Ma Barbero sarà un ubriacone e drogato a quanto pare, dato che non condivide affatto la tesi di aquila e cartesio sulla volontà della russia di espandersi in europa e non ritiene affatto marginale la presenza di nazisti riconosciuti ufficialmente in ambito militare e politico.
Spiegando che nella cultura politica russa "l'ossessione di essere aggrediti è costante", Barbero, sottolinea che sì "la Russia si è sempre comportata da potenza colonialista" ma che "nei rapporti con l'Europa occidentale, non ha mai avuto nel suo Dna la voglia di espandersi 'fino al Portogallo'". Piuttosto c'è sempre stata "la paranoia di essere aggrediti dall'Occidente". E quindi, prosegue, pur ammettendo che oggi Putin "non avesse alcun motivo per temere una minaccia militare da Occidente", spiega, "l'Occidente nel suo candore, però, dopo aver promesso a Gorbaciov che la Nato non si sarebbe mai allargata a Est, ha progressivamente fatto entrare nella Nato tutti i paesi dell'Europa orientale, fino a portare le basi Nato fino ai confini con la Russia". Perciò, conclude, "se tu hai a che fare con una grande potenza paranoica, e sai che quella grande potenza ha paura più di ogni altra cosa di una minaccia militare dell'Occidente, devi sapere che quando tu ti avvicini ai suoi confini, provocherai una reazione nei tuoi interlocutori".
E continuando:
"Immaginate due paesi confinanti un paese A e uno B. Confinano e non si vogliono bene e hanno un lungo passato di contrasti. Nel paese A, vicino al confine, ci sono alcune province i cui abitanti parlano la lingua del paese B, hanno la stessa nazionalità del Paese B, però si trovano nel paese A, dove si trovano male, sostengono di essere oppressi, discriminati. Si ritengono discriminati. Molti di loro, giovani, intellettuali, professori vorrebbero essere nel paese B. Il Paese A e B sono in costante tensione, e finalmente a un certo punto il Paese B dichiara guerra al Paese A o comunque lo invade, allo scopo dichiarato di liberare i compatrioti che vivono oppressi nelle province di confine del Paese A". "Sto raccontando il 24 maggio del 1915 quando l'Italia ha invaso l'impero austriaco per liberare Trento e Trieste", spiega ancora lo storico, ricordando che nelle due città delle zone irredente, però, i connazionali avevano scuole, giornali e università nella loro lingua. Quindi lo storico invita gli studenti a immaginare di traslare il racconto sui recenti fatti di cronaca: "Se invece stessi raccontando la decisione della Russia di invadere l'Ucraina per liberare i connazionali oppressi di Donetsk e Lugansk, allora forse potrei aggiungere che i russi che vivono in Ucraina non avevano diritto di usare la loro lingua, non avevano scuole nella loro lingua perché il governo Zelensky ha abolito l'uso del russo", spiega ancora. Quindi, conclude, "uno dei motivi per cui è entrata in guerra è per garantire l'indipendenza o annettere le regioni dell'Ucraina abitate in maggioranza dai russi".
Tra l'altro,Noi in italia, abbiamo una giornata della memoria del sacrificio degli alpini istituita l'anno scorso. Praticamente commemoriamo l'aggressione a una paese straniero e cito al fine di conservare la memoria dell'eroismo dimostrato dal Corpo d'armata alpino nella battaglia di Nikolajewka durante la seconda guerra mondiale, nonché di promuovere i valori della difesa della sovranità e dell'interesse nazionale
Ma ancora che insistete?