Elezioni: i commenti dei Lazionetters

Aperto da Il nostro Giorgione, 05 Mar 2018, 00:29

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FatDanny

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Citazione di: TomYorke il 11 Ago 2019, 08:10
'Ccivostri che litigate invece de scommette.

Non immaginavo che riuscisse in una giravolta tanto rapida (pari a quella di Grillo, va detto, visto che il PD fino a ieri era il "partito di Bibbiano").

Jimmyyyy, non fare lo gnorri con artifici retorici.
Se il tuo partito si presta a quanto si dice attendo la restituzione della tua tessera.
La cosa veramente assurda è che nel PD le posizioni si sono rovesciate in 24 ore e ambedue unicamente sul criterio del controllo del gruppo parlamentare (quel che dice Renzi nell'intervista è vero).
Tornando a quel che si diceva ieri, è l'ennesima dimostrazione del perché il miserevole PD non può in alcun modo essere una soluzione, nemmeno parziale, dei problemi che abbiamo.
Non esiste un'alternativa politica di sinistra all'esistente, né moderata né radicale.
Al momento in parlamento siedono solo 50 sfumature di merda

El Matador

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Ma basterebbero pd e 5s a sorreggere un breve governo tecnico?

La cosa mi lascerebbe dubbioso però...
Ovvio che risentiremo migliaia di volte il solito refrain del "governo non eletto", ma da un punto di vista di successive elezioni non so a chi converrebbe un quadro del genere, se non nell'ottica di un accordo vero e proprio di governo fra pd e 5s (l'uscita di grillo di ieri magari va in questa direzione?)

James M. McGill

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danny, guarda che questo non è il pd che si muove, è renzi che va allo scontro frontale con zingaretti. è renzi contro la ditta, cosa c'è da restituire, c'è da capire cosa resta dopo. magari è il grande momento che aspettavi: il pd sventrato da destra, come il ps francese.
ma per ora non si sa come reagiranno i renziani in parlamento, se compatti, e dove prenderanno i voti mancanti i renziani (suppongo in forza italia)

se ci riesce renzi si salva e sventra il pd. se non ci riesce si schianta.

UnDodicesimo

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Citazione di: El Matador il 11 Ago 2019, 08:49
Ma basterebbero pd e 5s a sorreggere un breve governo tecnico?

La cosa mi lascerebbe dubbioso però...
Ovvio che risentiremo migliaia di volte il solito refrain del "governo non eletto", ma da un punto di vista di successive elezioni non so a chi converrebbe un quadro del genere, se non nell'ottica di un accordo vero e proprio di governo fra pd e 5s (l'uscita di grillo di ieri magari va in questa direzione?)

se Salvini e' partito all'attacco e' perche' e' convinto di poter blindare una maggioranza, con FI e FdI, e quindi il cx con cui aveva corso alle ultime elezioni.

una blindatura che gli permeterebbe di reggere la botta di una finanziaria di qualsiesi tipo, lacrime e sangue o populista nonostante i problemi.

l'unica cosa che hanno pd e 5s e' prendere tempo.

PS: mi piacerebbe poi sapere in quali elezioni si e' turato il naso per il voto utile che ha creato il problema Salvini.

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GoodbyeStranger

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Citazione di: Omar65 il 11 Ago 2019, 08:16
Intanto il capocomico padre nobile chiama a raccolta per fermare i barbari...

Bel cazzo di capolavoro che hai fatto eh, ma non era meglio se continuavi a fare il giullare?

Così è più inquietante

FatDanny

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Citazione di: James M. McGill il 11 Ago 2019, 09:09
danny, guarda che questo non è il pd che si muove, è renzi che va allo scontro frontale con zingaretti. è renzi contro la ditta, cosa c'è da restituire, c'è da capire cosa resta dopo. magari è il grande momento che aspettavi: il pd sventrato da destra, come il ps francese.
ma per ora non si sa come reagiranno i renziani in parlamento, se compatti, e dove prenderanno i voti mancanti i renziani (suppongo in forza italia)

se ci riesce renzi si salva e sventra il pd. se non ci riesce si schianta.

Ti leggo dimesso, evidentemente è stata una bella botta questa intervista, nemmeno te immaginavi una giravolta tanto rapida  ;)

James M. McGill

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danny io non sono renziano
il problema è più il pd che si spacca

genesis

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E' una questione di potere.
Il 90% dei parlamentari PD è renziano, se si andasse al voto Zingaretti li sostituisce.

Se non si vota, Renzi continua a controllare i suoi parlamentari e ha tempo per creare il suo partito.

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FatDanny

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E in un secondo scompaiono la deriva fascista, i rischi per l'economia italiana, la cialtroneria grillina, i bisogni di milioni di persone.

Tutto, e dico tutto, si riduce ad uno scontro interno per il potere.
Non c'è uno straccio di idea, di progetto, di visione in nessuna delle due opzioni. Si mira solo a prevalere.
E noi dovremmo votare per questi qua come soluzione.

Se fossimo dal vivo, come Totò, vi pregherei di favorirmi il gomito.


PS mi spiace solo per chi continua a prestarvi un minimo di considerazione. Ma presto, sconfortati, vi abbandoneranno pure questi ultimi romantici.

James M. McGill

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ma questi "qua" chi?
ma prestar "vi" a chi?

io non capisco questa continua presunzione di essere altro, di avere il lasciapassare della "buona politica" in tasca, di essere esentati dal confrontarsi con il mondo e dare lezioni da una nuvoletta.

manco il Papa fa così...

anderz

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Dal voto di sfiducia alle consultazioni di Mattarella ne vedremo delle bellissime. L'uscita di Beppe Grillo è stata davvero il massimo. Il profeta della democrazia diretta, della lotta agli inciuci di palazzo, della sovranità popolare che annuncia che lui mica è scemo e cor cazzo che va ad elezioni. Prepariamoci a un bel governo tecnico, magari più gggiovane e startuppista dei professoroni montiani, che farà scrivere la legge di bilancio direttamente a Bruxelles, non che con il governo Conte non fosse già così eh, ma almeno c'era un po' di teatro.

FatDanny

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Citazione di: James M. McGill il 11 Ago 2019, 13:01
ma questi "qua" chi?
ma prestar "vi" a chi?

io non capisco questa continua presunzione di essere altro, di avere il lasciapassare della "buona politica" in tasca, di essere esentati dal confrontarsi con il mondo e dare lezioni da una nuvoletta.

manco il Papa fa così...

Sbaglio o ieri si parlava del PD come argine alla barbarie che avanza?
Quindi "questi qua" a cui ancora qualcuno concede credibilità sono i rappresentanti del PD, capaci (di tutte le correnti) di giravolte pari solo a quelle grilline.
Uno spasso Twitter sti giorni e non solo a guardare i "renziners", intendiamoci.

Che poi se fossero posizioni dovute ad un senso di responsabilità, ad una strategia politica con la P maiuscola, si potrebbe anche discutere in termini di accordo o disaccordo.
Ma vederli posizionarsi solo in base al potere interno è uno spettacolo misero.

Caro Jimmy, io non presumo, io SONO altro.
Magari sconfitto, magari oggi residuale, certamente non esente da errori, ma con una statura etica e politica mille volte superiore a questi straccivendoli. Io non ho MAI assunto una posizione politica per mantenere un micropotere. E fidati, avrei potuto eccome.
Quindi perdonami, ma non è che sembro sentirmi superiore. Lo sono proprio.

E purtroppo siamo in questa situazione anche e soprattutto perché i gruppi dirigenti a sinistra sono invece stati caratterizzati da straccivendoli dediti più al personale che alla Politica, il signor Fausto Bertinotti in primis, tanto per non guardare solo in casa vostra.

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COLDILANA61

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Citazione di: James M. McGill il 11 Ago 2019, 09:55
danny io non sono renziano
il problema è più il pd che si spacca

Renzi è andato in sezione . Si è iscritto . Ha portato le sue idee . Ha vinto . Renzi è il PD .

Altrimenti come da tua citazione , cacciatelo a calci in culo ed amen .


James M. McGill

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coldilana, renzi non ha vinto, l'ultimo congresso ha perso
e il punto non è "cacciarlo" oggi il punto e che se ne va lui

pentiux

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Se ne va se ne va, ma intanto sempre la sta.
Perché quando dico che il PD è un tappo, lo è anche per Renzi.

VeniVidiLulic

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l'italia... un film apocalittico con attori da commedia.

Uff, fortunatamente tutto questo tra meno di un mese sarà solo un brutto ricordo.
Pure mio fratello ce se mette, je chiedo de Lazzari e Jony e attacca a parlare della caduta del governo...

PARISsn

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Ieri sul "manifesto" Emanuele Macaluso, vecchio e glorioso dirigente comunista, constatava, dall'alto dei suoi 95 anni suonati, che in questo momento di crisi di governo aperta da Salvini bisogna stare in campo con quello che c'è nel panorama politico della sinistra. "Oggi in tutto il mondo politico non c'è più il meglio: i grandi partiti, i Togliatti, i De Gasperi, i Moro e i Nenni. Siamo in piena crisi della politica altrimenti non avremmo i Di Maio e i Salvini. E la sinistra vive in questa crisi".

L'obiettivo è chiaro: sconfiggere l'assalto allo stato democratico del "bauscia" milanese e la sua invocazione agli italiani di dargli "i pieni poteri". Un assalto iniziato da tempo e che oggi si arricchisce di una nuova pretesa: scegliere lui i tempi dello svolgimento della crisi.

Nell'intervista Macaluso non fa sconti ai fallimenti della sinistra postcomunista. La storia – ricorda – comincia con il Pds e i DS. "L'obiettivo del governo era un problema importante per gli eredi di un partito, il Pci, che era stato sempre fuori dal governo, tranne che subito dopo la Liberazione e poi con Moro, nell'area di governo. Ma non poteva essere l'unico obiettivo: quei dirigenti non hanno più posto attenzione ai processi sociali, culturali e sociali. Altrimenti non si spiega che sia avanzata questa destra, anche nel Mezzogiorno dove la Lega tifava per l'Etna e il Vesuvio. È avvenuto un processo in cui le generazioni che c'erano e quelle che sono venute dopo hanno perso le fondamenta di una forza democratica di sinistra. È stata spazzata via la presenza nel territorio, il rapporto personale, nei quartieri, nelle fabbriche, nella scuola. Oggi c'è la rete, ma non basta. Obama faceva comizi, anche piccoli. Così Sanders e i democratici. Comizi in camicia come li facevamo noi negli anni 50 e 60. Salvini l'ha capito, infatti è l'unico che fa ancora comizi".
Sul Pd l'opinione di Macaluso è chiara: "Io non sono iscritto al Pd – dice -, ho scritto un libro che si intitola 'Al capolinea' e per me il Pd soffre il modo come è nato. Ma siccome ora non c'è altro – ripeto: non c'è altro – dico a tutti che demolirlo significa rafforzare la destra. Quindi bisogna semmai dare argomenti, suggerire temi, mettere in campo questioni anche fuori dal partito. E bisogna avere la capacità di cogliere quello che c'è fuori dal partito. Avere molta attenzione al mondo sindacale: il Pd, e non solo Renzi, ha la responsabilità di non averlo capito. E in Italia la questione sociale si intreccia alla questione dell'immigrazione. Perché la questione sociale resta sempre essenziale per una forza di sinistra".

Ma torniamo alla crisi di governo aperta da Salvini con gli intenti che sappiamo e da lui stesso conclamati. Essa ha creato immediatamente una situazione nuova sotto due aspetti essenziali. Il primo è quello del venire in primo piano le preoccupazioni per gli effetti sociali immediati che essa può avere sulla situazione economica: il rialzo dello spread e il possibile aumento dell'Iva che colpirebbe un po' tutti, soprattutto i lavoratori, il ceto medio e le fasce più deboli della popolazione. Il tutto sullo sfondo di uno scontro annunciato da Salvini con l'Europa a proposito di uno sforamento del deficit se fosse lui a varare la prossima finanziaria da Presidente del Consiglio sostenuto in Parlamento da una maggioranza assoluta. Il che potrebbe eccitare ancor più i mercati e il signor spread.

Il secondo è il pronto rimescolamento delle posizioni politiche tra i partiti antisalviniani e dentro di essi. Dimenticate le reciproche e sanguinose contumelie, gli insulti, i giuramenti solenni, i "mai con quelli lì", ieri Grillo e oggi Renzi aprono a possibili intese che blocchino l'irresistibile ascesa del "bauscia" milanese. "niente voto fermiamo i barbari" dice il guru pentastellato mentre Renzi prospetta un governo istituzionale. Non è da escludere che le file degli avversatori delle elezioni subito, possano essere ingrossate dalla riserva sempre cospicua di parlamentari di varia provenienza che non hanno per niente voglia di abbandonare il loro scranno con il rischio, non per i leghisti e i possibili alleati meloniani, di non rivederlo più. C'è poi da osservare che nel Pd la repentina posizione di Renzi non è quella del segretario Zingaretti che ha finora sempre detto che non c'erano altre soluzioni alla caduta del governo gialloverde se non le elezioni. E che l'opinione di "Zinga" è diversa da quella di Franceschini e di un'area ex popolare già da tempo favorevole ad aprire un dialogo con i pentastellati. Il segretario Pd oggi esplicita ancor meglio i suoi timori: "Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd/5 stelle (perché di questo stiamo parlando) per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no".

Se Salvini rappresenta una destra sovranista pericolosa, nostalgica e xenofoba, culturalmente regressiva, è evidente che tutti coloro che non sono di quella vena debbono unirsi per salvare il paese dai suoi demoni storicamente ricorrenti. In questo fronte, che dovrà trovare la formula politica e di governo più appropriata, (non pare realistico un governo Pd-M5s) per agglutinarsi e respingere i desiderata salviniani, troveranno collocazione anche coloro le cui motivazioni per una tale scelta non siano proprio limpide dal punto di vista democratico e dei comportamenti politici precedenti sempre segnati, a volte scandalosamente segnati, dal proprio particulare. Del resto, come dice Macaluso, "non c'è più il meglio" e obtorto collo bisogna utilizzare quel che passa il convento.

C'è però una "conditio sine qua non" che una possibile soluzione governativa antisalviniana deve ottemperare: un programma sociale che mentre evita l'aumento dell'Iva e calma lo spread, aumenti in modo consistente i salari tramite la riduzione del cuneo fiscale; riduca il numero dei contratti precari, confermi e perfezioni il reddito di cittadinanza; ottenga dalla nuova commissione europea la riforma del trattato di Dublino e nell'immediato la redistribuzione degli immigrati nei paesi della Unione europea; produca una nuova legge elettorale proporzionale che abolisca la vergogna del "rosatellum". E altri provvedimenti economici, giudiziari di immediato impatto favorevole sull'opinione pubblica. Infine, da ultimo ma non per ultimo, consideri come dirimente il confronto a tutto campo con sindacati, imprenditori e altre parti sociali sulla questione sociale ed economica.

In sostanza, la "conditio sine qua non" succitata è che l'unità delle forze antisalviniane ha un senso se riesce a demolire nel paese l'infatuazione per il "bauscia" milanese producendo una politica sociale aggressiva e offensiva sulle questioni che hanno fatto fin qui gonfiare la rana meneghina. Perciò sarebbe il caso che al centro della discussione più che le formule si mettessero le cose da fare. In caso contrario avrebbe ragione Zingaretti.

UnDodicesimo

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se il PD con Zingaretti fara' meglio, o meno peggio, del PD con Renzi, quest'ultimo verra' scalzato.

ovvio che con risultati opposti, e' probabile che il Matteo fiorentino riotterra' la dirigenza.

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carib

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Non so se è più inquietante o affascinante  :s
Lo quoterei tutto ogni volta, ed è anche sintetico

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 11 Ago 2019, 13:36
Sbaglio o ieri si parlava del PD come argine alla barbarie che avanza?
Quindi "questi qua" a cui ancora qualcuno concede credibilità sono i rappresentanti del PD, capaci (di tutte le correnti) di giravolte pari solo a quelle grilline.
Uno spasso Twitter sti giorni e non solo a guardare i "renziners", intendiamoci.

Che poi se fossero posizioni dovute ad un senso di responsabilità, ad una strategia politica con la P maiuscola, si potrebbe anche discutere in termini di accordo o disaccordo...

Tutto giustissimo, ma per l'eterogenesi dei fini se davvero si mettono d'accordo renzi e grillo è solo un bene.
Se si vota adesso salvini stravince ma pd e m5s sopravvivono.
Se invece mettono su un governo di qualsiasi tipo fondato su questa sorta di "compromesso storico" devono stare bene attenti a non forzare l'uno con l'altro, perchè se poi cade salvini non solo rivince ma loro due scompaiono o quasi.
Il che da un lato non sarebbe per niente male, sempre che si voglia correre il rischio di 5 anni di autoritarismo.
Riguardo la querelle renzi/zingaretti come dici tu è solo lotta per mantenere potere.
Nella sostanza politica non vedo tutta sta differenza tra i due.
Forse nella comunicazione, zinga ci tiene ad apparire vagamente di sinistra, ma nei fatti?
La voterebbe zinga la legge m5s sul salario minimo?

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