certamente non ha le stesse.
Già il fatto che le une siano militari, le altre politiche non le rende le stesse.
Sul fronte interno potrei dire questo:
se un governo lascia alla fame una fetta consistente di popolazione e parte di essa va da chi ha un lavoro, gli entra in casa, lo tortura, lo ammazza e gli prende tutto, il governo mantiene responsabilità politiche mentre quelle persone avranno responsabilità criminali.
Non è che le responsabilità politiche sollevano da quelle criminali, non è che si può dire sia giusto sgozzare gente a caso, ma manco si può negare come ci si è arrivati a quella situazione.
La differenza è analoga.
Sottolineare le responsabilità oggettive del governo non cancella quelle soggettive di chi dovesse commettere quei crimini atroci.
Il problema è che - come per altro accade - le voci vicine al governo potrebbero voler parlare solo dei crimini atroci, urlando a pieni polmoni, per evitare che si analizzino proprio le suddette responsabilità politiche.
Ecco, in questo momento tra Russia e Nato è più o meno lo stesso, così come la ragione per negare ossessivamente che la Nato abbia grandi colpe.
Ovviamente assieme alle analogie l'esempio comporta delle differenze: la Russia non è cittadina soggetta alla NATO, però senza dubbio è una potenza in declino che ne subisce l'avanzamento.
E proprio perché non è soggetta formalmente, ad un certo punto reagisce. E reagisce con la forza, compiendo crimini.