Elezioni: i commenti dei Lazionetters

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4620 il: 28 Gen 2019, 13:57 »
...

Vabbe' ma ancora non ho capito... quali sarebbero le cazzate scritte su un sitarello Cosi... le puoi elencare?
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4621 il: 28 Gen 2019, 16:29 »
Vabbe' ma ancora non ho capito... quali sarebbero le cazzate scritte su un sitarello Cosi... le puoi elencare?

ma famme capì na cosa.
te svegli dopo dieci giorni, arrivi qui, fai il sarcastico...e che voi?
l'elenco?????
fossi una bella gnocca, un po' di tempo te lo dedicherei pure.
ma non mi sembra questo il caso.
su, da bravo
accontentate de ste 4 righe e torna a nanna.

Offline FatDanny

*****
17245
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4622 il: 28 Gen 2019, 17:13 »
non sono d'accordo. un conto è il vomitevole teatrino messo in piedi da quella sottospecie di ministro caudillo che ci ritroviamo. un conto è la giustizia che deve valere erga omnes in uno stato di diritto (n.b. non sto facendo alcuna affermazione di valore politico/morale). secondo il tuo discorso anche Eichman allora avrebbe dovuto godere di amnistia, stessa cosa vale per Mengele.

Mi spiace, ma rifiuto categoricamente questo mischione moralistico che fa di tutta la violenza una grossa paccottiglia.
C'è violenza e violenza. Una rapina non è un omicidio che non è una strage che non è un genocidio.
Estendere il diritto di amnistia a dei genocidi mettendoli sullo stesso piano di omicidi perché ambedue hanno ucciso è privo di logica giuridica, storica e anche bellica.

Anche nella logica spietata della guerra c'è questa distinzione, possibile mai che non riusciamo a farla noi, accecati dalla retorica reazionaria del giorno d'oggi?

Senza ipocrisia, Eichmann e Mengele andavano passati per le armi non appena catturati.
Pure un Pol Pot o uno Stalin, così ci capiamo sul fatto che la distinzione non è di colore politico.
Perché davanti a genocidi non c'è riabilitazione che tenga, la necessità sociale è quella di evitare che ciò si ripeta e lanciare un chiaro messaggio.

Breivik, estremista di destra responsabile della strage di Utoya (77 morti), non andava passato per le armi perché strage e genocidio sono già due cose diverse e personalmente sono contrario anche all'ergastolo (fortunatamente in Norvegia non è previsto), perché mi sembra un'immonda ipocrisia a cui è preferibile la pena di morte.

Confrontare queste casistiche con il caso Battisti, omicidi mirati in un contesto di guerra civile a bassa intensità, è fuori da ogni logica.
E' proprio il segno di questi tempi bui in cui è facile confondere mele e pere perché "tanto è tutta frutta no?"


Concludo con questo esempio significativo: quando Breivik vinse il ricorso contro lo stato norvegese nell'aprile del 2016 in merito al suo trattamento in carcere, facendo ancora il saluto nazista in aula per rivendicare le sue immutate convinzioni,  una delle vittime sopravvissute dichiarò "ciò significa che le nostre istituzioni funzionano" sottolineando l'importanza per la democrazia dei diritti dei condannati.

Le condizioni disumane di Breivik comprendevano una cella con tre ambienti, tv, videogiochi e attrezzi ginnici. Ha ottenuto un rimborso di 331mila corone (35mila euro circa).
Ripeto la citazione di uno che non quarant'anni prima ma appena cinque aveva visto morire davanti ai suoi occhi settanta amici e rischiando a sua volta di finire tra loro: "ciò significa che le nostre istituzioni funzionano".
Qui in Italia il parente di una vittima specula sulla sua condizione di disabilità facendo finta che il responsabile sia Battisti e non il padre pistolero, che ha gambizzato il suo stesso figlio durante una rapina (in cui Battisti non ci stava e rispetto alla quale non c'entra niente)

Paragonate questo non solo col caso Battisti, ma più in generale con la retorica sulla pena.
E forse scoprirete che l'unica pena è quella che facciamo noi.


Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4623 il: 28 Gen 2019, 17:39 »
solo un dettaglio, forse marginale: il processo di breivik si riferiva al fatto che lui sconta la pena (20 anni) in sostanziale isolamento, e il governo norvegese ha de facto vinto, nel senso che gli hanno dovuto dare dei soldi ma breivik si fara' comunque tutta la pena in isolamento. quel commento (di cui non sapevo) va messo in questo scenario.

per inciso, all'epoca del processo i media norvegesi non nascosero nulla: non solo spiegarono benissimo perche' breivik aveva fatto causa ma anche perche' l'isolamento e' una condizione estrema per chi vi e' sottoposto (vidi un documentario allucinante a riguardo), e perche' lo stato riteneva che tenere breivik in isolamento fosse importante, anche se per farlo devono dargli la playstation, la palestra, una macchina da scrivere e un po' di soldi.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4624 il: 28 Gen 2019, 17:40 »
ma famme capì na cosa.
te svegli dopo dieci giorni, arrivi qui, fai il sarcastico...e che voi?
l'elenco?????
fossi una bella gnocca, un po' di tempo te lo dedicherei pure.
ma non mi sembra questo il caso.
su, da bravo
accontentate de ste 4 righe e torna a nanna.

Ma che sei scemo? Stai su un forum e te fai rode er culo se uno si chiede spiegazioni delle cose che scrivi?

Torna a nanna je lo dici a tu sorella e se non sei in grado di sostenere una discussione non partecipare proprio

Ė arrivato Er ducetto...
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4625 il: 28 Gen 2019, 17:44 »
Mi spiace, ma rifiuto categoricamente questo mischione moralistico che fa di tutta la violenza una grossa paccottiglia.
C'è violenza e violenza. Una rapina non è un omicidio che non è una strage che non è un genocidio.
Estendere il diritto di amnistia a dei genocidi mettendoli sullo stesso piano di omicidi perché ambedue hanno ucciso è privo di logica giuridica, storica e anche bellica.

Anche nella logica spietata della guerra c'è questa distinzione, possibile mai che non riusciamo a farla noi, accecati dalla retorica reazionaria del giorno d'oggi?

Senza ipocrisia, Eichmann e Mengele andavano passati per le armi non appena catturati.
Pure un Pol Pot o uno Stalin, così ci capiamo sul fatto che la distinzione non è di colore politico.
Perché davanti a genocidi non c'è riabilitazione che tenga, la necessità sociale è quella di evitare che ciò si ripeta e lanciare un chiaro messaggio.

Breivik, estremista di destra responsabile della strage di Utoya (77 morti), non andava passato per le armi perché strage e genocidio sono già due cose diverse e personalmente sono contrario anche all'ergastolo (fortunatamente in Norvegia non è previsto), perché mi sembra un'immonda ipocrisia a cui è preferibile la pena di morte.

Confrontare queste casistiche con il caso Battisti, omicidi mirati in un contesto di guerra civile a bassa intensità, è fuori da ogni logica.
E' proprio il segno di questi tempi bui in cui è facile confondere mele e pere perché "tanto è tutta frutta no?"


Concludo con questo esempio significativo: quando Breivik vinse il ricorso contro lo stato norvegese nell'aprile del 2016 in merito al suo trattamento in carcere, facendo ancora il saluto nazista in aula per rivendicare le sue immutate convinzioni,  una delle vittime sopravvissute dichiarò "ciò significa che le nostre istituzioni funzionano" sottolineando l'importanza per la democrazia dei diritti dei condannati.

Le condizioni disumane di Breivik comprendevano una cella con tre ambienti, tv, videogiochi e attrezzi ginnici. Ha ottenuto un rimborso di 331mila corone (35mila euro circa).
Ripeto la citazione di uno che non quarant'anni prima ma appena cinque aveva visto morire davanti ai suoi occhi settanta amici e rischiando a sua volta di finire tra loro: "ciò significa che le nostre istituzioni funzionano".
Qui in Italia il parente di una vittima specula sulla sua condizione di disabilità facendo finta che il responsabile sia Battisti e non il padre pistolero, che ha gambizzato il suo stesso figlio durante una rapina (in cui Battisti non ci stava e rispetto alla quale non c'entra niente)

Paragonate questo non solo col caso Battisti, ma più in generale con la retorica sulla pena.
E forse scoprirete che l'unica pena è quella che facciamo noi.
non condivido una parola. allora un genocidiario Hutu ruandese che agiva in un contesto di guerra civile (parlo di un individuo che magari ha ucciso uno o due civili) rientrerebbe nella categoria degli amnistiabili. inoltre un'esempio di guerra civile a bassa intensità può essere quello nordirlandese. il caso italiano non può essere considerato tale; potrebbe esserlo qualora gli obiettivi dei gruppo eversivi fossero stati per lo più militari. non sto esprimendo un giudizio morale, sto cercando di parlare in termini quanto più possibile "scientifici". le BR non erano le FARC o l'IRA(per i cui membri può valere il discorso che fai tu) tutto qui.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4626 il: 28 Gen 2019, 17:50 »
non condivido una parola. allora un genocidiario Hutu ruandese che agiva in un contesto di guerra civile (parlo di un individuo che magari ha ucciso uno o due civili) rientrerebbe nella categoria degli amnistiabili. inoltre un'esempio di guerra civile a bassa intensità può essere quello nordirlandese. il caso italiano non può essere considerato tale; potrebbe esserlo qualora gli obiettivi dei gruppo eversivi fossero stati per lo più militari. non sto esprimendo un giudizio morale, sto cercando di parlare in termini quanto più possibile "scientifici". le BR non erano le FARC o l'IRA(per i cui membri può valere il discorso che fai tu) tutto qui.

Fu lo stesso Cossiga in più di un'intervista a dichiarare che si era in guerra, e che quelli di cui parliamo erano combattenti, dico Cossiga non uno tenero , forse tutta questa differenza che dici non c'era
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4627 il: 28 Gen 2019, 17:56 »
Fu lo stesso Cossiga in più di un'intervista a dichiarare che si era in guerra, e che quelli di cui parliamo erano combattenti, dico Cossiga non uno tenero , forse tutta questa differenza che dici non c'era
c'era c'era dai. non nelle intenzioni dei gruppi eversivi che (soprattutto a sinistra) si ersero al ruolo di "avanguardia rivoluzionaria" travisando (secondo me) le teorie di Lenin. ma obbiettivamente questi gruppi 1) non hanno mai controllato alcun territorio 2) non hanno mai controllato nessun settore della società (classe, per dirla alla marxista) 3) non hanno mai portato l'attacco al "cuore dello stato" (che sono gli apparati militari e industriali, non i dirigenti d'azienda e i magistrati). quindi, a mio modo di vedere la differenza c'era ed era enorme (ripeto: non sto dando alcun giudizio politico/morale), poi ognuno la vede come vuole.

p.s. cossiga ne ha dette tante...
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4628 il: 28 Gen 2019, 18:12 »
c'era c'era dai. non nelle intenzioni dei gruppi eversivi che (soprattutto a sinistra) si ersero al ruolo di "avanguardia rivoluzionaria" travisando (secondo me) le teorie di Lenin. ma obbiettivamente questi gruppi 1) non hanno mai controllato alcun territorio 2) non hanno mai controllato nessun settore della società (classe, per dirla alla marxista) 3) non hanno mai portato l'attacco al "cuore dello stato" (che sono gli apparati militari e industriali, non i dirigenti d'azienda e i magistrati). quindi, a mio modo di vedere la differenza c'era ed era enorme (ripeto: non sto dando alcun giudizio politico/morale), poi ognuno la vede come vuole.

p.s. cossiga ne ha dette tante...

Bada, non ho detto che era la stessa cosa, ma non erano neanche delinquenti comuni come , soprattutto oggi, si lascia intendere, la questione  battisti , mi pare venga molto "usata" ma poco compresa ... E non c'è neanche tanta voglia di andare a fondo per capire il motivo per cui tanta gente, dalla cultura alla politica (non necessariamente di parte), abbia solidarizzato col "mostro"

Offline FatDanny

*****
17245
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4629 il: 28 Gen 2019, 18:22 »
solo un dettaglio, forse marginale: il processo di breivik si riferiva al fatto che lui sconta la pena (20 anni) in sostanziale isolamento, e il governo norvegese ha de facto vinto, nel senso che gli hanno dovuto dare dei soldi ma breivik si fara' comunque tutta la pena in isolamento. quel commento (di cui non sapevo) va messo in questo scenario.

per inciso, all'epoca del processo i media norvegesi non nascosero nulla: non solo spiegarono benissimo perche' breivik aveva fatto causa ma anche perche' l'isolamento e' una condizione estrema per chi vi e' sottoposto (vidi un documentario allucinante a riguardo), e perche' lo stato riteneva che tenere breivik in isolamento fosse importante, anche se per farlo devono dargli la playstation, la palestra, una macchina da scrivere e un po' di soldi.

DJ l'episodio voleva sottolineare la reazione della vittima più che i dettagli del ricorso.
Anche con le tue precisazioni mi sembri resti invariato il senso del mio commento.

allora un genocidiario Hutu ruandese che agiva in un contesto di guerra civile (parlo di un individuo che magari ha ucciso uno o due civili) rientrerebbe nella categoria degli amnistiabili.

Ma certo che SI.
Altrimenti cosa fai in situazioni del genere, metti in galera 20-30mila persone?
Ma te rendi conto che è impraticabile anche concretamente oltre che concettualmente assurdo?
Certo che devi contestualizzare, certo che le pene vanno ai principali responsabili e non ad ogni singolo combattente, qualsiasi conflitto si consideri.
Anche quando processi i criminali di guerra (prendi ad esempio la ex jugoslavia) vai a prendere i responsabili militari mica ogni singolo soldato o paramilitare.
In Italia l'amnistia post-45 fu talmente estesa che importanti gerarchi, prefetti, questori rimasero al loro posto. E forse lì si trattò di una misura eccessiva, perché almeno i funzionari andavano cacciati a calci nel culo, cosa che non avvenne.

Mi sembra quindi di dire una banalità, davvero stiamo dibattendo di questo?

Tanto è vero che persino su Cesare Battisti si sono dovuti inventare un suo ruolo di capo nei PAC del tutto inesistente per giustificare il caso che hanno tirato su ad arte.

Quello che puoi fare sui grandi numeri sono misure ausiliarie, quali l'interdizione dai pubblici uffici o la perdita di taluni diritti. Ma immaginare che la Legge debba funzionare nel modo lineare e rigido che riporti mi sembra davvero il risultato velenoso del giustizialismo degli ultimi vent'anni.
Una roba che è proprio impossibile, anche solo a livello pratico. Quindi in finale fuffa legal-giustizialista.

Dici che il caso italiano non può essere considerata una guerra civile a bassa intensità, a differenza di quello nordirlandese.
Io ti ripeto che politicamente delle BR condivido meno di zero, anche al di là della questione armata, ma non capisco come tu possa dire una cosa del genere.
L'IRA metteva le bombe, le BR non hanno mai fatto nulla del genere. Bombe nei pub (birmingham), camion bomba (londra), bombe negli hotel. Bombe che hanno ucciso pure bambini piccoli, lavoratori protestanti mitragliati per rappresaglia, quando mai l'IRA ha colpito solo militari???
L'IRA faceva vero e proprio terrorismo, le BR non hanno mai fatto terrorismo. MAI.
Erano un'organizzazione sovversiva, combattente, non terroristica.

Le BR, se le confrontiamo su un piano militare, erano non solo più mirate (colpivano militari, giudici, politici, fascisti e dirigenti d'impresa, con l'eccezione di Rossa), ma arrivavano a prendersi dei rischi soggettivi per evitare morti involontarie.

Ho già ricordato in una precedente discussione di qualche anno fa come nel mio vecchio quartiere per anni si è ricordato come nell'attentato a Via Prati di Papa in zona marconi i brigatisti collocarono due pali agli estremi della strada per non far passare civili durante l'attacco, col rischio di essere sgamati in anticipo.
Altri gruppi armati (Prima linea, PAC, GAP, etc) avevano strategie diverse e colpivano in termini più diffusi, ma sempre politicamente mirati.

Quindi: se stiamo al tuo criterio è molto più guerra a bassa intensità quanto avvenuto in Italia che in nordirlanda.
la differenza è che lì è stato riconosciuto perché c'è stato il riconoscimento POLITICO al conflitto (e perché i cattolici dell'IRA in italia hanno sempre avuto simpatie trasversali, anche se in confronto a loro i brigatisti erano agnellini), che in italia manca per pure ragioni ideologiche e di propaganda ancora oggi presente, anche a conflitto finito da un pezzo.
E guarda che la responsabilità principale non è delle destre ma del PCI e partiti successivi perché avendo parlato per vent'anni di piccolo borghesi fascisti infiltrati non hanno mai voluto ammettere che quel fenomeno era di tutt'altra natura rispetto alle loro cialtronate.

Con 370 morti, migliaia di feriti e decine di migliaia di persone coinvolte nelle organizzazioni armate difficile non parlare di guerra civile a bassa intensità.
Il problema è tutto politico, non storico perché a livello storico sarebbe facile da riconoscere.

2) non hanno mai controllato nessun settore della società (classe, per dirla alla marxista) 3) non hanno mai portato l'attacco al "cuore dello stato" (che sono gli apparati militari e industriali, non i dirigenti d'azienda e i magistrati). quindi, a mio modo di vedere la differenza c'era ed era enorme (ripeto: non sto dando alcun giudizio politico/morale), poi ognuno la vede come vuole.



2) Falso. Esempio facile facile: questionario delatorio promosso in Fiat dal segretario torinese del PCI dell'epoca, Giuliano Ferrara, mi sembra nel '74, in cui si chiedeva agli operai di denunciare colleghi coinvolti con i brigatisti.
Nonostante il questionario fosse anonimo non rispose NESSUNO.
NESSUNO denunciò i compagni in armi. La connivenza era ELEVATISSIMA, altro che storie.
QUESTA è la storia che il PCI ha sempre voluto rimuovere e che vuole negare tutt'oggi.
I gruppi extraparlamentari e armati avevano un consenso, addirittura AMPIO in alcuni quartieri popolari.

3) no, hanno solo sequestrato e ucciso il presidente del partito di governo. robetta insomma.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4630 il: 28 Gen 2019, 18:43 »
...le BR non erano le FARC o l'IRA(per i cui membri può valere il discorso che fai tu) tutto qui.

Non lo erano per il semplice fatto che la questione era diversa.

Ma hanno sperato comunque di esserlo e che gli italiani li avessero visto in quell'ottica. E non solo loro.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4631 il: 28 Gen 2019, 19:22 »
DJ l'episodio voleva sottolineare la reazione della vittima più che i dettagli del ricorso.
Anche con le tue precisazioni mi sembri resti invariato il senso del mio commento.

Ma certo che SI.
Altrimenti cosa fai in situazioni del genere, metti in galera 20-30mila persone?
Ma te rendi conto che è impraticabile anche concretamente oltre che concettualmente assurdo?
Certo che devi contestualizzare, certo che le pene vanno ai principali responsabili e non ad ogni singolo combattente, qualsiasi conflitto si consideri.
Anche quando processi i criminali di guerra (prendi ad esempio la ex jugoslavia) vai a prendere i responsabili militari mica ogni singolo soldato o paramilitare.
In Italia l'amnistia post-45 fu talmente estesa che importanti gerarchi, prefetti, questori rimasero al loro posto. E forse lì si trattò di una misura eccessiva, perché almeno i funzionari andavano cacciati a calci nel culo, cosa che non avvenne.

Mi sembra quindi di dire una banalità, davvero stiamo dibattendo di questo?

Tanto è vero che persino su Cesare Battisti si sono dovuti inventare un suo ruolo di capo nei PAC del tutto inesistente per giustificare il caso che hanno tirato su ad arte.

Quello che puoi fare sui grandi numeri sono misure ausiliarie, quali l'interdizione dai pubblici uffici o la perdita di taluni diritti. Ma immaginare che la Legge debba funzionare nel modo lineare e rigido che riporti mi sembra davvero il risultato velenoso del giustizialismo degli ultimi vent'anni.
Una roba che è proprio impossibile, anche solo a livello pratico. Quindi in finale fuffa legal-giustizialista.

Dici che il caso italiano non può essere considerata una guerra civile a bassa intensità, a differenza di quello nordirlandese.
Io ti ripeto che politicamente delle BR condivido meno di zero, anche al di là della questione armata, ma non capisco come tu possa dire una cosa del genere.
L'IRA metteva le bombe, le BR non hanno mai fatto nulla del genere. Bombe nei pub (birmingham), camion bomba (londra), bombe negli hotel. Bombe che hanno ucciso pure bambini piccoli, lavoratori protestanti mitragliati per rappresaglia, quando mai l'IRA ha colpito solo militari???
L'IRA faceva vero e proprio terrorismo, le BR non hanno mai fatto terrorismo. MAI.
Erano un'organizzazione sovversiva, combattente, non terroristica.

Le BR, se le confrontiamo su un piano militare, erano non solo più mirate (colpivano militari, giudici, politici, fascisti e dirigenti d'impresa, con l'eccezione di Rossa), ma arrivavano a prendersi dei rischi soggettivi per evitare morti involontarie.

Ho già ricordato in una precedente discussione di qualche anno fa come nel mio vecchio quartiere per anni si è ricordato come nell'attentato a Via Prati di Papa in zona marconi i brigatisti collocarono due pali agli estremi della strada per non far passare civili durante l'attacco, col rischio di essere sgamati in anticipo.
Altri gruppi armati (Prima linea, PAC, GAP, etc) avevano strategie diverse e colpivano in termini più diffusi, ma sempre politicamente mirati.

Quindi: se stiamo al tuo criterio è molto più guerra a bassa intensità quanto avvenuto in Italia che in nordirlanda.
la differenza è che lì è stato riconosciuto perché c'è stato il riconoscimento POLITICO al conflitto (e perché i cattolici dell'IRA in italia hanno sempre avuto simpatie trasversali, anche se in confronto a loro i brigatisti erano agnellini), che in italia manca per pure ragioni ideologiche e di propaganda ancora oggi presente, anche a conflitto finito da un pezzo.
E guarda che la responsabilità principale non è delle destre ma del PCI e partiti successivi perché avendo parlato per vent'anni di piccolo borghesi fascisti infiltrati non hanno mai voluto ammettere che quel fenomeno era di tutt'altra natura rispetto alle loro cialtronate.

Con 370 morti, migliaia di feriti e decine di migliaia di persone coinvolte nelle organizzazioni armate difficile non parlare di guerra civile a bassa intensità.
Il problema è tutto politico, non storico perché a livello storico sarebbe facile da riconoscere.

2) Falso. Esempio facile facile: questionario delatorio promosso in Fiat dal segretario torinese del PCI dell'epoca, Giuliano Ferrara, mi sembra nel '74, in cui si chiedeva agli operai di denunciare colleghi coinvolti con i brigatisti.
Nonostante il questionario fosse anonimo non rispose NESSUNO.
NESSUNO denunciò i compagni in armi. La connivenza era ELEVATISSIMA, altro che storie.
QUESTA è la storia che il PCI ha sempre voluto rimuovere e che vuole negare tutt'oggi.
I gruppi extraparlamentari e armati avevano un consenso, addirittura AMPIO in alcuni quartieri popolari.

3) no, hanno solo sequestrato e ucciso il presidente del partito di governo. robetta insomma.
ti sei risposto. 20-30mila persone sono un esercito di combattenti
non mi risulta che le BR o chi per loro siano mai arrivati nemmeno lontanamente ad un decimo di tale numero.

Offline FatDanny

*****
17245
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4632 il: 28 Gen 2019, 21:53 »
ti sei risposto. 20-30mila persone sono un esercito di combattenti
non mi risulta che le BR o chi per loro siano mai arrivati nemmeno lontanamente ad un decimo di tale numero.

Quei numeri erano in riferimento all'esempio del Ruanda che hai fatto tu.
Lì non si parla di una guerra a bassa intensità ma di una guerra e basta.

E se ti risulta che la lotta armata abbia riguardato meno di 2mila persone (meno di un decimo br e chi per loro) significa che sei un ignorante e che vuoi ostentare conoscenze che non hai.

Ti faccio lo schema:

Ruanda - 30mila combattenti - guerra aperta

Ira - circa 10mila totali tra 69 e 90 - guerra a bassa intensità a suon di bombe (circa il 40% delle vittime civili)

Italia - 47 organizzazioni armate di sinistra, circa 7000 combattenti (i soli incarcerati sono stati 4200, di cui appena 923 brigatisti, le sole br nel 1976 erano circa mille senza contare i fiancheggiatori) - cosa sarebbe un fenomeno di queste dimensioni se non una guerra a bassa intensità?

Si consideri che solo tra 76 e 80 ci sono stati 10mila episodi di violenza politica in italia, una media di 5 al giorno ogni singolo giorno.

Freddi numeri piuttosto significativi.

Non confondere i piani, con me non attacca.
In Italia non si parla di guerra civile a bassa intensità per una rimozione deliberata e interessata.

Interessata dalla parte dc a rimuovere che ad iniziare con la violenza fu lo stato.
Interessata dal PCI che ha sempre voluto rinnegare quel pezzo di movimento operaio pur di non spiegare alcune delle sue scelte.

Oggi gli ex dc non hanno più interesse a mentire, gli ex PCI invece devono continuare con le loro storielle (così come i fascisti)
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4633 il: 29 Gen 2019, 01:25 »
Ma che sei scemo? Stai su un forum e te fai rode er culo se uno si chiede spiegazioni delle cose che scrivi?

Torna a nanna je lo dici a tu sorella e se non sei in grado di sostenere una discussione non partecipare proprio

Ė arrivato Er ducetto...


Paolino....non fare la vittima, dai
Sappiamo entrambi che non hai "chiesto spiegazioni".
Sei arrivato, hai posizionato il tuo piedistallo, ce sei salito sopra, hai preso la bacchetta in mano per fare lezione, e hai voluto fare il maestrino.
E io, a chi si pone così, più di 4 righe canzonatorie non dedico.
Scendi dal piedistallo sul quale sei salito in base a non si sa quale motivo e vedrai che potrei perfino farti l'elenco a cui tieni tanto.
Una cosa....il giochino di apostrofare con epiteti quali "ducetto" o, peggio, "fascio" chi non si fa impressionare dal piedistallo e risponde a tono (e maleducatamente, lo ammetto) per cercare di chiamarsi la ragione,  è vecchio, scoperto e ha bello che stuccato.
perché io sono sicuramente uno stronxo, sicuramente un'emerita testa di caxxo, ma altrettanto sicuramente non sono un "ducetto". O peggio....
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4634 il: 29 Gen 2019, 07:56 »
No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no...ah no: se si balla non vengo. No, no...allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: "Ni' vieni in là con noi dai..." e io: "andate, andate, vi raggiungo dopo...". Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4635 il: 29 Gen 2019, 07:59 »

Italia - 47 organizzazioni armate di sinistra, circa 7000 combattenti (i soli incarcerati sono stati 4200, di cui appena 923 brigatisti, le sole br nel 1976 erano circa mille senza contare i fiancheggiatori) - cosa sarebbe un fenomeno di queste dimensioni se non una guerra a bassa intensità?




fonte?
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4636 il: 29 Gen 2019, 08:59 »

Paolino....non fare la vittima, dai
Sappiamo entrambi che non hai "chiesto spiegazioni".
Sei arrivato, hai posizionato il tuo piedistallo, ce sei salito sopra, hai preso la bacchetta in mano per fare lezione, e hai voluto fare il maestrino.
E io, a chi si pone così, più di 4 righe canzonatorie non dedico.
Scendi dal piedistallo sul quale sei salito in base a non si sa quale motivo e vedrai che potrei perfino farti l'elenco a cui tieni tanto.
Una cosa....il giochino di apostrofare con epiteti quali "ducetto" o, peggio, "fascio" chi non si fa impressionare dal piedistallo e risponde a tono (e maleducatamente, lo ammetto) per cercare di chiamarsi la ragione,  è vecchio, scoperto e ha bello che stuccato.
perché io sono sicuramente uno stronxo, sicuramente un'emerita testa di caxxo, ma altrettanto sicuramente non sono un "ducetto". O peggio....

Guarda, stai a fa tutto da solo, e continui con questo tono da troll, il sarcasmo di cui parli e che mi attribuisci lo vedi solo tu, che poi e' stata la scusa che ti sei inventato per provocare e buttare tutto in caciara: io ti ho fatto una domanda quando ho letto il tuo post (10 gg... magari c'ho anche 'na vita fori), il resto e le mie intenzioni presunte perculatorie ce le hai ficcate tu... ora, se ti va rispondi, mica e' un obbligo eh, se non ti va, a posto lo stesso.

Comunque... Quella pagina contiene delle obbiezioni basate su atti concreti, non sono verita' assolute, ma evidenza di aspetti della vicenda che qualcuno piu' informato di me e di te si e' preoccupato di far sapere al prossimo, questioni che qualche dubbio su tutta la storia Battisti dovrebbero accenderlo; per me sono fatti, anche quelli, se invece vuoi continuare con questo tono da co.jo.nella, fai pure ma, nel caso, io la chiudo qui.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4637 il: 29 Gen 2019, 09:28 »
DJ l'episodio voleva sottolineare la reazione della vittima più che i dettagli del ricorso.
Anche con le tue precisazioni mi sembri resti invariato il senso del mio commento.

assolutamente d'accordo (non intendevo cambiarlo)

Offline FatDanny

*****
17245
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4638 il: 29 Gen 2019, 09:35 »
fonte?

Tanto Galli che Tessandori sulla base dei numeri delle inchieste (circa 6mila inquisiti) arrivano a queste stime, aggiungendo per altro come tra fiancheggiatori e simpatizzanti si arrivasse a diverse decine di migliaia.
Quadrelli nel suo "andare ai resti" testimonia invece come in diversi quartieri popolari ci fosse non solo ampia tolleranza, ma aperto appoggio per un'illegalità diffusa che coinvolgeva oltre ai militanti armati anche quella zona grigia con la criminalità comune che aveva come bersaglio i ricchi (batterie di rapinatori di banca, gioiellerie, ricchi borghesi). Zona grigia da cui emergono alcune figure tra cui proprio Cesare Battisti, ben diversa dal militante armato stile Renato Curcio o Mario Rossi.

Le operazioni di polizia erano rese più complicate dal fatto che, nonostante la vulgata storica di matrice PCI, in questi quartieri fitta era la rete di connivenze, cosa che permetteva di celare agilmente luoghi di riunione, latitanza o anche semplicemente di coprire una fuga.
Anche laddove non c'era aperto appoggio nello scontro di classe si sceglieva di proteggere il "compagno che sbaglia" rispetto alla controparte borghese/poliziesca.
Non a caso tale definizione è finita nel successivo tritacarne retorico proprio per il significato altamente sovversivo in essa insito.

Il punto è che per una seria indagine storica su questo fenomeno toccherebbe giungere ad alcune ammissioni assolutamente intollerabili per alcune parti politiche:

- la lotta di classe in Italia arrivò col '68-'69 ad uno scontro aperto, in cui al superamento da parte del movimento operaio dei tradizionali apparati di mediazione (consigli di fabbrica vs sindacati, la stessa FIOM venne scavalcata alla grande nella trattativa per il rinnovo contrattuale) e alla saldatura col movimento studentesco lo Stato rispose con forme di terrorismo istituzionale, stragi di stato, più in generale strategia della tensione;

- Davanti a questo pezzi di movimento operaio scelsero la lotta armata; rispetto a questa scelta anche chi non era d'accordo la comprendeva/tollerava proprio perché condivideva con essa lo sdegno per l'attacco violento e criminale portato avanti dallo Stato. Questa tolleranza si esaurì soltanto sul finire dei '70 e l'esecuzione di Rossa ne è simbolo compiuto.

- il PCI in quegli anni fu più interessato a criminalizzare il fenomeno che a comprenderne l'origine e soprattutto ad ammettere che larga parte dei militanti venivano dal suo mondo e non dalla piccola borghesia, men che meno dal fascismo.
Gran parte delle armi utilizzate nei Settanta, almeno del primo periodo, erano quelle non consegnate e nascoste dai gruppi partigiani al momento dell'armistizio, solo nella seconda metà degli anni '70 le principali organizzazioni armate riuscirono a rifornirsi dall'est europa o dal medio oriente.
Queste armerie, anche laddove non finite nelle mani della lotta armata, rappresentarono per lunghi anni un'assicurazione per i compagni in caso di golpe.
Fenomeni non diretti dal PCI a livello centrale, livelli di organizzazione molecolare-locale tramandati dalla Resistenza.
Ad esempio in un quartiere tradizionalmente rosso di Roma Sud (non Garbatella) è noto che non solo ci fosse questa armeria, ma ci fosse proprio un piano già studiato da far scattare in caso di necessità per prendere con le armi il commissariato di zona.


Questa era l'Italia politica dell'epoca, al di fuori della retorica ufficiale e delle amnesie interessate.
Sulla base di questo un'amnistia avrebbe pienamente senso storico, politico e giuridico.
Se non si fa è perché siamo un paese profondamente malato.
Re:Elezioni politiche 2018: i commenti dei Lazionetters
« Risposta #4639 il: 29 Gen 2019, 11:23 »
ma no, gli anni d piombo sono stati tutto meno che una cosa seria. una moda, una mania collettiva effimera; lo sfogo della spinta del testosterone compressa dalla cultura contadina. l'innesto della rivoluzione consumista degli anni 60 sulle radici patriarcali, maschiliste, moraliste cattoliche, degli italiani... shakerare, ed ecco le br.

la crisi puberale della costituenda società borghese italiana, con crisi e svenimenti annessi

ad un flip di interruttore sono diventati tutti (quelli non compromessi) yuppies. e vai con "avanti tutta".
 

Powered by SMFPacks Alerts Pro Mod