Come per Trump, come per Brexit, gi elettori de "sinistra" preferiscono scagliarsi contro il cittadino ignorante e gretto piuttosto che analizzare i motivi di un voto del genere. Soprattutto ancora ascrivono alla categoria "sinistra" un partito come il PD (che nel nome non ha più alcun accenno alle parole sinistra o socialdemocrazia già da un decennio e certamente da prima di Renzi), gli ultraliberisti paladini dell'austerità più disumana di +Europa o perfino gente come Hillary Clinton.
Non è un caso che ormai giusto al centro di Roma o Milano il PD abbia stravinto, non è per niente un caso. Se Salvini prende i voti degli operai del nord e i 5stelle sbancano al sud, nonostante scandali veri e presunti, polemiche ecc, forse chi non ha interpretato correttamente la situazione è chi si scaglia vergognosamente contro il suffragio universale.
Poi siamo d'accordo che sia Lega che M5S siano le risposte sbagliate. Ma ce ne erano di giuste? Voglio dire, chi vota PD cosa ne pensa della legislazione sul lavoro dalla riforma Treu al Jobs Act? La flessibilità sempre più selvaggia è stata un bene? Cosa ne pensa un sostenitore della Bonino di ulteriori tagli alla spesa pubblica conditi, anche qui, con un'ulteriore giro di vite sulla flessibilità (che a casa mia si legge precarietà)? Un elettore di LeU si è reso conto di aver sostenuto un trappolone teso a far tornare la vecchia leadership della "sinistra" piuttosto che il gioioso carrozzone capitanato dal solito magistrato prestanome?
Le finanze degli italiani si sono ridotte drasticamente negli ultimi 20 anni; una generazione intera, la mia, non potrà ambire per la prima volta nella storia d'Italia, ad avere un reddito superiore a quello dei genitori, una cosa che non è accaduta nemmeno dopo la seconda guerra mondiale; siamo tornati ad essere un popolo di emigranti. Io ricomincerei da questi semplici fatti.