Era l'ora !
LO STATO ASOCIALE
I dieci capitoli dimenticati dall'Italia tornata egoista
È una riforma ancora in cantiere, quella del Terzo settore, prevista dalla legge delega 106 del 2016. E mentre i tempi si sono allungati, anno dopo anno e governo dopo governo in attesa dei decreti attuativi, nell'ultimo anno l'emergenza solidarietà ha aperto altri fronti: dieci in tutto, ne abbiamo contati in queste due pagine.
Cominciamo proprio dai provvedimenti mancanti, a partire da quelli per il Codice del Terzo settore. Secondo il Forum del Terzo settore, al 12 marzo, su 24 decreti attuativi, ne erano stati approvati sette (tra cui la composizione e il funzionamento della Cabina di regia e la definizione delle aree principali d intervento e gli obiettivi delle attività finanziabili con il Fondo) e quattro erano in elaborazione.
Per l'impresa sociale, su 12 decreti previsti, solo due sono stati adottati e altrettanti quelli in fase di elaborazione, tra cui le linee guida per la redazione del bilancio sociale. Per il 5 per mille è ancora in fase di elaborazione l'unico decreto che prevede, tra l'altro, le modalità di accreditamento degli enti beneficiari e i criteri di riparto dei fondi. Infine, per il Servizio civile universale, nessuno degli atti previsti è nemmeno in fase di elaborazione. Tra l'altro, manca il decreto per la redazione del piano triennale e del piano annuale delle attività, il decreto con i programmi di intervento approvati, quello per la nomina dei componenti la Consulta nazionale per il servizio civile e quello per la sua organizzazione e funzionamento. Tra i
punti-chiave va ricordata la mancata convocazione, fino a settimana scorsa, del Consiglio nazionale per il Terzo settore, organo previsto per legge.
Poi ci sono gli altri temi aperti, quelli di più stringente attualità perché determinano il consenso politico: due di questi hanno a che vedere con l'universo dei migranti, per come (non) sono più soccorsi, ormai da due anni a questa parte, cioè da quando è iniziata la campagna di messa al bando delle Ong dal mare; e per come gli stessi profughi, negli ultimi mesi, sono stati trasformati in ospiti indesiderati delle stesse strutture di accoglienza, in seguito ai tagli dei fondi e al ridimensionamento degli Sprar. Quattro, invece, sono i capitoli più prettamente politico-sociali che riguardano da vicino l'esclusione dei senza fissa dimora dal circuito del reddito di cittadinanza, l'addio al bonus baby sitter per le famiglie, la marcia indietro (dopo forti polemiche) sul raddoppio dell'Ires al non profit e il sempre rimandato finanziamento del Fondo per i non autosufficienti. Infine, le emergenze sociali nascoste: il carcere, dove il principio del 'buttare la chiave' sembra aver avuto la meglio sulle politiche di reinserimento (che avrebbero bisogno di soldi per essere attuate) e le comunità familiari, l'ultimo campo di battaglia di cui è stato investito (per stabilire cosa?) il Parlamento.