Crisi ucraina

Aperto da kelly slater, 21 Feb 2022, 19:31

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mr_steed

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Per chi ha fede incrollabile nella "bontà" di ogni azione degli Usa...

E' tutto tratto da documenti ufficiali: nel secondo link c'è il pdf in originale...

Ucraina? Tutto scritto nel 2019 da Rand Corporation consulenti Usa anti Russia
La società Usa che nel 2019 spiegava come contrastare l'economia russa: fornire aiuti letali all'Ucraina, far avanzare la NATO, sottrarre il gas e giovani...


https://www.affaritaliani.it/esteri/ucraina-tutto-scritto-nel-2019-da-rand-corporation-consulenti-usa-anti-russia-785693.html


La guerra in Ucraina già scritta nei piani dei consulenti Usa. Chi è la Rand Corporation. Leggi il documento ufficiale

https://www.affaritaliani.it/static/upl2022/rand/rand_rb10014.pdf

FatDanny

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 20 Mar 2022, 13:07
ROMA – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ordinato la sospensione delle attività di 11 partiti politici con legami con la Russia. Il più grande di questi è la Piattaforma di opposizione per la vita, che ha 44 seggi su 450 nel parlamento del paese. Il partito è guidato da Viktor Medvedchuk, che ha legami amichevoli con il presidente russo Vladimir Putin, che è il padrino della figlia di Medvedchuk. Nella lista c'è anche il partito Nashi (il nostro) guidato da Yevheniy Murayev. Prima dell'invasione russa le autorità britanniche avevano avvertito che la Russia voleva insediare Murayev come leader dell'Ucraina.

Parlando in un discorso video nella notte, Zelensky ha affermato che "data la guerra su larga scala scatenata dalla Federazione Russa e i collegamenti tra essa e alcune strutture politiche, le attività di alcuni partiti politici sono sospese per il periodo della legge marziale". Ha aggiunto che "le attività dei politici finalizzate alla discordia e alla collaborazione non avranno successo".

L'annuncio di Zelensky fa seguito all'introduzione della legge marziale che prevede il divieto dei partiti legati alla Russia.

(LaPresse)

Ecco la propaganda.
Grazie ING, esaminiamo questo articolo. LaPresse, quindi diciamo abbastanza autorevole.

Anzitutto non si esplicitano quali sono questi partiti (si noterebbe che so quelli di sinistra, anche non comunisti?).
Poi si mette come causa di ciò legami con la Russia, senza specificare se questi siano accertati, sia un'accusa di zelensky oppure una roba pretestuosa per fermarli (tolto quello di medvedchuk che già si sapeva anche perché stava pure agli arresti per questo)

Quindi il lettore cosa capisce? Che zelensky ha bloccato i partiti collusi con Putin, dunque ha fatto qualcosa di ampiamente giustificato.

Che differenza c'è con un'agenzia russa che parla di denazificazione e di come l'esercito russo sta ripulendo il donbas da neonazisti assetati di sangue che sparano sugli stessi civili ucraini?

Io ne vedo molto poche di differenze.

AquiladiMare

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 13:14
Ecco la propaganda.
Grazie ING, esaminiamo questo articolo. LaPresse, quindi diciamo abbastanza autorevole.

Anzitutto non si esplicitano quali sono questi partiti (si noterebbe che so quelli di sinistra, anche non comunisti?).
Poi si mette come causa di ciò legami con la Russia, senza specificare se questi siano accertati, sia un'accusa di zelensky oppure una roba pretestuosa per fermarli (tolto quello di medvedchuk che già si sapeva anche perché stava pure agli arresti per questo)

Quindi il lettore cosa capisce? Che zelensky ha bloccato i partiti collusi con Putin, dunque ha fatto qualcosa di ampiamente giustificato.

Che differenza c'è con un'agenzia russa che parla di denazificazione e di come l'esercito russo sta ripulendo il donbas da neonazisti assetati di sangue che sparano sugli stessi civili ucraini?

Io ne vedo molto poche di differenze.


Beh però che l'invasione russa desse nuova linfa ai nazionalismi era più che prevedibile..

Non la prenderei come prova

FatDanny

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È prova dell'informazione segnata da un punto di vista propagandistico.

Inoltre tra linfa al nazionalismo e seccare tutta l'opposizione ce ne passa.
Non sarebbe prova di cosa?

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Citazione di: giovannidef il 20 Mar 2022, 01:29
Per i problemi alimentari e i fertilizzanti non mi preoccuperei se fossi in voi, purtroppo ci saranno speculazioni e pagheremo di più alcuni prodotti ma morti per le strade li escluderei

Domanda: se oggi un povero in Africa mangia una volta al giorno pagando il cibo 50 cent di dollaro, se il prezzo del pane raddoppia a 1 $, che farà?
I morti per le strade non ci saranno QUI da noi perchè rinunceremo a qualcosa di superfluo (chi può) ma altrove ci saranno eccome. E significherà nuove primavere arabe, nuovi sbarchi, nuovo caos.
E anche in Italia sarà dura, perchè al nord stanno arrivando bollette del gas da 700 euro al mese in un inverno tra i più miti che si ricordino. Molti dovranno scegliere se mangiare o scaldarsi. Si parla già di razionamento del gas per l'inverno. A Roma sembra una cretinata, quassù è una cosa seria.

AquiladiMare

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 13:41
È prova dell'informazione segnata da un punto di vista propagandistico.

Inoltre tra linfa al nazionalismo e seccare tutta l'opposizione ce ne passa.
Non sarebbe prova di cosa?

Di una svolta totalitaristica..

Viglio dire.. che in questa situazione può essere "prevedibile" che si blocchi chiunque venga visto come un possibile legame con il "nemico" anche politicamente. Un oppositore di zelensky potrebbe a sua volta stringere legami con i Russi..


Giudicare la politica ucraina nei giorni in cui si trova in piena guerra  potrebbe non essere proprio significativa del suo orientamento globale.


Ovviamente mia idea

Blueline

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Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 12:59
...

c'è un paese nel cuore dell'europa che ha vietato la ricostruzione del partito nazista e di quello comunista.
viene considerato uno dei paesi più democratici secondo ogni "index".

gli aspetti formali contano, ma quelli sostanziali di più

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Blueline

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scusate la volgarità, ma questa immagine è del 2006, e da allora non abbiamo fatto niente per ridurre questa dipendenza...  :(

Fla

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Citazione di: Blueline il 20 Mar 2022, 14:35
scusate la volgarità, ma questa immagine è del 2006, e da allora non abbiamo fatto niente per ridurre questa dipendenza...  :(
ahahah strano, eppure sembrava un piano così ben congegnato quello  :=))

FatDanny

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Citazione di: AquiladiMare il 20 Mar 2022, 14:18
Di una svolta totalitaristica..

Viglio dire.. che in questa situazione può essere "prevedibile" che si blocchi chiunque venga visto come un possibile legame con il "nemico" anche politicamente. Un oppositore di zelensky potrebbe a sua volta stringere legami con i Russi..


Giudicare la politica ucraina nei giorni in cui si trova in piena guerra  potrebbe non essere proprio significativa del suo orientamento globale.


Ovviamente mia idea

Parafrasando:

Ah vabbè allora la politica estera di putin non è significativa di aggressività, finché c'è la nato nell'area qualcuno potrebbe stringere accorti con essa, dunque mi pare normale che si blocchi chiunque possa avere legami col nemico, anche politicamente (cit)

Giudicare la politica russa negli anni in cui si trova circondata dalla nato potrebbe non essere proprio significativo del suo orientamento globale.


Però ero io quello che giustificava eh.
:lol:

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Citazione di: Blueline il 20 Mar 2022, 14:35
scusate la volgarità, ma questa immagine è del 2006, e da allora non abbiamo fatto niente per ridurre questa dipendenza...  :(

Sai com'è, cè stata la crisi el 2008 e lì lo Stato ha tagliato le spese. Poi c'è stata la crisi del 2011 e l'Europa ci ha letteralmente imposto di tagliare le spese. Qualcosa si è fatto dal 2018 con i vari bonus. Ma la dipendenza la riduci o a livello micro (pannelli fotovoltaici, cappotto ecc) con interventi spot che costano molto quindi li devi incentivare (e se tagli le spese...), o a livello macro con infrastrutture che ti portano energia da fonti alternative. Ma per quelle ci sono i no-laqualunque che ti rendono impossibile ogni cosa...

Dimenticavo: qualcuno chiedeva dei droni precipitati in occidente. Ne avevo scritto quando era capitato. Notizia data con toni allarmistici"droni russi" dalla stampa nostrana, all'estero molto più tranquillamente scrivevano che erano vecchissimi droni da ricognizione di fabblicazione russa che gli ucrani avevano ritirato fuori dai depositi e che per malfunzionamenti avevano perso il contatto col pilota. Nessuna provocazione alla NATO.
Sui droni comunque leggevo interessanti commenti per cui pare che alla fine siano più utili per dirigere il fuoco dell'artiglieria o come esca che per fare danni direttamente.
Per dire, sembra che il primo giorno della guerra i russi abbiano distrutto i radar ucraini coi missili. Poi subito dopo hanno lanciato una serie di droni-bersaglio e la contraerea, non avendo i radar (più precisi) a chiarire che non erano aerei, ha cominciato a sparare all'impazzata rivelando dove si trovava. E le postazioni sono state quindi spazzate via da altri missili.

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 14:40
Parafrasando:

Ah vabbè allora la politica estera di putin non è significativa di aggressività, finché c'è la nato nell'area qualcuno potrebbe stringere accorti con essa, dunque mi pare normale che si blocchi chiunque possa avere legami col nemico, anche politicamente (cit)

Giudicare la politica russa negli anni in cui si trova circondata dalla nato potrebbe non essere proprio significativo del suo orientamento globale.


Però ero io quello che giustificava eh.
:lol:

Ma putin poteva fare affari con i paesi NATO. Come li facevano e li fanno i suoi amici oligarchi...

O pensava che lo avremmo invaso?

FatDanny

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Citazione di: Aquila1979 il 20 Mar 2022, 14:35
c'è un paese nel cuore dell'europa che ha vietato la ricostruzione del partito nazista e di quello comunista.
viene considerato uno dei paesi più democratici secondo ogni "index".

gli aspetti formali contano, ma quelli sostanziali di più
.
È su quali siano gli aspetti sostanziali che probabilmente non ci troviamo d'accordo.

E poi quale sarebbe questo paese? Ti prego non dire la Germania, non farti questo torto.
La Germania mise fuori legge il partito comunista legato a Mosca tre anni dopo la crisi di Berlino (diciamo che a torto o ragione, le cause sembrano evidenti ai più), ma non vietò mai il comunismo.
Non scherzare proprio.

Che poi la Germania Ovest sia particolarmente democratica perché lo dicono gli index me vie da ride. Proprio perché stiamo alla sostanza. Basti vedere cosa fecero al momento dell'unificazione con l'est.

FatDanny

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Ma poi davvero stiamo dicendo che se un paese vieta la mia espressione politica (a meno che io non vada in giro dicendo che devo sgozzare persone, lì mi sembra evidente) può comunque essere sostanzialmente democratico?
Ammazza oh, ho capito come funziona.

Praticamente il socialismo reale non fu sbagliato perché mette qualcuno fuori dal gioco ma perché mette fuori dal gioco chi la pensa come voi. Se mette fuori dal gioco chi la pensa come me può ancora essere sostanzialmente democratico?
Chiedo per sapere, se dovesse presentare in futuro questa ipotesi, non mi sembra nemmeno così remota vista la percezione generale totalmente folle

Aquila1979

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 14:44
.
È su quali siano gli aspetti sostanziali che probabilmente non ci troviamo d'accordo.

E poi quale sarebbe questo paese? Ti prego non dire la Germania, non farti questo torto.
La Germania mise fuori legge il partito comunista legato a Mosca tre anni dopo la crisi di Berlino (diciamo che a torto o ragione, le cause sembrano evidenti ai più), ma non vietò mai il comunismo.
Non scherzare proprio.

Che poi la Germania Ovest sia particolarmente democratica perché lo dicono gli index me vie da ride. Proprio perché stiamo alla sostanza. Basti vedere cosa fecero al momento dell'unificazione con l'est.

amico mio, è che la democrazia è un'idea, una tensione, ma la democrazia è un po' quello che tu ritieni sia democratico.
anche vietare la ricostituzione del partito fascista o di quello nazista è una limitazione della democrazia, lo sai bene.

sull'ucraina oggi: gli usa durante ww2 segregarono i nippo-americani, tutti i paesi belligeranti attuano misure draconiane.
è molto probabile che la democrazia ucraina facesse schifo da prima.

ma voi non sentite montare la tensione cazzo?

mr_steed

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Articolo tratto da Le monde diplomatique precedente l'invasione ma decisamente interessante...

Ukraine, pourquoi la crise

par David Teurtrie
Chercheur associé à l'Institut national des langues et civilisations orientales

https://www.monde-diplomatique.fr/2022/02/TEURTRIE/64373


la versione tradotta...

I rumori degli stivali alle porte dell'Europa spaventano le cancellerie occidentali Nel tentativo di ottenere garanzie relative alla protezione della propria integrità territoriale, la Russia ha presentato agli americani due bozze di trattati volti a riformare l'architettura della sicurezza in Europa, mentre ammassava truppe al confine ucraino. Mosca chiede il congelamento ufficiale dell'espansione dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) a est, il ritiro delle truppe occidentali dai paesi dell'Europa orientale e il rimpatrio delle armi nucleari americane dispiegate in Europa. Incapaci di essere soddisfatte così come stanno, queste richieste sotto forma di ultimatum rappresentano la minaccia di un intervento militare russo in Ucraina.

Due interpretazioni opposte. Per alcuni Mosca alza la posta in gioco per ottenere concessioni da Washington e dagli europei. Altri, al contrario, ritengono che il Cremlino voglia poter utilizzare il pretesto della fine dell'inammissibilità per giustificare un'azione in Ucraina. In ogni caso, si pone la questione del momento scelto da Mosca per avviare questo rapporto di forze. Perché giocare a questo gioco rischioso, e perché adesso  ?

Dal 2014 le autorità russe hanno notevolmente aumentato la capacità della loro economia di superare un grave shock, soprattutto per il settore bancario e finanziario. La quota del dollaro è scesa nelle riserve della banca centrale. Una carta di pagamento nazionale, Mir, è ora nel portafoglio dell'87  % della popolazione. E, se gli Stati Uniti hanno continuato la loro minaccia di disconnettere la Russia dal sistema Western Swift, come hanno fatto con l'Iran nel 2012 e nel 2018, i trasferimenti finanziari tra banche e società russe potrebbero ora essere effettuati tramite messaggistica locale. La Russia si sente quindi più attrezzata per affrontare severe sanzioni in caso di conflitto.

D'altra parte, la precedente mobilitazione dell'esercito russo ai confini ucraini, nella primavera del 2021, ha portato al rilancio del dialogo russo-americano su temi strategici e di cybersecurity. Ancora una volta il Cremlino ha chiaramente giudicato che la strategia della tensione fosse l'unico modo per farsi sentire dagli occidentali e che la nuova amministrazione americana sarebbe stata pronta a fare ulteriori concessioni per concentrarsi sul crescente confronto con Pechino.

Ma Vladimir Putin sembra voler porre fine a quello che definisce il progetto occidentale di trasformare l'Ucraina in una "  anti-Russia  " ( 1 ) . Contava infatti sugli accordi di Minsk, firmati nel settembre 2014, per ottenere il diritto di controllo sulla politica ucraina attraverso le repubbliche del Donbass. È successo proprio il contrario: non solo la loro domanda è stata bloccata, ma il presidente Volodymyr Zelensky, la cui elezione nell'aprile 2019 ha dato al Cremlino la speranza di riconnettersi con Kiev, ha amplificato la politica di rottura con il "  mondo russo  " avviata dal suo predecessore. Peggio ancora, la cooperazione tecnico-militare tra Ucraina e NATO continua a intensificarsi, mentre la Turchia, essa stessa membro dell'Alleanza, ha fornito droni da combattimento che hanno sollevato il timore al Cremlino che Kiev sia tentata da una riconquista militare del Donbass. Si tratterebbe quindi, per Mosca, di riprendere l'iniziativa quando c'è ancora tempo. Ma, al di là dei fattori ciclici all'origine delle attuali tensioni, è chiaro che la Russia sta solo aggiornando le richieste che non ha cessato di formulare dalla fine della guerra fredda senza che l'Occidente le consideri accettabili, o addirittura legittime .

L'equivoco risale al crollo del blocco comunista nel 1991. Logicamente, la scomparsa del Patto di Varsavia avrebbe dovuto portare allo scioglimento della NATO, nata per fronteggiare la "  minaccia sovietica  ". Occorreva proporre nuovi formati di integrazione per questa "  altra Europa  " che aspirava ad avvicinarsi all'Occidente. Il momento sembrava tanto più opportuno poiché le élite russe, che probabilmente non erano mai state così filo-occidentali, avevano accettato senza combattere la liquidazione del loro impero ( 2 ) . Tuttavia, le proposte in questa direzione, formulate in particolare dalla Francia, furono seppellite sotto la pressione di Washington. Non intenzionati a farsi rubare la "  vittoria  " a Mosca, gli Stati Uniti hanno poi spinto per l'allargamento verso est delle strutture euro-atlantiche ereditate dalla Guerra Fredda per consolidare il loro dominio in Europa. Per fare questo, hanno un forte alleato, la Germania, desiderosa di riconquistare il suo ascendente sulla Mitteleuropa.
Violazione del diritto internazionale

Già nel 1997, l'allargamento della NATO a est è entrato in vigore quando i leader occidentali avevano promesso a Mikhail Gorbaciov che non sarebbe successo nulla ( 3 ) . Negli Stati Uniti, personalità di spicco esprimono il loro disaccordo. George Kennan, considerato l'artefice della politica di contenimento dell'URSS, prevedeva le conseguenze logiche e dannose di tale decisione: «  L'allargamento della Nato sarebbe l'errore più fatale della politica americana dalla fine della guerra fredda. Ci si può aspettare che questa decisione susciti nell'opinione pubblica russa tendenze nazionaliste, anti-occidentali e militariste  ; che sta ravvivando un'atmosfera di guerra fredda nelle relazioni Est-Ovest e orientando la politica estera russa in una direzione che in realtà non corrisponderà ai nostri desideri ( 4 ) .  »

Nel 1999 la NATO, che ha celebrato con grande clamore il suo cinquantesimo anniversario, ha realizzato il suo primo allargamento ad est (Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca) e ha annunciato il proseguimento del processo fino ai confini russi. Soprattutto, l'Alleanza Atlantica è entrata contemporaneamente nella guerra contro la Jugoslavia, che ha trasformato l'organizzazione di un blocco difensivo in un'alleanza offensiva, il tutto in violazione del diritto internazionale. La guerra contro Belgrado viene condotta senza l'approvazione delle Nazioni Unite (ONU), impedendo a Mosca di utilizzare uno dei suoi ultimi strumenti di potere: il suo diritto di veto nel Consiglio di sicurezza. Le élite russe, che tanto hanno scommesso sull'integrazione del loro Paese in Occidente, si sentono tradite: la Russia, allora presieduta da Boris Eltsin, che aveva lavorato per l'implosione dell'URSS, non si vede trattata come un partner che deve essere premiato per il suo contributo alla fine del sistema comunista, ma come il grande perdente della guerra fredda, che deve pagare il prezzo geopolitico.

Paradossalmente, l'ascesa al potere di Putin l'anno successivo corrisponde piuttosto a un periodo di stabilizzazione delle relazioni tra Russia e Occidente. Il nuovo presidente russo ha moltiplicato i gesti di buona volontà nei confronti di Washington dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Ha accettato l'insediamento temporaneo di basi americane in Asia centrale e ha ordinato, nel contempo, la chiusura delle basi ereditate dall'URSS a Cuba, così come il ritiro dei soldati russi presenti in Kosovo. In cambio, la Russia vuole che gli occidentali accettino l'idea che lo spazio post-sovietico, che definisce il suo vicino estero, rientri nella sua sfera di responsabilità. Ma, mentre i rapporti con l'Europa sono piuttosto buoni, soprattutto con Francia e Germania, con gli Stati Uniti si accumulano elementi di incomprensione. Nel 2003 l'invasione dell'Iraq da parte delle truppe americane senza l'approvazione dell'ONU ha costituito una nuova violazione del diritto internazionale, denunciata insieme da Parigi, Berlino e Mosca. Questa comune opposizione delle tre maggiori potenze del continente europeo conferma i timori di Washington sui rischi che un riavvicinamento russo-europeo porrebbe all'egemonia americana.

Negli anni seguenti, gli Stati Uniti annunciarono l'intenzione di installare elementi del loro scudo antimissilistico nell'Europa orientale, contrariamente all'atto istitutivo Russia-NATO (firmato nel 1997) che garantiva a Mosca che gli occidentali non avrebbero installato nuove infrastrutture militari permanenti . Inoltre, Washington ha messo in discussione gli accordi sul disarmo nucleare: gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato sui missili balistici (ABM, 1972) nel dicembre 2001.

Paura legittima o complesso ossessivo, le "  rivoluzioni colorate  " nello spazio post-sovietico sono percepite a Mosca come operazioni volte a insediare regimi filo-occidentali alle sue porte. Nell'aprile 2008, infatti, Washington ha esercitato forti pressioni sui suoi alleati europei per sostenere la vocazione della Georgia e dell'Ucraina ad aderire alla NATO, anche se la stragrande maggioranza degli ucraini era contraria a tale adesione. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti spingono per il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo, che costituisce una nuova violazione del diritto internazionale, poiché allora è legalmente una provincia serba.

Dopo aver aperto il vaso di Pandora all'interventismo e alla messa in discussione dell'intangibilità dei confini del continente europeo, la Russia ha risposto intervenendo militarmente in Georgia nel 2008, poi riconoscendo l'indipendenza dell'Europa, dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia. In tal modo, il Cremlino sta segnalando che farà di tutto per impedire un ulteriore allargamento della NATO verso est. Ma, mettendo in discussione l'integrità territoriale della Georgia, la Russia sta a sua volta violando il diritto internazionale.

Il risentimento russo sta raggiungendo un punto critico con la crisi ucraina. Alla fine del 2013, europei e americani hanno dato il loro sostegno alle manifestazioni che hanno portato al rovesciamento del presidente Viktor Yanukovich, la cui elezione nel 2010 è stata comunque riconosciuta come conforme agli standard democratici. Per Mosca, gli occidentali appoggiarono un colpo di stato per ottenere, a tutti i costi, l'attaccamento dell'Ucraina al campo occidentale. Da quel momento in poi, l'interferenza russa in Ucraina – l'annessione della Crimea e il sostegno militare non ufficiale ai separatisti del Donbass – è stata presentata dal Cremlino come una risposta legittima al colpo di stato filo-occidentale a Kiev. Le capitali occidentali denunciano da parte loro una messa in discussione senza precedenti dell'ordine internazionale del dopoguerra fredda.

Gli accordi di Minsk, firmati nel settembre 2014, danno a Francia e Germania l'opportunità di riprendere il controllo per trovare una soluzione negoziata alle ostilità nel Donbass. Ci volle lo scoppio di un conflitto armato nel continente perché Parigi e Berlino uscissero dalla loro passività. Ma, sette anni dopo, il processo si è bloccato. kyiv continua a rifiutare la concessione dell'autonomia al Donbass, come previsto nel testo. Di fronte alla mancata reazione di Parigi e Berlino, accusate di allinearsi alle posizioni ucraine, il Cremlino cerca di negoziare direttamente con gli americani, nei quali vede i veri padrini di kyiv. Allo stesso modo, Mosca è rimasta sorpresa che gli europei abbiano accettato tutte le iniziative americane, anche le più discutibili, senza reagire. Così il ritiro di Washington dal Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF) nel febbraio 2019, che avrebbe dovuto suscitare la loro opposizione poiché sono potenzialmente i primi bersagli di questo tipo di armamento. Secondo la ricercatrice Isabelle Facon, Russia "  ritiene costantemente e percettibilmente irritato che i Paesi europei siano irrimediabilmente incapaci di autonomia strategica nei confronti degli Stati Uniti e che rifiutino di assumersi le proprie responsabilità di fronte al deterioramento della situazione strategica e internazionale ( 5 )  ".
Seguito atlantista

Ancora più sorprendente: quando russi e americani si fanno sentire su questioni strategiche, con la proroga di cinque anni del trattato di riduzione degli armamenti nucleari New Start, seguita dal vertice Biden-Putin del giugno 2021, l'Unione Europea, lungi dal spingere nel senso di distensione con Mosca, respinge il principio di un incontro con il presidente russo. Per la Polonia, che insieme ad altri ha silurato questa iniziativa, "  avrebbe [potenziato] il presidente Vladimir Putin invece di punire una politica aggressiva ( 6 )  ". Questo rifiuto del dialogo contrasta con l'atteggiamento degli europei nei confronti dell'altro grande vicino dell'Unione Europea, la Turchia: nonostante il suo attivismo militare (occupazione di Cipro settentrionale e parte del territorio siriano, invio di truppe in Iraq, Libia e Caucaso), il Il regime autoritario di Recep Tayyip Erdoğan, che è anche un alleato di kyiv, non è soggetto ad alcuna sanzione. Nel caso della Russia, invece, gli europei non hanno altra politica che minacciare regolarmente con una nuova serie di misure restrittive, a seconda dell'azione del Cremlino. Quanto all'Ucraina, si sono ridotti a ripetere la doxa NATO della porta aperta, anche se le maggiori capitali europee, Parigi e Berlino in testa, hanno espresso in passato la loro contrarietà e non hanno, sostanzialmente, alcuna intenzione di integrare l'Ucraina nel loro alleanza militare.

La crisi delle relazioni russo-occidentali dimostra che la sicurezza del continente europeo non può essere assicurata senza — ea fortiori contro — la Russia. Al contrario, Washington lavora per incoraggiare questa esclusione poiché rafforza l'egemonia americana in Europa. Da parte loro, agli europei occidentali, Francia in primis, mancava la visione e il coraggio politico per bloccare le iniziative più provocatorie di Washington e per proporre un quadro istituzionale inclusivo per evitare il riapparire delle linee di divisione nel continente. Come risultato di questo seguito atlantista, i francesi e gli europei sono maltrattati dagli Stati Uniti. Il ritiro non coordinato dall'Afghanistan e l'instaurazione di un'alleanza militare nel Pacifico senza l'approvazione di Parigi sono gli ultimi episodi fino ad oggi di questa casualità. Gli europei ora osservano come spettatori i negoziati russo-americani sulla sicurezza del Vecchio Continente, sullo sfondo delle minacce di guerra in Ucraina.

FatDanny

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Citazione di: Aquila1979 il 20 Mar 2022, 14:59
amico mio, è che la democrazia è un'idea, una tensione, ma la democrazia è un po' quello che tu ritieni sia democratico.
anche vietare la ricostituzione del partito fascista o di quello nazista è una limitazione della democrazia, lo sai bene.

sull'ucraina oggi: gli usa durante ww2 segregarono i nippo-americani, tutti i paesi belligeranti attuano misure draconiane.
è molto probabile che la democrazia ucraina facesse schifo da prima.

ma voi non sentite montare la tensione cazzo?

Chiuso in casa col covid invece che a Ponte Milvio, l'unico modo per non pensarci è scrivere d'altro.

La "democrazia" ucraina faceva ampiamente cacare da prima.
Ed è il motivo per cui fin dall'inizio me so scagliato contro gli apologeti di zelensky.
Così come vent'anni fa ti avrei detto no all'invasione usa ma se appoggi Saddam stai totalmente fuori di testa.

Inoltre sto iniziando a vedere una serie di video che girano sui canali ucraini di una ripugnanza totale (oggi il linciaggio di due ragazze legate ad un albero, denudate sulle natiche e picchiate sul culo in pubblico accusate non se sa bene su che basi di collaborazionismo).

Purtroppo quando la resistenza fa rima con nazionalismo (a differenza di quello che può accadere tra i curdi o in Italia) quello che viene fuori è solo un coacervo di merda.
Ma ovunque, in tutto il mondo. I nazionalisti sanno solo generare escrementi.

E oggi l'ucraina si sta rapidamente trasformando in un'immensa fogna.
Per colpa di Putin? Assolutamente si. Quantomeno anche.

Resta la fogna e chi ci vede un paese che guarda all'Europa o ha unidea di Europa che a me mette i brividi o edulcora molto ciò che oggi è l'ucraina.

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 15:08
Chiuso in casa col covid invece che a Ponte Milvio, l'unico modo per non pensarci è scrivere d'altro.


Spero senza conseguenze.
Io sono al solito punto in cui spero nell'onorevole sconfitta.
Pur di vincere farei il tifo per Azov.
Già sono una brutta persona, ma quando si parla di Lazio...

FatDanny

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Al momento sto a due giorni di febbre altina, 38.5 / 38.7 ma niente di più.
La vera noia è non essere li quando avevo il biglietto in tasca.
Che rosicata.

Conosco molto bene la sensazione di cui parli, a quel punto devi bere. Quando arrivi sotto la partita e ti prende quel mood l'unica soluzione è entrare in condizioni precarie e discutibili tra birre e borghetti.

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