Citazione di: italicbold il 05 Apr 2022, 14:15
Pero' Pan parlava di bombardamenti.
Esiste una componente iconografica che ha molta importanza. I morti di Bucha, nel nostro immaginario li possiamo contare uno ad uno, possiamo quasi identificarcisi, soprattutto quello con le mani legate. Effetto iconico che ha un ruolo moltiplicatore nella nostra sensibilità. E' assolutamente normale.
La cosa non avviene quando vediamo un'immagine larga di Belgrado annaffiato di bombe al fosforo che provocano esplosioni tra i palazzi. Perché non abbiamo quel gancio iconografico che ci fa vedere l'umanità che muore sotto quelle bombe.
Mi viene in menta la famosa citazione apocrifa di Stalin
Un morto é una tragedia, 5 milioni di morti una statistica
diciamo che non si tratta semplicemente di digeribilità.
non penso di essere uno che ci va piano con le critiche a noialtri né voglio dire che sia preferibile morire sotto un bombardamento.
Ma l'atto consapevole della tortura ha un elemento in più. Non mi meraviglia dunque che a livello di immaginario porti ad una reazione diversa.
non è solo per quel che dici tu, che c'è ed è vero.
Ma anche perché la morte in un bombardamento - per quanto ipocrita sia il discorso - non è voluta.
Se tu muori lì sotto sei un incidente, io non volevo colpire te.
Manco se volevo colpire "la popolazione".
Se ti vengo a prendere a casa, ti torturo, ti sevizio, ti uccido e lascio il tuo cadavere in giro l'atto è rivolto a te, non è un'incidente.
Il risultato finale è lo stesso come dice bene pan, ma quel che c'è prima no.
Non si limita alla volontà di annientamento, ma determina anche la forma peggiore (e più lenta) in cui avvenga.