Espressioni come "suggests" e "it may" sono fra i più alti livelli di "commitment" che un articolo scientifico serio può accettare di fornire. Se dovessi buttarmi ad indovinare questo livello di cautela è esercitato nel 95% degli articoli peer-reviewed. Altrove ovviamente ci sono mille sicurezze. Non è un caso che i titoli di Repubblica* e i post delle mamme informate non lascino mai dubbi.
(Non ho raggiunto i livelli di vaz, ma ho pubblicato una dozzina di articoli peer-reviewed - di cui uno con un premio Nobel, Stan Prusiner, lo scienziato che ha scoperto i prioni, e un altro sfiorato, perché Rita Levi Montalcini ci lasciò fare visto che l'articolo era di poco impatto - se no era recorde - e ho fatto il reviewer un'altra ventina di volte prima di lasciare la ricerca di base. Capire l'inglese non basta per capire l'inglese scientifico. Così, lo dico per aiutare ad apprezzare il contesto se no sembra che ci siano motivi indipendenti dal contenuto. Perché comunque qui parlano tutti, come è normale che sia. *Per questo fare il divulgatore è difficile. Bisogna semplificare ma evitando di fornire false certezze).