Citazione di: Aquila1979 il 03 Mar 2022, 14:54
è molto più difficile per un occidentale toccare la sbarra, che non ci siano è davvero miope anche solo pensarlo.
Indubbio.
Citazione di: Aquila1979 il 03 Mar 2022, 14:54
domanda reale (nel senso che non conosco la risposta).
cosa succedeva se non volevi lavorare? se rifiutavi il lavoro assegnato o se proprio volevi stare a casa?
Dipende dall'epoca, va a ondate.
Dal 1922 venne eliminato l'obbligo di lavorare del comunismo di guerra.
Ma in epoca stalinista venne reinserito e si affermò la categoria di
parassita.
questa categoria comprendeva chiunque avesse un reddito non da lavoro, dunque anche chi non voleva lavorare. Era probabilmente il peggior stigma che potesse esistere. Oggi potremmo dire che uno stigma analogo nelle nostre società, di matrice razzista, è quello rivolto ai rom.
Il livello di disprezzo era quello.
Dal 53 venne riliberalizzata la cosa.
Nel '61 reintrodotta e si arrivò allo slogan "chi non lavora non mangia".
Il reddito minimo garantiva in forma di servizi lo stretto necessario. Poi c'era il salario.
Un lavoro non poteva essere rifiutato se corrispondente alla propria specializzazione.
Un importante contributo al lavoro, soprattutto i lavori poco desiderabili, veniva dal lavoro carcerario.
Da qui il detto che il regime comunista ti mandava "in miniera".
e per questo era tanto importante regolare la repressione.
Serve aumentare la produzione mineraria? Aumentiamo la repressione, così aumentiamo i carcerati, così aumentiamo chi lavora in miniera. Il ragionamento era più questo che ideologico.
Le condizioni di lavoro anche subiscono le stesse fluttuazioni: periodi in cui erano ben più lasche di quelle occidentali a periodi in cui i lavoratori vennero tartassati (es guerra mondiale).
Un esempio concreto durante lo stalinismo (quindi in una fase non esaltante dell'URSS) che ben mostra aspetti migliori e peggiori rispetto alle condizioni di lavoro occidentali:
https://www.storiauniversale.it/33-VITA-QUOTIDIANA-E-CONDIZIONI-DI-LAVORO.htmCitazione di: Aquila1979 il 03 Mar 2022, 14:54
manco a parlare così male di cose che ho amato studiare eh
convincimi
OT

le ho amate pure io, come interesse intellettuale.
Ma il discorso è abbastanza semplice. Sono astrazioni che non hanno assolutamente nulla di reale.
Non c'è mai stato, manco in epoca primitiva, uno stato di natura in cui gli esseri umani erano isolati, né nelle forme di
bellum omnium erga omnes di Hobbes, né in quella perfettamente libera di Locke o di Rousseau.
L'essere umano, è comprovato storicamente, nasce in forme già sociali, fin dalla famiglia consanguinea e punualua. Dunque il giusnaturalismo è un'astrazione volta a giustificare l'esistente.
Si crea un passato fantastico, irreale, volto a giustificare concettualmente i meccanismi sociali odierni (o meglio dell'epoca) in termini di gerarchia sociale, politica ed economica.
Sarebbe come dire che invento un'origine di supremazia naturale delle squadre strisciate per giustificare il fatto che vincono sempre loro. Non è che siccome vincono loro ciò DIMOSTRA che quell'origine naturale è vera.
Quell'origine è na cazzata e offusca quelle reali storiche che hanno prodotto il contemporaneo.
EOT