Crisi ucraina

Aperto da kelly slater, 21 Feb 2022, 19:31

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FatDanny

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Citazione di: Laziostyle87 il 04 Apr 2022, 14:47
scusa ma paradossalmente tutto sto discorso (che io non condivido perché credo che finché c'è un esercito forte e in ballo gruppi armati autonomi non si formano) addirittura porta a dire che c'è quasi totale identità di vedute  con il governo. Insomma l'assenza di forze indipendenti continua a non testimoniare alcun che sulla volontà popolare.

Testimonia che non c'è una soggettivazione autonoma dal governo, questo è resistenza di popolo.
Certo che ci può essere invece consenso per il governo, ma questa non è di per sé una buona notizia (vedi consenso del fascismo).
Mentre la resistenza di popolo è una buona notizia nel senso che esprime in ogni caso una tensione democratica.

Ad oggi questa tensione non c'è.
Ovviamente è complicato misurare quanto sia ampio il consenso o la costrizione nelle misure del governo in questo momento. Che non ci siano strumenti adeguati per misurare questa cosa concordo

cartesio

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Citazione di: FatDanny il 04 Apr 2022, 10:53
ho parlato di obbligo d'arruolamento, non di combattimento.

Voi giovani forse non lo sapete, ma per mezzo secolo in Italia c'è stata la leva obbligatoria.
Obbligo d'arruolamento. Se non ti presentavi quando ti arrivava la cartolina ti arrivavano i carabinieri a casa.

cartesio

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Citazione di: FatDanny il 04 Apr 2022, 15:12
ma quelli non sono fascismi (elementi assenti già detti in precedenza)
e i fascismi, per loro ragion d'essere, non nascono da precedenti comunismi.

L'analogia tra russia e cina non regge, pur essendo due stati autoritari. Ma autoritari in forme profondamente diverse.
Anche iran e israele sono stati confessionali. Non sono però paragonabili in nulla.

Non siamo d'accordo, e su questo non c'è niente di strano. È normale, in una discussione.

Ma ciò che scrivo va riportato correttamente.

FatDanny

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Citazione di: cartesio il 04 Apr 2022, 15:38
Voi giovani forse non lo sapete, ma per mezzo secolo in Italia c'è stata la leva obbligatoria.
Obbligo d'arruolamento. Se non ti presentavi quando ti arrivava la cartolina ti arrivavano i carabinieri a casa.

Ho quarant'anni, l'ho schivato solo perché stavo ancora studiando.
Ma a volte mi chiedo se voi non vogliate leggere nelle mie parole quel che io immaginate che dica (non so in base a cosa).

Mica con l'obbligo di arruolamento sto dicendo che l'ucraina è una tremenda dittatura, ma che non c'è un'espressione distinta popolare o di chiaro sostegno.
Se domani l'Italia fa una guerra con l'esercito professionista o rimettendo la leva è un conto, se la fa attraverso centinaia di migliaia di volontari è un altro.

Non si tratta di definire il negativo o positivo, sono semplicemente fenomeni diversi.

Poi dal mio punto di vista politico qualsiasi guerra di stato non mi interessa, offensiva o difensiva che sia. Deve solo finire il prima possibile, me ne fotto degli interessi dello stato che attacca come di quello che si difende.
Una guerra di popolo invece, dove hai centinaia di migliaia di volontari, segnala un'altra cosa.

Questa cosa io in ucraina non la vedo, può essere come dice laziostyle che so tutti volontari nell'esercito quindi sta cosa non ci arriva. Mi pare molto strano, ne farebbero motivo di propaganda, ma sicuramente questo non è un argomento deduttivo valido, o quanto meno sufficiente. assolutamente

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calimero

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Citazione di: AquiladiMare il 04 Apr 2022, 13:42
A proposito di regimi di "dinastici"..

Pure l'Ungheria non scherza, 4°mandato per il presidente

Secondo al teoria politologica di Fisichella, sono un "regime a partito predominante", in cui in astratto ci sarebbe la possibilità della minoranza di diventare maggioranza, ma le condizioni sociopolitiche del paese e/o la strutturazione del sistema partitico rendono estremamente improbabile l'alternanza di governo. Secondo me questa categoria (che potremmo definire un autoritarismo "attenuato") può essere applicata anche alla Russia post-sovietica.

Aquila1979

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Citazione di: calimero il 04 Apr 2022, 16:10
Secondo al teoria politologica di Fisichella, sono un "regime a partito predominante", in cui in astratto ci sarebbe la possibilità della minoranza di diventare maggioranza, ma le condizioni sociopolitiche del paese e/o la strutturazione del sistema partitico rendono estremamente improbabile l'alternanza di governo. Secondo me questa categoria (che potremmo definire un autoritarismo "attenuato") può essere applicata anche alla Russia post-sovietica.

che ricordi.
credo che la tensione autoritaria della russia sia al momento di gran lunga superiore.

Davy_Jones

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articolo di Quirico di qualche giorno fa che a mio avviso riassume benissimo la situazione del triangolo usa-europa-russia:



In Ucraina Ue e Usa giocano due partite separate

(Domenico Quirico – La Stampa) – Ma che guastafeste questo Biden: chiama alle armi, alla soluzione radicale, o Putin o noi, perfino il buon dio che pure è infinitamente paziente non lo sopporta più al Cremlino, con un nemico mortale non ci sono accomodamenti, ucciderlo o farsi uccidere, nessuna via di mezzo.

Finalmente venne il Presidente! Le sue parole di guerra e di odio sono di oro zecchino, le nostre, con i distinguo e i controdistinguo, sanno di reticente, di falso. Noi dell'Unione europea facciamo la guerra ma accuratamente difensiva, pudibonda, fino a un certo punto e non oltre, per carità.

Ci viene comodissimo uno strampalato neologismo mussoliniano: tifiamo per uno dei duellanti ma restiamo «non belligeranti». Molte sono le scappatoie, confidiamo, molte le porte per non andare da nessuna parte.

Adesso non abbiamo più bisogno di Cassandre. Sappiamo ufficialmente. L'Unione europea e gli Stati Uniti combattono in Ucraina due guerre diverse pur dandosi grande manate sulle spalle e giurandosi fedeltà eterna. Perché in guerra siamo già con la Russia e l'idea di poter fermare un simile macello in qualsiasi momento come si spinge il freno dell'automobile è una bella pretesa di ingenui.

Allora: l'Europa, con buona volontà e impegno, per quanto le consentono i suoi limiti, si propone di preservare per quanto possibile la indipendenza ucraina, salvare e aiutare i profughi e, elemento cruciale, uscirne limitando i propri danni già vasti. Che sono quelli che derivano dalle forniture di gas e altri utilissimi materiali che, purtroppo, arrivano in gran quantità da quelle latitudini selvatiche.

Gli americani invece... che cosa pescano nel vaso di pandora? Gli americani, come ha spiegato sillabando bene vocali e consonanti e mettendole poi per iscritto Biden, hanno un progetto molto più ambizioso di cui l'Ucraina, è amaro dirlo, non è che lo scenario geografico e a cui fornisce il materiale umano.

Il progetto è quello di spazzar via Putin dallo scenario politico mondiale. I mezzi da impiegare si svelano a poco a poco, con l'evoluzione della situazione sul campo, come dicono giudiziosamente i generali. All'inizio era soltanto l'idea di logorare i russi con una gigantesca guerriglia.

Da anni, con saggia precauzione, la pianificavano imbottendo di armamenti efficienti gli sgangherati arsenali ucraini. Ecco servito un secondo Afghanistan modello anni Ottanta nel cuore dell'Europa con gli eroici, loro malgrado, ucraini al posto degli eroici mujiaheddin.

Sullo sfondo, non pronunciata esplicitamente ma accarezzata con cura, la possibilità che alla fine di questo ben architettato dissanguamento il capitolo finale lo scriva un efficace intrigo di palazzo: a eliminare il coriaceo dittatore logorato dalla mancata vittoria avrebbe provveduto una mano russa. In fondo il delitto perfetto. Non è escluso che le fertili menti della Cia stiano lavorando per ingaggiare pugnali in Russia disposti a correre il rischio di indossare i panni di Bruto e di Cassio. A rileggere la storia dei Servizi americani si può ben dire che questo «escamotage» è una specialità della casa. È difficile liberarsi della vecchia pelle.

Elemento fondamentale della strategia è sabotare qualsiasi possibilità di negoziato. Con dichiarazioni incendiarie, annunci di escalation chimiche batteriologiche atomiche del nemico russo, minacce, insulti. Una conclusione della guerra che veda Putin ancora al potere, per di più con la realizzazione di qualcuno dei suoi scopi come la neutralizzazione «in saecula saeculorum» della Ucraina o la definitiva russificazione di Crimea e zone collegate e allargate, sarebbe un disastro per gli americani.

Quando Zelensky lascia lampeggiare la possibilità di accettare alcune pretese russe pur di salvare quanto resta del suo Paese martoriato, si intravede l'irritazione. Serve perché è l'immagine della resistenza eroica e fino all'ultimo uomo, un abile rivenditore di sofismi oltranzisti. Se accarezzasse l'idea di metter da parte il vocabolario dell'inflessibile, be', a Kiev gli americani non faranno fatica a trovare i trinceristi del programma unico: ributtiamo i russi a casa loro.

A rilegger la storia dell'impero americano non sarebbe la prima volta: si fa in fretta a licenziare e sostituire i dipendenti locali che non si tengono sulla retta via della compiacenza e del rispetto delle regole. A Washington sanno benissimo che per loro, come per Putin, l'Ucraina cinicamente non vale in sé niente, è popolata di uomini senza importanza.

Facendola a pezzi l'autocrate russo si rivolge proprio a Biden, una esibizione di forza brutale per ottenere una trattativa diretta, esplicita tra i Grandi che coinvolga anche l'alleato cinese. Dovrebbe il vertice riscrivere l'Ottantanove nefasto, definire le aree di influenza, i vassalli e le zone grigie con la Russia restaurata così nel suo ruolo sovietico-imperiale.

Sarebbe la fine dell'ordine americano del mondo che è conseguenza proprio della dissoluzione dell'Urss (la fine della Storia) e dello sfruttamento americano della lotta infinita al terrorismo. Ma trattare con Putin vorrebbe dire ammettere che gli Stati Uniti sono una potenza debole, ormai una potenza come le altre. Nelle ultime mosse di Biden fa capolino un pericoloso aggiornamento di questa strategia dei tempi lunghi.

Gli americani hanno fretta ora di liquidare il Satana di turno. Sembrano disposti a alzare il livello dello scontro, si affaccendano a dimostrare che le trattative e i rinvii son tutte ciance che Putin sfrutta a vantaggio del suo orgoglio insolente. Insomma gli americani sembrano aver accettato l'idea che valga la pena menar le mani, di persona, direttamente. Si sente odore di battaglia e di permesso di sparare.

Come annunciatori di irrimediabile tempesta li precedono gli europei oltranzisti, la Gran Bretagna, regno disunito che nel ruolo di servizievole anglosassone trova ancora un simulacro di potenza, e i polacchi che cercano di saldare gli innumerevoli conti aperti con tutte le Russie, zarista, staliniana, putiniana. E l'altra Europa? La sua rotta fatalmente divergerà sempre più da quella americana. Poi al momento decisivo, dovrà o allineasi o ognuno cercherà di assicurarsi l'evasione con mezzi propri.

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Volevo solo dire che il governo italiano riparato al sud nel 43 non aveva il potere di imporre quasi alcunché a nessuno.

L'esercito era collassato, o meglio, era collassato il suo capo lasciando i reparti, dall'oggi al domani, con gli ex alleati di fianco senza alcun ordine preciso sul come comportarsi.
Un esercito, poi, sparpagliato in altre parti d'Europa (Grecia, Francia etc)
Il collasso della struttura, anche se temporaneo, si univa anche al fatto che gli alleati UK, USA e Francia(URSS fino ad un certo punto) non avevano alcun piacere nel condividere quale che sia successo militare con gli italiani che, fino a poco prima, erano nemici.

Anzi, il lungo e anche doloroso, processo che il CIL prima, il primo raggruppamento motorizzato poi e infine i gruppi di combattimento (tra gli altri Folgore, Cremona, Legnano, Friuli etc) per avere assegnate delle missioni sul campo fu più volte osteggiato dagli inglesi e dagli americani.

La cobelligeranza italiana non doveva mai, giustamente, apparire come un' alleanza.

Questo per dire che una leva di massa del governo Badoglio era difficilissima dal punto di vista logistico oltre che non voluta dai futuri vincitori.

Ciò non toglie che ci fu la partecipazione alla guerra di Liberazione da parte di militari o nelle unità che ho elencato prima o nelle formazioni partigiane.

Chiaramente la sollevazione popolare ci fu nella Resistenza ed è, fortunatamente, un gran valore che ereditiamo da un periodo terribile.

Non voglio fare collegamenti con il presente, perché molti fattori politici, tecnologici, di scala del conflitto li rendono abbastanza peregrini.

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Blueline

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Leggo spesso che anche la Serbia potrebbe essere un problema, ma come?

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Arrivo che avete scritto altre paginate, quindi dico la mia per punti:

1) Putin è entrato nel sistema dal KGB quindi è comunista. Allora Napolitano che è stato nella gioventù del littorio, è stato un Presidente della Repubblica fascista. Okey.

2) per me obbligare se non a combattere almeno a rischiare la pelle quando si è invasi, è tutt'altro che inumano. Capisco disprezzare l'idea di imporre a un uomo di ucciderne un altro. Ma mentre c'è gente che rischia la pelle in prima linea per salvare la tua e quella dei tuoi cari, almeno fare il pompiere, distribuire viveri, fare la tua parte nel sistema è un dovere. In cantina non ti ci nascondi, manco per niente, è troppo opportunistico.

3) detto questo, non è vero che è guerra di popolo ovunque, in Ucraina, ma neppure che guerra di popolo non ci sia (ci sono decine e decine di episodi di gente che passa informazioni, che sabota, che depista... tipo staffette partigiane e oltre). Ci sono testimonianze di molte diserzioni e reparti che si rifiutano di combattere, specie al sud. Da quel poco che riesco a seguire mi pare che stia diventando sempre più una specie di guerra civile ucraina con un 'intruso'. Al nord, sono effettivamente tutti uniti e battaglieri contro l'invasore. Al sud, specie area Donbass, molto più morbidi e meno combattivi. Proprio oggi parlavo con un ex collega che è venuto a salutarci. La badante di sua madre è ucraina del Donbass. E' fuggita in Italia quando c'è stata la riconquista da parte degli ucraini dell'Azov. Mi diceva il collega che le hanno bruciato la casa, il figlio di lei è scappato in Russia (e ora, tornato, combatte coi filorussi contro gli ucraini), la figlia è rimasta là sotto le bombe. E' indignata che per 8 anni a nessuno della guerra è importato niente, adesso che le bombe cascano sugli altri tutti si scandalizzano.

4) Bucha. Ma che, qualcuno davvero è stupito? Che vi aspettavate? Che si deve dire? E' guerra, schifosa 'banale' guerra. C'è stata una guerra, anche recente, in cui non sia capitato almeno un episodio del genere? Anche i buonissimi e inquadratissimi americani in Iraq hanno avuto i loro episodi di marines che ammazzavano a caso, che dopo che uno dei loro era morto in un agguato prendevano chi capitava del villaggio e lo gonfiavano di botte, i loro strafatti di droghe, hanno avuto i loro stupri... l'unica differenza è che loro mettevano a tacere lo scandalo (anche per evitare che aumentasse l'odio dei locali) poi -in sordina- tendenzialmente punivano gli autori. Qui si nega l'evidenza. Il che rende ancora più condannabile la strage. Ma ecco, definirla genocidio come ho sentito da Zelensky è eccessivo (a meno che non emergano episodi simili in ogni posto da cui i russi si sono ritirati, allora cambierebbe tutto).

5) ribadendo che quanto successo a Bucha è merda, vorrei vedere altrettanta indignazione nei media (non oso dire nei governi) per le camere di tortura dei militanti dell'Azov, a Mariupol e non solo, con tanto di cadaveri ritrovati con svastiche disegnate coi coltelli, ma lo so che i morti non sono mai tutti uguali.

6) i rubli li compra mezzo mondo. L'Africa, il Vaticano, l'India, la Cina... non c'è carenza di domanda finchè hanno gas da vendere.

Davy_Jones, da noi le opere russe le restituiamo, l'ha detto persino Franceschini, immediatamente. E' inconcepibile anche solo ipotizzare di non farlo. Non credo sia un caso che chi lo ha pensato fosse un direttore di museo non italiano.
Su quel che fanno gli USA è noto, se solo uno si leva i prosciutti dagli occhi. Dal 2014 l'Europa ha le sanzioni e gli USA no (o moooolto inferiori alle nostre). Spero che Putin decida di non venderglielo, il fertilizzante. Così, per vedere che succede. Sai che bello se dovesse comprarlo dall'Egitto, a prezzo maggiorato?

Citazione di: Blueline il 04 Apr 2022, 20:27
Leggo spesso che anche la Serbia potrebbe essere un problema, ma come?

Chiunque non sposi la visione americana del mondo ma si schieri con un altro, sia Iran, Russia, Cina o Venezuela, è un problema semplicemente perchè esiste. Se poi chiedi a chi lo dice di spiegare perchè, ti diranno cose come quelle che ho sentito oggi per radio "perchè c'è una regressione democratica in quello Stato". Che se c'è in Arabia non è un problema, in Serbia invece sì...

cartesio

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Citazione di: LaFonte il 04 Apr 2022, 21:22
Arrivo che avete scritto altre paginate, quindi dico la mia per punti:

1) Putin è entrato nel sistema dal KGB quindi è comunista. Allora Napolitano che è stato nella gioventù del littorio, è stato un Presidente della Repubblica fascista. Okey.

Madonna. Napolitano è nato nel 1925, e nel 1945, a 20 anni, entra nel PCI. È stato fascista per un brevissimo periodo, poi ha scelto un'altra strada.

Putin nasce nel 1952, e per 16 anni ha lavorato nel KGB, in piena era sovietica. Che dici, nel KGB ammettevano anche i non comunisti? Putin è stato comunista, ed ora è fascista. Come Xi Jinping. Non è un percorso originale.  Anche Mussolini era stato socialista, poi fascista.

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Citazione di: cartesio il 04 Apr 2022, 22:27
Madonna. Napolitano è nato nel 1925, e nel 1945, a 20 anni, entra nel PCI. È stato fascista per un brevissimo periodo, poi ha scelto un'altra strada.

Putin nasce nel 1952, e per 16 anni ha lavorato nel KGB, in piena era sovietica. Che dici, nel KGB ammettevano anche i non comunisti? Putin è stato comunista, ed ora è fascista. Come Xi Jinping. Non è un percorso originale.  Anche Mussolini era stato socialista, poi fascista.

Che domanda è? Nel PNF ammettevano non fascisti? Quando in un Paese c'è il partito unico, è normale che se uno vuole fare carriera deve entrarci. E' normale che se va a scuola, sia intruppato nella macchina propagandistico-educativa del regime. O hai il coraggio di starne fuori e rimetterci, o ti comprometti mettendoti al servizio di chi ha il potere.
Napolitano nel PNF ci è rimasto poco perchè il regime è caduto, ma non sapremo mai se senza la guerra e l'8 settembre avrebbe maturato le convinzioni che ha maturato o se sarebbe diventato un uomo di apparato come Putin lo è stato in URSS.
Poi ovvio (per me) che oggi Putin è tutto fuorchè comunista, rispondevo a chi sostiene che sia comunista perchè è stato nel KGB. Di etmpo per restaurare il PCUS, se avesse voluto, ne aveva a iosa.

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Citazione di: LaFonte il 04 Apr 2022, 21:22
..................
Possiamo piu o meno discutere sulla validità di ciò che hai scritto ma ci sono 2 punti che non ho ben capito. Il primo è il punto 5, quindi, secondo il tuo ragionamento ( e si che ne abbiamo già discusso anche qui) hanno ragione quelli che quando si parla di camere a gas e delle atrocità naziste se ne escono con  " e le foibe? Perché si parla molto meno delle foibe?" Anche quelli so morti uguali no?
L'altro punto è la serbia, non è che per caso il problema serbia nasce anche dal fatto che siesta sviluppando un nazionalismo molto simile al fascismo? Al contrario di ciò che dice alex73, sarà mica un caso che proprio Serbia, Ungheria e Turchia sono le nazioni europee più vicine a putin? Chissà, magari so comunisti anche loro come putin.

FatDanny

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Citazione di: Lativm88 il 04 Apr 2022, 20:24
...

Quello che intendevo dire io è che non si trattava di poterlo fare ma che proprio non era nelle corde di quel governo.
La costrizione militare viene applicata dai nazionalismi perché implica una visione di dovere nei confronti della patria anche su un piano di questo tipo.
Se c'è una mobilitazione spontanea della popolazione questa cosa non serve, anzi rischia di essere controproducente, tutto qui.

LaFonte chi combatte in prima linea non lo fa per salvare la mia pelle, ma per salvare gli interessi dello stato. È proprio questa logica da comunità nazionale che sovrappone il destino individuale e quello nazionale. Cosa affatto scontata però e te lo dimostra proprio la testimonianza che porti della tua conoscente.

Dunque io ritengo del tutto legittimo fuggire, imboscarmi, disertare in una guerra di questo tipo. Io farei di sicuro così.
Perché la contrarietà non è nell'uccidere ma proprio nel collaborare a uno dei due schieramenti.

FatDanny

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Citazione di: LaFonte il 04 Apr 2022, 22:52
Che domanda è? Nel PNF ammettevano non fascisti? Quando in un Paese c'è il partito unico, è normale che se uno vuole fare carriera deve entrarci. E' normale che se va a scuola, sia intruppato nella macchina propagandistico-educativa del regime. O hai il coraggio di starne fuori e rimetterci, o ti comprometti mettendoti al servizio di chi ha il potere.
Napolitano nel PNF ci è rimasto poco perchè il regime è caduto, ma non sapremo mai se senza la guerra e l'8 settembre avrebbe maturato le convinzioni che ha maturato o se sarebbe diventato un uomo di apparato come Putin lo è stato in URSS.
Poi ovvio (per me) che oggi Putin è tutto fuorchè comunista, rispondevo a chi sostiene che sia comunista perchè è stato nel KGB. Di etmpo per restaurare il PCUS, se avesse voluto, ne aveva a iosa.

Esattamente.
Dire che Putin è o fosse comunista semplicemente per la quantità di tempo in cui è stato nel kgb non ha senso.
Gran parte dei burocrati in unione sovietica erano semplicemente carrieristi.
Per altro è esattamente la ragione per cui quel che è avvenuto nel comunismo reale ha ben poco a che vedere col comunismo inteso come marxismo.
Ma lo dice Putin stesso, il quale non rinnega il suo passato. Ma dice semplicemente che per lui comunismo era il controllo dei settori strategici da parte dello stato.
Poiché questo non è comunismo Putin non è mai stato comunista.
Mi sembra abbastanza facile.

LaFonte

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Citazione di: 12.maggio.74 il 04 Apr 2022, 23:11
Possiamo piu o meno discutere sulla validità di ciò che hai scritto ma ci sono 2 punti che non ho ben capito. Il primo è il punto 5, quindi, secondo il tuo ragionamento ( e si che ne abbiamo già discusso anche qui) hanno ragione quelli che quando si parla di camere a gas e delle atrocità naziste se ne escono con  " e le foibe? Perché si parla molto meno delle foibe?" Anche quelli so morti uguali no?
L'altro punto è la serbia, non è che per caso il problema serbia nasce anche dal fatto che siesta sviluppando un nazionalismo molto simile al fascismo? Al contrario di ciò che dice alex73, sarà mica un caso che proprio Serbia, Ungheria e Turchia sono le nazioni europee più vicine a putin? Chissà, magari so comunisti anche loro come putin.

No. In effetti a me farebbe piacere che si parlasse di più anche (ANCHE! Non solo) delle foibe, come dei morti sul lavoro e di tante altre tragedie. Ma il fatto che non se ne parli non sminuisce la gravità di quei fatti nè significa che sono clamorosamente più importanti quelli di cui invece si parla. Segnala solo la manipolazione dell'opinione pubblica e l'ipocrisia dell'indignazione a comando (quella che crea il tema politico e lo mette nel dimenticatoio con altrettanta facilità). E' quella che mi sta sui nervi e che evidenziavo al punto 5. Grave quanto successo a Bucha, altrettanto gravi anche altri episodi successi per mano ucraina in contemporanea. Ma sfido chiunque a trovarne traccia sui media che su Bucha hanno aperto coi titoloni.
Peraltro, la cosa singolare è che la Russia ha chiesto la convocazione del consiglio di sicurezza dell'ONU per discutere di Bucha. Non mi è chiaro se la Gran Bretagna si è opposta. Sta cosa è veramente strana e la approfondirò.

No, non credo. Il presunto fascismo di Serbia Ungheria e Turchia non è neanche lontanamente il "problema". Coi fascisti l'occidente ci è andato allegramente a braccetto per decenni! Cile e sudamerica in genere, Spagna, Grecia, più innumerevoli regimi che se non sono apertamente fascisti di certo non sono pienamente democratici o pro diritti umani (Arabia, Egitto, Pakistan, Nigeria...), sono stati tutti tollerati e sostenuti da USA, UK ed occidente in genere. In quei Paesi venivano e vengono violati i diritti umani e annientata la libertà di parola infinitamente peggio di quanto avviene oggi in Serbia o Ungheria, ma nessuno minacciava nè minaccia sanzioni contro di loro. Perchè se sei "dalla parte giusta" si chiude un occhio. Se sei dalla parte sbagliata allora sei da denunciare pubblicamente come feccia dell'umanità.
Denunciare questa ipocrisia non è dire che lo Stato X non è feccia, è dire che se lo è lui allora lo è anche lo Stato Y e che i diritti delle persone LGBT (per dire) andrebbero difesi in Ungheria quanto in Nigeria, Uganda eccetera. Anche perchè, se permetti, chiedere qualcosa a uno che non ti ascolta e ti detesta non serve a una beata fava; chiederlo a uno che teoricamente è tuo amico e dipende TANTO dai tuoi soldi, magari può far cambiare veramente le cose. E allora chiudere un occhio significa che di quei temi sei tu il primo che se ne frega, e allora con che faccia punti il dito sugli altri?

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No. In effetti a me farebbe piacere che si parlasse di più anche (ANCHE! Non solo) delle foibe, come dei morti sul lavoro e di tante altre tragedie. Ma il fatto che non se ne parli non sminuisce la gravità di quei fatti nè significa che sono clamorosamente più importanti quelli di cui invece si parla. Segnala solo l'ipocrisia dell'indignazione a comando (quella che crea il tema politico e lo mette nel dimenticatoio con altrettanta facilità). E' quella che mi sta sui nervi e che evidenziavo al punto 5. Grave quanto successo a Bucha, altrettanto gravi anche altri episodi successi per mano ucraina in contemporanea. Ma sfido chiunque a trovarne traccia sui media che su Bucha hanno aperto coi titoloni.

No, non credo. Il presunto fascismo di Serbia Ungheria e Turchia non è neanche lontanamente il "problema". Coi fascisti l'occidente ci è andato allegramente a braccetto per decenni! Cile e sudamerica in genere, Spagna, Grecia, più innumerevoli regimi che se non sono apertamente fascisti di certo non sono pienamente democratici o pro diritti umani (Arabia, Egitto, Pakistan, Nigeria...), sono stati tutti tollerati e sostenuti da USA, UK ed occidente in genere. In quei Paesi venivano e vengono violati i diritti umani e annientata la libertà di parola infinitamente peggio di quanto avviene oggi in Serbia o Ungheria, ma nessuno minacciava nè minaccia sanzioni contro di loro. Perchè se sei "dalla parte giusta" si chiude un occhio. Se sei dalla parte sbagliata allora sei da denunciare pubblicamente come feccia dell'umanità.
Denunciare questa ipocrisia non è dire che lo Stato X non è feccia, è dire che se lo è lui allora lo è anche lo Stato Y e che i diritti delle persone LGBT (per dire) andrebbero difesi in Ungheria quanto in Nigeria, Uganda eccetera. Anche perchè, se permetti, chiedere qualcosa a uno che non ti ascolta e ti detesta non serve a una beata fava; chiederlo a uno che teoricamente è tuo amico e dipende TANTO dai tuoi soldi, magari può far cambiare veramente le cose. E allora chiudere un occhio significa che di quei temi sei tu il primo che se ne frega, e allora con che faccia punti il dito sugli altri?
non è l'occidente che va a braccetto con i fasciti ( che poi è una stupidaggine chiamarlo così ma vabbè è per semplificare), è proprio questo il punto, TUTTI vanno a braccetto con questi movimenti quando gli fa comodo, a cominciare da putin che sono decenni che se ne serve. Parlarne qui nonbha senso, perché non è questa la causa di questa guerra ne dell'invasione della russia.

Davy_Jones

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Pakistan (>200 mln di abitanti, hanno la bomba). Visto che l'india era tradizionalmente vicina agli Usa, da decenni il Pakistan e' vicino alla russia (semplifico ma manco troppo). L'attuale pm (Imran Khan) e' pero' filo occidentale (=considerato "amico" dagli Usa). Quindi, visto che l'india si e' apparentemente schierata con Mosca, gli americani sono andati da Khan e gli hanno detto "ora devi mollare la Russia". Lui pero' ha risposto "non posso, noi e la russia abbiamo decenni di interessi in comune" e ha iniziato a criticare l'interventismo americano in Ucraina. E gli americani hanno reagito montando una campagna contro di lui cercando di farlo fuori politicamente. Fino a una decina di gg fa sembrava scontato che l'esercito l'avrebbe rimosso, il tutto orchestrato dagli Usa. Invece Khan ha reagito:
https://www.bbc.com/news/world-asia-60978582
Fra l'altro (i media occidentali non lo scrivono) Khan non diceva nulla di clamoroso. parlava dei rischi per la stabilita' mondiale che si corrono in questo momento. Pero' a Wahington questo basta e avanza per essere considerato un nemico, un "pericolo per la democrazia", uno che getta il paese in una "crisi costituzionale" (https://www.washingtonpost.com/opinions/2022/04/04/imran-khan-pakistan-no-confidence-constitutional-crisis/). Ora probabilmente riusciranno a farlo fuori in qualche altro modo. Pero' si potrebbe andare a elezioni e il sospetto che se si va a elezioni Khan rivincera' (come Orban, come Vucic) avanza. Insomma, aspettiamoci casini in Pakistan. Pero' potrebbe forse accadere l'impensabile: che gli usa mettono (temporaneamente) d'accordo India e Pakistan.

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Citazione di: Davy_Jones il 05 Apr 2022, 07:12
Pakistan (>200 mln di abitanti, hanno la bomba). Visto che l'india era tradizionalmente vicina agli Usa, da decenni il Pakistan e' vicino alla russia (semplifico ma manco troppo). L'attuale pm (Imran Khan) e' pero' filo occidentale (=considerato "amico" dagli Usa). Quindi, visto che l'india si e' apparentemente schierata con Mosca, gli americani sono andati da Khan e gli hanno detto "ora devi mollare la Russia". Lui pero' ha risposto "non posso, noi e la russia abbiamo decenni di interessi in comune" e ha iniziato a criticare l'interventismo americano in Ucraina. E gli americani hanno reagito montando una campagna contro di lui cercando di farlo fuori politicamente. Fino a una decina di gg fa sembrava scontato che l'esercito l'avrebbe rimosso, il tutto orchestrato dagli Usa. Invece Khan ha reagito:
https://www.bbc.com/news/world-asia-60978582
Fra l'altro (i media occidentali non lo scrivono) Khan non diceva nulla di clamoroso. parlava dei rischi per la stabilita' mondiale che si corrono in questo momento. Pero' a Wahington questo basta e avanza per essere considerato un nemico, un "pericolo per la democrazia", uno che getta il paese in una "crisi costituzionale" (https://www.washingtonpost.com/opinions/2022/04/04/imran-khan-pakistan-no-confidence-constitutional-crisis/). Ora probabilmente riusciranno a farlo fuori in qualche altro modo. Pero' si potrebbe andare a elezioni e il sospetto che se si va a elezioni Khan rivincera' (come Orban, come Vucic) avanza. Insomma, aspettiamoci casini in Pakistan. Pero' potrebbe forse accadere l'impensabile: che gli usa mettono (temporaneamente) d'accordo India e Pakistan.


Per rimanere in quella zona di mondo, ci sono forti turbolenze anche in Sri lanka

https://www.ilpost.it/2022/04/04/sri-lanka-dimissioni-governo/


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Raccapriccianti le dimensioni e modalità del massacro di Bucha.
Pessima la nota di commento dell'ANPI.
Ancora peggio fa quel lurido opportunista di Travaglio nel suo pezzo odierno sul Fatto.

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