazioni. l'unica cosa che mi sento di dire è che il lockdown ha evitato quei numeri anche a Roma.

italicbold

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Oppure i Romani se drogano de più.



olympia

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Citazione di: Tarallo il 07 Mag 2020, 11:30
Sarebbe bello se, quando si festeggerà la fine ufficiale della pandemia, si istituisse che so, una settimana, tiè, di silenzio stampa di tutti.
Giornali, blog, siti web, pure noi, tutti per una settimana pubblicano solo pagine completamente bianche, alla ricerca di una catarsi da tsunami di fregnacce per cui non ci sarà mai espiazione sufficiente.
Quanto hai ragione, non se ne può più , ogni giorno ne esce una nuova, il giorno dopo esce quella che sconfessa la precedente. Parlano tutti, ognuno ha la verità in tasca.

orchetto

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Il flusso di contatti non è solo aereoporti. A mio avviso la zona del nord Italia  è più a contatto con il resto del mondo ma non da oggi.

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king

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Non sottovaluterei il fattore 'idiotina' a Roma...forse, oltre all'intelligenza, puo' anche inibire il virus in qualche modo
:ssl
:asrm

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Citazione di: italicbold il 07 Mag 2020, 14:19
Oppure i Romani se drogano de più.




Oppure, dopo 93 anni di l'aroma virus, la gente ha gli anticorpi.

volerevolare

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Citazione di: vaz il 07 Mag 2020, 14:05
l'idea di due ceppi diversi è abbastanza campata in aria. ci possono essere svariate spiegazioni. l'unica cosa che mi sento di dire è che il lockdown ha evitato quei numeri anche a Roma.

Questo è sicuramente vero se tutto fosse partito a fine febbraio dal paziente 1 di Codogno. Ma se invece è vera la teoria del virus che già circolava in Italia da gennaio, allora è difficile pensare che in Lombardia e nel Lazio non ci fossero già diversi positivi asintomatici ed inconsapevoli.

Ripeto, quello che mi lascia molto interdetto è che tra e due città (Roma e Milano) c'è stato almeno fino ad inizio marzo un flusso continuo e giornaliero di persone che si muovevano in treno ed aereo senza alcuna protezione e senza distanziamento sociale. Possibile che tra tutte queste persone non ci fossero positivi asintomatici? possibile che nessun "romano" sia venuto in contatto con positivi trasmettendo a sua volta il virus ai parenti/amici/colleghi esattamente come è avvenuto in Lombardia?

E poi sulla densità abitativa e lavorativa non sono neanche troppo d'accordo.

Io lavoro nel HQ di un azienda che ospita in un immenso open space mediamente 5000 persone, con un turnover di persone fuori sede (consulenti, clienti, colleghi, ecc.) di ca. 500 unità al giorno, al 90% provenienti dalla Lombardia. Da noi sono continuate a entrare/uscire persone dalla Lombardia fino all'8 marzo senza nessuna regola di distanziamento sociale e/o di protezione. Ebbene, nel ns. Palazzo (praticamente chiuso dal 9 marzo) solo un collega si è ammalato di Covid 19 e neanche in forma grave... Ho invece saputo di diversi consulenti lombardi che si sono ammalati a metà marzo e che erano stati da noi fino alla prima di marzo... Boh... tutto questo mi sembra così strano...

Forse il virus diventa più cattivo quando circola in posti abbastanza di m. mentre diventa più gentile quando si trova in luoghi baciati dalla bellezza, dall'arte e dalla storia? E se così fosse, cosa farebbe se mettesse piede a Trigoria?  :D

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ma, sbaglio o stanno "esplodendo" brasile e india? e mo che si fa?

orchetto

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del resto c'è anche chi il virus se lo è praticamente leccato ed è negativo al terzo tampone, comunque uno dei miei pensieri ricorrenti è il numero elevato di asintomatici: esistono studi specifici sui perché si asintomatici a questo virus?

Tarallo

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DJ, ho visto la curva degli USA stato per stato. Non ce n'è uno che sia a plateau. E riaprono.

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Davy_Jones

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Citazione di: Tarallo il 07 Mag 2020, 15:20
DJ, ho visto la curva degli USA stato per stato. Non ce n'è uno che sia a plateau. E riaprono.

america is not a country. it's only a business.

RubinCarter

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Citazione di: orchetto il 07 Mag 2020, 15:14
del resto c'è anche chi il virus se lo è praticamente leccato ed è negativo al terzo tampone, comunque uno dei miei pensieri ricorrenti è il numero elevato di asintomatici: esistono studi specifici sui perché si asintomatici a questo virus?

Carica virale bassa?--->Asintomatico ?

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